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Bi-amplificazione orizzontale: esperienza interessante


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@luigi61 bellissimo impianto, il prossimo up grade che potrei consigliarti è l'utilizzo di crossover attivo eliminando quello passivo (che potrai sempre ripristinare quando vuoi), avrai una possibilità di controllo infinita e dinamica pazzesca.

complimenti comunque

56 minuti fa, plinth art ha scritto:

l'utilizzo di crossover attivo eliminando quello passivo

Temo non sia una cosa proprio banale, ci vogliono competenze di un certo livello per impostare tutti i tagli, pendenze, ritardi, ecc. e ripristinare gli eventuali aggiustamenti che il xover passivo probabilmente applicava.

  • Melius 1

@mla non è banale ma neanche così complicato come potrebbe sembrare, certo un pò di competenza ci vuole; con un impianto ad altissimi livelli il fine tuning è fondamentale e forse la cosa più divertente.

più tardi spero di riuscire ad effettuare un ascolto delle GENELEC 8381A; amplificazioni dedicate per un totale di 6KW di potenza.

vado a pettinarmi:classic_biggrin:  

48 minuti fa, mla ha scritto:

Temo non sia una cosa proprio banale, ci vogliono competenze di un certo livello per impostare tutti i tagli, pendenze, ritardi, ecc. e ripristinare gli eventuali aggiustamenti che il xover passivo probabilmente applicava.

Concordo in toto, serve anche un microfono e un software adatto, è un attimo a impostare male dei parametri e si rischia di entrare in un tunnel infinito di ritocchi qua e la.

Comunque un gran bel sentire.. possobilità infinite per mettere a punto l’impianto.. peccato per un front end non all’altezza secondo me… penso anche che non ci sia bisogno di arrivare a quelle cifre, mi sto sempre più convincendo che  il futuro, haimè, è sui prodotti pro

IMG_6690.jpeg

13 ore fa, plinth art ha scritto:

 il futuro, haimè, è sui prodotti pro

C'è stato un periodo in cui questa affermazione sarebbe stata condivisibile, e di fatto era possibile mettere insieme impianti di altissimo livello attingendo tra i prodotti pro, anche sulle elettroniche ma più che altro sui trasduttori.

Vere e proprie pietre miliari dell'alta fedeltà che godono di altissima considerazione ancora oggi, sono state progettate e realizzate con filosofia e/o componentistica P.A.

Basti pensare ai diffusori Klipsch, Tad e Altec, ai finali Soundcraftsmen e SAE, ai trasduttori, drivers e trombe JBL, RCF, Altec, Electrovoice, Tad.

Oggi non è più così principalmente per via delle amplificazioni digitali, che dal punto di vista timbrico lasciano insoddisfatti molti audiofili (tra cui il sottoscritto), almeno a partire dalla gamma media.

Il costo per watt irrisorio di tali amplificazioni ha influito sulla produzione dei trasduttori Pro, che hanno mutato caratteristiche per sopportare potenze inusitate (inutili in ambito home) rinunciando alle caratteristiche che li rendevano idonei per utilizzi di qualità.

La "moda" dei line array per la sonorizzazione di grandi locali ed eventi all'aperto ha relegato le trombe all'utilizzo tra sagre di paese e giostrai, facendo venire meno qualsiasi esigenza di qualità dell'emissione, ed è sostanzialmente andata persa "l'arte" della progettazione dei full horn e con essa la produzione di trasduttori idonei per tale utilizzo.

Esistono ancora poche eccezioni tra i trasduttori, dove qualche produttore ha ancora in catalogo qualcosa palesemente "quality oriented", ma per trovare qualcosa di decente bisogna sfogliare molti cataloghi e sulla maggior parte di essi non si trova niente di adatto.

Dall'altra parte la direzione che ha preso l'hi-fi a mio avviso non è molto meglio (se non peggio ancora), ma questo è un altro discorso.

  • Melius 1
  • Thanks 1
5 minuti fa, Bunker ha scritto:

è sostanzialmente andata persa "l'arte" della progettazione dei full horn e con essa la produzione di trasduttori idonei per tale utilizzo.

