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Attacco ucraino su Lipeck


Muddy the Waters

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https://archive.is/2024.08.11-204824/https://www.economist.com/europe/2024/08/11/ukraines-shock-raid-deep-inside-russia-rages-on

 

Operazione disperazione o "tiramisù": Kiev ha mandato i soldati migliori per affrontare militari di leva a Kursk.

 

The Economist pubblica un reportage molto emotivo con le interviste dei soldati feriti sul nuovo fronte, durante l'avanzata.

 

"Abbiamo inviato le nostre unità più pronte al combattimento nel punto più debole del loro confine", afferma una fonte dello stato maggiore dispiegata nella regione.

 

"I soldati di leva hanno affrontato i paracadutisti e si sono semplicemente arresi".

 

Alcuni gruppi si sarebbero spinti fino a 40km, ma non è andata benissimo. Si parla di molti uomini semplicemente disintegrati dalle bombe plananti.

 

"Tutto bruciava. Braccia qui, gambe là", dodici uomini della compagnia morti all'istante dice Ivan, ferito dalle schegge.

 

Davanti a questo sacrificio di forze speciali, mentre Kiev arranca negli alti punti del fronte ed è costretta a rapire gli uomini in età di leva per strada, per la carenza di "carne", sono poco chiari i principali obiettivi della guerra.

 

Per The Economist l'obiettivo minimo è quello di distogliere truppe russe dagli altri fronti. Ma neanche così le cose vanno benissimo.

 

"I loro comandanti non sono idioti", afferma la fonte dello stato maggiore ucraino. "Stanno spostando le forze, ma non così rapidamente come vorremmo. Sanno che non possiamo estendere la logistica di 80 o 100 km.

 

Cosa resta di questa grande operazione che il Times ha già definito "disperata"?

 

Alza il morale delle truppe, un'operazione tiramisù.

 

Stanchi, sporchi ed esausti, i soldati affermano di non rimpiangere nulla di questa rischiosa operazione che ha già ucciso decine di loro commilitoni: vi si unirebbero in un batter d'occhio. "Per la prima volta da molto tempo ci siamo mossi", dice Angol. "Mi sentivo come una tigre", scrive The Economist.

 

Bella consolazione. Se il problema era quello di tirare su il morale dei suoi uomini, Zelensky non poteva portarli al circo anziché a morire? 

 

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3 minuti fa, ilbetti ha scritto:
11 minuti fa, claravox ha scritto:

Zelensky non poteva portarli al circo anziché a morire? 

... Con questa affermazione hai certificato di essere un idiota. 

Puro e semplice... 

in realtà l’aveva certificato molto prima … ma, una conferma, non fa mai male. 

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Interessante articolo della Zafesova sulla stampa, dietro la penetrazione ucraina l'usuale mix di menzogne, inefficienza e impreparazione, mentre i media di stato millantano migliaia di morti tra le truppe ucraine sul fronte la situazione pare essere diversa, eppure bastano un paio di divisioni per dare il colpo di grazia ai contro invasori che di fatto stanno mettendo la testa sul ceppo, forse.

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Se per voi portare al macello in missioni suicide i propri uomini  è moralmente accettabile ……

Uno dei principali problemi per l’esercito di Mosca nei primi giorni dell’invasione Ucraina in territorio russo si è rivelata la mancanza di adeguate fortificazioni difensive.
Ora questo problema si sta ritorcendo contro le truppe ucraine, costrette a nascondersi nelle boscaglie.

Ciò spesso non è sufficiente a mascherare i propri mezzi e le proprie tracce. I droni russi osservano e colpiscono sempre più veicoli ucraini, mettendo in gravi difficoltà la fanteria ucraina che spesso rischia di finire accerchiata senza possibilità di ritirarsi.

Fino all’ultimo ucraino …..

