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Tavolini HiFi


iBan69
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Stimolato da alcuni interventi, fatti in altre discussioni, apro questo thread, per averne uno permanente, che racchiuda le nostre esperienze in merito a questo “accessorio”, che considero molto importante, per il nostro hobby.

Lo scopo. Quello di un tavolino HiFi, rispetto a quello di qualunque altro mobile, dovrebbe essere di avere alcune caratteristiche costruttive che risultino d’aiuto nell’ottimizzazione del nostro sistema audio. Queste caratteristiche, vanno ad influire sulla qualità sonora, del nostro impianto in modo più o meno marcato. Progetto, materiali, costruzione, concorrono tutte al risultato finale, che non dimentichiamoci, è sempre quello sonoro, ma non solo. 

L’isolamento. Forse la più importante caratteristica , è quella relativa alla battaglia alle vibrazioni, nemica giurata, della quasi la totalità degli apparecchi da riproduzione. In modi diversi, con materiali e costruzione diverse, tutti i tavolini HiFi, tendono a limitare, in modo più o meno efficace, il fenomeno dalle vibrazioni, che arrivano hai nostri apparecchi o che vengono create da alcuni di essi è trasmessi ad altri. Isolare gli apparecchi della catena di riproduzione è necessario, se si vogliono sfruttare appieno le prestazioni sonore, dei questi.

Questo può essere fatto in modi diversi, con punte o isolatori, disaccoppiando o isolando.

Anche i materiali influiscono sul suono: legno, Bambù, vetro, metallo, apporteranno sfumature sonore diverse, al risultato finale.

Praticità. Un’altro aspetto, che può apparire scontato, ma non lo è affatto, è il contenimento di tali apparecchi, che spesso hanno dimensioni e esigenze differenti. Un buon tavolino HiFi, deve essere valutato anche in funzione di questo aspetto. Quante elettroniche ci stanno? Possiede una modularitá, che mi permette di sfruttarlo anche nel momento in cui cambierò un componente del mio impianto? Devo appoggiarci il giradischi o una TV? Ha le altezze giuste per contenere le elettroniche che ci devo mettere oggi, o in futuro? le elettroniche hanno una sufficiente circolazione d’aria per poter lavorare, in modo corretto? 

Non valutare tutti questi aspetti si rischia di incorrere in una successiva necessità di sostituzione del suddetto, con relativo spreco di denaro.

L’estetica. Un tavolino HiFi, è ben visibile nel nostro ambiente, fintanto lo sarà anche l’impianto che contiene. A meno di avere una stanza dedicata (o cattivo gusto), l’estetica di un tavolino avrà sempre importanza, fintanto sia collocato in un ambiente condiviso o sfruttato anche per altre funzioni, come ad esempio un soggiorno/salotto. Un bel tavolino, valorizzerà anche i componenti che conterrà, aggiungendo anche un di più estetico al tutto, che male non fa.

Il prezzo. Bé, argomento delicato e soggettivo. Come tutti gli accessori HiFi, i tavolini hanno costi che partano da poche centinaia di euro, fino a costare anche alcune migliaia. 

L’acquisto di un tavolino costoso, mi permetterà di avere maggior qualità sonora? Non è detto. 

Alcuni prodotti hanno costi elevati, perché hanno materiali e progettazione tale da esserlo, ma la loro efficacia può essere difficilmente valutabile se non inserita in catene altamente performato e ahimè anche costose. Ma, in linea di massima, oggi si possono acquistare ottimi prodotti spendendo cifre ragionevoli, tra i 500/600€, che considerando i vantaggi apportati e la loro durata (sicuramente ben superiore ad una delle nostre elettroniche), sono alla portata di ogni appassionato.

Riassumendo il mio pensiero al riguardo.

Quando mi capita di vedere, impianti (anche costosi) appoggiati in modo casuale su mobili assolutamente inadatti allo scolpo, penso che spendere soldi per poi cambiare un componente, siano soldi non investiti al meglio, se poi si tralasciano aspetti come quello del tavolino HiFi.

La mia esperienza, mi ha insegnato, che in questo hobby i dettagli, gli accessori e la cura per il posizionamento del nostro amato impianto, sono importanti, sempre in un ordine di grandezza equilibrato e proporzionato al nostro sistema.

