Vai al contenuto
Melius Club

Il Requiem mozartiano di Currentzis


Messaggi raccomandati

analogico_09
17 ore fa, garmax1 ha scritto:

Riassumendo brevemente per te potrebbe essere una sorta di Karajan greco ma senza la sua bravura? 

Potrei aver capito bene il tuo pensiero? 

 

Non pensavo a Karajan.., ma se chiedi potrei supporre che, parlando in generale, non nello specifico del Requiem mozartiano, il direttore tedesco esprima una forma di "tradimento" più misurata e raffinata  rispetto a quella del direttore greco più "aggressiva".

Ma, battute a parte, come dicevo bisognerebbe concentrarsi sulla musica e credo che la cosa migliore da farsi sia ascoltare dal vivo il Requiem dimenticando la "letteratura" concentrandosi sulla partitura "ufficiale" e secolarmente, storicamente e musicologicamente condivisa. La registrazione di cui parliamo risale al 2011, nel frattempo il "nostro" potrebbe aver "temperato" qualche registro un po' "affrettato" nella spero acquisita convinzione che il rispetto della scrittura autoriale ed autorevole non limita l'approccio interpretativo personale.

Io purtroppo non ci sarò, Roma è lontana.

  • Thanks 1
Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1127344
Condividi su altri siti

2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Ma, battute a parte, come dicevo bisognerebbe concentrarsi sulla musica e credo che la cosa migliore da farsi sia ascoltare dal vivo il Requiem dimenticando la "letteratura" concentrandosi sulla partitura "ufficiale" e secolarmente, storicamente e musicologicamente condivisa. La registrazione di cui parliamo risale al 2011, nel frattempo il "nostro" potrebbe aver "temperato" qualche registro un po' "affrettato" nella spero acquisita convinzione che il rispetto della scrittura autoriale ed autorevole non limita l'approccio interpretativo personale.

Sono perfettamente d’accordo, pur non essendo un fanatico della lettura filologica (che in questo caso ha dei grossi limiti e forse sarebbe meglio parlare di tradizione interpretativa…) credo che ci debbano essere dei confini ben stabiliti oltre i quali si cade nell’eccessiva discrezionalità o peggio nel caricaturale. Ci sono interpreti che vanno ben oltre la somma delle indicazioni sul pentagramma, ai quali è comunque riconosciuta una assoluta genialità interpretativa pur non condividendone spesse volte le scelte. 
Vedremo come il nostro saprà catturare il pubblico nei concerti imminenti…

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1127518
Condividi su altri siti

Grancolauro
Il 29/2/2024 at 17:04, analogico_09 ha scritto:

Penso che, sempre a mio modesto avviso, il fatto che Currentzis venga prima di Mozart, mina le fondamenta dell'esecuzione e va a disdoro del direttore.

Personalmente ho grande rispetto per chi tenta di innovare, specie nella musica classica che di questo ha veramente bisogno. E Currentsiz ci sta provando, nel bene e nel male ovviamente. Preferisco le interpretazioni che arrivano a forzare la partitura (la sovrainterpretano, si potrebbe anche dire, senza tuttavia tradirla) rispetto a quelle che si limitano riproporre la tradizione consolidata, sia questa filologica o meno poco importa per quanto mi riguarda. Mi sento quindi di salvare il Requiem di Currentsiz e pure i suoi bizzarri campanelli (a me ricordano i tintinnabula della tradizione liturgica tardo-medioevale, che imitavano il battito delle ali degli angeli scesi in terra per soccorrere le anime mortali). Lo preferisco anche alla versione di Bernstein, che trovo assai meno mozartiana nell'insieme.

Vedremo a Torino come andrà. Sono al mometno fiducioso...spero di non dovermi ricredere.

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1127969
Condividi su altri siti

analogico_09
2 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Preferisco le interpretazioni che arrivano a forzare la partitura (la sovrainterpretano, si potrebbe anche dire, senza tuttavia tradirla) rispetto a quelle che si limitano riproporre la tradizione consolidata, sia questa filologica o meno poco importa per quanto mi riguarda.

