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Melius Club

Un’italiana a New York: «Io, dentro la dittatura woke. Sono bianca e devo scusarmi anche se non sono razzista. E guai a chiedere: di dove sei?»


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1 ora fa, Uncino ha scritto:

Alla parola "negro" è stata data una valenza negativa

Ed è questo quello che conta.

Ed è ancor più peloso e penoso sentire quelli che lo usano per disprezzare però dicendo che negro in realtà non è offensivo.

2 ore fa, briandinazareth ha scritto:

:classic_biggrin: neppure in paura e delirio a las vegas si arrivava a tanto

Certo, mi raccomando che poi con i numeri alla mano fai la magra figura fatta quando si discuteva del razzismo nella polizia USA.

1 ora fa, damiano ha scritto:

Magari si.....se la polizia (bianca)  continua a "trattare male", o peggio i fermati neri.....se le donne continuano ad essere emarginate e discriminate sessualmente.....se gli omosessuali continuano ad essere trattati da "diversi" è (quasi) ovvio che ci saranno sempre e sempre più "contromisure" per evitare. Non sono errori che si sommano, i protestanti non hanno il "perdono" dei cattolici e se non paghi le tasse sei come un assassino, senza se e senza ma. Poi quando, e se, arriverà Trump ci penserà lui a sistemare tutto, e si potrà di nuovo dire "negro" piuttosto che "afroamericano" e saremo tutti felici e contenti. E sarà la fine della cultura woke

Ciao 

D.

Guarda Damiano che proprio negli USA razzismo e discriminazioni di genere sono puniti severamente non solo dalla giustizia, questo rientrerebbe nella normalità, ma anche nella vita di ogni giorno dalle aziende nel mondo del lavoro, molto più di quanto non accada da noi, ovviamente questo non vuol dire che il razzismo non esista ma solo che è confinato in una parte estrema della società americana. 
Nella politica, nelle professioni ai più alti livelli, nelle imprese le minoranze etnica oltre ovviamente alle donne sono presenti ai massimi livelli e pochi anni fa c’è stato il primo presidente di colore eletto per due mandati consecutivi, direi che oggi gli USA non sono più quelli descritti da @cactus_atomo in un suo precedente post, oggi da quel punto di vista sono un paese totalmente diverso che vive una realtà paradossale come quella che ha generato il thread.

  • Haha 1
briandinazareth
5 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Certo, mi raccomando che poi con i numeri alla mano fai la

magra figura fatta quando si discuteva del razzismo nella polizia USA.

 

dire che il razzismo negli usa non esista più è talmente fesso che la discussione neppure può cominciare. 

non so se te lo abbia detto rampini oppure trump, ma da chi ci ha vissuto e conosce tante persone da quelle parti, tra l'altro neppure nelle zone più difficili sotto quell'aspetto, ti assicuro che è una minchiata galattica senza appello.

  • Melius 1
1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

oggi da quel punto di vista sono un paese totalmente diverso che vive una realtà paradossale come quella che ha generato il thread.

paradossale, come quella che viviamo noi in europa, chi più chi meno? Quando sei stato l'ultima volta? Io in primavera, ad Austin, ed, invero, mi sono reso conto che la paretizzazione e quindi il disagio generale della società è peggiorato (molto) da quando ci vivevo. Forse perchè sono stato in Texas, mentre ho passato qualche anno nello stato di NY, ma ho vissuto delle sensazioni cattivissime. La peggiore?: se non ce l'hai fatta è solo colpa tua ed è giusto che passi il resto della tua vita sotto il ponte.

 

Ciao

D.

 

  • Melius 1
2 minuti fa, damiano ha scritto:

se non ce l'hai fatta è solo colpa tua ed è giusto che passi il resto della tua vita sotto il ponte

Squiiiirrrttt (cit.).

  • Haha 1
briandinazareth
7 minuti fa, damiano ha scritto:

se non ce l'hai fatta è solo colpa tua ed è giusto che passi il resto della tua vita sotto il ponte.

 

una cosa che alla luce di quello che conosciamo oggi su come siamo, quanto di innato c'è, quanto le condizioni esterne siano fondanti ecc. è una cosa di una stupidità totale. 