Ho posseduto diversi tavolini HiFi, nella mia storia di appassionato, Target Audio, Solidsteel, Norstone, alcuni più costosi di quelli attuali, ma tutti mi hanno sempre soddisfatto. 

Negli ultimi decenni, i costruttori di tavolini, si sono moltiplicati, sicuramente perché il l’interesse da parte degli appassionati è cresciuto, purtroppo anche i prezzi di tali accessori, si sono alzati, anche in modo spropositato. Ma, ritengo che l’utilità di un tavolino, sia importante, e non debba mancare in una catena HiFi, ben pensata e costruita, anche se, esistono interessanti soluzioni alternative, di ottima efficacia, pensate e fatte da appassionati come noi, che dovrebbero essere considerate, prima di acquistare un tavolino.

L’importante è mettere nella migliore condizione di lavoro, i componenti del nostro impianto. 

Quindi, ora, lascio a Voi la parola è magari anche delle foto, per illustrare le vostre scelte, magari motivandole e dando delle indicazioni utili a tutti coloro che leggeranno questa discussione.

Grazie.

 

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alberto1954

L'accessorio fondamentale per i miei giradischi è la mensola a muro. Ne ho 2, una "The sound Organisation" e l'altra a doppio ripiano " Apollo"  prese ambedue su Ebay Uk. 

Da quando i giradischi sono posizionati li hanno incrementato notevolmente le loro prestazioni.

Come supporto per le elettroniche ho un tavolino a 4 ripiani  Archidee, che debbo dire nella sua semplicità ha una  notevole  rigidità ed insensibilità alle vibrazioni esterne.

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Pongo a voi (più esperti del sottoscritto) i seguenti quesiti: 

 

le vibrazioni influirebbero sul lettore cd e il giradischi o anche su altri componenti?

 

se si, i componenti pregiati che si avvalgono di questi rack non dovrebbero già avere una tecnologia che permette loro di azzerare le menzionate vibrazioni?

 

a questo punto questi mobili di indubbia qualità (voglio immaginare che ci siano studi relativamente ala loro realizzazione e sul prezzo mi astengo perché quello è soggettivo, ovvero se uno se lo può permettere meglio per lui, mentre la qualità dello stesso è oggettiva), che beneficio potrebbero dare, un 0,5/1% sul risultato finale?

 

Il tutto senza alcuna polemica, io il mio modesto impianto l’ho piazzato su un mobile in sala costruito con una struttura in alluminio e legno (metto una foto per far capire come è fatto) pagato uno sproposito e che da vuoto lo si solleva in due 😉

 

 

 

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Questi sono i miei: Audiophilar Modern Line.

Le gambe sono in acciaio pieno, solide e pesantissine con i coni, con largo e stabile invito, filettati per la corretta messa in piano.
Lavorazioni e finiture perfette.

Il ripiano si può scegliere in MDF o granito.

Inoltre la progettazione modulare rende molto flessibili le configurazioni.

Parlando di prezzi, il Modern Line III a tre ripani costa 1500 Euro.

Sotto i tavolini ho messo i disaccoppiatori DAM con la loro larga base Elephant.

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Maurjmusic

N. 3 Solidsteel S3/3 ..... vicini vicini fanno il loro “ lavoro” in modo egregio ad un costo ancora accettabile.

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@jj@66 il costo, l’estetica o la qualità di un mobile non dedicato, ha poca importanza se non è pensato per controllare e ridurre le vibrazioni. 
Si posso costruire mobili dedicati, senza comprarli già fatti, ma la costruttiva deve seguire determinate indicazioni, altrimenti non sono mobili adatti all’utilizzo HiFi. 
Riguardo alla loro efficacia, dipende da diversi fattori: pavimento, posizionamento, costruzione, materiali, componenti su di esso collocati. 

Valutare dal punto di vista acustico, un tavolino HiFi con un’altro, può essere complicato, e risolversi solo con percepibili sfumature. Ma, il vero confronto e verifica, lo si ha tra un mobile qualunque, magari poco adatto è un mobile costruito appositamente.

Ovviamente, tutto diventa più rilevante, quando si ha un giradischi, ma anche CD, amplificazioni valvolari, sono molto sensibili alle vibrazioni. 
Un tavolino dedicato, rispetto ad uno non dedicato, può, in alcune situazioni ambientali problematiche, fare una differenza in termini sonori molto più, del 10%, quando di mezzo ci sono le vibrazioni che arrivano ai nostri apparecchi. 

