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Melius Club

Parliamo di: Conrad Johnson


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Gingobiloba

Io possiedo un finale conrad johnson premier four con valvole EL34 che pilota delle magneplanar e le fa andare alla grande, spesso ho provato qualche altro finale per cambiarlo, in quanto è ingombrante e vorrei qualcosa di più piccolo, niente da fare questa macchina va molto bene e non c'è modo per quel poco che ho provato trovare un sostituto. Ha un suono da vero valvolare, molto rotondo e tridimensionale. Affidabilità assoluta, ce l'ho da 20 anni e per scrupolo gli ho fatto fare un tagliandino qualche anno fa e cambiare la valvole, un noto riparatore di milano mi ha addirittura sconsigliato di mettere valvole troppo pregiate in quanto secondo lui questa macchina suona già di suo.

Ho adesso un finale molto noto e apprezzato in prova ma non ci siamo, suona meglio il C.J.

 

Ricordo che chi compera questi oggetti deve essere cosciente che suonano come dei veri valvolari. 

 

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long playing

Io di Conrad & Johnson a livello ampificatori non ne ho mai avuti ma ne ho letto tantissimo sul marchio e vicissitudini . Tuttavia di questo storico marchio posseggo dal 1990 una coppia di diffusori Synthesis LM 210 , 2 vie da pavimento bass reflex , il modello piu' piccolo di quelli a pavimento facente parte di una serie di una linea di diffusori  che decisero di immettere sul mercato. Una produzione di durata relativamente breve che ando' all'incirca dal 1986 al 1993 , ne furono prodotte in numeto non alto e per questo rare e difficili da reperire.  Per questioni di marketing la linea di diffusori fu denominata appunto Synthesis , un po' come fecero per la linea di apparecchiature audio Sonographe e per la linea di ampificazione a SS denominata Motif. Da ricerche su siti statunitensi lessi un fatto singolare e cioe' che inizialmente furono costruite da C&J , incaricando il progettista David Fokos , per utilizzo " proprio " , su loro specifiche per testare appunto la loro produzione di amplificatori (non soddisfatti al meglio secondo i loro desideri di cio' che era presente sul mercato ) , ma solo  successivamente decisero di farne una produzione da immettere sul mercato al pubblico . Sempre da notizie statunitensi pare che C&J in concomitanza anche della fine della produzione di questa linea di diffusori , per il loro utilizzo di diffusori di riferimento sosituirono le Synthesis con diffusori della Wilson Audio...

Il modello piu' piccolo della linea era un bookshelf l'LM 20 , poi tutte torri dai modelli 200 , 300 e poi il modello top della linea che consisteva in un imponente e costosissimo sistema composta da 4 pezzi. All'epoca questa linea di diffusori suscito' grandi entusiasmi e recensioni eccellenti della stampa internazionale fra cui quelle italiane , SUONO testo' le LM 260 con la famosa prova di Ugo Stella che durante l'ascolto le posiziono' insolitamente " coricate "...  , Andio Morotti sempre su SUONO  scelse ed utilizzo' proprio le Synthesis LM 210 by C&&J  nella composizione di un impianto denominato " La Metafisica del Suono "  basato su diff. alta efficienza + amplificazione bassa potenza abbinate a 2 ampli , il finale C&J Evolution 250 ed in alternativa l'integrato francese ibrido Lectron JH 30 . Audioreview testo' le LM 200 , le successive LM 210 e le piu grandi LM 310 , per mano del Direttore Bebo Moroni che ne tesse grandi lodi. Le LM 310 , 3 vie in bass reflex , furono poi ultilizzate per un periodo come diffusori di riferimento nella sala ascolto di Audioreview.

Ormai sono circa 30 anni che ho le LM 210 , e posso dire che hanno un suono veramente gratificante , bello , con l'atout di una riproposizione scenica strepitosa , e se ricalcano come credo sicuramente , i dettami tecnici e sonori di C&J allora non posso che elogiare e confermare la nomea ed apprezzamenti cha ha riscosso storicamente questo mitico marchio. 

