Vai al contenuto
Melius Club

La ristorazione, un mondo di furbi.


Messaggi raccomandati

Inviato
18 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Bisogna invece sempre chiedere quanto costa qualcosa anche se si ha la possibilita’ di acquistarla. E’ snobismo fesso quello di chi non chiede. Certo non bisogna entrare in un negozio e chiedere a raffica i prezzi. Insomma est modus in autobus

Perfettamente d' accordo, e aggiungerei peraltro che i prezzi dovrebbero essere esposti.

È obbligo del venditore, ed Il non farlo mette subdolamente il possibile acquirente in una posizione di svantaggio psicologico

  • Melius 1
Inviato
52 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Bisogna invece sempre chiedere quanto costa qualcosa

Soprattutto per le prestazioni professionali, dall’idraulico all’avvocato. Quando sento altri accettare un “poi ci mettiamo d’accordo”, immagino già le discussioni o i loro dolori non vi dico dove perché sono un signore. 

Inviato

Bisogna guardare il prezzo, capire che uno se lo può anche permettere, e poi non comprare perché tutto è vanità e pascersi di vento.

Inviato
23 ore fa, LeoCleo ha scritto:

due litri di rosso della casa

 

 

Inviato

Due parole sul vino della casa. 
La coerenza per me è un aspetto fondamentale in ogni ambito, ristorante incluso. Se vado in un locale dove il menù è composto da piatti regionali tipici con i sempreverdi pilastri della cosiddetta cucina italiana, è ridicolo oltre che sciocco cercare vini particolari, per un motivo semplice: nella carta non ci sono. Cosa troverò in carta? Vini anonimi di imbottigliatori anonimi proposti a 9-12-15 euro, cioè da 3-4 euro al produttore ma anche meno, dipende da quanto ricarico fa l’esodo oste. Con le dovute lodevoli eccezioni, ho ottime probabilità di bere un pessimo/mediocre vino. Meglio allora optare per il vino della casa, nel caso specifico un rosso Piceno di una cantina della zona, servito fresco. Considerando che non pago la bottiglia, il tappo, l’etichetta, lo stoccaggio, al 99% bevo meglio che non prendendo una bottiglia da 12-15 euro sulla carta. Ci sono poi posti, penso al Bric dell’Usignolo a Costigliole d’Asti, dove la Barbera della casa era eccellente. In generale, scegliere un buon vino da una carta con nomi sconosciuti, è molto difficile, quasi un Superenalotto. 

Inviato
19 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

rosso Piceno di una cantina della zona, servito fresco. Considerando

È magari adesso ti cazziano per il rosso fresco... 🤣

Inviato
57 minuti fa, LeoCleo ha scritto:

Due parole sul vino della casa. 
La coerenza per me è un aspetto fondamentale in ogni ambito, ristorante incluso. Se vado in un locale dove il menù è composto da piatti regionali tipici con i sempreverdi pilastri della cosiddetta cucina italiana, è ridicolo oltre che sciocco cercare vini particolari, per un motivo semplice: nella carta non ci sono. Cosa troverò in carta? Vini anonimi di imbottigliatori anonimi proposti a 9-12-15 euro, cioè da 3-4 euro al produttore ma anche meno, dipende da quanto ricarico fa l’esodo oste. Con le dovute lodevoli eccezioni, ho ottime probabilità di bere un pessimo/mediocre vino. Meglio allora optare per il vino della casa, nel caso specifico un rosso Piceno di una cantina della zona, servito fresco. Considerando che non pago la bottiglia, il tappo, l’etichetta, lo stoccaggio, al 99% bevo meglio che non prendendo una bottiglia da 12-15 euro sulla carta. Ci sono poi posti, penso al Bric dell’Usignolo a Costigliole d’Asti, dove la Barbera della casa era eccellente. In generale, scegliere un buon vino da una carta con nomi sconosciuti, è molto difficile, quasi un Superenalotto. 

È esattamente quello che faccio anche io.

Non saprei che commento aggiungere

Inviato

Una ottima osteria dovrebbe anche avere una cantina dignitosa con prezzi coerenti. In Toscana e Piemonte e’ cosi’ ad esempio. Certo un 15/20 euro vanno messi in conto. Altrimenti va bene il vino della casa se pero’ e’ decoroso ed e’ zona di vini. Nel beneventano ad esempio fra aglianico e falanghina ce la si cava. Nelle marche ottimi verdicchio, in abruzzo montepulciano locale, in piemonte non ne parliamo, in Toscana dipende dalle zone, in Maremma ci sono buoni morellini e anche i bianchi sono discreti

 

Inviato
51 minuti fa, mozarteum ha scritto:

n Toscana dipende dalle zone,

quando andavamo in Toscana, ora non più, eravavo in zona Castelnuovo Berardenga, sempre vino sfuso...ehhhhh , se ti inchinavi un po, veniva fuori dalle orecchie...

Inviato

Vino della casa è sempre un rischio, ci sono posti che si servono davvero da un produttore locale e altri che mettono in caraffa le damigiane in plastica del supermercato.

  • Melius 1
Inviato

Anche perché il processo di imbottiglimento con un minimo di label graficamente fighetta e/o ruffianamente retro'  consente anche al piccolo produttore di piazzare lo stesso vino a maggior prezzo: L'offerta di vino sfuso di qualità è andata via via riducendosi nel corso degli anni. La cantina dove ci forniamo da anni ad esempio oggi offre solo scelta di bottiglie, oppure vino da pasto bianco / rosso "bag-in-box" da 5 litri di qualità sufficiente per una mensa aziendale a ticket. 

(P.S. sono al corrente che i soci del melius cononscono comunque uno o più piccoli produttori che potrebbero dar loro ambrosia e nettare degli Dei sfuso in damigiana a prezzo "di assoluta convenienza", mi riferivo a quello che accade alla mediona del popolo bue :classic_dry:) 

Inviato

Si certo magari si assaggia e si decide

Inviato
47 minuti fa, Martin ha scritto:

L'offerta di vino sfuso di qualità è andata via via riducendosi nel corso degli anni.

Per molti anni ho bevuto un ottimo rosso di un produttore locale: all'inizio dovevi portarti la damigiana che riempiva dalla botte, poi è passato alle sua bocce da 5lt in vetro.  Ha cominciato a imbottigliare e la qualità è scesa ma solo di poco, mentre i prezzi salivano abbastanza.

Fine della storia quando è passato alla plastica, qualità in caduta libera e prezzi ancora più alti.

Adesso bevo  aglianico di una cantina sociale della zona in boccia di vetro da 5 lt, buono ed economico.

 




×
×
  • Crea Nuovo...