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Classica: gli autori minori che avreste sempre voluto ascoltare ma non ne avete mai avuto la possibilità..


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Il 22/09/2024 at 12:42, SimoTocca ha scritto:

con l’avvento dello streaming è possibile soddisfare la curiosità …oltretutto spesso in qualità audio eccellente (formato 16/44 o anche e spesso in HiRes!).

Questa discussione nasce per segnalare brani di autori minori da ascoltare per capire se l’oblio è davvero meritato…oppure no!

Forse bastava leggere le ultime righe, @Aless, del mio primo post per capire…

Ma, come ho detto, se vuoi dare contribuiti in maniera diversa, ben venga Maggio e il Passator Cortese… 

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bene, chiarito il punto di vista, continuo con la segnalazione di opere italiane poco note. Nato a Venezia con il nome di Ermanno Wolf da padre tedesco e da madre italiana, aggiunse al proprio cognome quello materno, Ferrari, nel 1895. Noto ai più come operista: particolarmente fortunato fu l'incontro con il teatro di Carlo Goldoni, di cui traspose in musica Le donne curiose (1903), I quatro rusteghi (1906), La vedova scaltra (1931) ed Il campiello (1936). Negli ultimi anni di vita Wolf-Ferrari scelse di dedicarsi soprattutto alla produzione strumentale. Tra le turbolenze della guerra negli anni 1940-1943, Ermanno Wolf-Ferrari compose un concerto per violino nella festosa tonalità di Re maggiore. L’incontro intenso con la violinista Guila Bustabo, già molto ammirata da Sibelius, lo ispirò a scrivere questa composizione in un linguaggio tonale e melodico,scarsamente toccato dalle tendenze contemporanee della modernità, quasi come una dichiarazione d’amore verso la solista. I due artisti sono stati vicendevolmente incantati e trasportati in una grande amicizia spirituale. Rimane ancora incomprensibile come quest’opera sia ancora emarginata dai programmi concertistici. 

@Aless Bellissima segnalazione, grazie! Ho ascoltato dal vivo proprio quel concerto eseguito dalla (forse) più grande violinista italiana, Francesca Dego, e sul podio dell’Orchestra della Toscana il marito della Dego, Daniele Rusrioni.

Un concerto in quattro tempi, che richiede un virtuosismo stratosferico.

Per fortuna lo hanno anche registrato per la DG quel concerto, anche se con la City of Birmingham Orchestra invece della ORT.

Un album disponibile anche in HiRes da parte della DG, con qualità audio molto buona.

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Peraltro proprio sugli autori italiani di inizio novecento il giovane Rustioni ha imbastito più di un concerto con l’ORT, quando era direttore principale, e la Sony ne ha registrato qualcuno, con l’orchestra toscana in forma smagliante.

Belli gli album Sony dedicati a Casella, ma ad autori più recenti come Ghedini e Petrassi..

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Certamente avremo modo, con te  che ne sai molto di questi autori italiani di fine secolo, inizio novecento, di approfondire…

  • Thanks 1

Provo anch’io a contribuire segnalando un bel disco di musiche di Raffaello Bellafronte, un compositore di Vasto poco noto al pubblico ma molto interessante. Forte in questi brani l’influenza di Hindemith sulla scrittura pianistica e l’architettura musicale. E questo me li rende simpatici. Vale la pena l’ascolto di questo disco anche perché al pianoforte c’è Alessandro Deljavan. Altro artista poco noto dalle qualità notevolissime! Peccato di lui si parli assai poco…

 

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@SimoTocca Concordo di sicuro sulla qualita' audio di youtube, tuttavia e' molto difficile conoscere compositori raramente eseguiti senza provare e cercarne traccia da qualche parte. Sara' quel che sara', il tubo ti fa perdere molto tempo ma prima o poi qualcosa trovi, provi ad ascoltare e se ti interessa poi ti rivolgi ad un acquisto CD o alla ricerca dei brani a piu' alta qualita' audio.