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Alcuni estratti dell'ultimo articolo di John FLORIO presente nell'ultimo numero di Limes, che ripercorre alcuni dei passaggi che hanno causato la crisi ucraina:


 

"la confusione sugli obiettivi della politica di allargamento dell’Alleanza Atlantica, scambiando mezzi con fini, è all’origine stessa della lunga e triste serie di errori che hanno condotto alla guerra russo-ucraina e allo sconvolgimento del continente europeo. [...] L’aver soffiato sul fuoco dello scontro militare, boicottando nell’aprile 2022 qualsiasi accordo diplomatico tra russi e ucraini nell’illusione di poter infliggere una decisa sconfitta militare («strategica») a Mosca, ha condannato l’Ucraina alla più tragica delle fini. [...] Vicolo cieco a cui ha condotto la retorica della prosecuzione a oltranza delle operazioni militari spacciata «unica opzione». Salvo poi trapassare con dialettico sgomento alla dolorosa consapevolezza che la Russia si ostinava a non capitolare, a dispetto della fornitura di moderni sistemi d’arma occidentali; e anzi continuava la sua lenta avanzata, forse per non aver esaurito le pale. [...] Presentando alle opinioni pubbliche mondiali la liberazione di Buča, Irpin e degli altri centri della cintura di Kiev come vittoria militare ucraina, e non già come ritiro unilaterale russo nel quadro del perfezionamento politico degli accordi raggiunti in quegli stessi giorni tra le due parti per porre fine al conflitto, di cui tale ritiro era ritenuto precondizione [...]

 

«La sfida per la Nato nella prossima generazione – contenere e cooptare la potenza russa – è simile a uno degli scopi cardine della Nato nell’ultima generazione – integrare la Germania quale leader responsabile della comunità transatlantica», si legge testualmente in un memo segreto (ora declassificato) del dipartimento di Stato risalente al 1993. In cui era già articolato in dettaglio un processo di espansione dell’Alleanza Atlantica in quattro fasi, di cui l’ultima prevedeva entro il 2005 l’ingresso nella Nato di Ucraina, Bielorussia e Russia. Per impedire così che Mosca riemergesse

«come una minaccia alla stabilità europea» [...]

 

L’America vorrebbe trascendere la dialettica storica e il conflitto, fare ordine, forgiare stabilità: ma poiché l’affermazione di un’egemonia incontestata richiede l’attivo annientamento di ogni contendente (ovvero del pluralismo internazionale) [...] Facendo saltare il possibile accordo che nell’aprile 2022 avrebbe potuto stabilizzare politicamente la regione. Giacché un’architettura di sicurezza negoziata direttamente tra Kiev e Mosca avrebbe comportato il reinserimento della Russia nell’equazione geopolitica europea [...] Non si spiega altrimenti perché gli americani abbiano sabotato gli accordi di Istanbul adducendo come ragione – secondo quanto confermato dall’autorevole rivista Foreign Affairs – quella di non essere disposti a «garantire militarmente» l’Ucraina da eventuali «future aggressioni». Pur essendo pronti a sostenere militarmente l’Ucraina fino all’ultimo ucraino a guerra in corso. Un controsenso, che si spiega solo alla luce della volontà di scongiurare che la Russia potesse tornare «dentro», spingendo gli americani «fuori» dal ruolo di garanti assoluti degli equilibri europei. [...]

 

Dopo oltre due anni di conflitto sostenuto artificialmente in vita,

l’Europa è al bivio. La strategia occidentale – puntare sulla vittoria militare sul campo, rifiutando qualsiasi negoziato (cioè compromesso) con la Russia – si è rivelata miope e irrealizzabile. Due strade si parano ora davanti: quella dell’accordo (e «la prova migliore della giustizia di qualsiasi accordo è che non soddisfi del tutto nessuna delle due parti» [30]) o la ripida discesa agli inferi. Tertium non datur."


https://www.limesonline.com

 

 

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3 ore fa, ilbetti ha scritto:

Germania vengono accolti per i primi 15gg in un palasport... (e a detta loro un hotel di lusso rispetto al campo russo...) poi ricevono un piccolo appartamento e di lì a poco un lavoro....

Non sono certo dei patrioti questi tuoi conoscenti

Comunque se pensano di aver trovato il paese dei balocchi, contenti loro

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