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Ai confini del Jazz


damiano

Messaggi raccomandati

2 ore fa, nteccu ha scritto:

Whitney Houston è accompagnata da Archie Sheep per un insieme dall'equilibrio miracoloso...


Come si tiene in piedi quel pezzo... ancora non l'ho capito... :classic_biggrin:

Da qualche parte, credo proprio in questo 3d, avevo accennato a Hallucination Engine > https://www.ondarock.it/recensioni/2024-material-hallucinationengine.htm


 

Screenshot 2026-01-12 alle 16.43.37.png

  • Melius 1
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2 ore fa, one4seven ha scritto:
4 ore fa, nteccu ha scritto:

Whitney Houston è accompagnata da Archie Sheep per un insieme dall'equilibrio miracoloso...


Come si tiene in piedi quel pezzo.

Splendido! Ma W. Houston, a parte le scelte e la direzione che ha preso (o le hanno fatto prendere) era

una voce fantastica: tecnica, potenza e sentimento.

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one4seven
18 minuti fa, damiano ha scritto:

Gran lavoro realizzato da menti musicali sopraffine

Ciao

D.

 

Giusto, ricordiamole:

.

Bill Laswell : basses, beats, loops, samples, etc.

Wayne Shorter : soprano and tenor saxophones

William S. Burroughs : voice

Liu Sola : voice

Simon Shaheen : violin, oud

Nicky Skopelitis : acoustic and electric six and twelve string guitars, coral sitar, baglama, Fairlight

Bernie Worrell : electric piano, Hammond B-3 organ

Bootsy Collins : space bass

Shankar : electric violin

Sly Dunbar : drum kit

Jeff Bova : synthesizers

Jihad Racy : ney

Jonas Hellborg : acoustic bass, fretless electric bass

Zakir Hussain : tabla

Trilok Gurtu : tabla

Vikku Vinayakram : ghatam

Fahim Dandan : voice

George Basil : qanoun

Michael Baklouk : daff, tambourine

Aiyb Dieng : chatan, congas, percussion

.

Purtroppo questo titolo "capitale" degli anni 90, per qualche strana ragione, è si disponibile in streaming, ma NON per il territorio Italiano. L'ho scoperto cercandolo su Apple Music: compare sul web player in inglese, se non si è loggati col proprio account, ma come fai il log in, scompare dal catalogo :classic_dry:

Tocca quindi rifarsi al CD (usato su DiscoGS), oppure in "forma liquida" su BandCamp - https://billlaswell.bandcamp.com/album/hallucination-engine

.

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Sono a p.35! Ragazzi mi state facendo faticare!!!:classic_biggrin:

Riprendo il discorso su Santana, p.31 :classic_cool:. Condivido che il periodo migliore è quello che arriva a Welcome. Pare che poi ci furono divergenze con Michael Shrieve che uscì dal gruppo e che era quello che spingeva per sperimentare. Almeno così dice lui in un intervista... certamente dopo Borboletta, l'ultimo lavoro con Shrieve, Santana si acquieta parecchio... con l'apporto di Leon Thomas, cantante sperimentatore che non credeva alle sue orecchie quando venne convocato dai Santana, si raggiunge davvero il massimo a mio modo di vedere. In Lotus non emerge bene il suo apporto vocale davvero innovativo. In alcuni bootleg, di difficile reperibilità, si.

Il link dell'intervista a Leon Thomas:

https://aadl.org/node/196289

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Ho messo le mani su questa bella raccolta di Archie Shepp edita da Back Saint/Soul Note dal 2008 confluite in Cam Jazz che sta facendo un lavoro egregio passando al setaccio e rimasterizzando, ove possibile, il materiale disponibile.

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La mission di Black Saint fondata del 75 da Giacomo Pellicciotti era di la promozione della cosiddetta avanguardia mentre la sorella Soul Note avrebbe pubblicato musica non meno creativa e piuttosto più vicina al mainstream. È particolarmente importante il fatto che molti dei suoi artisti erano membri dell'associazione musicale Association for the Advancement of Creative Musicians con sede a Chicago e dei collettivi artistici multidisciplinari Black Artists Group e Human Arts Ensemble con sede a St. Louis. Alcuni nomi, Archie Shepp, Roswell Rudd, Malachi Favors, Dollar Brand, Don Pullen, Sam Rivers e via andare. 

Tutto lo scibile è presente su Bandcamp e c'è da passarci 2 vite e mezza....

Uno dei 4 dischi di Archie Shepp è A Sea of Faces del 1975, anno della fondazione

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Che a me piace moltissimo 🙂, vi faccio sentire qualcosa che mi ha colpito e vi invito a fare un giro su Bandcamp ma attenzione che crea dipendenza 

 

Ciao

D.

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Melius 2
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5 ore fa, nteccu ha scritto:

il discorso su Santana, p.31 :classic_cool:. Condivido che il periodo migliore è quello che arriva a Welcome.

Per i miei gusti mi fermerei a Caravanserai. C'ho messo decenni a capirlo, ma il genio lì era 

Greg Rolie (tastiere e voce); sono opinioni personali, si capisce.

Andato via lui la magia dei primi quattro dischi era finita,

Welcome è un bellissimo disco, come alcuni altri, ma è tutt'altra cosa, e del resto il cambiamento e

l'evoluzione sono inevitabili.

 

 

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