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Ai confini del Jazz


damiano

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@dariob non penso c'entri il contratto discografico perché è il primo lavoro per Uniquity Music che è di Metheny. E che in futuro ripubblicherà molti dei suoi lavori, si narra a partire da Song X.

La musica del singolo di lancio a me non dispiace, anzi mi pare fresca e godibile. Ovviamente è Metheny e suona come Metheny, che quello che chi apprezza il musicista si aspetta. Io lo apprezzo (quasi) sempre e quindi darò ancora una volta 🙂

Ciao

D.

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2 ore fa, damiano ha scritto:

La musica del singolo di lancio a me non dispiace, anzi mi pare fresca e godibile. Ovviamente è Metheny e suona come Metheny, che quello che chi apprezza il musicista si aspetta.

Ecco a mio parere 'godibile' può esserlo sicuramente, è sul 'fresca' che non sarei d'accordo

Ma io e te abbiamo già discusso (piacevolmente) tempo fa su Metheny.:classic_smile:

Personalmente preferisco un CD di Buddha Bar o Hotel Costes allora, 

da Metheny mi aspetterei altro.

Ma la creatività di ogni artista imho segue una parabola non si può pretendere un altro "As falls Wichita"

o "offramp", ovviamente.

 

 

 

 

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7 ore fa, dariob ha scritto:

Easy-listening suonato con enorme maestria. 

Direi quasi Lounge-music addirittura:classic_biggrin:.

Ho già dato per suoi dischi simili fin dai '90, ascoltati una volta e neanche tutti.

Credo c'entri il contratto discografico. 

IMHO.

Hai qualche ragione. Però mettere Metheny nel Lounge o nel Bhudda bar....(!?)

Metheny ha un suo "registro" che si ripete (ma anche Neil Young o i Rolling Stones o Keith Jarrett, per dire).

Può aver stancato ? Non si rinnova ? Ripete stilemi di anni passati ? Può essere.

Nulla toglie che sia quello che era, ed è (qualcuno la chiama coerenza, qualcuno invecchiamento :-).

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5 minuti fa, biox ha scritto:

Metheny ha un suo "registro" che si ripete (ma anche Neil Young o i Rolling Stones o Keith Jarrett, per dire).

Può aver stancato ? Non si rinnova ? Ripete stilemi di anni passati ? Può essere.

E’ evidente che sia così . E anche per molti molti altri .

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Gaetanoalberto

Affrontando il discorso più seriamente, Metheny merita nella nostra musica un posto

rilevante per la personalità e la riconoscibilità del suo stile, e per qualità tecniche di primo piano.

Ha prodotto tanto, forse troppo, ma non è l'unico grande artista ad averlo fatto. La quantità rende molto più difficile la costanza nell'originalità, per cui effettivamente capita che somigli a se stesso.

Il brano postato da biox sembrerebbe promettente, cioè con una discreta personalità.

Vedremo l'LP. Un buon listening, anche se fosse easy.

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2 ore fa, biox ha scritto:

mettere Metheny nel Lounge o nel Bhudda bar....(!?)

Ragazzi, si tratta solo di quello che si pretende dalla musica.

Tra parentesi il detto 'chi si accomtenta gode" mantiene sempre la sua verità intrinseca indiscutibile.

Questo pezzo ad esempio è esattamente di 30 anni fa, ed è della stessa sconcertante banalità,

ed è anche bellissimo per carità:

Dipende solo da quello che uno cerca. 

E quanto sopra è solo il mio parere.

 

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@dariob è vero che Metheny si è "loungeato" da un bel po'. Ma penso sia stato un percorso figlio del compromesso della world music che cerca di parlare a tutti, con attenzione alle evoluzioni dell'estetica del suono da nuovo millennio. Se non lo fai non riesci a parlare a tutti.

Cmq in una lunghissima carriera le stagioni sono inevitabilmente tante e di diversa intensità.

Nonostante ciò trovo che il suo linguaggio, il suo stile, rimanga sempre riconoscibilissimo ed altresì piacevole, quando non "appalla" (può e ci è riuscito) :classic_biggrin:

 

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Questo è un bel disco del 2016 che era un bel po' che non ascoltavo. È di un musicista vietnamita di Ho Chi Minh,  una specie si Fresu orientale, Cuong Vu, che purtroppo sono riuscito a sentire solo una volta dal vivo. Purtroppo perché la sua musica è sempre uno spettacolo affascinante perché veramente difficile da prevedere e da kantizzare (che bel neologismo che ho inventato), stamattina il melone gira veloce. Il disco di cui parlo è questo https://www.discogs.com/it/master/1000614-Cuong-Vu-Trio-Meets-Pat-Metheny-Cuong-Vu-Trio-Meets-Pat-Metheny ed al trio di Cuong Vu, completato da Stomu Takeishi al basso e Ted Poor alla batteria si aggiunge un chitarrista abbastanza bravo e quasi altrettanto poliedrico. Quello che esce mi piace molto, ecco un esempio

 

ed un altro

 

che forse rendono meglio l'idea di cosa intendessi con imprevedibilità.

Quello che suona la chitarra a me piace, non so se diventerà un grande ma sono sicuro che se ne parlerà molto.

Ciao

D.

 

 

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