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Perché la meccanica conserva ancora dei "vantaggi" sulla liquida?


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Secondo me si parte da un presupposto sbagliato che la liquida suoni sempre meglio o peggio del CD dipende dall' impianto.

Nel mio piccolo ho sentito un suono  gradevole sia con l' uno che con l'altro supporto così come in altre  occasioni da parte sia della liquida che del lettore CD il suono non mi emozionava.

 

@Look01 ma sicuramente...la resa di un sistema è legato intimamente alla resa sinergica dei suoi componenti, compreso l'ambiente

La cosa fondamentale è partire con le scelte giuste, una sorgente che abbia intrinsecamente meno problematiche che possa permettere di avere l'informazione integra...che non è detto che poi ci piaccia come resa finale

16 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Ebbene.. il lettore CD SCR 4000 SV è stato una bella delusione all’ascolto…

Mi aspettavo chissà cosa… e invece… ecco un buon setup liquido da 800 euro lo surclassa! 

 

Questa affermazione fatta da me che ho un dac da 1500 euro (quindi per alcuni sono notoriamente sordo...) non varrebbe nulla, ma fatta da te che hai un dac da 10k euro (di quelli buoni, tra l'altro) direi che ha un certo peso ... :classic_rolleyes:

11 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

non vorrei che con la meccanica scaturisse un "difetto" (gradito, ci mancherebbe) che aldilà della fedeltà di riproduzione si posiziona come "migliore"

 

Ipotesi interessante, anche perchè già ampiamente comprovata nel campo delle amplificazioni valvolari: aggiungono quel "qualcosa" che le fa alle volte preferire, in alcuni parametri, agli amplificatori a stato solido (ma poi perdono su altri...).

Questione di scelte personali a questo punto ...

Io, per esempio, ammetto che il miglior amplificatore che sia passato a casa mia era un ARC Classic 60, ma ora sto preferendo per molti aspetti un Mark Levinson ML9, anche se una certa "olografia" sonora che avevo con l'ARC mi manca (ma quanti altri parametri erano però inferiori all' ML ...)

Il 6/8/2024 at 20:42, veidt ha scritto:

Music server Cocktail X50D

 

Il 6/8/2024 at 20:42, veidt ha scritto:

perché questo vantaggio delle meccaniche sulla tridimensionalità l'ho notata anche in altri impianti, come quelli dei miei amici (anche questi di livello elevatissimo)

Dalla analisi però emerge che il tuo “punto fermo” sia il Cocktail, ne hai usati altri? e quale music server hai ascoltato da amici? Oppure come è composta la catena di riproduzione della “liquida” degli amici? E ancora, dagli amici hai ascoltato musica liquida locale o in streaming?

Non potrebbe semplicemente essere il Cocktail il “problema”?

Appare un po’ azzardato generalizzare su pochi casi che peraltro non hai descritto nei dettagli, la loro rilevanza statistica è praticamente nulla.

  • Thanks 1
8 ore fa, powerpeppe ha scritto:

Max ma se hai un lettore cdp che suona da paura che fai? se cerchi la massima prestazione audio ed è il tuo cdp. che suona meglio di tutta la liquida che hai ascoltato come la metti la questione? 

 

Che ovviamente ti tieni quel lettore cd!

Per esempio l'ex forumer @gigi60 utilizza nel suo megaimpianto (che suona da PAURA) solo sorgenti analogiche, ovvero 2 spettacolari giradischi con un totale (se ben ricordo) di 5 bracci e relative testine.

Ha provato il miglior digitale esistente (sia lettori cd che dac) e ha deciso che non raggiunge la qualità dell'analogico.

Però possiede migliaia di LP, ed ha un impianto "secondario" (eufemismo) con una sorgente digitale per ascoltare ciò che in LP non ha o non si trova ...

  • Melius 2
6 ore fa, PietroPDP ha scritto:

il problema semplice di @veidt è che ha un lettore cd che suona meglio della sua parte liquida

 

No: ha detto solo su un parametro specifico...

Per il resto, preferisce la liquida :classic_wink:

ilmisuratore
1 minuto fa, Max440 ha scritto:

Ipotesi interessante, anche perchè già ampiamente comprovata nel campo delle amplificazioni valvolari: aggiungono quel "qualcosa" che le fa alle volte preferire, in alcuni parametri, agli amplificatori a stato solido (ma poi perdono su altri...).

Questione di scelte personali a questo punto ...

Io, per esempio, ammetto che il miglior amplificatore che sia passato a casa mia era un ARC Classic 60, ma ora sto preferendo per molti aspetti un Mark Levinson ML9, anche se una certa "olografia" sonora che avevo con l'ARC mi manca (ma quanti altri parametri erano però inferiori all' ML ...)