 

Premesso che rispetto la tua opinione, Damiano, io penso che "forzare" o "sovrainterpretare" una partitura legalitaria dove non ve ne sia il bisogno, per me è ab-usare della partitura. 
Tanto più che non ne vedo il motivo. A me risulta che il Requiem di Mozart possa vantare numerose interpretazioni filologiche e non, storiche e moderne, più  o meno ottime/eccellenti affatto vitali, tutt'altro che imbalsamate e limitate nel solco di una sorpassata o soporifera tradizione (se ne potrebbe parlare) tali da richiedere il soccorso di un interprete che porti la rivoluzione costi quel che costi, pur di fare fuori i filistei...
Non mi pare che si sia, come accadde nel jazz, ai livelli della cosiddetta "era dello swing" dominante, durante la quale si andava svilendo il jazz fino a quando Charlie Parker e gli altri boppers non giunsero sbaragliare il vecchiume commerciale e insulso riaffermando l'autentica luce del jazz.
 

2 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Mi sento quindi di salvare il Requiem di Currentsiz e pure i suoi bizzarri campanelli (a me ricordano i tintinnabula della tradizione liturgica tardo-medioevale, che imitavano il battito delle ali degli angeli scesi in terra per soccorrere le anime mortali). Lo preferisco anche alla versione di Bernstein, che trovo assai meno mozartiana nell'insieme.

 

La questione dei campanelli, ciò che potrebbero simboleggiare, è molto suggestiva, ma sembra che appartenga alla "fiction" a meno di non rintracciare dei riscontri partituriali concreti e/o fonti letterarie storiche altrettanto attendibili. Cmq potrebbe essere lo stesso Currentis a chiarire la sua scelta.., magari dopo il concerto fate un salto a salutarlo nel camerino (una volta lo facevamo, si poteva fare, ora la vita è diventata più complicata in tutto.., i divi sono diventati di un bizzoso che non ti dico, signora mia... :classic_wink:)

Insomma fatta la tara all'accessoristica, a me piacerebbe fare un confrondo direttamente sulle concrete faccende che riguardano la musica. 

Sicuramente la versione di Bernstein non è mozartiana e non ci penso nemmeno a dire che lo sia, la mia scelta, che ho già motivato, l'ho fatta tra due non mozartiani, tra lui e Currentzis che sarà pure il nuovo profeta dell'interpretazione musicale ma che non avrà suppongo l'Esperienza che aveva  Lenny quando in età senile eseguì una "preghiera" funebre in memoria della sua amata moglie senza avere la pretesa, né la voglia, di rispettare la mozartianità dell'opera. Trovo questo più franco e scoperto, c'è una ragione di sentimento e di psiche, non un progetto di stucchevole autoreferenzialità. 

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128121
Condividi su altri siti

analogico_09
9 ore fa, prometheus ha scritto:

Sono perfettamente d’accordo, pur non essendo un fanatico della lettura filologica (che in questo caso ha dei grossi limiti e forse sarebbe meglio parlare di tradizione interpretativa…) credo che ci debbano essere dei confini ben stabiliti oltre i quali si cade nell’eccessiva discrezionalità o peggio nel caricaturale.


Ci sono interpretazioni filologiche o "informate" sulle prassi esecutive d'epoca anche per il Requiem di Mozart. Una delle quali, tra le prime diciamo così "rivoluzionarie" è quella di Harnoncourt, sontuosa, bellissima, ancora perfettamente funzionante per quanto riguarda l'attinenza non catastale a testo originale quale tuttavia, nella libertà e nell'"invenzione" personale, non viene alterato, o "tradito", o peggio, svilito. Molto interessanti anche quella di Herreweghe e la già citata di Kujiken, un po' datate come registrazioni ma, premesso che l'arte non si misura col metro del tempo, avendo superato grandemente la prova del tempo.

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128153
Condividi su altri siti

Grancolauro
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

io penso che "forzare" o "sovrainterpretare" una partitura legalitaria dove non ve ne sia il bisogno, per me è ab-usare della partitura. 
Tanto più che non ne vedo il motivo. A me risulta che il Requiem di Mozart possa vantare numerose interpretazioni filologiche e non, storiche e moderne, più  o meno ottime/eccellenti affatto vitali, tutt'altro che imbalsamate e limitate nel solco di una sorpassata o soporifera tradizione

Rispetto anch'io il tuo punto di vista, Peppe, figuriamoci.

