senek65 Inviato 18 Gennaio Condividi Inviato 18 Gennaio Molto ai confini e di molti anni fa, ma sempre interessante 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1678910 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. Gaetanoalberto Inviato 18 Gennaio Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 18 Gennaio Era un po' che pensavo di postarne. Un brano che ascolto e riascolto volentieri è "Ursula" del nostro amato Miles Davis. Inserito in un album del 1981, The man in the horn, che vedeva rientrare Miles da un lungo silenzio e che non è stato accolto granchè bene dalla critica, mantiene uno swing ancora ritmicamente collegato al passato, ma rappresenta piuttosto bene alcuni elementi del passaggio che lo avrebbe portato verso l'elettrico ed il funk. Il fraseggio della tromba è breve, gioca sulle pause, si interfacccia col basso e la batteri, la struttura è moderna. Insomma, nel nostro divagare qua e là entro, sul filo e al di là dei confini, mepiace. 2 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1679283 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 19 Gennaio Autore Condividi Inviato 19 Gennaio Se ne è andato uno dei miei artisti preferiti. Sempre alla ricerca di confini da superare ed avventure da iniziare. Sono andato ad ascoltarlo dal.vivo tutte le volte che è stato possibile ed ad ogni concerto ribadiva la sua unicità. Ad un concerto di Oregon presentando un brano disse: "ed ora suoneremo un brano jazz". RIP Ralph Ciao D. 2 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1679991 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 21 Gennaio Condividi Inviato 21 Gennaio Dato che stavamo esplorando una delle "mille avventure" di Bill Laswell (Material ) risalente ai 90, ed io sono rimasto ancora lì, direi, per chi ha apprezzato, di spostarsi ad un'altra avventura dello stesso Bill Laswell, nata un decennio più tardi. E' nel 2000 che infatti, mette su sempre insieme a Zakir Hussain, Tabla Beat Science. > https://www.discogs.com/master/262505-Tabla-Beat-Science-Tala-Matrix Bill Laswell percorreva già un certo tipo di strada sul confine, fin dai 90, ma è anche l'arrivo di Nils Petter Molvaer, con Khmer, a definire meglio quello spazio. Ed ecco che lo stesso Laswell segue con Tala Matrix, facendo confluire nel "genere" anche i suoni orientali... 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1680948 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ascoltoebasta Inviato 22 Gennaio Condividi Inviato 22 Gennaio Segnalo questa piccola perla di una semisconosciuta band italiana,non siamo ai confini di nulla ma in pieno folk, folkRock,delizioso,raffinato e in grado di condurci in una piacevolissima dimensione arcadica,composizioni,strumenti,vocalità e testi sempre appropriati al contesto,La band sono i Cafunè e il titolo di questo bel dsico è "Tra le corde dei racconti",segnalo qui perchè è uno spazio di "menti aperte" al meno convenzionale, e spero possa piacere a qualcuno. 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1681475 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 23 Gennaio Condividi Inviato 23 Gennaio Ma il "free funk" cos'è? Ammetto di non essermi mai addentrato in questa strada... Prima di ieri, che per caso sono capitato dalle parti di Ronald Shannon Jackson. . . https://www.discogs.com/master/41022-Ronald-Shannon-Jackson-And-The-Decoding-Society-Mandance . . . In particolare, con questo disco, "Mandance". RSJ, batterista che ha suonato con Cecil Taylor, Ornette Coleman e Albert Ayler, sviluppa una sua strada di confine che parte dal free e lo fa confluire "in una miscela" verso funk e rock. L'esperimento, con la sua band, la Decoding Society, è molto interessante, e si pone come alternativa alla strada più "classica", diciamo... (Ricordo che siamo a cavallo tra fine 70 e primi anni 80). . Ancora una volta... Si conferma che esistono tante cose da conoscere, passate e presenti... Scorrendo la carriera artistica si RSJ, si scoprono molti progetti di creazione di nuovi suoni, che arrivano fino alla collaborazione con il Bill Laswell si cui sopra. Insomma... Avoja a daje... 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1681569 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ascoltoebasta Inviato 23 Gennaio Condividi Inviato 23 Gennaio 3 ore fa, one4seven ha scritto: Ma il "free funk" cos'è? Un po' tutto ciò che appartiene al "free" di qualunque genere è spesso un gran contenitore in cui si celano opere molto apprezzabili,ma non sempre facili da scovare.Un esempio è anche questo bel lavoro di Niklaus Keller,dal titolo CHROME SHUFFLE,che a parer mio non meriterebbe di restare nell'anonimato quasi assoluto. https://niklauskeller.bandcamp.com/album/chrome-shuffle 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1681642 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. one4seven Inviato 25 Gennaio Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 25 Gennaio Mi pare che @Gaetanoalberto apprezzi Alfa Mist... Dal suo account Instagram apprendo che ha da poco pubblicato una perfomance live ai Real World Studios (quelli di Peter Gabriel). Video in 4k ed audio abbastanza buono. Consiglio: collegate TV e impianto che su YT c'è una marea di roba che non c'è altrove... 