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Ilaria Salis: in carcere preventivo in Ungheria dal febbraio 2023


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8 minuti fa, carmus ha scritto:

Quindi la riforma della giustizia serve a mettere un freno alla magistratura… in che forma ?

Nella mia ignoranza  (lo premetto) quando rimanda ad una legge ordinaria ( la maggioranza parlamentare) e non una legge costituzionale ( i 2/3 del parlamento):   come, nel merito di cosa e soprattutto come sarà composta l'Alta Corte che dovrà giudicare disciplinarmente i Magistrati ( sia requirenti che giudicanti) 

24 minuti fa, andpi65 ha scritto:

ci starai mica dicendo   Seneka che tocca mettergli un freno  a sta Magistratura

Io sto semplicemente dicendo che non è detto che polizia, magistratura e gli atri sempre ci azzecchino.

Se poi questa troika sta in un paese come l'Ungheria io cercherei di non farmi giudicare laggù

Fabio Cottatellucci
14 minuti fa, wow ha scritto:

Qui abbiamo fatto peste e corna per i due marò (che alla fine hanno ucciso un povero pescatore).

...che non hanno ucciso proprio nessuno e che sono finiti in mezzo a uno scontro politico tutto indiano, e la situazione andava sbloccata.
Chissà perché ma sono sicuro che se fossero stati due militari americani, inglesi o francesi le cose sarebbero andate ben diversamente.

11 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

...che non hanno ucciso proprio nessuno e che sono finiti in mezzo a uno scontro politico tutto indiano, la situazione andava sbloccata.

Io sapevo che avevano ucciso il pescatore (tanto è vero che lo Stato italiano ha risarcito la famiglia volontariamente), ma se così non è, abbiamo la conferma di come il sistema giudiziario di una autocrazia può fare tutto e il contrario di tutto. (anche la Salis è nel mezzo di uno scontro politico). 

39 minuti fa, wow ha scritto:

Qui abbiamo fatto peste e corna per i due marò (che alla fine hanno ucciso un povero pescatore).

Tra l'altro la Salis non fa altro che ripetere che non si sottrarrebbe a un processo in Italia, ma siamo come le rane bollite

I Marò a mare e  la Salis in parlamento . Olè!

Ma spiegami Antonio da quale processo  in Italia  a cui non  si sottrarrebbe si parla , alla luce dell'immunità parlamentare?

Immunità e democrazia

di LUIGI MANCONI

Vorrei sottrarmi alla stucchevole e un po’ intimidatoria pretesa che imporrebbe, prima, una ostentata presa di distanza e, poi, un garbato, molto garbato, riconoscimento. Del genere: non condivido nemmeno mezza idea di quel tizio o di quella tizia (ecchesaràmai? una bestia?), ma deve poter continuare a parlare. Mi sembra una concezione molto formalistica e, allo stesso tempo, molto ordinaria della libertà di espressione e di manifestazione. Il troppo abusato aforisma sulla tolleranza di Voltaire viene ridotto a una versione mediocre e loffia o, meglio, a una sdrucita petizione di principio. Non è questo in alcun modo il cuore della cosiddetta “questione Salis”, che risiede altrove. E ciò è ancora più evidente dopo aver ascoltato le recentissime parole dell’interessata, quando chiede che il processo si tenga in Italia, «in un Paese civile, dove vige lo stato di diritto, dove accuse e prove possono essere valutate in modo equo e trasparente, con tutte le garanzie democratiche» (Corriere della Sera). Ecco, in tal modo, la vicenda viene restituita alla sua essenziale sostanza giuridica e politica. Trattasi, in altre parole, di una importante questione di garantismo per come debba intendersi all’interno di un moderno stato di diritto e di un ordinamento giuridico democratico e liberale. Questo porta a considerare due diversi, eppure coincidenti, temi: quello relativo ai diritti, alle garanzie e alle prerogative del ruolo di parlamentare; e quello dell’effettività dei requisiti e delle condizioni di uno stato di diritto e del suo pieno e integrale funzionamento. È sotto questo aspetto, e solo sotto questo aspetto, che l’azione giudiziaria contro Ilaria Salis va analizzata cancellandone con cura il nome e il cognome, o inserendone uno di fantasia. O, per andare oltre, intestandola ad avversari conclamati: che so? quella tipina ammodo di Silvia Sardone; o un decennio fa, quel buontempone di Mario Borghezio, o ancora oggi — mi voglio rovinare — quell’innocuo guascone del generale Vannacci. Per tutti questi personaggi, così come per qualsiasi anonimo parlamentare europeo, dovrebbero essere applicate, col massimo rigore e senza alcuna deroga le regole previste per il dispositivo dell’immunità. Che, al di là dei possibili abusi, non sono un privilegio della casta, ma discendono da un diritto affermatosi nel corso della lotta contro la tirannia e per la tutela della rappresentanza democratica. È una concezione, questa, schiettamente liberale che trova scarsissimi consensi all’interno della destra e che fatica ad affermarsi pienamente all’interno della sinistra. Ed è una concezione che — torno al caso di Ilaria Salis — assume un carattere di urgenza e di emergenza in quanto trova la sua origine in Ungheria e all’interno del sistema politico-giudiziario di quel paese e delle sue degenerazioni. Probabilmente non tutti sanno che è stato lo stesso Parlamento europeo ad avviare una procedura d’infrazione nei confronti del governo ungherese: e proprio in ragione delle violazioni delle regole e dei principi che qualificano uno stato di diritto. Tra questi, è l’indipendenza della magistratura a rappresentare uno dei passaggi più critici di quella che sembra l’irresistibile precipitazione dell’Ungheria verso un regime di democrazia illiberale e autoritaria. Dunque, non va ritenuto un semplice dettaglio il fatto che, nei giorni scorsi, il portavoce di Viktor Orbán abbia deciso di trasmettere a Salis le coordinate toponomastiche del carcere di massima sicurezza in cui la vorrebbe reclusa. E numerose sono le torsioni e le rotture del sistema penale cui Salis si dovrebbe sottoporre. Basti pensare che per uno dei reati, lesioni (con prognosi di 4-5 giorni), la pena può arrivare fino a 24 anni, mentre in Italia sarebbe di competenza del giudice di pace. Da qui una domanda per gli elettori di centrodestra: «La giustizia ungherese corrisponde alla vostra idea di come dovrebbe funzionare la giustizia in un paese democratico?» (Francesco Cundari). Infine, non va dimenticato nemmeno per un istante, che la prima immagine di Ilaria Salis giunta fino a noi è quella di una donna con i ceppi, incatenata e trascinata al guinzaglio. Vogliamo o no che tale rappresentazione della giustizia sia consegnata al museo degli orrori di un’epoca che, almeno per l’Europa, è da considerarsi definitivamente trascorsa?