Concordo,anche se con un utilizzo consapevole dei moderni altoparlanti PRO (leggi: manico del progettista) si possono ottenere risultati notevolissimi e con altoparlanti dal costo accessibile e ricambistica disponibile.

captainsensible

@plinth art quei diffusori (le Genelec 8381), avendoli ascoltati, posso dire che erano notevoli, "nonostante" la classe D su tutte le vie.

La dinamica era notevole e la timbrica secondo me corretta, compresa l'estensione dell'immagine stereo.

Il limite di quell'ascolto era, secondo me, la dimensione della sala, che non consentiva una corretta gestione dei bassi, con qualche irregolarità di risposta, sulla quale il sistema di correzione effettivamente non mi sembrava avesse fatto alcun intervento, sotto i 100 Hz.

Messi in una sala adatta (sono studio monitor) le prestazioni sono eccellenti.

 

CS 

 

un biamp orizzontale con ampli identici è perfettamente equivalente all’usare due mono (uno per canale) con la stessa amplificazione ma di prestazione elettrica doppia.

un mono, però, fornisce la corrente in una maniera che si adatta dinamicamente  tra le vie mentre in biamp si decide prima cosa è disponibile per una via e cosa per l’altra. In soldoni l’ampli che alimenta le vie medio alte è sprecato, molta della sua capacità resta inutilizzata, mentre se la via bassa raggiunge il massimo che può ricevere dal canale dell’ampli che la alimenta non ha altra fonte da cui prelevare oltre.

Questo non significa che non suoni bene/meglio la versione bi amp. Ha semplicemente un limite più basso della versione mono amp con un amplificazione di prestazione doppia. 

Equivale ad un aumento di potenza inferiore ai dati di targa dei due ampli usati. 

——

È il motivo per cui, nelle multi amplificazioni (molto spesso attive), l’ampli delle vie medio alte è sempre parecchio meno potente di quello delle vie basse. Ricordo che la potenza di un amp non viene fornita linearmente lungo lo spettro di frequenze audio bensì in maniere preponderante nella gamma molto bassa e bassa.

——

Per concludere, se proprio si vuole fare questa esperienza conta molto che l’ampli per le vie basse sia potente e correntoso, quello per le medio alte può esserlo molto meno, e che il guadagno sia identico tra i due. È il guadagno a dare il livello di volume identico per ambo le vie. Se gli ampli, infine, sono diversi si può giocare con la loro timbrica ed ottenere suoni differenti secondo gli accoppiamenti. Se si inseriscono controlli di volume (pre passivi in pratica) si può anche ottenere una sorta di controllo di tono centrato sulle frequenze di crossover. 

1 ora fa, captainsensible ha scritto:

@plinth art quei diffusori (le Genelec 8381), avendoli ascoltati, posso dire che erano notevoli, "nonostante" la classe D su tutte le vie.

La dinamica era notevole e la timbrica secondo me corretta, compresa l'estensione dell'immagine stereo.

Il limite di quell'ascolto era, secondo me, la dimensione della sala, che non consentiva una corretta gestione dei bassi, con qualche irregolarità di risposta, sulla quale il sistema di correzione effettivamente non mi sembrava avesse fatto alcun intervento, sotto i 100 Hz.

Messi in una sala adatta (sono studio monitor) le prestazioni sono eccellenti.

CS 

I diffusori attivi fanno categoria a se, perché consentono un intervento talmente "invasivo" (in senso buono...) da parte del progettista che anche soluzioni oggettivamente "discutibili" come guide d'onda e classe D possono essere implementate senza grossi problemi, prendendo quello (poco a mio avviso) di buono che hanno da dare e correggendo attivamente il resto, peraltro con una precisione ed una automaticita' nella correzione che è impensabile da ottenere da chiunque tranne che il progettista (al quale comunque, per far suonare bene roba simile, indubbiamente "gli fumano" e anche parecchio).

Rimane il dubbio di come suonerebbe un sistema con un approccio del genere se utilizzasse delle amplificazioni e un approccio ai trasduttori diverso.