Tuttavia, a mio modo di vedere, Currentsiz non commette alcun abuso. Introduce certo elementi che nella partitura non ci sono, cosa per altro legittima e per certi versi inevitabile, considerando la natura di questo spartito. Ma non fa nulla che la partitura esplicitamenta escluda. La sua è un'interpretazione che sta sul limite, che porta al limite (la partitura, la qualità del suono, le capacità tecniche degli esecutori, l'attenzione degli ascoltatori). In questo è sicuramente provocatoria. Ma non per ciò stesso autoreferenziale. Tutt'altro, direi: pretende di rompere i riferimenti tradizionali per suggerirne di nuovi, sebbene in questo sia probabilmente destinata al fallimento. Non autoreferenziale, dunque, ma velleitaria probabilmente sì.

La stranezza dei campanacci e del frammento aggiunto genera poi un gioco metatestuale, una specie di ipertesto che porta in scena le diverse stratificazioni dell'opera. Ma su questo ci vorrebbe un filologo come @Lolparpit per avere un'opinione competente...

  • Melius 1
Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128180
Condividi su altri siti

Molti dovrebbero informarsi sullo "Stylus Phantasticus" ed ascoltare alcuni pregevolissimi organisti (io ne conosco un paio veramente bravi e tutt'altro che autoreferenziali) che interpretano Bach così come probabilmente lui stesso eseguiva le sue composizioni: il metronomo (p.e.) spesso è (per fortuna) un lontano ricordo ... :classic_love:

Lo studio della Musica del 500/600/700 (e potremmo tranquillamente arrivare fino a Mozart) non può prescindere da una conoscenza storica approfondita di quello che era il "mondo che non c'è più", che noi spesso riteniamo ingessato e che invece era assai più "libero e libertino" rispetto ai rigidi schemi che oggi molti vorrebbero imporre.

La Musica, in estrema sintesi,  ha priorità sulla partitura, che spesso non è altro che un canovaccio...

Da Beethoven in poi, ovviamente, è tutt'altra storia ...

Bye,

Max

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128218
Condividi su altri siti

analogico_09
4 ore fa, Max440 ha scritto:

La Musica, in estrema sintesi,  ha priorità sulla partitura, che spesso non è altro che un canovaccio...

 

 

Si.., e la musica da dove la si caccia fuori, se non dalla partitura dalla ricevuta della trattoria?

 

Le partiture nel periodo "classico" non erano più "canovacciose", non confondiamo con le partiture "antiche" (medioevo, rinascimento) che già nel barocco, a parte la scrittura del basso continuo o cifrato che lasciava ampi margini di improvvisazione, erano compiute. Le partiture autografe delle opere handeliane, ad esempio, o delle passioni di Bach, o d'altra musica strumentale, a livello di note sono perfettamente compiute, non è possibile togliere o aggiungere nulla, non vi sono le indicazioni dinamiche ma quella è un'altra storia. Le dinamiche restano "discrezionali" anche con le partuture "beethoveniane", con quelle certosinamente notate.

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128400
Condividi su altri siti

10 ore fa, Grancolauro ha scritto:

La stranezza dei campanacci e del frammento aggiunto genera poi un gioco metatestuale, una specie di ipertesto che porta in scena le diverse stratificazioni dell'opera. Ma su questo ci vorrebbe un filologo come @Lolparpit per avere un'opinione competente...

Troppa fiducia, forse mal riposta...la filologia di cui mi occupo riguarda testi letterari. Credo che i principi cardine siano gli stessi della filologia per testi musicali, ma l'obiettivo di un musicista, che si fa carico dell'interpretazione del testo che presenta al pubbico, ha obiettivi diversi rispetto a un filologo che deve restituire il testo critico su carta (o in edizioni digitali, da qualche anno). Principio condiviso è guardare alla volontà dell'autore, e possibilmente all'ultima volontà dell'autore, ma queste difficilmente è determinabile, e talvolta è bene non rispettarla: Virgilio non voleva fosse pubblicata l'Eneide, ma fortunatamente non fu esaudito nel suo desiderio, e così leggiamo il più bel poema epico della letteratura latina classica. C'è per chi fa filologia dei testi letterari il filone dell'ecdotica dell'opera incompiuta: come si restituisce il testo di un'opera non arrivata a compimento? In questo caso determinare la volontà dell'autore è ancora più arduo, e diventa quasi una chimera. Tra le cose da valutare è il livello di incompiutezza: è un'opera in cui è mancata la revisione finale? Più che 'non finito' è un caso di 'non rifinito'? E' invece un opera largamente incompiuta? E' un'opera rimasta allo stadio di abbozzo? E' completata per alcune parti, e per altre ci sono abbozzi disorganici (l'Incompiuta di Schubert, credo...)? Come c'è giunta materialmente: ci sono autografi? Abbiamo materiale sotto il controllo dell'autore? C'è materiale spurio? 