L'ipotesi ripercorre esperienze pregresse

Ad esempio i DAC MSB Platinum e/o Analog avevano nelle caratteristiche proprio la spiccata rappresentazione di un palcoscenico profondo e ampio...ma poi ho rilevato che si trattava paradossalmente di un pregio percepito a fronte di un "difetto" nel segnale

A questo punto un DAC neutro riprodurrebbe la profondità della registrazione, mentre nel caso dell'MSB si acuiva il parametro del palcoscenico OLTRE quanto il registrato

  • Melius 2
39 minuti fa, maxgazebo ha scritto:

Quasi sempre (a ragione) il sistema che abbiamo in casa è quello che ci piace di più, che non vuol dire sia effettivamente il più fedele e trasparente, anzi i costruttori introducono spesso appositamente degli "accorgimenti" per dare un certo carattere alla timbrica

 

Esatto!

Infatti, come dice @Mighty Quinn , a me per esempio piacciono i dac coi pupazzetti (alias R2R) :classic_love:

4 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Ad esempio i DAC MSB Platinum e/o Analog avevano nelle caratteristiche proprio la spiccata rappresentazione di un palcoscenico profondo e ampio...ma poi ho rilevato che si trattava paradossalmente di un pregio percepito a fronte di un "difetto" nel segnale

 

Nulla di male: basta saperlo!

Infatti abbiamo sempre sostenuto, pressochè tutti, che sui gusti personali non si discute ...

Ma l' MSB Analog (che ho provato anch'io) è un ottimo dac, molto "musicale", ma per esempio sul 16 bit io gli ho preferito il mio vetusto Wadia X32 ... :classic_wink:

30 minuti fa, maxgazebo ha scritto:

@Look01 ma sicuramente...la resa di un sistema è legato intimamente alla resa sinergica dei suoi componenti, compreso l'ambiente

La cosa fondamentale è partire con le scelte giuste, una sorgente che abbia intrinsecamente meno problematiche che possa permettere di avere l'informazione integra...che non è detto che poi ci piaccia come resa finale

La penso allo stesso modo c'è una sinergia tra i componenti di un sistema  se uno ha investito tempo e risorse per ottenere un determinato suono con un determinato supporto non sarà sempre così facile replicare lo stesso risultato cambiandolo.

Sicuramente se partissi da zero oggi sceglierei la liquida ma sono partito con le cassette prima ed i CD da quando sono  usciti ho una buona raccolta e mi piace girare i pochi negozi fisici rimasti 😉.

Per ascoltare cose nuove uso Spotify con il telefonino e le cuffie.

 

ilmisuratore
33 minuti fa, Max440 ha scritto:

Nulla di male: basta saperlo!

Infatti abbiamo sempre sostenuto, pressochè tutti, che sui gusti personali non si discute ...

Ma l' MSB Analog (che ho provato anch'io) è un ottimo dac, molto "musicale", ma per esempio sul 16 bit io gli ho preferito il mio vetusto Wadia X32 ... :classic_wink:

Vedi, finquando si discute pacatamente sui gusti, sulle scelte personali e sulle reali caratteristiche degli apparecchi, si andrebbe molto più d'accordo 

Ma quando una scelta e/o una determinata caratteristica degli apparecchi la si vuole spacciare con forzata imposizione come superiore allora non ci siamo

Le scelte personali sono sacrosante e rispettabili, come sono sacrosante le caratteristiche oggettive degli apparecchi aldilà delle scelte

  • Melius 1
18 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Ebbene.. il lettore CD SCR 4000 SV è stato una bella delusione all’ascolto…

Mi aspettavo chissà cosa… e invece… ecco un buon setup liquido da 800 euro lo surclassa! 

Una vera delusione leggere certe affermazioni, poi da te!

prima di sparare un giudizio del genere meglio ascoltarselo a casa. Allora si, che la tua amata hr avrebbe seri problemi ad essere consiederata ancora superiore 🤷🏻

  • Haha 1
16 ore fa, one4seven ha scritto:

@fabrizio il disco di Fresu in questione era quello con Bonaventura sul Laudario di Cortona, sotto etichetta Tuk Musik (che tra l'altro quest'anno ha pubblicato un interessantissimo esordio "post-rock" della batterista Evita Polidoro, Nerovivo).

Se non vi suona bene sto disco di Fresu, non so che dire... Mi dispiace. 

.

Screenshot_2024-08-15-17-45-34-678_com.dnm.heos.phone.jpg

Lo sto riascoltando ora, confermo, questo , in file Hi Res , è l’album della svolta  in negativo nella produzione della Tuk Music , basta ascoltarsi l’Album dell’anno precedente, il 2018:

 

ghttps://www.qobuz.com/it-it/album/danse-memoire-danse-a-filetta-paolo-fresu-daniele-di-bonaventura/m5ctcivxe4qab

 

Saluti, Fabrizio

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