Se non fosse stato cosi' non potrei ora segnalare JOHANN PETER EMILIUS HARTMANN, danese (1805-1900), praticamente autodidatta, influenzato da Spohr, fu fondatore dell'Associazione Musicale Danese. Vitalità drammatica ed elementi nordici caratterizzano le sue sinfonie, che per certi versi ricordano Mendelssohn. Un buon CD con le due sinfonie e' quello con Dausgaard e l'orchestra danese. Per "provare" lo trovate ovviamente su youtube :classic_biggrin:

 

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@Stefano1911 Va benissimo anche così Stefano…Usare il Tubo per cercare è sacrosanto, ognuno ha i suoi “sistemi”, e, purché legittimi - innocui- pacifici - efficaci, va benissimo anche il sistema di ricerca su You Tube. 
Ma per i “nativi digitali” e i più “scafati”, oltre a chi vuole risparmiare dei bei soldini ottenendo una qualità audio degna di questo nome, ecco… a questo scopo vanno anche meglio i servizi di streaming! 
Vedo la tua segnalazione… basta che digiti il nome del compositore (a me sconosciuto) ed ecco che posso ascoltare l’album da te segnalato … in questo caso “solo in qualità CD”… ma in molti casi anche in qualità audio superiore! Cioè in HiRes…

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Approfitto per dire che ho avuto la fortuna di ascoltare Thomas Dausgaard dal vivo molte volte a Firenze, in quanto è stato direttore principale dell’Orchestra Regionale Toscana (poi è partito per Seattle…), ed è direttore preparatissimo, molto pignolo, molto apprezzato anche perché di una modestia unica! Merce rara negli ultimi anni…

Sia il direttore che l’Orchestra Danese sono di livello artistico eccellente, quindi garanzia di conoscere questo compositore sconosciuto in maniera corretta e soddisfacente.

In più ..l’etichetta nordica Da Capo esegue, spesso, registrazioni di qualità audio altissima! Che appunto, ascoltando da Qobuz, nel mio caso, posso apprezzare fin dal primo ascolto…

 

 

E a proposito della Da Capo e di compositori nordici, mi corre l’obbligo segnalare questo album più sotto. 
Non solo perché la prima sinfonia di Langgard è davvero bella …tanto da essere nel repertorio dei Berliner Philharmoniker! Mica bruscolini…

I Berliner furono anche l’orchestra della première nel 1913, che fu che un successo più che discreto.

Ma la segnalo anche per la qualità audio così strepitosa e sopraffina, in formato HiRes 24/192, da essere uno dei miei album di riferimento per valutare gli impianti audio “stellari” (o almeno.. dal costo stellare..!) 

Del resto anche il direttore, Sakari  Oramo, è un musicista di grandissima classe, con un curriculum prestigioso (al posto di Rattle alla City of Birghmingam Orchestra e su su…) e numerosissimi “dischi” registrati per le Majors della classica…

Ascoltare per credere.. poi il Tubo… si lascia alla Metro di Londra ..come nome intendo.. 😉
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@SimoTocca @SimoTocca bellissimo anche questo, rigorosamente acquistato 😊

La seconda sinfonia è anche più bella della prima, la sesta la definirei cervellotica ma interessante per seguire l'evoluzione stilistica di Langgaard. CD impreziosito dal tango gelosia di Jakob Gade. Ebbene sì, un danese autore di uno dei più celebri tango della storia!

Attenzione comunque a non confondere questo Gade con Niels Gade, neanche parente, ma più importante, sebbene pochissimo noto compositore danese. Ma sarà oggetto di altra segnalazione 😉

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  • Thanks 1

@Stefano1911 Mi hai bruciato sul tempo! 😆… Perché volevo mettere il “colpaccio ad effetto”: dopo i Berliner Philharmoniker con la prima sinfonia, i Wiener eseguono la seconda!

Insomma… direi che meglio di così sarebbe difficile immaginare! 
E insisto, ma penso che anche tu lo confermerai, che la qualità audio è, anche in questo caso, semplicemente superlativa! Insomma la Da Capo…quindi ci si mette, fa meglio della DG e della Decca! 😉

Il Tango gelosia è una perla che da solo merita l’ascolto di tutto l’album! 

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Giorgio Federico Ghedini fu forse la voce più "fuori dal coro" del 900 italiano. Architetture (Architectures), concerto per orchestra in sette sezioni collegate, è stato il pezzo con il quale Ghedini ha raggiunto la fama alla tarda età di 48 anni. Questo concerto, con la sua potente atmosfera, anticipa di qualche anno il celeberrimo lavoro omonimo di Bartok!

Tsfaman…chi era costui? È stato il primo musicista ad introdurre il Jazz in Russia…ma non solo, perché anche grande pianista e compositore! 

