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Bi-amplificazione orizzontale: esperienza interessante


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@luigi61 un piccolo semplice upgrade per le tue sempre splendide  R1 ? Sostituire le resistenze corazzate da 5 ohm sul tweeter con due da 10 ohm in parallelo della mundorf top.. 5 minuti per cassa e poi… eliminare la retina di protezione del coassiale, altri 10 minuti.

entrambe le mods sono ovviamente reversibili.. 

Grazie per i suggerimenti.

Per il momento, ho intenzione di godermi questo importante step, che mi sta dando enormi soddisfazioni.

Ho privilegiato la bi-amplificazione passiva orizzontale con due ampli identici per rendere completamente indipendenti le due sezioni di crossover, ciascuna alimentata da un ampli di potenza adeguata. Questo porta ad una scioltezza e fluidità di emissione notevole e sopratutto restituisce una quantità di informazioni intelligibili, che prima sembravano nascoste, in modo naturale, senza fatica d'ascolto, invitando ad alzare il volume: bellissima sensazione!

Con questa configurazione, con gli ampli perfettamente uguali, i diffusori continuano a lavorare con i tagli di crossover di progetto. Sono consapevole che un crossover esterno potrebbe fornire ulteriori possibilità di personalizzazione e maggiore flessibilità nella taratura fine delle vie. Cercherò di approfondire quali possano essere i reali vantaggi, anche se  tendo a privilegiare le configurazioni più semplici possibili.

@alexis ho pensato spesso se fosse il caso di upgradare il crossover delle TAD con componentistica di qualità super top, ma non mi sono ancora deciso. Non ho idea delle difficoltà ad intervenire sulle tre sezioni di crossover e se siano facilmente raggiungibili per la modifica. Vedrò di approfondire.

Per il momento non ho intenzione di cambiare questi diffusori che, nel mio ambiente, suonano in modo completo, equilibratissimo e non saprei cos'altro cercare, senza avere il rischio di avventurarmi su strade perigliose ed economicamente molto impegnative.

 

 

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@luigi61 lasciali così.. ma come ti dicevo la resistenza corazzata è fuoribordo, cioè non é sullo stampato, e puoi semplicemente aggirarla senza toccare l‘originalità dell‘insieme.

evidente maggiore finezza sull‘acuto, si sente subito.

altro punto criticabile è pure la morsettiera, ci metterei i mundorf top.. a bassa massa…

in rame puro.

sull‘eventualità di fare un xover nuovo, senza toccare quello originale.. ci avevo pensato pure io.. ma metti in preventivo almeno 5K di componenti top.. il circuito è molto semplice, ma devi affidarti a un top man.. 

 

 

55 minuti fa, luigi61 ha scritto:

Per il momento, ho intenzione di godermi questo importante step, che mi sta dando enormi soddisfazioni.

Ho privilegiato la bi-amplificazione passiva orizzontale con due ampli identici per rendere completamente indipendenti le due sezioni di crossover,

 

Potresti provare altre due cose:

 

1)un ampli pilota bassi dx e medio alti dx. Idem, l’altro canale. Così facendo l’alimentazione degli ampli dei due canali lavorerebbe in maniera più “simile”, dovendo l’ampli cmq riprodurre tutto lo spettro.


Oppure:

 

2)un ampli pilota bassi dx e medio alti sx. L’altro ampli pilota bassi sx e medio alti dx. Così avresti alimentazioni che lavorano in maniera simile e massima separazione fra i canali. Infatti eventuali “passaggi di segnale” indesiderati da un canale all’altro sarebbero filtrati dal crossover. Stiamo parlando di “sesso degli angeli” ma forse su un sistema/ambiente così bello (c o m p l i m e n t i!!!) ha senso.

 

Hai messo Tone Winner in panchina? Oppure hai preferito l’altro ampli x facilità di reperire il gemello?

13 minuti fa, Collegatiper ha scritto:

Hai messo Tone Winner in panchina? Oppure hai preferito l’altro ampli x facilità di reperire il gemello?

Ho scoperto Audia Flight con il preampificatore. Non avevo mai avuto occasione di provare a casa mia i loro prodotti.

Mi è piaciuto talmente tanto il suono che mi sono messo subito alla ricerca del finale per ottenere il family sound completo.

In Italia facciamo dei prodotti di qualità superiore o almeno uguale ai marchi esteri più blasonati e performanti nel settore, ma non hanno la visibilità che meriterebbero, secondo me.

La prima prova di biamplificazione l’ho fatta quasi per caso in abbinamento al Tonewinner, che era già posizionato sul tavolino.

Visto il grande risultato, del tutto inatteso, ho pensato di unificare l’amplificazione full Audia Flight per avere i parametri elettrici perfettamente identici e perché il risultato complessivo è il migliore che ho avuto nella mia sala fino ad oggi.

 

2 ore fa, maxgazebo ha scritto:

Interessante questa posizione...perchè non si fa così la multiamplificazione vera? Perchè non utilizzare finali specifici per la gamma che si deve pilotare?

