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Te lo do io il Green


appecundria

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43 minuti fa, iBan69 ha scritto:

è una riflessione degna di Salvini. 

e anche della Von der Leyen e Lagarde

[…]
Tuttavia, è il monito congiunto, i punti di forza «sono privi di significato se l’Europa è paralizzata dalle sue debolezze». Per questo, c’è bisogno «di un profondo cambiamento su tre fronti», sottolineano ancora von der Leyen e Lagarde, ricordando le misure principali delineate nella Bussola per la competitività - presentata il 29 gennaio - per sgravare le aziende dal peso della burocrazia, spingere l’innovazione, tagliare le dipendenze, abbassare i prezzi dell’energia ( riaprono il NordStream2 ???) e realizzare una decarbonizzazione sostenibile”


La scoperta dell’acqua calda!


https://www.ilsole24ore.com/art/von-der-leyen-e-lagarde-riporteremo-l-ue-carreggiata-AGPYl4eC

 

 

 

  • Confused 1
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https://melius.club/topic/23807-te-lo-do-io-il-green/page/2/#findComment-1425480
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1 ora fa, appecundria ha scritto:

Te lo chiarisco: il green porta lavoro.

Bisognerebbe vedere bene.

Un seria transizione green in grado di ridurre globalmente l'emissione di gas climalteranti ( non solo localmente ) probabilmente dovrebbe ridurre il lavoro come anche il PIL. Mi sbaglierò io ma mi frulla sempre in testa la grande domanda che si pone il prof. Saitō Kōhei nel libro "Il capitale nell'Antropocene". I cambiamenti climatici sono causati essenzialmente dal capitalismo. Come può provenire una soluzione dal capitalismo medesimo?

Il libro inizia così:

"Cosa state facendo per contrastare il riscaldamento globale? Avete comprato la vostra sporta riutilizzabile per usare meno sacchetti della spesa? Andate in giro con la vostra borraccia personale per non dover comprare bevande in bottiglie di plastica? Adesso ce l’avete, una vettura elettrica? Diciamolo chiaramente. Tutte queste buone intenzioni non portano a niente. Al contrario, possono addirittura recare danno. E la ragione è che nel momento in cui ci si convince di star facendo qualcosa per combattere il riscaldamento globale si smette di pensare di poter agire in maniera piú radicale, cioè fare quanto sarebbe realmente necessario. L’atto consumistico, con la sua funzione assolutoria capace di liberarci dal rimorso di coscienza, di farci distogliere lo sguardo da quella che è la crisi reale, ci proietta con estrema facilità nell’ingannevole greenwashing di un «capitale» mascherato da soggetto rispettoso dell’ambiente."

 

  • Melius 1
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3 ore fa, appecundria ha scritto:

il green porta lavoro.

 


Perfino una rivista come Nature critica il Green Deal europeo: isolerà l’economia della UE, la renderà debole, ed ha effetti anti sociali. Sarebbe tutto da rinviare e rifare profondamente

 

https://www.nature.com/articles/d41586-024-03918-w
 

Nonostante le buone intenzioni, l’Unione Europea sta percorrendo una strada che rischia di indebolire la sua competitività economica senza ottenere un reale impatto sul cambiamento climatico globale, anche perché la UE conta sempre di meno sul campo economico internazionale, per cui la sua riduzione di emissioni di CO2 ha peso sempre calante.

Illusione della Tassazione Globale sul Carbonio L’UE ha erroneamente presupposto che si sarebbe sviluppata una tassazione globale sul carbonio. Invece, la realtà è drammaticamente diversa. Mentre l’Europa implementa un sistema di scambio di emissioni con prezzi significativi, la maggior parte dei paesi mondiali non applica alcuna tassazione seria sul carbonio. Gli Stati Uniti e la Cina sono impegnati in una guerra tecnologica sulle energie verdi, offrendo invece massicce sovvenzioni per ricerca e sviluppo.   Le politiche europee, come il Carbon Border Adjustment Mechanism, il dazio alla frontiera legato alle emissioni di carbonio,  rischiano di penalizzare pesantemente i paesi a basso e medio reddito, compromettendo gli equilibri commerciali internazionali. L’Unione sta paradossalmente abbandonando la sua tradizionale posizione di difensore del libero scambio, sostituendola con un approccio punitivo che potrebbe portare all’isolamento diplomatico. Fatto che è già in corso, come dimostrato dalla perita di peso in aree chiave, come l’Africa;

Condizioni Economiche Mutate Il Green Deal è stato concepito in un contesto di tassi di interesse storicamente bassi e debito pubblico moderato. Oggi, lo scenario è radicalmente cambiato. Il debito pubblico medio supera l’80% del PIL, con paesi come Grecia, Italia, Francia, Spagna e Belgio che hanno rapporti superiori al 100%. Questa situazione limita drasticamente la capacità di supportare finanziariamente la transizione verde. Chi paga questi investimenti nella decarbonizzazione? I Cittadini? Perché questi dovrebbero votare il proprio impoverimento? sempre che glielo permettano di fare.

