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Il limite è la stanza


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aggiungo una mia :

alle varie mostre è da sempre assai difficile sentire discretamente , si sa , nonostante tende e moquette , quando ci sono

Tuttavia in casa difficilmente esistono macroscopicità , almeno a me difficilmente capitò di sentire il ......... disastro .......... , spesso citato in settore hiend

chiaro che piazzare due Khorn , viste , in una stanza 4 x 5 , beh , strano pensare possano funzionare

Penso che la corretta base di partenza possa essere il locale dove si intende piazzare il tutto , locale che impone una scelta primaria dell'impianto , diciamo ....... casse ..........

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1 ora fa, Maurjmusic ha scritto:

la potenzialità del sistema che può  variare, a volte anche sensibilmente,  dalla tipologia dei diffusori; quelli a dipolo ad esempio  (come le  Martin Logan) secondo la mia esperienza  si esprimono meglio  in stanze poco trattate  (soprattutto la  parete posteriore ai  diffusori) cosi come  le Magneplanar. 

In casa ho sia Martin Logan (quest) che Magneplanar(smga), suonano meglio nell'ambiente trattato, sono più dettagliate e si notano sfumature che nella stanza non trattata si perdono.

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5 ore fa, domenico80 ha scritto:

ok , ma quali lavori fatti ? , mi incuriosisce il tagliando hiend , mai pensato

Una volta rifece una saldatura , una volta tolse aria alle valvole finali , controllo del bias , pulizia generale ….fortunatamente nulla di particolarmente impegnativo , ed è proprio perché resti sempre poco impegnativo che lo faccio sistematicamente . 

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2 ore fa, gimmetto ha scritto:

Si aprono le elettroniche, si richiudono e...suonano meglio! E' l'hi-end bellezza!


Basti che continui a suonare come sempre  suonano già in modo eccellente , meglio di qualsiasi altro ampli abbia mai ascoltato . . 
😉

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36 minuti fa, Lucasan ha scritto:

Una volta rifece una saldatura , una volta tolse aria alle valvole finali , controllo del bias , pulizia generale ….fortunatamente nulla di particolarmente impegnativo , ed è proprio perché resti sempre poco impegnativo che lo faccio sistematicamente . 

Non ti seguo , abbi pazienza : ........ Togliere aria aile valvole ....... ?

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4 ore fa, Dufay ha scritto:

La questione è: meglio investire soldi nel trattare l'ambiente o nell'impianto?

Uno normale risponderebbe dipende.

Uno stanzista o ambientalista che dir si voglia avendo certezze granitiche direbbe trattare l'ambiente certamente.

Tutto qua.

Oltre a molti altri epiteti offensivi probabilmente tu mi consideri "anormale" oltre che "stanzista". Non mi offendo perché se "anormale" vuol dire diverso da te questo per me è un complimento, ma comunque anch'io direi dipende, per cui per una volta mi trovi d'accordo.

Secondo me dipende primo dalla tipologia dei diffusori, e in parte anche dalla stanza, da come è arredata ecc.

A proposito di arredamento, quando nella domanda parlavo di "investire in una buona stanza", non mi riferivo necessariamente a costruire una stanza ad hoc, ma anche all'arredamento della stanza fatto con criterio mirato "audiofilo", ad esempio con le classiche librerie, tappeti e tendaggi, perché in fin dei conti anche questo va considerato come "investimento". A meno che uno per puro caso abbia già una stanza quasi perfetta acusticamente e un bel giorno decida di metterci dentro un impianto, che statisticamente mi sembra un evento poco probabile.

Chiedo dunque a @Jarvis, che mi pare ritiene superflua la correzione sia passiva che attiva, se in realtà non stia dando per scontato una correzione passiva "travestita" da arredamento. Diversamente uno si deve accontentare di ascoltare come può (che va anche bene ed è ciò che io stesso faccio nel mio "ufficio"),  magari a volumi di sottofondo o poco piu'. Perché non vedo come un fine tuning del posizionamento dei diffusori possa risolvere problematiche macro come rimbombi e risonanze varie, piuttosto che infissi che vibrano ecc.

____

Le risposte che parlano di xover sono interessanti. È chiaro che tramite crossover si può manipolare la risposta (e in misura minore anche qualcos'altro). La correzione tramite crossover non è però alla portata di chi acquista diffusori commerciali, e anche per chi se li costruisce ed è in grado di progettare un filtro passivo, richiede una messa a punto decisamente laboriosa e dispendiosa in termini di tempo e risorse, per cui è una soluzione accessibile a una percentuale minima degli audiofili, senza contare che poi quei diffusori (così come il punto di ascolto) non dovrebbero mai essere spostati.

La correzione mediante crossover attivo è sicuramente più alla portata di tutti, è un po più rapida  e più versatile consentendo correzioni che non sono possibili se non in minima parte con filtri passivi, ma comporta comunque multiamp e relativi costi e complicazioni, oltre ovviamente alla capacita' di saper impostare i filtri, per cui anche questa non è una soluzione per tutti. Da utilizzatore di un sistema multiamplificato mi sto mettendo nei panni dell'audiofilo medio, riconoscendo i limiti della soluzione senza soffermarmi sui ben noti benefici.