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6 ore fa, jj@66 ha scritto:

sul lettore cd e il giradischi o anche su altri componenti?

Giradischi ed amplificazioni valvolari (anche stadi interni a tubi). Se un lettore CD che non ha stadi a valvolel "patisce" le vibrazioni, meglio cambiarlo.

6 ore fa, jj@66 ha scritto:

non dovrebbero già avere una tecnologia che permette loro di azzerare le menzionate vibrazioni?

 Certamente l'hanno; però, azzerarle è impossibile perché si propagano anche, talvolta soprattutto, per aria; comunque, la maggior parte delle elettroniche SS se ne fa un baffo delle vibrazioni residue.

Tieni conto che la microfonicità di alcuni valvolari può dare illusione di ricchezza di suono.

7 ore fa, jj@66 ha scritto:

che beneficio potrebbero dare, un 0,5/1% sul risultato finale?

Da 0.00000001 % al 100 % a seconda del tipo di elettroniche e/o di girapadelle: se si innesca Larsen a carico di uno stadio a tubi e/o nel girapadelle, l'impianto diventa inutilizzabile, da cui, il 100%.

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gibraltar

3D interessante.

Chiedo a chi è più esperto: tendenzialmente, ci sono dei principi costruttivi di massima che un mobile, supporto per hifi deve avere? Intendo dire, al di là delle prove (che per un mobiletto diventano già difficili...), quali sono le cose, le caratteristiche progettuali e i materiali utilizzati che bisogna tenere maggiormente in conto quando si intende acquistare un mobiletto?

Infine una domanda sulle mensole a muro, specialmente ad uso giradischi: queste sono sempre preferibili, anche se si installano in normali pareti di mattone forato (come nella stragrande maggioranza dei casi), rispetto ad un appoggio a pavimento? Oppure funzionano solo in determinati casi?

Grazie a chi vorrà rispondere.

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6 minuti fa, enzo966 ha scritto:

Da 0.00000001 % al 100 % a seconda del tipo di elettroniche e/o di girapadelle: se si innesca Larsen a carico di uno stadio a tubi e/o nel girapadelle, l'impianto diventa inutilizzabile, da cui, il 100%.

Non volevo estremizzare fino a quel punto … ma, il concetto, condiviso, l’hai confermato chiaramente. 

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@gibraltar

6 minuti fa, gibraltar ha scritto:

ci sono dei principi costruttivi di massima che un mobile, supporto per hifi deve avere?

Si, deve essere il più aperto possibile; più un mobile è chiuso e più è soggetto a vibrazioni, come puoi infatti vedere buona parte dei mobili hi fi hanno solo ripiani (in vari materiali) e 3/4 gambe, nessuna parete laterale, posteriore o sportello. Per quanto riguarda i materiali a me piacciono (solo a livello sonoro e non estetico) i ripiani in vetro spesso e gambe in acciaio su punte (ma qui è questione di gusti). Ultimamente sto utilizzando per prova e fattore estetico (come puoi vedere dal mio avatar) mobili vintage riadattati, ma ho notato un drastico peggioramento sonoro rispetto al metallo e vetro.

 

11 minuti fa, gibraltar ha scritto:

Infine una domanda sulle mensole a muro, specialmente ad uso giradischi: queste sono sempre preferibili, anche se si installano in normali pareti di mattone forato (come nella stragrande maggioranza dei casi), rispetto ad un appoggio a pavimento?

Non è detto. Io ho pareti in forato e le odio, se alzo bene il volume ed appoggio una mano al muro lo sento vibrare parecchio. Se invece il mobile è ben fatto e solido forse vibra meno, ma dovresti fare delle prove.

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gibraltar
2 minuti fa, AleR ha scritto:

i ripiani in vetro spesso

Qualcuno, se non ricordo male @alexis (ma potrei sbagliarmi), sostenne che il vetro è praticamente sempre da evitare...