  • Melius 1
6 minuti fa, andpi65 ha scritto:

Ma spiegami Antonio di quale processo  in Italia  a cui non  si sottrarrebbe si parlerebbe, alla luce dell'immunità parlamentare?

Andrea, il mandato della Salis terminerà e si farà processare in Italia. peraltro l'immunità della Salis deve passare ancora al vaglio dell'Assemblea.  

41 minuti fa, wow ha scritto:

Ma veramente si pensa di poter richiedere una pena di 11 (sul Foglio leggo 24 (ventiquattro)) anni per un dito ferito con otto giorni di prognosi senza che ci sia stata denuncia della vittima?

Anche, eventualmente, solo per aver assistito al pestaggio, ammesso che si riesca a provare che la Salis era nel gruppo?

In effetti per lesioni è un pò altina ma quello è il loro CP,  e non è che possiamo scriverglielo noi . Prova a farti beccare in qualche paese del sud est asiatico con droga e poi vedi!  Paese che vai CP che trovi, ci devi pensare prima direi!

9 ore fa, mozarteum ha scritto:

fosse stato un fascista italiano a menare un comunista ungherese lo schieramento del tifo sarebbe stato diverso

Non lo penso per nulla, quantomeno non avremmo avuto giorni e giorni di talk show Mediaset con i più disparati commenti da parte di politici o collegamenti con le piazze per ascoltare la voce del "popolo", inoltre neanche un thread da circa 50 pagine 

  • Melius 1
14 minuti fa, wow ha scritto:

Andrea, il mandato della Salis terminerà e si farà processare in Italia. peraltro l'immunità della Salis deve passare ancora al vaglio dell'Assemblea.  

Tutta sta pantomima e giravolte  per questa quando hai  già belle  giudicato e condannato  i Marò, dalla scrivania ? 

Mi domando  di cosa stiamo a parlare Antonio ?

 

10 minuti fa, andpi65 ha scritto:

per questa quando hai  già belle  giudicato e condannato  i Marò, dalla scrivania

non ho condannato nessuno Andrea! Ho per caso chiesto cosa facevano i Marò in India o detto che potevano starsene a casa a fare la calzetta?

Poi hai memoria corta: appena ieri ho scritto che abbiamo fatto bene a farli tornare in Italia e nel forum bruciato avevo scritto che avevano fatto una cassata a consegnarli agli indiani ... 

Guarda te ... 

Vedo che cerchi di cogliermi sempre alla sprovvista ;) 

24 minuti fa, andpi65 ha scritto:

Tu invece le azzechi tutte ehh :classic_biggrin:

Non credo proprio.  Ma quando non azzeco qualcosa non rischio di mettere in galera uno che non ci deve andare. 

Al massimo butto via dei manufatti d'acciaio. 

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