è come credere ancora che i fulmini derivino da una divinità incazzata. 

9 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

una cosa che alla luce di quello che conosciamo oggi su come siamo, quanto di innato c'è, quanto le condizioni esterne siano fondanti ecc. è una cosa di una stupidità totale. 

 

e sono totalmente emarginati e senza alcuna speranza. Giovani, meno giovani, ispanici, afroamericani, ecc. si sentono tutti, indistintamente, colpevoli.

ciao

D.

briandinazareth
1 minuto fa, damiano ha scritto:

senza alcuna speranza

 

questo è il punto fondamentale, nessuna speranza... 

40 minuti fa, damiano ha scritto:

paradossale, come quella che viviamo noi in europa, chi più chi meno? Quando sei stato l'ultima volta? Io in primavera, ad Austin, ed, invero, mi sono reso conto che la paretizzazione e quindi il disagio generale della società è peggiorato (molto) da quando ci vivevo. Forse perchè sono stato in Texas, mentre ho passato qualche anno nello stato di NY, ma ho vissuto delle sensazioni cattivissime. La peggiore?: se non ce l'hai fatta è solo colpa tua ed è giusto che passi il resto della tua vita sotto il ponte.

Ciao

D.

Ma questo vale per tutte le etnie, non solo per i neri, gli ispanici o le altre minoranze, noi di questo stiamo parlando non degli USA in generale sul piano del welfare. 

50 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

dire che il razzismo negli usa non esista più è talmente fesso che la discussione neppure può cominciare. 

Non ho scritto che non esiste più, ma che al netto di una frangia estremista oggi negli USA non c’è più razzismo generalizzato, le tutele di tutte le

minoranza, da quella afroamericana a quella ispanica per arrivare a quella islamica, sono ai massimi livelli, nel piano della crisi internazionale successiva al 07 ottobre la preoccupazione dell’amministrazione Biden è stata che non si risvegliasse l’islamofobia che ha seguito l’11 Settembre e le settimane ed i mesi successivi in effetti si è visto più un rigurgito di antisemitismo, soprattutto nelle minoranze, che una recrudescenza dell’Islamofobia che tanto temeva l’amministrazione democratica.

 

4 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Ma questo vale per tutte le etnie, non solo per i neri, gli ispanici o le altre minoranze, noi di questo stiamo parlando non degli USA in generale sul piano del welfare. 

Ci si perde nelle citazioni, ed hai un po' perso la sequenza. Io ho scritto il pippone sulla mia ultima visita negli states solo per ribadire cosa ho scritto nel primo post che ho pubblicato: gli americani hanno bisogno di avere linee di comportamento stringenti. Gli si deve dire (sempre) che le donne hanno gli stessi diritti degli uomini e che possono far carriera, che gli afroamericani sono come i bianchi, ecc. sempre e nonostante ci siano norma a tutela. Il post sul Texas cercava di spiegare perchè penso che non ci sia alcuna situazione invertita nel mondo reale, perchè il mondo reale è (a volte) inimmaginabile. Anche per Rampini e la sua italiana, che esordisce con "sono bianca e non razzista" (quindi il razzismo esiste). Ti dirò di più uno che esordisce con "non sono razzista" secondo me non è di sinistra e progressista.

Ciao

D.

ascoltoebasta
15 minuti fa, damiano ha scritto:

che gli afroamericani sono come i bianchi, ecc. sempre e nonostante ci siano norma a tutela.

Negli USA vige un antirazzismo costituzionale (ci mancherebbe altro) ma la realtà è completamente diversa e bisognerebbe viverci in quelle realtà o magari avere un amico che da anni si occupa della difesa dei diritti e tutele di chi,di fatto, non ne ha,e magari si scoprirebbe quanti ostacoli,a volte insormontabili,gli si parino davanti,benchè questa persona voglia solamente far rispettare ciò che dice la "carta",per questo gli USA a fronte della loro potenza economica,industriale,tecnologica e bellica,son dal punto di vista sociale,poco più che da terzo mondo.




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