___

Senza spirito polemico ma per pura curiosità, chiedo a chi è contrario ai sistemi di DRC, o li ritiene giustificati solo in casi estremi, la ragione della loro contrarietà. Anche una naturale avversione nei confronti di "computer" e processi digitali è una risposta accettabile, in fin dei conti siamo umani e le idiosincrasie fanno parte del nostro modo di essere.

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ascoltoebasta
7 ore fa, Nacchero ha scritto:

Io penso che si questo siamo d'accordo quasi tutti. Secondo me però il giochino sta nel "dover scegliere" la situazione più equilibrata fra i 2 compromessi.

Certo,ma credo dipenda dai casi,io nelle mie esperienze,a meno di ambienti proprio pessimi  e a volumi da condominio (credo la condizione più diffusa) ho sempre preferito un impianto migliore in ambiente medio piuttosto che l'inverso.

5 ore fa, Dufay ha scritto:

La questione è: meglio investire soldi nel trattare l'ambiente o nell'impianto?

 

Certamente,era una lieve provocazione....

5 ore fa, Dufay ha scritto:

Uno normale risponderebbe dipende.

Condivido....come ho scritto in risposta a Nacchero.

 

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36 minuti fa, domenico80 ha scritto:

@Bunker

zitto tu che capisci na ma@@a , come me .................... :classic_wink:

Non sono un progettista di elettroniche valvolari, e men che meno di tubi termoionici, però non parlo mai di cose che non conosco.

Se le valvole perdono il vuoto (ammesso che questo non abbia gia' causato dei danni) non e che lo ripristini con le macchine per uso alimentare e non credo che un laboratorio elettronico possa permettersi di acquistare una pompa turbomolecolare per riparare valvole che il 99,99% dei clienti semplicemente sostituirebbe.

 

"tubes require a hard vacuum, that can only be attained by diffusion or turbomolecular pumps"

 

https://www.diyaudio.com/community/threads/repair-vacuum-tubes.97675/

 

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pompa_turbomolecolare

 

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14 ore fa, Bunker ha scritto:

Una buona stanza non esclude comunque una correzione attiva (o no?).

Io la mia, espressamente dedicata alla musica, l’ho trattata in maniera importante solo passivamente (pannelli e quant’altro) facendomi aiutare da professionisti del settore, riservandomi l’eventuale trattamento attivo solo se, alle mie orecchie, il risultato non fosse gradevole. Come suona il tutto mi piace molto,  non ho quindi un reale desiderio e conseguente necessità di inserire un DRC, ammetto però che, a forza di leggervi, la curiosità di misurare per bene ed eventualmente verificare l’apporto di un DRC è tanta… Prima o poi troverò qualcuno, competente e soprattutto appassionato (sono disposto a ricambiare solo con prodotti enogastronomici, specificatamente vinicoli),  disponibile a venire a casa mia (si è una palese richiesta :) ) 

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2 ore fa, Bunker ha scritto:

Senza spirito polemico ma per pura curiosità, chiedo a chi è contrario ai sistemi di DRC, o li ritiene giustificati solo in casi estremi, la ragione della loro contrarietà. Anche una naturale avversione nei confronti di "computer" e processi digitali è una risposta accettabile, in fin dei conti siamo umani e le idiosincrasie fanno parte del nostro modo di essere.

Sono anni e anni che se ne parla sul forum. Io ho iniziato ad utilizzarlo dal 2017 e da allora è stabile nei miei impianti e nei miei ambienti di ascolto.

L'unica costante che ho rilevato, è che molti ne parlano ma non sono molti coloro che lo hanno testato realmente a fondo.

E ancora meno quelli che avendolo testato, lo hanno poi dismesso.

Io ai chiacchiericci teorico-audiofili, non sono interessato, mi confronto molto volentieri con chi realmente provato e magari anche scartato.

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4 minuti fa, Superfuzz ha scritto:

Io la mia, espressamente dedicata alla musica, l’ho trattata in maniera importante solo passivamente (pannelli e quant’altro) facendomi aiutare da professionisti del settore, riservandomi l’eventuale trattamento attivo solo se, alle mie orecchie, il risultato non fosse gradevole. Come suona il tutto mi piace molto,  non ho quindi un reale desiderio e conseguente necessità di inserire un DRC, ammetto però che, a forza di leggervi, la curiosità di misurare per bene ed eventualmente verificare l’apporto di un DRC è tanta… Prima o poi troverò qualcuno, competente e soprattutto appassionato (sono disposto a ricambiare solo con prodotti gastronomici, specificatamente vinicoli),  disponibile a venire a casa mia (si è una palese richiesta :) ) 

Più appassionato che competente. Dove abiti?

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