Io negli anni ho fatto multiamplificazione vera con DSP e speaker processor, ma utilizzando anche finali diversi tra loro, sempre con estremo successo, però mi interessa capire il motivo

Sono stato effettivamente troppo sintetico ed estremista.

Fisserei dei punti:

A) crossover esterno per dedicare lo stadio di amplificazione ad un ben preciso range di frequenze; 

B) indissolubilmente legato al punto A, lo stadio di amplificazione piloterà un carico (trasduttore/i di banda) con un modulo di impedenza molto meno tormentato che quello di un crossover passivo interno (reti LCR); 

C) dipendente dal tipo di crossover e dal tipo di amplificatore finale (relative regolazioni attuabili) la scelta degli amplificatori da usarsi per singola via.

Chiaro che dal punto C si possa assumere che stadi finali uguali su tutte le vie elimineranno differenze nel dominio della frequenza e del tempo (timbrica e delay) e differenze di guadagno.

Quindi non è vietato in senso assoluto utilizzare finali differenti, ma sarebbe sicuramente più opportuno usare il medesimo.

Ciao!

13 minuti fa, luigi61 ha scritto:

In Italia facciamo dei prodotti di qualità superiore o almeno uguale ai marchi esteri più blasonati e performanti nel settore, ma non hanno la visibilità che meriterebbero, secondo me.

Concordo, troppe volte il problema di visibilità è del marchio che non investe in marketing.

Ma tante volte è colpa del consumatore che valuta i prodotti per il blasone e per la penetrazione nel mercato senza dedicare attenzione alle tante soluzioni presenti.

Ciao!

10 minuti fa, memleak ha scritto:

Sono stato effettivamente troppo sintetico ed estremista.

Fisserei dei punti:

A) crossover esterno per dedicare lo stadio di amplificazione ad un ben preciso range di frequenze; 

B) indissolubilmente legato al punto A, lo stadio di amplificazione piloterà un carico (trasduttore/i di banda) con un modulo di impedenza molto meno tormentato che quello di un crossover passivo interno (reti LCR); 

C) dipendente dal tipo di crossover e dal tipo di amplificatore finale (relative regolazioni attuabili) la scelta degli amplificatori da usarsi per singola via.

Chiaro che dal punto C si possa assumere che stadi finali uguali su tutte le vie elimineranno differenze nel dominio della frequenza e del tempo (timbrica e delay) e differenze di guadagno.

Quindi non è vietato in senso assoluto utilizzare finali differenti, ma sarebbe sicuramente più opportuno usare il medesimo.

Ciao!

Ok, diciamo che ora è più completo...ma continuo a non essere d'accordo sul discorso di avere finali uguali...per me anzi vanno scelti per caratteristiche intrinseche legate alla gamma che devono riprodurre

Mi è capitato spesso di realizzare sistemi pro con finali multicanale, anche 8 canali nello stesso case, molto comodi anche per motivi di spazio nel mobile rack, per cui in questo caso il tuo concetto è estremizzato...ma nelle situazioni dove puntavo alla resa finale mi sceglievo dei finali "ad hoc", quindi per me questo è il discorso da seguire

10 ore fa, memleak ha scritto:

Scusate se mi autocito, stavo dimenticando di scrivere che i valvolari li potete lasciare negli anni 70, adesso abbiamo di meglio.

Misure - e solo quelle - docet.

Solo quelle perchè si tratta di maledettissima elettronica.

Tutto misurabile.

E come...

Ciao!

Sono d'accordo sulle rettifiche che hai fatto e su quasi tutto ciò che hai scritto sul discorso multiamp.

Che degli ampli bisogna guardare solo le misure però no,  se no facciamo tutti gli ampli con le schede cinesi da 15 euro che ti garantisco hanno misure di prim'ordine e però all'ascolto valgono poco più di quanto costano.

Gli ampli hanno un timbro e quando si parla di timbro ci andrei cauto con le affermazioni trancianti...

@luigi61

bello step, non ho dubbi sul miglioramento. Prodotti bellissimi apprezzati nel mondo.

Ti butto là un'idea da verificare con Audia: senti se possono essere configurati in bridge mono...(i finali burmester lo sono per esempio, bastano dei cavi ad hoc).

Io dopo un annetto di soddisfacente biamp verticale (che poi se i finali sono identici e perfettamente dual mono equivale alla biamp orizzontale) ho fatto la prova e...don't look back 

Ciao Luigi!

3 ore fa, newton ha scritto:

@luigi61

bello step, non ho dubbi sul miglioramento. Prodotti bellissimi apprezzati nel mondo.

Ti butto là un'idea da verificare con Audia: senti se possono essere configurati in bridge mono...(i finali burmester lo sono per esempio, bastano dei cavi ad hoc).

Io dopo un annetto di soddisfacente biamp verticale (che poi se i finali sono identici e perfettamente dual mono equivale alla biamp orizzontale) ho fatto la prova e...don't look back 

Ciao Luigi!

Approvo.

Da sempre (anni 80) fautore del multiamp puro, senza filtri passivi, e orizzontale.

Configurazione attuale 4 finali dual block di cui 3 valvolari e uno stato solido (0-200hz) con speaker manager digitale.

Come dice Luigi...don't look back.

 

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