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L'interfaccia verso la rete elettrica: perché i fusibili (o le multiprese, le spine ecc.) potrebbero influire sull'ascolto audio


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1 ora fa, drpaolo ha scritto:

Buon divertimento

Dipende dalla sezione del cavo,  dall'assorbimento della lampadina e dalla tensione di alimentazione. Potrebbe, anzi sicuramente, non si accenderà mai.

La risposta -piuttosto controintuitiva- è la seguente:

la lampadina inizierà ad accendersi in maniera visibile dopo circa 3,4 nS (trevirgolaquattro nanosecondi), il tempo che ci mette il campo elettrico generato dalla chiusura dell'interruttore a superare 1 m di distanza dalla lampadina.

Cita

un certo Eddy current

No le eddy currents non c'entrano nulla e neanche la corrente di deriva dell'interruttore, supposto l'uso di un interruttore reale.

Cita

Potrebbe, anzi sicuramente, non si accenderà mai

Pro61 ha argutamente ragionato,dato che io non ho specificato se trattasi di circuito ideale  o circuito reale, ipotizzando che la resistenza interna dei 300.000 Km di cavo fosse tale da impedire il passaggio di corrente.

Ma la sua interpretazione è comunque sbagliata, perchè se ragiono per "campi" non ragiono per "tensioni e correnti".

Se ragiono per "campi" utilizzerò un modello a costanti distribuite; il ragionamento per "tensioni e correnti" si adatta solo ai modelli per costanti concentrate, che sono i soli che (sbagliando?) si usano nell'elettrotecnica ad uso audio.

Dirò di più, la lampadina inizierebbe ad accendersi anche se il cavo lungo 300.000 Km fosse interrotto da una scimmietta dispettosa.

(P.S. Al CalTech hanno fatto la prova, per tacitare gli scettici; funziona proprio così).

Tirando le somme:

a) forse Audioreview e Montanucci avevano ragione quando parlavano di "interazioni deboli" tra cavi e dispositivi audio.

b) Siete proprio sicuri che lo stesso segnale, che si somma per interazione dei campi in entrata e in uscita, dopo un ritardo fisico, non abbia conseguenze sulla capacità del nostro cervello di far congruire l'informazione sonora e quindi di dare un "esperienza audio" differente ?

c) L'audio, come la radiotecnica,  non è deterministico; non è che facendo o misurando così, succeda sempre cosà...:classic_smile:

  • Thanks 2

Mi sfugge il perchè una corrente parassita che circola dentro la massa metallica di un contenitore possa essere dannosa; mi spieghi, per favore, questa tua affermazione ?

@drpaolo quindi diamo per assodato che ci sia  ! e che secondo te nulla fa' ?   Per  Accuphase non sembrerebbe
ti avevo anche chiesto se avessi gradite ulteriori informazioni sui fusibile

Cita

e che secondo te nulla fa' ?

Male non fa sicuro, dato che fa da schermo di campo magnetico. Schermo che potrebbe essere realizzato anche con materiali magneticamente "permeabili" , tipo acciaio o leghe speciali (ma il meccanismo di azione è diverso).

Per quanto riguarda la distorsione provocata dal fusibile (compressione dinamica) l'effetto della compressione dinamica provocata dal riscaldamento della bobina mobile di un altoparlante commerciale che riproduce un programma musicale adeguato è di ordini di grandezza superiore, potendo arrivare ad una riduzione di SPL pari a 3 dB, quindi di cosa discutiamo ?

(I 20 Hz non ci sono nelle incisioni commerciali; ho trovato un solo CD di musica contemporanea per organo, che aveva incisi i 16 Hz; tutto il repertorio classico, per non dire pop, taglia molto prima la banda, in basso.)

Adesso chiudo e vi lascio divertire un po' a voi, ma prima voglio tirare le conclusioni.

Le mie conclusioni sono le seguenti:

a) le differenze tra fusibili, cavi, ciabatte ecc. (tutti oggetti da fine tuning) talvolta ci sono e sono udibili;

b) queste differenze potrebbero essere determinate da fattori fisici, che sono spiegabili solo analizzando misurando e modellizzando il sistema secondo criteri che non sono quelli usuali con cui si analizzano da sempre i circuiti audio  (chissa poi perchè e chissà che dottore ci ha ordinato di analizzarli sempre così :classic_biggrin:);

c) secondo me potrebbe anche essere possibile che questi eventi fisici e misurabili (v. punto b) scatenino talvolta qualche meccanismo percettivo cerebrale che ci fa sentire il messaggio sonoro in maniera diversa.

Tutto ciò non può essere analizzato con metodiche tipo doppio cieco e vi spiego, secondo me, perchè:

immaginate di sottoporre cento persone ad un test di ascolto in doppio cieco; novantanove di esse danno risposte che statisticamente non sono significative, ma uno solo tra essi azzecca tutte le risposte.

Secondo voi il test è valido è individua positivamente il fatto che la differenza ci sia?

