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Il crescente egoismo sociale


appecundria

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23 minuti fa, extermination ha scritto:

Non mi è ben chiaro, in termini di principio, se sia cosa buona e giusta che: tutti corrano ( opzione A) corra solo chi ha imparato a correre ( opzione B) non corra nessuno ( opzione C) 

Daresti un problema matematico universitario ad un bimbo in prima elementare?

No, il bambino deve crescere, imparare, sviluppare la propria mente, cadere per poi rialzarsi....

Tutti corrono, ma ognuno ha i suoi tempi.

Che devono essere rispettati.

Nessuno viene lasciato indietro.

  • Melius 1
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briandinazareth
16 minuti fa, appecundria ha scritto:

Nella realtà è un proverbio, forse toscano e forse medioevale, come teoria economica è agile ma un poco superficiale. Però per il medioevo era tanta toba.

 

anche perché non è assolutamente vero. 

mediamente la gente non corrre di più in condizioni di bisogno, anzi è un parametro del tutto secondario in questo ambito. ad esclusione ovviamente di situazioni molto estreme, ma non di quelle parliamo.

ed è una cosa misurabile nei fatti ed è stato fatto molte volte con esiti molto chiari. 

però che bello semplificare tutto in una frasetta che contiene anche l'autoesaltazione, un po' adolescenziale, del poprio ego, come se i traguardi fossero indipendenti dal contesto. 

anche sull'egoismo ed altruismo soggettivo e  sociale, relazione con la società, genetica ed altro, vi consiglio un libro molto bello, anzi 2 che vale la pena leggere.

innate di kevin mitchell e behave di sapolsky, soprattutto il secondo tratta l'argomento in modo ampio e molto acuto, ovviamente parte dai dati e fatti, non è un testo filosofico ma più scientifico.

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Esauditi i bisogni primari, il benessere e’ una

questione personale, affascinante e misteriosa e prescinde largamente dal possesso dei gadget rifilati dal consumismo.

Spendere 26 mila euro per una borsa e dannarsi di lavoro per ottenere questo modesto trofeo e’ operazione saggia o no?

Domando per un’amica :classic_biggrin:

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briandinazareth
10 minuti fa, Martin ha scritto:

Non ditemi che le vecchie non trottano, mi cade un caposaldo:classic_biggrin:

 

quando le cose suonano molto semplici e rotonde spesso sono false :classic_biggrin: 

ci sono 3 cose, generalmente credute vere ma facilmente dimostrabili false con i dati e i fatti:

- il bisogno non fa trottare di più, le società con meno protezione sociale non garantiscono maggiore impegno o velocità di trotto. anzi, tendono a creare meno mobilità sociale, insomma il contrario. 

- le tasse sul reddito hanno pochissimo impatto e non facilmente prevedibile, sulla crescita di un paese. l'idea che se abbassi le tasse fai crescere l'economia non è confortata dai fatti. 

- il valore di un'azione contiene già tutte le informazioni disponibili pubblicamente, quindi, ad esclusione di insider tradign o di entità che possono infuenzare il mercato, non esistono quelli che hanno il fiuto per le azioni.. (è sempre un tiro di dadi ma, fortunatamente, in un gioco statisticamente vantaggioso per che investe). 

 

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17 ore fa, appecundria ha scritto:

Chi si illude di poter vivere al di fuori di una comunità o è al di sopra o è al di sotto dell'uomo: o è una bestia, o è un dio.

Aristotele. 

Ciao, bella osservazione, però attenzione credo che il discorso sia strettamente legato al concetto di "comunità locale" (cioè gruppi più o meno piccoli, caste, a volte persino elite) e non di "comunità universale" (umanità intera). In ogni caso l'uomo "ha bisogno" di una comunità nella quale integrarsi che a sua volta meglio definisce l'individuo, il problema è che una volta che il "gruppo" soddisfa le proprie necessità tende ad infischiarsene degli "altri" (spesso considerati "alieni", "avversari" e "nemici").

