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Melius Club

Non è passatismo verso gli anni '60...


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In quel periodo i Byrds stavano registrando Sweet heart of the rodeo e c'era ancora Gram Parsons in formazione. Ci sono dei bootleg, ne ricordo uno registrato al Piper.

Curiosa anche la presenza di Buffy Sainte-Marie, scritto pure male nella locandina.

Gran bei nomi.

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5 ore fa, spersanti276 ha scritto:

..ma realtà; certi anni non torneranno più.

Macchè passatismo, hai perfettamente ragione.

"Quelli" hanno iniziato, hanno scoperto e hanno ideato; tutto quello che è venuto dopo

c'è stato grazie a loro, e a quelli che li hanno preceduti pochi anni prima.

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analogico_09

Non solo la qualità musicale (a parte l'infelice teatro dei concerti, il palazzo dello sport di Roma l'acustica più infame mai ascoltata (anche se con il rock si riusciva a migliorare con l'amplificazione), ma i costi dei biglietti.., ad esempio un abbonamento medio in tribuna per le quattro serate tutte piene di svariati pezzi da novanta del rock, costava 8.500 lire, l'equivalente di 99 euro odierni (25 euro a concerto) una cifra colla quale oggi ci ascolti manco il gruppo arrtista singolo più sgarrupato della piazza...

Se non credete alle mie capacità "numismatiche"...

 

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Io andavo a Pescara jazz nigli anni '70 e pagavo come studente, non essendo più tale..., ero già uno spledido lavoratore... :classic_biggrin: 3000 lire per tre serate - anno 1973 per esempio - equivalenti a 26 euro... serate nelle quali ci stavano pure, tra i tanti guru del jazz, Miles Davis e Jarrett, ciascuno per conto suo... Oggi, se fosse ancora possibile ascoltarlo ancora in trio, per il solo Jarrett vai per un posto medio ben oltre i cento...

Forse è vero che si stava meglio quando si stava peggio...

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analogico_09
12 ore fa, magicaroma ha scritto:

 

Eh, ma poi bisognava comprare i dischi, e lí se li riprendevano con gli interessi.

Oggi paghi 100 euro per un concerto, ma quando torni a casa hai tutte le discografie complete di chi vuoi per dieci euro al mese

 

 

Dove non c'è "conquista", ricerca, curiosità, non c'è esperienza né scelta, non c'è sorpresa né suspens..,  si paga per un simulacro di "discografia" di una facilità troppo grande che crea spesso bulimia. Ascolti frettolosi frammentari, deconcentrati: tanto le musiche stanno sempre lì a disposizione, motore di ricerca ed hai tutto a disposizione, basta un click... si va facile con l'usa e getta.., passa pure la voglia di andare ai concerti.., che ci vai affare, hai tutto il mondo musicale nel tuo strumento web. Per me il culmine dell'"alienazione" a fronte di tali prospettive che pure si verificano,  non parlo in assoluto.

Il disco (dietro il quale c'è tutto un mondo culturale tutto un industriarsi in attività creative varie per realizzare un disco in vinile, e anche in CD, manualità e intellettualità) invece lo  conservi, lo annusi, lo "tocchi", ascolti, lo riascolti foss'anche dopo 10 anni per vocazione, per "maturazione", non già per induzione.., e rimarrà nella tua discoteca per sempre fino a quando campi. Non nego l'utilità di questi strumenti di ascolti streaming  "volatili" dei quali non hai nessun "possesso" (per quello che gli costerà ti fanno pagare un retta mensile piuttosto tosta: ho sentito dire di come malpaghino i diritti degli autori, ma non ne ho le prove quaindi chieso agli espertgi...) -  ho anch'io Tidal - se usati nel modo giusto, a complemento della discografia "fisica" che si crea con passione e curiosità che porta il tuo personale ed esclusivo segno e bagaglio di conoscenze musicali raggiunte nel corso del tempo, nel divenire.., le cose "comprate" tutte in una botta s'intoppano.., non germogliano". Strumenti potenti forse onnipotenti, spesso giostrati, come dicono a Napoli, parafrasando, come a fessa mano `e creature. Utili per ascoltare musiche che non abbiamo in scaffale e di cui veniamo presi in curiosità d'ascolto per poi, se piacitoCI, acquistiamo in vilile, cd, o altro supporeto fisico.