Del Requiem di Mozart ho informazioni molto molto superficiali: mi sembra rientri nel caso di un'opera largamente incompiuta, e completata da altri. Credo, ma non sono sicuro, siano rimasti autografi di Mozart, o perlomeno è noto che alcune parti le abbia completate, mentre il resto è stato elaborato da Sussmayr sulla base di materiale mozartiano. La tradizione delle esecuzioni affianca materiale genuino a materiale spurio, sebbene probabilmente derivato da partiture autentiche. Non so se sto dicendo correttamente...

Concludendo: secondo me la configurazione del Requiem di opera largamente incompiuta, con brani autentici finiti, parti allo stadio di abbozzo, e materiale elaborato da altri, lascia più margine di manovra al musicista/interprete. Mi sembra che Currentzis abbia recuperato materiale fugato mozartiano...a me non sembra una cosa illegittima, sebbene esca da una tradizione consolidata. Naturalmente va valutata la coerenza stilistica, l'ammissibilità della scrittura con quella di Mozart o del suo tempo (noi lo chiamiamo l'usus scribendi...). Insomma: la penso più o meno come Grancolauro. Le mie perplessità sulla sua interpretazione (del greco) derivano dal fatto che al mio orecchio certe soluzioni, dinamica, contrasti, suonano eccentriche rispetto a quanto sono abituato. 

Anch'io sono ammiratore del Requiem di Bernstein, che mi tocca profondissimamente: certo che però sembra un'opera di 70 anni dopo...ma quando ascolto preferisco avere un approccio più spontaneo, di pelle, poco intellettuale. 

  • Melius 1
  • Thanks 1
Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128447
Condividi su altri siti

analogico_09
10 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Rispetto anch'io il tuo punto di vista, Peppe, figuriamoci.

Tuttavia, a mio modo di vedere, Currentsiz non commette alcun abuso. Introduce certo elementi che nella partitura non ci sono, cosa per altro legittima e per certi versi inevitabile, considerando la natura di questo spartito. Ma non fa nulla che la partitura esplicitamenta escluda. La sua è un'interpretazione che sta sul limite, che porta al limite (la partitura, la qualità del suono, le capacità tecniche degli esecutori, l'attenzione degli ascoltatori). In questo è sicuramente provocatoria. Ma non per ciò stesso autoreferenziale. Tutt'altro, direi: pretende di rompere i riferimenti tradizionali per suggerirne di nuovi, sebbene in questo sia probabilmente destinata al fallimento. Non autoreferenziale, dunque, ma velleitaria probabilmente sì.

La stranezza dei campanacci e del frammento aggiunto genera poi un gioco metatestuale, una specie di ipertesto che porta in scena le diverse stratificazioni dell'opera. Ma su questo ci vorrebbe un filologo come @Lolparpit per avere un'opinione competente...


Sull'"abuso" abbiamo opinioni diverse, Daniele, io ho detto la mia argomentata sulla musica, sulla testualità, ho cercato di evidenziare, citando alcuni specifici espisodi musicali, gli aspetti interpretativi che trovo sopra le righe, arbitrari e inutilmente provocatori con i quali il direttore cerca di costruire un podio per se stesso piuttosto che cercare una libertà interpretativa, come fan tutti, senza alterare quanto in partitura sia esattamente scritto. Potremmo anche chiamarla "velleitaria" l'operazione, come dici tu, e non sarebbe un termine più indulgente.

 

La natura di questo sparito non è così "peripatetica" come la si vorrebbe intendere, la quale come più volte sostenuto è
 

23 ore fa, analogico_09 ha scritto:

partitura "ufficiale" e secolarmente, storicamente e musicologicamente condivisa.