Perché succede questo?

Secondo me l'essere umano in generale è fortemente egoista , e con questo si spiegano le cose che si vedono in giro per il mondo, tipo barriere per bloccare i flussi migratori, guerre, invasioni, disastri ambientali, clima impazzito...

Ma tranquilli, probabilmente tra non molti anni o un'epidemia o l'intelligenza artificiale, potrebbero spazzarci via senza rimpianti.... A meno che l'uomo non cambi completamente rotta.

Non credo che ce la farà....

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La carenza di senso storico conduce a pensare che il presente, la "società" in cui viviamo sia una entità perenne, sempre identica dalla notted ei tempi. I nostri avi, ma anche i nostri progenitori, più che in una società, hanno vissuto in una comunità.

Cosa sia la comunità, in contrapposizione alla società è ben espresso da Ferdinand Tönnies (1855-1936) nell'opera dal titolo "Comunità e società". La comunità è struttura associativa caratterizzata da relazioni tra i partecipanti basate su un ethos e un’identità comuni. In sociologia il concetto è stato usato soprattutto in contrapposizione a quello di società. Mentre in questa l’ordine poggia su relazioni di tipo contrattuale, nelle comunità l’ordine è assicurato dall’integrazione morale del gruppo, tanto che identificazione, dedizione, abnegazione e altruismo sono considerati atteggiamenti tipici, funzionali al perseguimento di interessi e fini collettivi, cui subordinare gli interessi e i fini individuali. Nonostante queste caratteristiche, la comunità non ha necessariamente costituzione egualitaria, anzi spesso vi si osserva l’esistenza di un ordinamento gerarchico e di una stratificazione del prestigio, del potere e del reddito. Specifiche di questa struttura associativa sono le forme di allocazione delle posizioni di autorità e la distribuzione dei compensi sociali (status), definite in base al contributo fornito dagli individui nell’esercizio dei ruoli, quale servizio reso alla collettività. Intesa in senso sostanziale la comunità è una collettività dotata generalmente di una certa continuità nel tempo e la cui dimensione può variare anche di molto: dalla famiglia alla nazione e alla classe. Nelle scienze sociali e nella storiografia il riferimento alle comunità concrete va solitamente alle collettività di dimensione limitata: il villaggio, il quartiere, la comunità di fabbrica, la parrocchia, ecc. Questa identificazione della comunità con le comunità intermedie – intermedie tra il cittadino e lo stato – si spiega con l’attribuzione alle relazioni comunitarie di tratti peculiari, quali il carattere intimo dei rapporti personali, il coinvolgimento morale, l’interazione quotidiana, la condivisione di un luogo.

 

Diversamente dalla comunità, la società è basata sulle relazioni impersonali, sulla distinzione tra soggetto e ruolo, sulla generalizzazione di norme formalizzate, su valori universalistici, sulla diffusione di pratiche e rapporti contrattuali, sullo status acquisito. Secondo le sociologie evoluzionistiche la società viene dopo la comunità, anzi si afferma contro la comunità. I processi di modernizzazione sono, sostanzialmente, processi di erosione della comunità e di sostituzione di questa da parte della società.

 

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1 ora fa, mozarteum ha scritto:

 

Spendere 26 mila euro per una borsa e dannarsi di lavoro per ottenere questo modesto trofeo e’ operazione saggia o no?

Domando per un’amica

come hai ben detto l'appagamento è  personale ed è invece spesso fesso agli occhi altrui.

ricordo una volta che, dopo molto lavoro fatto con passione, un amico e io, avevamo preparato per entrambi un paio di impianti hifi per un totale di oltre un metro cubo di volume e qualche quintale di peso.

da solo, resosi conto della enormità, mi chiese se lui fosse "normale" a desiderare tale accrocchio.

per me sì risposi, ma se vuoi sentirti dare dell'anormale ti chiamo mia moglie....

 

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