  • Melius 1
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@5mare E' una questione di termini, sui quali dobbiamo metterci d'accordo.

Eufonico, significa bel suono. Quindi qualsiasi amplificatore, ben costruito e ben suonante è eufonico.

Nella accezione audiofila corrente, eufonico significa un suono piacevole, caldo, musicale (quello CJ lo definiscono "ambrato" forse influenzati dal colore champagne dei frontalini), con le medie-basse leggermente più in evidenza. "Marcatamente eufonico" inizia a non essere più un attributo positivo, intendendo un suono eccessivamente ruffiano, eccessivamente tendente alle tonalità calde, piacione, "valvolare" nella sua accezione negativa, tendente allo slabbrato e al gommoso.   

Un suono insomma di tipo contrario a quello che comunemente viene identificato come freddo, algido, radiografante, analitico, clinico e tutte le altre sfumature ospedaliere. 

Diciamo poi che il luogo comune identifica come eufonici gli apparecchi valvolari e come "neutri" (con tutta la gamma che va dal gradevole al trapanante) gli apparecchi a SS.

Ma ciò non è vero.   

Ho ascoltato qualche anno fa, per restare in casa CJ un PV14 (o 15?) ed alcuni Premiere e non era assolutamente marcatamente eufonico, anzi, secondo l'accezione comune sembrava uno SS. Il mio vecchio PV5 tendeva un po' al "marcatamente eufonico".  

Il mio PV12 lo trovo abbastanza neutro e mi ritrovo con Andio Morotti su Suono (ne ho approfittato per spolverare qualche recensione) che scriveva di suono corretto ed estremamente musicale, controllato, morigerato e quasi austero, privo di arrotondamenti inopportuni, aperto, ma autorevole e veloce, che non indugia in una atmosfera un po' zuccherosa dei pre valvolari delle precedenti generazioni ma che mantiene il velluto e la lucentezza delle valvole, con un bilanciamento tonale che definirei ambrato, di suono piuttosto caldo e corposo anche se ben contrastato e di grande intellegibilità. Dell'impianto formato dal PV12 e da un MV55 sempre Morotti parlava di dinamica, calore, corposità, articolazione, correttezza e musicalità.

Il mio MV60, secondo CJ il risultato delle esperienze e delle ricerche effettuate sul Premiere Eleven A (di cui utilizza anche i t.u.)  è un bel finalone molto corretto, arioso e luminoso e penso sia necessario interfacciarlo anche con delle buone casse non eccessivamente "dure" e lavorare bene sulle EL34.

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23 minuti fa, wow ha scritto:

Dell'impianto formato dal PV12 e da un MV55 sempre Morotti parlava di dinamica, calore, corposità, articolazione, correttezza e musicalità.

Potrei essere sostanziale d’accordo, ma non in senso assoluto.

Se quell’accoppiata e’ valida da quel punto di vista confrontata ad oggetti tendenzialmente economici, tende a ad avere meno “spinta” (non so come definire la velocità nella riproduzione delle percussioni) rispetto ad altre accoppiate non solo a stato solido, ma anche a valvole o ibride, almeno da quel che ho riscontrato nel mio vecchio setup (casse Spendor s8e e sorgente Rega p7).

Sicuramente con diffusori più veloci e reattivi (ad esempio klipsch o Jbl) la vedrei meglio, quindi non si tratta di bocciatura.

Hanno bisogno di abbinamenti studiati con oculatezza.

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Gingobiloba

Mi fa piacere che ci sono appassionati del marchio, che secondo me si può considerare fra i più importanti nella storia dell'HIFi, penso che se ne parla poco, secondo me si trovano in giro anche a delle cifre ragionevoli, il mio finale CJ premier four pesa 37 kg e pensare oggi di comperare la stessa macchina nuova sarebbe un bel costo.

Quando penso agli ampli americani, mi vengono in mente Mcintosh, Marantz, audio research e conrad johonson, li considero i padri dell'HIFI USA.