1 5 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1683626 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. damiano Inviato 28 Gennaio Autore Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 28 Gennaio Cosa si dice dell'andare in bicicletta? Una volta imparato non si dimentica mai....ed è quello che mi capita spesso, non andare in bicicletta, quello di "tornare" a cose che non si dimenticano. Ed una di queste è il piano, sarà perchè strimpello da dilettante (che legge la musica, però) sarà per altro ma periodicamente mi prende la scimmia ed inizio a spiattellare i dischi dei miei amati pianisti. Uno di questi, nella mia personale top 5, è senz'altro Andrew Hill. Uno degli anelli di congiunzione più enigmatico tra la struttura rigida dell'hard bop e la libertà del free jazz. Uno degli altri anelli è l'altro peso massimo Cecil Taylor, che sto studiando finemente e quando avrò maturato condividerò senz'altro. "Monkiano" senza dubbio ed aggiungerei "evoluto"; spesso paragonato a Thelonious Monk per l'uso magistrale dello spazio e dei silenzi, Hill ha sviluppato un linguaggio ancora più astratto e obliquo. Monk giocava con il tempo, Hill sembra quasi ignorarlo, creando un senso di sospensione ritmica unico. Definito l'architetto della Blue Note perchè è stato uno dei pochissimi artisti a cui l'etichetta ha dato carta bianca totale negli anni '60, il suo capolavoro, Point of Departure (1964), è considerato il manifesto di un jazz che non accetta etichette: troppo strutturato per essere "free", troppo audace per essere "bop". E poi le composizioni Labirintiche, le melodie mai lineari. Studiando con il compositore classico Paul Hindemith, Hill ha portato nel jazz una complessità armonica quasi accademica, fatta di strutture asimmetriche e accordi "spigolosi" che costringono l'ascoltatore a un'attenzione totale. Volendo, ed io voglio, si può parlare di genio laterale che a differenza dei suoi contemporanei che cercavano l'esplosione sonora, Hill preferiva un'intensità cerebrale e sottile. La sua musica è stata anche descritta come un "concerto di astrazione" dove il pianoforte funge da centro di gravità per ensemble che sembrano muoversi in direzioni diverse contemporaneamente. In sintesi, Andrew Hill è un musicista che ha scelto di "stare nel mezzo", molti contemporanei hanno vissuto la transizione come "conflitto" tra tradizione e avanguardia, AH è stato unico a provare a crare un terzo sentiero percorso solo da lui. Dusk è un lavoro del 1999 pubblicato da Palmetto nel 2000, e viene definito dai critici "A "Comeback" Masterpiece", aveva lasciato Blue Note circa 10 anni prima ed è sicuramente uno dei suoi lavori più significativi. Sentite come "suona" ML, a proposito di studi classici Ciao D. 4 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1685577 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nteccu Inviato 28 Gennaio Condividi Inviato 28 Gennaio Chiedo venia se se ne è già parlato, ho trovato solo un fugace accenno, ma sono solo a pag.50 e di nuovo ringrazio sentitamente per le scoperte che mi state facendo fare! C'è negli anni settanta una scena napoletana molto interessante e molto ai confini. Questo è Antonio Buonomo, era il maestro di percussioni al san Pietro a Maiella. La registrazione rende conto solo in parte della vitalità e comunicatività dei suoi concerti dal vivo. Venne a suonare nel mio liceo e mi aprì un mondo! 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1685624 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nteccu Inviato 28 Gennaio Condividi Inviato 28 Gennaio qualche anno dopo c'è questa chicca di Pino Daniele con Nana Vasconcellos. Incredibile l'armonia che c'è tra i due... 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1685649 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nteccu Inviato 28 Gennaio Condividi Inviato 28 Gennaio Pino Daniele fino alla fine degli anni ottanta, è stato davvero un musicista di confine! I suoi gravi problemi di salute, che hanno di fatto chiuso la sua fase di ricerca, mi sono sempre sembrati come un "essersi bruciato le ali", uno stop quasi inevitabile dopo anni di intensità incredibile! Questo nell'ottantuno, ultimo disco con la formazione "tutta napoletana". 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1685655 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nteccu Inviato 28 Gennaio Condividi Inviato 28 Gennaio la canzone appena postata mi ha fatto sempre pensare ad un'altra di un altro genio italiano. I testi si assomigliano, sono entrambi un dialogo, una invocazione, a un amico abbastanza "misterioso": 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1685664 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nteccu Inviato 28 Gennaio Condividi Inviato 28 Gennaio Questo è un gruppo direi unico, a parte qualcosa di John Zorn, una fusion tra jazz klezmer e rock alla guitar hero: i Marbin. Dani Rabin, il chitarrista, è enciclopedico... 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1685917 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
dariob Inviato 28 Gennaio Condividi Inviato 28 Gennaio 8 ore fa, damiano ha scritto: capolavoro, Point of Departure (1964), Richiede qualche ascolto per entrare nel 'mood'. 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1685920 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
nteccu Inviato 28 Gennaio Condividi Inviato 28 Gennaio John Zorn con Marc Ribot live è imperdibile: rock e jazz come non si erano mai sentiti: 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1685921 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ascoltoebasta Inviato 28 Gennaio Condividi Inviato 28 Gennaio Oggi ho riascoltato lo splendido disco del 2019 di Marcello Zappatore,"Susco",lui è un chitarrista davvero notevole,e compositore,qui è accompagnato da musicisti Salentini di prim'ordine e non ci sono sovraincisioni,una sapiente mescolanza di strumenti in composizioni e arrangiamenti per una fusione musicale di grande spessore,questo disco è un'altra perla,ahimè,caduta nel vuoto.Consiglio vivamente l'ascolto di questo gran bel disco strumentale che mai si siede su se stesso. 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1686038 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato Giovedì alle 06:54 Autore Condividi Inviato Giovedì alle 06:54 12 ore fa, dariob ha scritto: Richiede qualche ascolto per entrare nel 'mood'. Perfetto! Ed è l'unico modo per riuscire ad apprezzare Hill e la sua musica. Come dico qualche volta "point of departure" è anche il miglior lavoro di Dolphy.... Ciao D. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/77/#findComment-1686073 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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