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Melius Club

Italiani sempre più ricchi


Muddy the Waters

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Inviato
2 ore fa, mozarteum ha scritto:

Tutto cio’ e’ appannaggio di uomini nuovi che fanno parte il piu’ delle volte di grandi studi strutturati e che sono in grado di offrire supporto a queste operazioni complesse dove chi sbaglia va sul lastrico.

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Inviato
2 ore fa, mozarteum ha scritto:

Se avete figli studiosi (e intelligenti veramente, cosa difficile da capire per un padre) consiglierei la carriera universitaria.

Si studia fino a 40 anni tanto ma poi si entra da un’altra porta nelle professioni di ogni genere. 

Moz, con tutto il rispetto ma sembri in delirio: tutto ok?

Inviato
2 ore fa, mozarteum ha scritto:

figli studiosi (e intelligenti veramente, cosa difficile da capire per un padre) consiglierei la carriera universitaria.

ma pure coi figli ciucci: Un bel posto da bidello usciere o portinaio all'università e avete sistemato il pargolo, che tra l'altro così starà senza-penziere e avrà un sacco di tempo perseguirvi quando sarete âgées...  

:classic_biggrin:

 

Inviato
3 ore fa, mozarteum ha scritto:

Cosa c’e’ di piu’ democratico di questo?

Le parcelle a equocanone 😁

Inviato

@Martin comunque  anche con padre e madre già ordinari in un posto che poi chissà come la figlia vince il concorso da un' altra parte, poi chiede il trasferimento anche se non si potrebbe e si ricostituisce il nucleo familiare originario non è mica male come soluzione. me fate morì.

Inviato

Audio parla di cio’ che sai.

Alla Sapienza alla Bocconi alla Statale (e non solo) a giurisprudenza sono tutti numeri uno di ogni colore politico.

Poi in una universita’ di provincia meno blasonata tutto puo’ succedere. Ma il Ceo di una superbanca non da’ l’incarico per un parere decisivo a uno che non sia un ordinario di primissima universita’: il timore dell’azione di responsabilita’ omnia vincit.

Io questo non capiro’ mai dello spirito di certi di sx (ma del popolume non dei vertici di sx che sono uomini di mondo): sempre diffidenti verso chi occupa posizioni di rilievo sempre col retropensiero che vi sia qualcosa di immeritato o losco. Mai dire: aho’ che testa di pēnis che sono:classic_blink:

  • Melius 1
Inviato

Ho il dubbio che si confonda il ceto medio con la classe operaia.

Chi proviene da famiglie non necessariamente povere, ma con genitori che al più hanno frequentato la scuola dell'obbligo, parte in una situazione di svantaggio rispetto a chi proviene da famiglie con genitori diplomati, o meglio ancora laureati. Questi ultimi lessico, sintassi, logica l'hanno appresa in casa, diventando per loro una seconda natura. Vi sono poi gli stimoli nonché il supporto che genitori colti, anche non particolarmente benestanti, possono dare ai loro figli. A questo si aggiunge che costoro apprendono anche i giusti codici di comportamento e di relazione, che il figlio dell'operaio ha difficoltà ad apprendere. Sono 15 anni che svolgo il ruolo di presidente di commissione per l'esame di stato (c.d. maturità) in parecchie scuole e le differenze fra il figlio dell'operaio, che raramente frequenta un liceo, e il figlio del ceto medio ed alto non è per nulla difficile da cogliere. Per colmare le differenze sarebbe necessario, a mio parere e non solo, il tempo pieno a partire dalla scuola dell'infanzia, proseguendo fino al termine della secondaria di primo grado (la scuola media).

  • Melius 1
extermination
Inviato

La ricchezza, il potere ed il prestigio messi assieme, sono prerogativa per pochi; molto pochi. 

Inviato
6 minuti fa, Savgal ha scritto:

Chi proviene da famiglie non necessariamente povere, ma con genitori che al più hanno frequentato la scuola dell'obbligo, parte in una situazione di svantaggio rispetto a chi proviene da famiglie con genitori diplomati, o meglio ancora laureati. Questi ultimi lessico, sintassi, logica l'hanno appresa in casa, diventando per loro una seconda natura.

e chi dice di no, però è pieno di professori universitari che prima o poi nella stessa facoltà ci piazzano anche i figli, che saranno di sicuro in gamba, e chi lo nega. però nel dubbio di non avere retropensieri, se il figlio è valido va ad insegnare fuori regione, sempre se basta, perchè per me dovrebbe essere una regione almeno non confinante. gli va bene ? bene, altrimenti spiaze ma emigra o va a fare qualcosa d' altro, così siamo tutti sicuri, come pure io sono sicuro che sopravviveremo a tale mancanza di genio.

Inviato

@audio2

Forse sarà un caso, ma è piuttosto raro che in un politecnico o in una facoltà scientifica vi siano figli di docenti, mentre è più frequente nelle facoltà umanistiche ed economiche.

extermination
Inviato

La relazione diretta tra scolarità e prospettive di lavoro è evidenziata nella figura 1. Il tasso di occupazione passa infatti da un esiguo 6,6% per gli individui che non hanno neppure un diploma al 47,2% per i diplomati e al 67,5% per i laureati. La stessa relazione diretta vale anche per l’insieme dei Paesi europei, ma per ogni titolo di studio il tasso di occupazione medio dei Paesi dell’Unione è nettamente superiore a quello del nostro Paese (rispettivamente 31,8%, 70,2% e 84,9%). Per contro, tre anni dopo aver concluso il percorso formativo, un neolaureato su quattro è ancora senza lavoro, in Italia, a fronte di uno su dieci (o poco più) della media europea. Solo la Spagna e la Grecia sono in condizioni peggiori (rispettivamente 25,9% e 33,7%), mentre in Germania e nei Paesi Bassi il tasso di disoccupazione dei neolaureati scende al 5% (Figura 2).

 

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Inviato
4 minuti fa, Savgal ha scritto:

Forse sarà un caso

secondo me non lo è, comunque ci devono pur essere delle contromisure da mettersi in atto

per prevenire queste cose qua.

extermination
Inviato

@audio2

 

Nel settore pubblico il posto di lavoro non si "eredita" ma vi si accede tramite concorsi che, fino a prova contraria, dovrebbero essere improntati ai principi di trasparenza ed imparzialità. Poi qualche raccomandato si infilerà di certo nelle maglie "larghe" ma non è di certo la regola.

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Inviato

@extermination

Ricordo di casi di facoltà in cui era occupata l'intera famiglia. Le università non seguono gli stessi criteri della pubblica amministrazione. Spero che in questi ultimi anni le cose siano cambiate.




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