 

dove Mozart affida, dettandola, al suo allievo (o più allievi) il completamento della sua opera parzialmente incompiuta, o per meglio dire non scritta di proprio pugno (per quanto riguarda la prima parte - la seconda è altra cosa, altro mondo nonostante vi siano riprese tematiche della prima) e non già per divinazione a Currentizis oppure a Solti, Harnoncourt, ecc.

Mi scuserai ma sulle "stranezze" dei campanacci e d'altro tipo non credo sia possibile innescare il gioco della metatestualità che potrebbe diventare mera speculazione intellettuale allo stato delle cose, in assenza di elementi probatori storici, musicologici, partituriali o di altre fonti testimoniali d'epoca. Se questa faccenda venisse chiarita non avrei difficoltà a rivedere quanto mi è dato capire ora attraverso gli elementi che abbiamo anzi non abbiamo in mano, da appassionato di musica interessato alla filologia ambito interpretativo del quale avrò scarsa competenza ma che ho avuto modo di frequentare da modesto facitore di musica per diletto seguendo il "metodo" filologico. 

 

Credo che le distinte posizioni siano state chiarite.., si tratterebbe solo di attendere che giunga infine la "rivalazione" sulgli elementi partituriali "alieni" che mai fino ad oggi si erano visti né sentiti in nessuna esecuzione del Requiem di Mozart.

 

In genere le rivoluzioni costano fatica, sangue e dolore.., non la riconosceremo in chi non abbia ancora completato e quindi suoperato le "Tre" fatidiche, "Magiche" prove dell'iniziazione...

 

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128489
Condividi su altri siti

analogico_09
1 ora fa, Lolparpit ha scritto:

Concludendo: secondo me la configurazione del Requiem di opera largamente incompiuta, con brani autentici finiti, parti allo stadio di abbozzo, e materiale elaborato da altri, lascia più margine di manovra al musicista/interprete. Mi sembra che Currentzis abbia recuperato materiale fugato mozartiano...a me non sembra una cosa illegittima, sebbene esca da una tradizione consolidata. Naturalmente va valutata la coerenza stilistica, l'ammissibilità della scrittura con quella di Mozart o del suo tempo (noi lo chiamiamo l'usus scribendi...). Insomma: la penso più o meno come Grancolauro. Le mie perplessità sulla sua interpretazione (del greco) derivano dal fatto che al mio orecchio certe soluzioni, dinamica, contrasti, suonano eccentriche rispetto a quanto sono abituato. 

 

Quindi , in stato di incertezza, si resta sul piano delle ipotesi non già dei fatti.

Di fronte ad una partitura "soggetto debole" (una doppia partitura, nella dicotomia...) il cui originale non porta l'esclusivo e incontrovertibile sugello autoriale, le soluzioni potrebbero essere due.

Si segue come da sempre accade la partitura "convenzionale" la quale nonostante i dissidi, ombre e luci, pur nel compromesso e insieme nelle richerche musicologiche e storiche che sia stato possibile realizzare, ha trovato fino ad oggi universale condivisione. Opzione questa che non impedisce in alcun modo l'approccio interpretativo libero, originale,  creativo financo audace, innovatico pur restando nel solco della "convenzione".

Oppure, data una partitura convenzionale figlia di una camerata di autori, che non abbia punti di riferimenti genitoriali univoci, l'interprete potrà sentirsi libero di "manovrarla" a piacimento.

A parte il fatto che la prima parte del Requiem E' mozartiana nello spritito e nelle forma, dove sia stato accertato, salvo smentite autorevoli, che ciò che Mozart non potè vergare di suo pugno sulla partitura lo trasmise/dettò al suo allievo (oppure a più allievi) sul letto di morte, fino al Lacrimosa (la seconda parte non è Mozart: a dispetto delle ricorsività della prima parte è li per riempire, altrimenti il concerto sarebbe venuto troppo breve e il pubblico pagante si sarebbe incacchiato.., gli odierni discografici avrebbero dovuto tiermpire con altro il vinie....  :classic_rolleyes:), ciò comporta che ogni interprete fa del Requiem di Mozart una propria creatura, "vestendola" in mille modi differenti sulla falsariga scaduta della partitura attualmente in "servizio" effettivo e permanente che non ha certo imbalsamato o depresso la forma e lo spirito musicale di Mozart in oltre due secoli di interpretazioni.
Inoltre andrebbe ricordato che nella musica classica si fa libera interpretazione delle opere, sia essa filologica, quindi più "arretrata" proprio per farsi più "avanzata", sempre reatando nel seminato, non già "arrangiamento" come in altri generi musicali non "colti".