Sarebbe bello raccogliere qualche testimonianza di chi ha posseduto qualche CJ con le su considerazioni.

 

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@FedeZappa sono a mia volta d'accordo con te, anche se, evidenziare la criticità dell'accoppiamento amplificazione - valvole mi pare superfluo non solo per i CJ e non solo per i valvolari. Per esempio sono consapevole (lo accennavo nel mio intervento precedente) che il mio MV60 con alcune casse poco sensibili ha dei problemi a spingere in basso per una alimentazione probabilmente poco adeguata a questo tipo di configurazione. Però quando hai la cassa giusta e, ripeto, le valvole,  il finale tira fuori davvero un suono di lusso.

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40 minuti fa, wow ha scritto:

Però quando hai la cassa giusta e, ripeto, le valvole,  il pre tira fuori davvero un suono di lusso.

 

55 minuti fa, Gingobiloba ha scritto:

Sarebbe bello raccogliere qualche testimonianza di chi ha posseduto qualche CJ con le su considerazioni.

 

si, sarebbe davvero interessante raccogliere le esperienze di chi ha avuto (o ha) apparecchi CJ, soprattutto in tema di abbinamenti con i diffusori.

 

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I finali danno il meglio con le magneplanar,ma anche con diffusori dall'impedenza non troppo bassa,o tormentata,van molto bene con le Klipsch Heritage,meno con le Allison ,AR,Infinity,poi dipende dai volumi di ascolto,e dall'ampiezza dell'ambiente di ascolto.

Con una singola coppia di EL34 si è un po al limite.

Molto sensati i fusibili sull'anodica,evitano esplosioni di valvole,e condensatori,affumicature delle resistenze,cremature dei trasformatori.

I pre  a mio avviso sono ( a parità di costo ) una spanna sopra i pur ottimi finali,da preferire i modelli con capacità non elettrolitiche,sono praticamente eterni.

Continuo a preferire i pre con valvole americane 'non standard '.

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Membro_0027

Gli apparecchi CJ sono stati sempre meno caratterizzati via via che passavano gli anni.

A partire da Premier Seven, Ten, EV20 e successivi il timbro è cambiato molto. Ricordo benissimo una recensione di TAS dell'epoca che lamentava il repentino passaggio degli apparecchi CJ da troppo scuri a troppo chiari. I gusti cambiano a quanto pare.

Ricorderei che per tutti gli apparecchi di quest'epoca è possibile un upgrade importante che prevede la sostituzione di tutti i condensatori in polistirene con la nuova serie in teflon, pare con risultati molto validi.

Se ritrovo un Evolution 20 in buono stato quasi quasi me lo riprendo ...

CJ è stato un marchio sempre sottovalutato a mio parere.

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Gingobiloba

Nel mio caso il finale C.J premier four fa suonare alla grande sia le magneplanar che le sonus faber minima, casse che se non trovano il loro partner ideale suonano male, anzi alcune volte molto male, nel tempo ho capito che alcuni diffusori piacioni vanno con tutto altri invece devono avere a monte apparecchi di livello altrimenti esce una vera schifezza....

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Ho avuto in passato diversi Conrad Johnson e ne ho un ricordo molto positivo.

In particolare del pre Premier 17LS2 , dal suono corretto e musicale, e dei finali MV60 , caldi ma dettagliati, avuti sia connessi a pentodo che a triodo con metà potenza. Notevole anche il finale Premier 140, dalla potenza esuberante.

Concordo però con la necessità di abbinarli a diffusori che costituissero per loro un carico ideale. Nel mio caso L’ MV60 non riusciva a pilotare adeguatamente una coppia di ProAc Response 2.5, mentre andava benissimo con le Tannoy Stirling, ed il Premier 140 non riusciva a controllare il basso delle Sonus Faber Cremona prima serie, diffusore davvero difficile. Peccato perché il timbro e la tridimensionalità del suono erano davvero le loro migliori caratteristiche.

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