14 minuti fa, Jack ha scritto:

un biamp orizzontale con ampli identici è perfettamente equivalente all’usare due mono (uno per canale) con la stessa amplificazione ma di prestazione elettrica doppia.

un mono, però, fornisce la corrente in una maniera che si adatta dinamicamente  tra le vie mentre in biamp si decide prima cosa è disponibile per una via e cosa per l’altra. In soldoni l’ampli che alimenta le vie medio alte è sprecato, molta della sua capacità resta inutilizzata, mentre se la via bassa raggiunge il massimo che può ricevere dal canale dell’ampli che la alimenta non ha altra fonte da cui prelevare oltre.

Questo non significa che non suoni bene/meglio la versione bi amp. Ha semplicemente un limite più basso della versione mono amp con un amplificazione di prestazione doppia. 

Equivale ad un aumento di potenza inferiore ai dati di targa dei due ampli usati. 

——

È il motivo per cui, nelle multi amplificazioni (molto spesso attive), l’ampli delle vie medio alte è sempre parecchio meno potente di quello delle vie basse. Ricordo che la potenza di un amp non viene fornita linearmente lungo lo spettro di frequenze audio bensì in maniere preponderante nella gamma molto bassa e bassa.

——

Per concludere, se proprio si vuole fare questa esperienza conta molto che l’ampli per le vie basse sia potente e correntoso, quello per le medio alte può esserlo molto meno, e che il guadagno sia identico tra i due. È il guadagno a dare il livello di volume identico per ambo le vie. Se gli ampli, infine, sono diversi si può giocare con la loro timbrica ed ottenere suoni differenti secondo gli accoppiamenti. Se si inseriscono controlli di volume (pre passivi in pratica) si può anche ottenere una sorta di controllo di tono centrato sulle frequenze di crossover. 

Disamina corretta. Nella pratica però difficilmente si arriva a saturare la via bassa in un sistema multiamp, anche se è bene sottolineare come hai fatto tu le esigenze che il finale dedicato ai bassi deve soddisfare.

C'è anche da dire che lavorare su un singolo trasduttore direttamente e senza filtri passivi, agevola il lavoro dell'amplificatore anche di parecchio, a seconda delle caratteristiche del diffusore (impedenza e componenti costituenti il filtro passivo) e dell'amplificatore (rapporto trasformatori/condensatori, retroazione e smorzamento) per cui in alcuni casi in multiamp si riesce ad impiegare con buoni risultati dei finali che come caratteristiche non risulterebbero ideali se dovessero pilotare lo stesso diffusore in una ipotetica versione passiva.

 

Riguardo al discorso dello spreco di potenza, in linea di principio è vero, anche perché come dicevo sopra spesso le amplificazioni multiamp finiscono per essere sovradimensionate anche di parecchio per varie ragioni (tra cui non ultima la non disponibilità dei finali desiderati in versioni a bassa potenza).

Va però considerata  anche la qualità dell'erogazione e la distorsione in funzione della potenza erogata rispetto alla massima che non è uguale in tutti i tipi di amplificatori.

Inoltre, in caso di amplificazioni in classe AB l'utilizzo di una frazione della potenza nominale consente al finale di lavorare in classe A  per buona parte del tempo pur disponendo in caso di necessità di una riserva di potenza di cui un ampli in classe A non disporrebbe.

44 minuti fa, Bunker ha scritto:

lavorare su un singolo trasduttore direttamente e senza filtri passivi, agevola il lavoro dell'amplificatore anche di parecchio, a seconda delle caratteristiche del diffusore (impedenza e componenti costituenti il filtro passivo) e dell'amplificatore (rapporto trasformatori/condensatori, retroazione e smorzamento) per cui in alcuni casi in multiamp si riesce ad impiegare con buoni risultati dei finali che come caratteristiche non risulterebbero ideali se dovessero pilotare lo stesso diffusore in una ipotetica versione passiva.

 

L'OP e @Jack parlavano di biamplificazione passiva, perciò il filtro passivo sui diffusori c'è.

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