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Elektra Petrenko


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1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

D'altra parte il genere operistico - e non solo, potrà esserci "teatro", da non confondere con la "teatralità", anche in una sinfonia, in qualunque altro genere musicale

certo che voi Italiani avete una lunghissima e grandissima tradizione operistica più rara che unica e veramente eccezionale, bisognerebbe però far notare che composizioni musicali come Elektra e il tardo Wagner, per esempio il Ring, hanno poco a che fare con composizioni operistiche come voi o i Francesi li avete creati. Wagner aveva menzionato diverse volte le sue intenzioni riferendosi a quello che lui diceva la continuazione della nona sinfonia di Beethoven. Strauss ha espresso anche a partire da una certa età il suo pensiero di cosa contradistingue un ottimo compositore riferendosi ai suoi ideali che vorrebbe raggiungere. Analizzando sia la struttura musicale di Elektra che quelle delle "opere" del tardo Wagner, facendo attenzione come musicalmente vengono formate e poi elaborate, si nota nettamente chi suona maggiormente e ripetutamente i "Leitmotiv" e le loro variazioni, chi fa musicalmente la parte dominante per esporre le tematiche della composizione musicale. Ma ecco basta fare un'analisi musicale di Elektra leggendo come si apre in modo ecclattante prendendo le prime otto (?) battute con ben due volte il Leitmotiv di Agamemnone (vendetta), suonata da chi? E ripetuto continuamente in tutto il pezzo come pure gli altri il Leitmotiv. E da chi? Non certo dalle voci ma queste hanno un influsso notevole per accentuare e completare il componente emozionale e psicologico del pezzo. Avere elementi che aiutano a distrarsi da questi componenti musicali non era nel concetto sia di Strauss che il tardo Wagner ma capisco che tutti compreso i registi vogliono fare la prima donna a tutti i costi.

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analogico_09

@Titian D'accordo che chiunque concorra alla realizzazione di un'Opera lirica (direttore, costumisti, scenografi, registi, corpo di ballo, etc, voglia fare la sua bella figura a fronte di quella che è la sua specialità; più che d'accordo che tali elementi "extra musicali" non dovrebbero distrarre dalla musica o entrare in conflitto con la stessa (tra l'altro, a latere, io auspicherei un ritorno più frequente all'opera in forma concerto, senza scenografie, costumi, senza recitazione ed interazione tra cantanti, se non in forma figurata, quale alternativa non già in sostituzione dell'opera "normale" che ha diritto di vivere così come è per sua natura), ma proiettare dei semplici testi e qualche immagina appropriata durante la rappresentazione non mi pare che sia cosa rivoluzionaria in grado di distrarre l'ascoltatore dalla musica, di alterare la " scena "psichica" emozionale e psicologica e comuqnue, dovesse eventualmente succedere,  non più di quanto possano distrarre tutti gli altri elementi propri del teatro d'opera succitati.
Come dicevo, non apprezzo la teatralità fine a se stessa o in sovrappiù; la musica esprime le forme sonore ed insieme immaginifiche, teatrali e letterarie insite in essa stessa, la quale non ha quindi bisogno di essere sovraccaricata di ulteriori teatralità "extra".
Mi facevano ad esempio sorridere le rappresentazioni "mimiche" delle Passioni di Bach che Rattle eseguiva con i Berliner.., solisti cantanti, coro.., che cercavavo di fare del teatro imitativo con i corpi distesi sul palco, etc, affatto impropabile e grossolano, mentre nelle note e nelle forme compositive bachiane cè già tutto il "teatro" che serve, anzi la sublime architettura musicale, sonora così possente che quasi si "materialzza". Era solo un ridondare.., questo si che distraeva dal "tatro" della muaica. E su questo  mi sembra si possa essere d'accordo.

Non sono esperto della specifica questione, apprendo da te, di quale fosse il concetto di Strauss e Wagner rispetto alle complessità dello specifico musicale sostanziale di cui alle tue precisiazioni, ma non sono fresco di ascolto e non ho chiaro quali siano le caratteristiche dell'Elektra sul piano dei leitmotiv, delle variazioni, chi debba avere il ruolo dominante nel riesporle, etc, in ogni caso  la proiezione di testi letterari in sovraimpressione sulla "scena" col compito di  "esemplificare" la comprensione del testuale non già della parte musicale senza entrare in conflitto o in "distrazione" con la stessa, quale essa sia.

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@analogico_09 volevo solo informarvi che il materiale dell' Elektra (libretto, trama, ripercussioni psichiche e psichiatriche ecc ecc) è solo un pretesto per evolvere la sua espressione musicale e per riconfermarsi come compositore più avanguardistico (?) del tempo. Con tutti questi ripercussioni interni umani fino al delirio, ha ampliato l'orchestrazione portandola a poter esprimere una vastità "quasi" (lo dico io) completa di emozioni e di sentimenti umani. La struttura musicale è stata estesa non solo in dinamica estenzione delle note ma va fino alle dissonanze (sì c'erano anche prima anche oltre cento anni prima ma non a questa estensione) e solo con la seconda scuola di Vienna si continuò ad estendere questa ricerca con la musica atonale e dodecafonica. Elektra è un lavoro altamente sinfonico anche se sinfonico vuol dire con voci, coro e scenografia, unico modo per continuare / estendere il lavoro espressivo musicale di Beethoven che con la sua nona sinfonia con voci e coro aveva raggiunto il massimo a quel tempo.

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analogico_09
Il 2/4/2024 at 19:07, Titian ha scritto:

Elektra è un lavoro altamente sinfonico anche se sinfonico vuol dire con voci, coro e scenografia, unico modo per continuare / estendere il lavoro espressivo musicale di Beethoven che con la sua nona sinfonia con voci e coro aveva raggiunto il massimo a quel tempo.

 

 

Dovrei mettere meglio a fuoco la questione ma trovo interessante l'idea di un'opera (melodramma) sinfonica... In realtà, come dicevo per le più grandi e più "modeste" (si fa per dire) opere di Bach, per ciò che sulla Nona di Beethoven, e per quanto potremmo ipotizzare a fronte di tutte le grandi opere musicali dei più svariati compositori, conntengo in se' il "teatro" d'opera" anche se se non c'è il canto umano, le scene, regie, ecc...L'elemento immaginifico risiede nella musica stessa. 

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