 

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128579
Condividi su altri siti

2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

a livello di note sono perfettamente compiute, non è possibile togliere o aggiungere nulla, non vi sono le indicazioni dinamiche ma quella è un'altra storia

 - primo: chi ha parlato di note?

 - secondo: la dinamica è parte fondamentale dell'interpretazione, quanto lo sono le note, ergo ...

 - terzo: e tutta la questione del ritmo e dei tempi?

 

In sintesi: la partitura è un canovaccio almeno fino alla fine del 1700/inizi 1800: questa è Storia della Musica, tutto qui ...

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128585
Condividi su altri siti

analogico_09

@Max440

 

46 minuti fa, Max440 ha scritto:

- primo: chi ha parlato di note?


Hai parlato di musica ed io ho risposto sulla musica...

 

2 ore fa, analogico_09 ha scritto:
7 ore fa, Max440 ha scritto:

La Musica, in estrema sintesi,  ha priorità sulla partitura, che spesso non è altro che un canovaccio...

 

 

Si.., e la musica da dove la si caccia fuori, se non dalla partitura dalla ricevuta della trattoria?

 

Ho forse detto che dinamica, ritmo, tempo non facciano parte della paritura cosa di cui l'interprete non debba tenere conto? Intendevo dire che

 

2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Le dinamiche restano "discrezionali" anche con le partuture "beethoveniane", con quelle certosinamente notate.

 

e anche la "perceazione", le "misure" del tempo sono variabili.., ogni interpreta ha un suo polso ritmico e un proprio senso del tempo. Le note invece no. Il si naturale e è si naturale e basta.
 

46 minuti fa, Max440 ha scritto:

In sintesi: la partitura è un canovaccio almeno fino alla fine del 1700/inizi 1800: questa è Storia della Musica, tutto qui ...



Ciò che scrivi a mio avviso non è una sintesi bensì una generalizzazione. La musica pre-beethoveniana non sarà notata ai livelli dei più certosini dettagli , "autoriteri" che si avranno in seguito, ma non era affatto "canovaccio" seconto l'accezione figurata del termine in ambito artistico (abbozzo, bozza, schema, sommario, traccia) che riguarda invece la musica antica e parte della barocca.

Lo dice la storia e la partitura stessa.


Ti sembra che questa partitura autografa del '700, Dies Irae del Requiem di Mozart, sia un abbozzo?

 

1280px-K626_Requiem_Dies_Irae.jpg


Paragoniamola con la partitura originale di Monteverdi, del Vespro, 1610. Non sono segnate neppure le battute... 🤷‍♂️



Monteverdi_Marienvesper_Altus.jpg

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128610
Condividi su altri siti

Grancolauro
Il 29/2/2024 at 10:47, prometheus ha scritto:

mi sembra che il clima espressivo sia molto diverso rispetto al disco, forse la registrazione molto spinta contribuisce a raffreddare il messaggio musicale?

Ho ascoltato un po’ la versione che hai postato e in effetti mi sembra meno “estrema” rispetto a quella su CD. Non so se sia solo una questione di registrazione, probabilmente c’è dell’altro. Il clima è più dolente, le voci più espressive, gli accenti meno marcati. 

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1128973
Condividi su altri siti

analogico_09
Il 2/3/2024 at 06:04, Max440 ha scritto:

Lo studio della Musica del 500/600/700 (e potremmo tranquillamente arrivare fino a Mozart) non può prescindere da una conoscenza storica approfondita di quello che era il "mondo che non c'è più", che noi spesso riteniamo ingessato e che invece era assai più "libero e libertino" rispetto ai rigidi schemi che oggi molti vorrebbero imporre.

