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Concerti di musica classica: stagioni, date e impressioni


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1 ora fa, garmax1 ha scritto:

Con Brahms mi hai convinto! 

 

:classic_smile: Precisato che non intendo convincere nessuno, mi limito a dire la mia motivata (forse inutilmente) sulle cose di cui discutiamo,  provo a chiederti, se vuoi, cosa non ti avrebbe convinto del Beethoven di Celinidache oltre il fatto che la trovi troppo lenta. Giusta osservazione visto che coincide con la tua percezione ed aspettativa circa il valore di un tempo musicale, ma resta sul piano del gusto personale perchè tutte le indicazioni di tempo partituriali, a meno che il compositore non indichi quale esatto valore di metronomo intende dettare,  vanno soggette ad essere variamente e non di poco interpretate, come il piano e il forte, il crescendo/diminuendo, etc. . E' lo spirito poetico del tempo allegro e vivace, la sua metafisica che va liberamente interpretats - e tale spirito secondo me è presente e musicalmente "rispettato" dal polso ritmico e temporale di Celibidache - non già sotto il profilo realistico-naturalistico convenzionele e prevedibile. L'arte è artefizio, "artificiale", il regno dell'immaginazione,  non è fatta di schemi prosaici ricorrenti e fissi che sono della vita. 

 

In altra performance interpretativa lo stesso Celibidache diversamente ispirato la piglia più veloce ma senza esagerara e mantendendo un classe interpretativa fuori eccezionale..  allegro non significa pupazzetti in faccia, vivace non significa andare a spegnere lo foco... Ecco un direttore per tutte le stagioni. 

 

Live recording: 22 March 1970, Stockholm Concert Hall ... non si sente particolarmente bene ma si capisce quel che c'è da capire a fronte di ciò di cui stiamom parlando...una delle tante registrazioni pirata dei concerti del Celi. 
 

 

 

 

 

Spadaccino1

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L'altro ieri terzo appuntamento del festival pianistico al San Carlo, Igor Levit. Bellissimo recital!

Beethoven suonato, con l'energia e l'intensità che pretende e merita, da un grande interprete. Commovente.

Levit suona e mima, con il viso e con il corpo. Teatrale ed espressivo; difficilmente la stessa esibizione potrebbe essere resa, tramite registrazione audio, con la stessa efficacia. Mi resterà per molto nell'immaginario personale.

A questo punto, una riflessione.

Il pianoforte è lo strumento che accusa la maggiore disparità nella qualità audio, e, in generale , nel godimento da parte dell'ascoltatore, tra resa sonora delle varie tecniche di riproduzione e gli ascolti dal vivo. Secondo me.

Dopo aver assistito al festival pianistico dello scorso anno ed ai primi tre recital 2026, Rana, Seong-Jin Cho e Levit, l'idea mi è abbastanza chiara.

Possiedo tutte le sonate di Beethoven in SACD, le integrali Philips di piano Brendel/Mozart e Brendel/Beethoven su vinile AAA(eccezionali), i vinili Original Source Deutsche Grammofon Gilels/Grieg/Lyrics, Pollini/Chopin/Preludi e Pollini/Chopin/Polacche registrati su nastri a 4 tracce, alcuni a 45 giri.

Tutte ottime/grandi/grandissime esecuzioni. 

Ma la differenza tra resa dal vivo del pianoforte e resa sonora di un pur buono/ottimo impianto audio è, secondo me, maggiore della differenza che si percepisce, ad esempio, per un concerto per chitarra o violoncello o anche (e questa in minore intensità) per i concerti di Sinfonica, sia per piccola/media ensemble che per grande orchestra. Tutto, ovviamente, a favore della musica dal vivo.

  • Melius 2

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