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@gibraltar come detto sopra, lo scopo di un tavolino HiFi, è quello di isolare i nostri apparecchi dalle vibrazioni provenienti dal mondo circostante. Queste possono provenire da diverse fonti: dai diffusori, che suonano, dal pavimento perché ci camminiamo, dalla strada che passa sotto casa nostra. 
Normalmente, quasi tutti i tavolini si basano su strutture rigide, aperte, più o meno pesanti, e accorgimenti che vanno ad isolare lo stesso dall’esterno e ciò che ci sta appoggiato sopra. I più diffusi sono le punte, che a seconda dell’uso, possono essere rivolte in un senso o nell’altro. Ma anche materiali isolanti, come piedini in materiale ammortizzante. Ci sono tavolini con strutture leggere e sottili, altri massicce e pesanti. I materiali “suonano” in modo diverso: legno, bambù, vetro o marmo, interagiscono in modo differente sul suono dei nostri apparecchi. Sono sfumature, ma ci sono. Possono “riempire” o “asciugare” il suono. 
Le mensole da muro per giradischi, sono un’ottima soluzione, ma di solito si usano per giradischi leggeri a telaio rigido (tipo Rega), meno se parliamo di giradischi da oltre 30kg o flottanti. Il muro su cui devono essere appese, deve reggere e non vibrare picchiettandoci sopra,per cui evitiamo cartongesso o mattoni vuoti. 
Chi vuole provare a farsi o farsi fare, un tavolino, basta prendere ispirazione e misure, dai tanti che ci sono sul mercato, ma si può anche mischiare diverse soluzioni a piacimento, tenendo sempre presente la funzione primaria di isolamento. 
Come vedi non esiste una formula, ma tante varianti dello stesso principio. 

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@gibraltar

1 minuto fa, gibraltar ha scritto:

il vetro è praticamente sempre da evitare...

Assolutamente no. Poi dipende. Il vetro è poco smorzante e rigido, su un mobile molto stabile è perfetto, se il mobile è ballerino il vetro trasmetterà tutto. Comunque se guardi i soliti marchi noti di mobili hi fi (Norstone per citarne uno dal buon rapporto qualità/prezzo vedrai che il suo mobile più venduto ha i ripiani in vetro, come anche altri marchi.

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@gibraltar non è vero, basta sapere che il vetro asciuga leggermente il suono e sembra mettere in maggior evidenza le alte frequenze. 
Ci sono molti tavolini in vetro e anche giradischi o piatti degli stessi.
Poi c’è vetro e vetro … ovviamente. 

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40 minuti fa, AleR ha scritto:

deve essere il più aperto possibile; più un mobile è chiuso e più è soggetto a vibrazioni, come puoi infatti vedere buona parte dei mobili hi fi hanno solo ripiani (in vari materiali) e 3/4 gambe, nessuna parete laterale, posteriore o sportello

Solamente perché la grande maggioranza di noi audiofili vuole vedere interamente i propri giocattoli, alcuni riescono a trovare belli anche i cavi.

Prova a chiedere a qualsiasi dolce metà se preferisce in salotto un rack come quelli postati finora o un bel mobile chiuso,e apribile alla bisogna,che nasconda tutto alla vista?

E secondo me se l'ultimo è fatto come dio comanda non peggiora assolutamente il suono.

... purtroppo non mi fa caricare l'immagine di un mobile chiuso dedicato che in futuro vorrei replicare per casa mia...😔

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@Gici HV sono assolutamente d’accordo sull’estetica, ma sto sperimentando di persona (ristrutturando vecchi mobili vintage esteticamente bellissimi, ma che utilizzeró per altro) che più chiudi (più metti pareti), e più le vibrazioni che arrivano dai diffusori colpiscono il mobile, tanto da farlo diventare anche una cassa di risonanza. Il mobile aperto oltre a scongiurare questo, aiuta alla circolazione dell’aria, nonostante anche io li trovi orrendi.

allego una foto del mio ultimo work in progress, mancano ancora ripiani e rinforzi, che potrebbero migliorare un po’, ma non fare miracoli, ma ti garantisco che il risultato sonoro ora è pessimo, nonostante io abbia imbottito le pareti laterali e superiori con schiuma poliuretanica e materiale fonoassorbente, credo che presto torneró agli orrendi mobili aperti coi ripiani in vetro.B6AB46A9-0A7D-43A0-A50E-E867C7885DB3.thumb.jpeg.6886adafdd0ecc8b86f666ed6705fe81.jpeg

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