Riassumendo, sbagliato demonizzare, sbagliato esaltare... In medio stat virtus

Per tornare al costi dei concerti di una volta, invece, quale fatto per me inoppugnabile, non solo un tempo li pagavi il giusto, molto meno di oggi, ma quel piccolo prezzo pagato ti regalava musica dal vivo straordinaria, senza prezzo, concerti che ti arricchivano musicalmente e spiritualmente per tutta la vita. Non c'erano, non ci sono interessi con i quali poter degnamente ripagare tutto questo. Ieri come oggi.

 

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15 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

passa pure la voglia di andare ai concerti.., che ci vai affare, hai tutto il mondo musicale nel tuo strumento web.


Eppure non è così: gli eventi live sono per la maggior parte full. Per trovare un biglietto o ti muovi mesi prima, o nisba, se non il bagarinaggio. Moglie ed amica (mi hanno escluso :classic_wacko:) per andare a vedere Fabi-Silvestri-Gazzè (non proprio gente da superclassificashow) al circo massimo il mese scorso, hanno preso i biglietti non so quanti mesi fa, tipo gennaio, che già erano praticamente esauriti. 50.000 presenze.

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analogico_09
1 ora fa, one4seven ha scritto:

Eppure non è così:

 

 

Mica ho detto che fanno tutti così o che tutti quelli che vanno ai concerti pendono dallo streaming... spesso "concerti spettacolo" ai quali si va anche per "esserci" più che per la musica.., difficile capire in quali proporzioni... E comunque i concerti, la musica, non è solo "pop",  'sti pienoni con la classica e con il jazz, generi più "impegnativi", non si fanno mica. E quando accorrono le masse è per gratificazione status_symbolesca.., e la speculazione ci guadagna... ne sono (quasi) certo.., anche perchè la qualità dei concerti è tarata sulla spettacolarizzazione della musica... non di rado volgarizzata.., non vorrei sembrare snob per me, per esperiernze dirette fatte, le cosa stanno così. Poi è tutto è relativo.

In che senso Fabi-Silvestri-Gazzè non sarebbero da superclassificashow? A me sembrano " di vista" nomi popolarissimi non ho il piacere di frequentarne le musiche che mi sarà capitato di ascoltare incidentalmente.

E cmq questa gran massa di pubblico una volta si muoveva per Hendrix & C. ... 
 

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1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

In che senso Fabi-Silvestri-Gazzè non sarebbero da superclassificashow?

 

Sono nomi ormai "passati", noti si, ma non gente da primo piano. 

Ho una immagine diversa anche per le nicchie: in un mese mi "sono fatto" Holland, due volte Fresu, e l'atra sera Theo Croker (formidabile). 

Tutto full (ovvio non 50.000 persone)  tranne Theo Croker, che se un appassionato di jazz/fusion ci fosse venuto si sarebbe divertito e avrebbe capito che anche "le nuove leve" suonano a bomba, sebbene esplorino nuovi percorsi sonori.

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analogico_09
1 ora fa, one4seven ha scritto:

Sono nomi ormai "passati", noti si, ma non gente da primo piano. 

 

 

Ecco.., sono questi che richiamano 50.000 spettatori molto paganti?

 

1 ora fa, one4seven ha scritto:

in un mese mi "sono fatto" Holland, due volte Fresu, e l'atra sera Theo Crocker (formidabile). 

Tutto full (ovvio non 50.000 persone) 

 

 

Ecco.., non 50.000 spettatori. Holland resta un mito e una realtà musicale attuale d'eccellenza; Fresu è oramai buono ma prevedibile di "sapore" come il prezzemolo che sta dappetutto. Onnipresente, per me inflazionato. Non ho capito, Theo Crocker ha fatto "50.000" presenze?
 

1 ora fa, one4seven ha scritto:

se un appassionato di jazz/fusion ci fosse venuto si sarebbe divertito e avrebbe capito che anche "le nuove leve" suonano a bomba, sebbene esplorano nuovi percorsi sonori.

 

Vabbè.., simpatica ta la tua "corsarata" ma questo aprirebbe ben altri discorsi, c'entra nulla con quello di cui si parla, o di ciò che provo a sostenere io. Già che lanci la "provocazione", per quanto siano apprezzabili questi nuovi percorsi lavati con perlana, ciascuno la pensa a modo suo, il jazz, la sua storia, la sua estetica, l'autenticità spirituale, formale e linguistica, culturale, antropologica, poetica e psichica non se ne avvantaggiano affatto.., se non altro perchè di jazz afroamericano (quello dei rondò americani restano di proprietà brubick...)  le sempre più rare eccezioni, è rimasto, anzi è stato fatto rimanere..., il simulacro di se stesso. Leggi : il jazz è morto, viva il jazz che vive nei dischi di jazz.

 

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