  • Melius 1
11 hours ago, drpaolo said:

Male non fa sicuro, dato che fa da schermo di campo magnetico. Schermo che potrebbe essere realizzato anche con materiali magneticamente "permeabili" , tipo acciaio o leghe speciali (ma il meccanismo di azione è diverso).

eviterei proprio quei materiali, acciaio induce piu distorsione del Alu e se da un lato meteriali come il mumetal schemano bene , saturano anche facilente...
i fenomeni all'interno del case sono molteplici ,flussi ,dispersi,emi, skin, prossimità, buona pratica e'quello di mantenere buona  distanza da fili e circuiti ,voltaggi e correnti generano campi  elettrici e magnetici che diminuscono con la distanza dall' eventuale  circuito suscettibile,calcoliamo che i canali sono due mentre massa e gnd unici 
Eddy introduce perdite che generano rumore che aumentano con la frequenza ed  i loop su materiali magnetici possono generare sfasamenti fase

12 hours ago, drpaolo said:

Per quanto riguarda la distorsione provocata dal fusibile (compressione dinamica) l'effetto della compressione dinamica provocata dal riscaldamento della bobina mobile di un altoparlante commerciale che riproduce un programma musicale adeguato è di ordini di grandezza superiore, potendo arrivare ad una riduzione di SPL pari a 3 dB, quindi di cosa discutiamo ?

(I 20 Hz non ci sono nelle incisioni commerciali; ho trovato un solo CD di musica contemporanea per organo, che aveva incisi i 16 Hz; tutto il repertorio classico, per non dire pop, taglia molto prima la banda, in basso.)

principalmente il fusibile per sua natura non e' lineare  cambia la sua resistenza con la corrente e tempo ,ideale sarebbe mantenere un corrente costante a max 40% del rating ,cosa fattibile nei preamp con un shunt reg.
In serie al woofer come si usavano producono una elevata THD e' risaputo che i SlowBlow ne abbiamo di meno per via della maggior massa termica !:classic_smile:
certo nel psu il fenomeno e' minimo ma avvertibile ,molto dipende dal taglio amperaggio ,grandezza fisica ,marca ,composizione  metallo usato(Ag sembrerebbe megliore )
soluzioni alternative sono fusibili a stato solido o brakers
comunque un test si puo' fare (NB velocemente !non incendiate casa mi raccomando ) basta bypassarli  per verificarne influenza nelle sorgenti e pre.
More to come maybe ,dovrei aver ritrovato una cartella con  info al riguardo

In realtà io stavo parlando di tutt'altra cosa.

Tanto per capire se parliamo lo stesso linguaggio, posso farti una domanda ?

Secondo te, in un circuito audio a regime e supponendo componenti ideali il campo elettrico è più intenso intorno ai resistori, ai condensatori o agli induttori ?

Cita

...brakers...

(sarebbe breakers; i brakers sono i frenatori)

Cita

...simile domande falle ai tuoi alunni grazie

:classic_biggrin::classic_biggrin::classic_biggrin:

Colto quindi da raptus didattico  parlerò un po' dei fusibili, dei loro regimi termici e degli eventuali meccanismi di distorsione che si possono loro associare.

Iniziamo con il presentare il circuito in simulazione: un semplice alimentatore lineare, identico -per la parte di raddrizzamento- al 95% degli alimentatori che si trovano negli apparati hi-fi.

In ingresso al circuito, in serie al primario del trasformatore, ho simulato la presenza di un fusibile Fast da 500 mA di marca OMEGA (Ditta molto seria) sostituito in simulazione da un resistore che ha la sua stessa resistenza interna nominale, pari a circa 0,44 Ohm.

Dopo il ponte di Graetz ho posto un resistore da 0,1 Ohm, che serve da sensore di corrente sul circuito secondario.

Circuito alimentatore fusibile.JPG

Per analizzare il circuito ho messo (sempre in simulazione) un oscilloscopio doppia traccia a "cavallo" dei due resistori: quello da 0,44 Ohm (Canale A) che simula il fusibile e R3 da 0,1 Ohm (Canale B) che serve come sensore di corrente.


PicchisufusibileOmega.thumb.JPG.cca5b2cc4d6b5d6ea4a2f91f9e204f0d.JPG

 

 

 

La traccia superiore indica il picco di corrente, positivo e negativo, che interessa il fusibile; l'amplificazione verticale è pari a 100 mV/divisione.

La traccia inferiore indica il picco di corrente (solo positivo, dopo il raddrizzamento) che carica il condensatore; l'amplificazione verticale è pari a 200 mV/divisione.

La base dei tempi è pari a 5 mS per divisione.

 

I due cursori indicano la durata del picco di corrente sul primario, durata che è pari a circa 2,4 mS

L'intensità della corrente di picco che transita nel fusibile è pari a circa 0,18 A (80 mV/0,44 Ohm)

(Il picco di corrente sul secondario è ovviamente di circa 10 volte superiore, considerato il rapporto di trasformazione).

 

Prima e banale considerazione: il duty cycle della corrente nel circuito primario è di circa il 24% ; ciò vuole dire che -pur considerando l'inerzia termica del fusibile- il tempo in cui la corrente nel fusibile non passa attraverso di esso è pari a 3/4 del tempo del semiciclo dell'onda.

C'è tempo per il raffreddamento del fusibile, secondo voi e quindi per l'eliminazione della compressione termica come fattore di distorsione ?

 

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