Ho presentato quest’album fra le novità in HiRes, ma qui vorrei dire due parole in più su un autore a mio avviso geniale e rimasto sconosciuto in Occidente.

 

Intanto la “coincidenza”: nasce in un luogo di cui sentiamo spesso tristi notizie ai TG della sera, nel 1906 a  Zaporizhya oggi in Ucraina e nota per la centrale nucleare contesa a suon di missili fra Russi e Ucraini.
Allora, nei primi anni del ‘900 la città si trovava nell’Impero Russo e il giovane Tsfaman riesce a studiare e diplomarsi come percussionista (e si sente!) a vent’anni ed inizia a fare Jazz, allora agli albori anche in USA! In contemporanea riesce anche (no, non vi stupite, allora non c’era la TV e sopratutto non c’era FB o Twitter & Co. a far perder tempo in distrazioni inutili… e si studiava e si faceva musica, sì.,) a diplomarsi al Conservatorio in pianoforte diventantando uno degli allievi prediletti Felix Blumenfeld, maestro famoso perché il suo altro allievo prediletto è stato…Vladimir Horowitz! Nientemeno!

Consiglio di ascoltare dunque la Jazz Suite di Tsfaman che è un piccolo gioiello rimasto sconosciuto come l’autore (poi..wè, se credete ascoltate anche il concerto di Rimsky, autore non proprio minore, ma il suo  concerto per piano è rimasto praticamente sconosciuto..).

La qualità audio di questo è stellare e dunque… sarà un piacere anche per le vostre orecchie audiofile! 

 

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Ferruccio Busoni, nasce a Empoli, vicino a Firenze nel 1866, e la “reverenza” del padre musicista alla “sua” Firenze è indicata dai due primi nomi dati al neonato, Dante Michelangelo Benvenuto Ferruccio si chiama all’anagrafe. Dove Benvenuto e Ferruccio sono invece i nomi voluti dalla madre pianista e austriaca di nascita…

Questa duplice natura, italiana e austro-tedesca, accompagnerà sempre Busoni per tutta la vita, trascorsa per lunghi periodi in giro per il mondo intero.

Sì perché Busoni prima di tutto è un pianista favoloso, che ha Liszt come modello. Poi anche un compositore, certo..se no non saremmo qui a parlarne.

Compone Opere Liriche (Doktor Faustus), musica per pianoforte (diverse trascrizioni da Bach sono rimaste famose) e concerti. 
Quello per pianoforte è il più (relativamente) famoso ma l’ultimo movimento prevede anche un grande coro… quindi anche per difficoltà “logistiche/organizzative” non è molto eseguito.

O forse è poco eseguito perché la musica di Busoni è un po’ complessa, non immediata….ma non perché sia troppo moderna, anzi! Il suo stile si potrebbe definire “neo-classico”, e pur ispirandosi a Liszt tende ad essere più conservatore che innovatore. 
 Vi propongo il suo concerto per violino, forse la sua opera “più equilibrata” concerto quasi mai eseguito dal vivo…

Ascoltando “l’altro concerto” di questo album, quello di Brahms, ecco.. forse si capisce anche il perché…

Brahms, tacciato di essere conservatore è in realtà un innovatore… e il confronto fra i due concerti svela il perché un capolavoro vero (Brahms) supera lo spazio e il tempo… mentre una bella musica (Buaoni) vale molto ma può “ essere dimenticata” e giacere in fondo ad un cassetto…

 

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P.S. Ancora una volta è la bravissima Francesca Dego che “riporta alla luce” una perla musicale poco eseguita, come il concerto di Busoni…

E la giovane direttrice sta diventando famosa e, se non sbaglio, è anche invitata sul podio per la stagione nuova a Santa Cecilia…

 

 

  • Melius 1
  • 1 mese dopo...

L'opera di Franz Beck è nello stile della scuola di Mannheim. Le sue composizioni spaziano dallo Stabat Mater a 24 sinfonie, attraverso tre opere (La Belle Jardinière, Bordeaux 1767 ; Pandore, Parigi 1789 e L'Île déserte, non rappresentata) e poche altre composizioni.

 

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Leopold (Antonín) Koželuh, conosciuto anche come Leopold Kozeluch o Leopold Kotzeluch[1] (Velvary, 26 giugno 1747[1] – Vienna, 7 maggio 1818), è stato un compositore, pianista e editore musicale ceco.

 

 

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