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L'interfacciamento, quando un elettronica va bene in un contesto e male in un altro


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Argomento interessante finalmente.

Proviamo a dare degli ordini di grandezza alla proporzione che debba esserci tra impedenze, per fare in modo che siano ininfluenti per un udito normale? Tanto per andare sul concreto, e dare un riferimento,  il mio dac una impedenza uscita da 70 a 82 ohm da 20 a 20.000 hz, e l'ampli 20kilohms in ingresso. Tecnicamente che matrimonio è? 

4 ore fa, LeoCleo ha scritto:

Credo, spero, che oggi i vari componenti siano elettricamente perfetti, quindi cd dac e pre con impedenze di uscita basse e pre/finali viceversa. 
Escluderei quindi questa variabile. 
Rimane in gioco la componente “cavi”, il gusto personale, e la catena nel suo insieme (ambiente incluso). 
A mio avviso, oggi si può sbagliare solo nell’interfacciamento diffusori - ambiente - posizionamento, e a salire in una errata/infelice abbinata diffusore - amplificazione. 

Hai ragione, ma non sottovaluterei cosa succede tra interconnettere due apparecchi, spiegazione lunga, non ne ho tempo e capacità, è riduttivo concentrarsi solo su impedenza e sensibilità, quello ti dice se possono avere figli, se sara bravo o testa di pēnis, ci vorra tempo per stabilirlo.

ilmisuratore
1 minuto fa, Ggr ha scritto:

Argomento interessante finalmente.

Proviamo a dare degli ordini di grandezza alla proporzione che debba esserci tra impedenze, per fare in modo che siano ininfluenti per un udito normale? Tanto per andare sul concreto, e dare un riferimento,  il mio dac una impedenza uscita da 70 a 82 ohm da 20 a 20.000 hz, e l'ampli 20kilohms in ingresso. Tecnicamente che matrimonio è? 

In regime stazionario, per come è stato rilevato, sarebbe ottimo 

In regime dinamico, dove entra in gioco anche la reattanza, ci possono essere delle differenze rispetto ad un ipotetico abbinamento con i medesimi valori 

È quella parte di imprevedibilità a cui andiamo incontro 

  • Thanks 1
ilmisuratore
1 minuto fa, Cano ha scritto:

In che senso non è prevedibile? 

Stereophile, per esempio, lo misurava 

La puoi misurare tranquillamente avendo un determinato setup collegato 

Diventa imprevedibile nel momento in cui dovrai collegare un altro setup, questo nonostante si conosca il dato standard rilevato in regime stazionario dichiarato nelle specifiche che, come avrai notato, non ti fornirà mai quello in regime dinamico 

18 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

La puoi misurare tranquillamente avendo un determinato setup collegato 

Diventa imprevedibile nel momento in cui dovrai collegare un altro setup, questo nonostante si conosca il dato standard rilevato in regime stazionario dichiarato nelle specifiche che, come avrai notato, non ti fornirà mai quello in regime dinamico 

Si ma non cambia nulla

L'impedenza di ingresso è sempre molto più alta tanto da rendere praticamente ininfluente l'impedenza di uscita 

Non mi è chiaro perché qualcuno continua a trattare le sorgenti digitali come figli di un Dio minore. I dac come qualunque altro componente audio ha uno stadio di ingresso, una alimentazione uni stadio di uscita ed un sistema di conversione e pertanto incide sul suono come ogni altro sistema. Certo un ampli ha anche il problema dell’interfacciamento con i diffusori che è ancora più delicato in particolare su alcuni tipi di casse. Ma adesso la romanza che il Dac e il chippetto Ess o Asai anche no e!!

Anche perché non se ne sente suonare uno uguale all’altro.

saluti

1 minuto fa, ilmisuratore ha scritto:

non credo che possa essere così difficile intuirlo

Invece è difficile 

Perché cocktail audio non fa suonare il suo player come un Innuos statement se è possibile farlo a costo zero? 

Mighty Quinn
4 minuti fa, rpezzane ha scritto:

dac come qualunque altro componente audio ha uno stadio di ingresso, una alimentazione uni stadio di uscita ed un sistema di conversione e pertanto incide sul suono come ogni altro sistema.

Ci mancherebbe!

Ma è una questione di quanto incide 

Incide poco più di un cavo 

Cioè poco più di niente 

La differenza è che con una manciata di euro hai un DAC già insuperabile all' ascolto 

Ad es la focusrite forte da anni fuori catalogo e che costava tanti anni fa 170 eu, già non la distingui dal Varese 

Parlo del suono ovviamente 

Per altre cose la distinzione è abbastanza facile 

 

ilmisuratore
8 minuti fa, Cano ha scritto:

Si ma non cambia nulla

L'impedenza di ingresso è sempre molto più alta tanto da rendere praticamente ininfluente l'impedenza di uscita 

Non è semplice come credi

Il tuo concetto è applicabile soltanto in condizioni di interfacciamenti resistivi

 

L'impedenza (Z) è la misura della totale opposizione al flusso di corrente in un circuito a corrente alternata...è costituito dalla somma di due componenti: la resistenza (R) e reattanza (X).
Z = R + X
La resistenza è sostanzialmente costante a tutte le frequenze audio in un circuito e si misura in Ohm...
La reattanza è la misura di opposizione al flusso di corrente alternata causati dagli effetti di induttanza e capacità in un circuito...è anche misurata in ohm ma varia con la frequenza. 

La seguente formula per la reattanza induttiva illustra come la sua opposizione al flusso di corrente aumenta la frequenza..e/o aumento della quantità di induttanza: dove F = frequenza in Hertz (cicli al secondo) e L = induttanza in Henry...
La seguente formula per la reattanza capacitiva illustra come la sua opposizione al flusso di corrente diminuisce la frequenza e/o aumenti di capacità... dove F = frequenza in Hertz e C = capacità in farad...
Queste formule sottolineano il fatto che un impedenza specificata per un dispositivo audio è solo destinata ad essere valida per una singola frequenza...l'impedenza di funzionamento effettivo varia notevolmente nel corso dello spettro di frequenza audio..ovvero squisitamemente in regime impulsivo e CON LA MUSICA...non con i segnali statici o di prova

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