Frammentazione Geopolitica L’iniziativa europea si scontra con sfide geopolitiche sempre più complesse. L’UE dipende pesantemente da fornitori esterni per minerali critici, con la Cina che controlla il 60-80% della produzione mondiale di elementi come litio e cobalto. Inoltre, l’Europa sta perdendo la corsa all’innovazione tecnologica, con un crescente divario in termini di reddito pro capite e capacità di commercializzazione delle innovazioni. La complessità legislativa, il vanto di poter essere il “Leader nella creazione delle norme”, sta distruggendo spirito imprenditoriale e industria europea.


Le conseguenze sono evidenti: l’economia europea langue, con un tasso di crescita del reddito disponibile pro capite dimezzato rispetto agli Stati Uniti dal 2000. La demografia sfavorevole – con un’età media di 44,4 anni contro i 38,8 degli USA – e leggi rigide sull’immigrazione aggravano ulteriormente la situazione. Però le leggi sull’immigrazione sono poi aggirate, creando un substrato sociale di sicurezza esplosivo e devastante.

 

Necessità di un ripensamento

Gli autori, Rabah Arezki, Jean-Pierre Landau e Rick van der Ploeg, che non sono tre sovranisti con l’elmo con le corna, ma professori di importanti istituzioni universitarie europee, abbastanza vicino alla sinistra, si spingono sino ad avanzare proposte concrete per rilanciare una strategia climatica più realistica:

Puntare su incentivi e sussidi tecnologici invece di tassazioni punitive, ma questo ignora l’iper spesa di Bruxelles, che qualcuno deve pur pagare;

Rallentare l’imposizione di standard ambientali, posticipando le scadenze di almeno un decennio e allineandosi quindi agli obiettivi di importanti economie, come Cina e India;

Rivalutare il nucleare, soprattutto con i nuovi reattori modulari più sicuri ed economici (questo bisognerà spiegarlo alla sinistra tedesca ed italiana);

Proteggere e promuovere le aziende europee, consentendo loro di raggiungere economie di scala, ma noi ci permettiamo di ricordare che le economie di scala si raggiungono anche, anzi soprattutto, stimolando i consumi interni, non solo con le fusioni e acquisizioni, che invece creano solo oligopolio;

Costruire partnership strategiche per l’approvvigionamento di minerali critici;

Limitare la tassazione sul carbonio ai settori non esposti alla concorrenza internazionale, cioè  limitarla a settori secondari;

Minimizzare i costi sociali, evitando che le politiche climatiche vengano percepite come un’ossessione delle élite, cosa che, effettivamente sono;

Un monito finale: se non verranno intraprese azioni correttive, le politiche climatiche europee degraderanno in mere azioni protezionistiche e punitive, inefficaci nel contrastare realmente il cambiamento climatico, e sempre più avversate a livello popolare, sino a quando la scelta sarà fra la loro implementazione la Democrazia. Con le èlite che sceglieranno sempre e comunque la linea anti-popolare.

Il Green Deal ha bisogno di un profondo ripensamento – sociale, economico e politico – per diventare davvero efficace e guadagnarsi il sostegno popolare.

Chi comanda capirà questo semplice concetto?

 

 

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Il green deal funziona anche, crea nuovi lavori finanziati e nuovo lavoro ma in sostanza non è green, sostenibilità è parola magica ampiamente finanziata ma non si sa verso dove si và e perché. (Nota opinione personale ottenuta da un osservatorio molto parziale di piccole aziende. Osservato da solo funziona, messo in relazione con il tessuto economico per dieci morti si assiste alla nascita di x aziende green sostenibili  dove x non lo so quantificare con criterio ma è ampiamente minore di dieci).

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Gaetanoalberto

Qualunque attività affronta all'inizio un periodo di magra fino al break even point.

Le politiche di prospettiva devono essere stabili peró, altrimenti chi investe si trova spiazzato.

Keynes era quello che diceva che si produce PIL pure scavando buche, se poi le buche vanno verso il green non credo sia un male in sè.

Estremizzare non aiuta, e le difficoltà attuali non dipendono solo dal green.

Si può sempre mediare e graduare, ma se l'approccio sarà quello di Trump siamo alla frutta.

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@appecundria

In natura tutto il vivente possiede i caratteri della massima efficienza energetica e nulla è sprecato. Il rapporto equilibrato tra uomo e ambiente è stato una caratteristica rispettata da quasi tutte le civiltà, quelle che non lo hanno rispettato si sono estinte.

Il passaggio cruciale è stato il capitalismo industriale, con la macchina a vapore, in cui l'energia motrice è per la prima volta prodotta artificialmente, utilizzando come combustibile ciò che natura aveva accumulato in milioni di anni.

Per un ritorno ad un equilibrio con l'ambiente dovremmo fare come in passato, utilizzare come energia quella che la natura ci offre. L'alternativa è replicare quanto avviene in natura, la nostra energia proviene quasi esclusivamente dal sole, dovremmo replicare quanto avviene nel Sole sulla Terra, ma dubito che vivrò a sufficienza per vedere ciò. In attesa dovremmo cercare di utilizzare quanto più possibile l'energia che la natura ci mette a disposizione quotidianamente, non attingendo a ciò che ha accumulato nelle ere geologiche passate.

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@Gaetanoalberto

L'economia si regge per la gran parte sul futile e sul frivolo, a cui si può rinunciare in ogni momento. Quando ciò avviene il sistema va in crisi ed il capitalismo non possiede meccanismi di retroazione che rimettono il sistema in equilibrio, anzi i meccanismi sono a feedback positivo .

  • Melius 1
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