 

Dimenticavo... Si da' il caso che in quelle epoche, come già detto prima, era prassi vigente, comune, normale, concepire la musica in maniera più libera fin dalla scrittura, ed inoltre nelle esecuzioni  più sganciate dalla scrittura, dove, a fronte di partiture stringatissime, "canovaccio", lineee musicai essenziali senza nessuna indicazione di tempo di battute, perfino di strumenti a volte nelle musiche del più remoto medioevo, fondate sull'improvvisazione e su una importante discrezionalità. La quale non era licenziosità, l'ammucciata o l'anarchia, perchè quello che non veniva scritto, le varie prassi esecutive, tecniche, stili e linguaggi veniva condiviso e tramandato oralmente, oltre al fatto che esistessero eccellenti e numerosi trattati ai quali tutti si riferivano per ritrovarsi concordi sul modo di comporre ed eseguire nei modi più liberi ed insieme "disciplinati", cosa che faceva risparmiare carta e inchiostro ai compositori, non c'erano le fotocopie, dove agli esecutori bastava la notazione essenziale in quanto capaci di  leggere anche le note e i "segni" invisibili che avevano memorizzato, tutto quanto messo a fritto grazie all'esperienza.

Musicisti capaci di leggere un basso continuo o cifrato risparmiando la fatica al compositore o copista di scrivere tutte le note della linea stessa bensì solo le fondamentali da sviluppare secondo le relazioni numeriche che potevano variare da caso a caso.

Poi.., iniziando più "gradualmente" dalla fine del "classicismo" anticipatorte del romanticismo, in poi, per tutto il periodo romantico e post-romantico, fatta eccezione per talune "scuole" musicale più azanzate, in funzione dei cambiamenti verificatesi per via naturale, cambiate anche le concezioni, le istanzae , le estetiche musicali insieme a quelle sociali, culturali, esistenziali, politiche, in una parola: storiche, la partitura diventava sempre più "autoritaria", adattandosi ai nuovi tempi estetici,; la notazione globale più dettagliata, meticolasa, stringente. Ed io trovo naturale che ciò sia accaduto, anzi, quanta musica meravigliosa sia stata scritta con queste partiture "ragioneristiche" tutti lo sappiamo.  Ciò nonotante, pur con tutto questo zelante perfezionismo "notarile", hai voglia quante cose, ad libitum, l'interprete ha metterci ancora del suo pur rispettando il "segno" formale e lo spirito emozionale, l'espressione, dell'autore.

Quindi ciò che dici mi pare non c'entri nulla con la questione qui trattata, la libertà interpretativa degli anni "antichi" non è più nelle cose.., e con chi te la vuoi prendere? Prendiamocela on "Beethoven".., prima anche che con Mozart e Haydn, i quali hanno fatto il giusto "mestiere" che volevano e dovevano fare in quegli anni  di cmabiamenti, durante i quali moltissime cose de'Europo e del monso andavano cambiando. 

A me piace tutta la musica, moltissimo anche il sistema musicale più "elastico", più spontaneo e forse più naturale, dove l'improvvisazione abbia un ruolo importante - non a caso amo anche il jazz - ma dove questo d si possa fare, e non si può fare con le musiche di diverso carattere, è per questo che sono legato e grato alle realtà filologiche che hanno permesso, attraverso la ricerca, lo studio, l'approfondimento dei testi e delle partiture d'epoca originali, o copie delle stesse, per poterci avvicinare di più alle prassi esecutive d'epoca, meravigliose, le ritroviamo in tante musiche dei giorni nostri, nelle culture musicali del resto del mondo, fuori dei territori eurocentristi, di scoprire o riscoprire dei grandissimi autori "antichi" dimenticati, snobbati, se non anche ciecamente osteggiati e con essi riscoprire musiche meravigliose e più degnamente riproposte secondo le più consone e secondo me inalienabili prassi esecutive e ciò ci consente di riscoprire la fragranza musicale che riveste l'approccio musicale impt rovvisativo. Che non significa avere come fine, grande scemenza messa in giro da chi abbia un'idea errata della filologia, o che tema la sua "concorrenza", suonare esattamente come suonava Bach.

Link al commento
https://melius.club/topic/18834-il-requiem-mozartiano-di-currentzis/page/3/#findComment-1129773
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora



  • Badge Recenti

    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
    • Membro Attivo
      godzilla
      godzilla ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

×
×
  • Crea Nuovo...