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Melius Club

Il conflitto generazionale


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24 minuti fa, karnak ha scritto:

come lo era mio nonno, grandissimo signore di una pazienza e una pacatezza infinite, unite ad una cultura e un'educazione da manuale.  Non è che, e voglio essere volutamente provocatorio, i "vecchi" di oggi, oltre che egoisti sono pure un poco stronzi? Taluni, per maleducazione, faccio davvero fatica ad associarli al ricordo dei miei nonni.

 

So di dire una cosa ovvia, ma i nostri nonni hanno passato la guerra. Credo sia stata un'esperienza formativa molto profonda in quella generazione.

I nonni di oggi invece sono gli ex- "baby boomers", ovvero in gran parte persone nate nel dopoguerra e diventate adulte nel boom economico.

Io stesso vedo la profonda differenza che c'è fra i miei genitori -ora anziani- e quello che erano i miei nonni (con i quali fortunatamente ho potuto crescere).

I miei nonni hanno costruito da zero, i miei genitori hanno goduto (con una certa "facilità") di ciò che era stato costruito.

Chi è arrivato dopo, diciamo le generazioni nate da metà anni '70 in poi, si è ritrovato il piatto già mezzo vuoto. E ora gli tocca pure lavarlo.

 

 

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@senek65 La tipa avrà anche problemi mentali ma prima che arrivassero i vaccini il problema c'era: meglio chiudere il più possibile anche a costo di ridurre tutti in povertà o trovare un compromesso accettabile che tenda a salvare più vite possibili senza rovinarla a chi sopravvive?

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briandinazareth

l'idea che i vecchi del passato fossero migliori, come i ragazzi del passato fossero migliori e noi, ovviamente migliori di quelli che arriveranno non mi convince per niente. 

la società dei nostri nonni era molto più violenta, piena di sopraffazione, ignoranza della peggiore e molte delle conquiste di civiltà del nostro presente erano ancora lontane.

così come noi non eravamo meglio delle giovani generazioni di adesso. 

semmai è vero che alcune delle generazioni presunte migliori si sono mangiate tutto, pensa solo al debito pubblico, è che adesso gli anziani sono aggrappati ai loro privilegi a sfavore dei ragazzi.

  • Melius 2
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GianGastone II
3 ore fa, bluesman74 ha scritto:

È un paese cinico e incattivito, se no non si spiegherebbe il crescente consenso di gruppi estremisti in parlamento...

Gente che non solo vorrebbe far fuori gli anziani (vedi gestione covid Lombardia) ma pure i giovani immigrati. 

E i gay. I negri per il solito motivo; temono il confronto che le loro signore hanno comunque gia fatto e col BBC che ci rinunciano.

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GianGastone II
14 minuti fa, Velvet ha scritto:

L'esplosione deflagrante del debito pubblico italiano è cosa della metà degli anni '80, quando al governo c'erano i boomers quaranta-cinquantenni del governo Craxi, non certo la generazione di chi aveva passato in prima persona la guerra.

E gli attuali ggiovani che ammezzerobbero il nonno sono i loro figli/nipoti. Tutto quadra, craxismo e berlusconismo. Miscela dai frutti tragici.

  • Melius 1
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briandinazareth
50 minuti fa, Velvet ha scritto:

Quella generazione aveva passato i terribili anni della guerra fascista e qualcosa aveva imparato in termini di solidarietà e valori. Magari non tutti loro, ma una buona parte si.

 

questo è verissimo. 

 

50 minuti fa, Velvet ha scritto:

Secondo me è stata la migliore generazione recente di italiani, e su questo sono confortato dal fatto che il declino non solo sociale, ma anche artistico e culturale del paese sia iniziato con la fine di quella generazione.

Stiamo ancora rivendendoci la Dolce Vita nel mondo, quando in realtà è morta e sepolta con chi l'ha vissuta e con essa il paese che l'ha generata. I nostri nonni avevano Visconti, Antonioni, Fontana, Pasolini e Nono.

 

su questo sono meno concorde, nel senso che antonioni e soprattutto nono erano appannaggio di pochissimi... e ci sono ancora oggi personaggi di quel livello, difficle però pensare di trovarli sui social.

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19 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

antonioni e soprattutto nono erano appannaggio di pochissimi... 

Sai bene che c'erano anche Monicelli, Fellini, Morricone, Guttuso, Flaiano, Toto', i De Filippo, Scarpa, Nervi, Tonino Guerra e decine di altri giganti nei più svariati ambiti (inutile fare elenchi che sarebbero comunque parziali) di quella generazione che erano alla portata di tutti perché facevano cose destinate a tutti. 

Non appenderti alla presunta esclusività di Nono, perché anche tu sei perfettamente conscio del fatto che il livello culturale medio prodotto da quella generazione oggi pare fantascienza. 

Per non parlare della politica sulla quale è meglio non fare neanche raffronti altrimenti ci piglia lo sconforto. 

Dimmi qual'è oggi un regista italiano paragonabile ad uno di quelli citati. O a De Sica padre. O uno scrittore del livello di un Moravia. 

Non è che 60 anni fa fosse tutto bello e ora tutto schifo eh. Ma la media è incontestabilmente a favore di quella generazione. 

Noi nel dopoguerra abbiamo avuto Enzo Ferrari e i fratelli Maserati. Oggi abbiamo Lapo e John. Non so se rendo.. 

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A mio avviso lo straordinario successo dell'Italia del dopoguerra si deve sopratutto alla tabula rasa sulla quale è partita. Quel periodo corrisponde infatti alla fase di "crescita illimitata" della curva a "S" tipica dei processi di diffusione, e potrà ripetersi (come pendenza della curva di crescita intendo) solo a seguito di eventi paragonabili per impatto alla WW2. 

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