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Si può morire per Danzica?


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Inviato
50 minuti fa, wow ha scritto:

Quindi, la mia opinione è opposta a quella che hai percepito: nessun fronte aperto, amici con tutti ma anche un esercito serio ed efficiente e qualche portaerei ben in vista giusto per ricordare che ci siamo.

Esatto.

Anche perchè se vuoi renderti indipendente dagli americani devi per forza spendere tanti soldi in armi.

Non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca.

L'enorme contraddizione, evidente a chiunque dotato di un minimo di raziocinio, è fare i "pacifisti" senza neanche il cūlus degli altri (gli americani).

Insomma yankee go home e spendere in scuole e ospedali e non in armi nella stessa frase non ci può stare, se non per menti prive di ogni logica.

Inviato

I creditori dell’Ucraina – i principali sono l’onnipresente statunitense Blackrock, il francese Amundi e il britannico Amia Capital- hanno acconsentito nell’agosto 2024 a una sforbiciata consistente del debito (-37%), concedendo all’Ucraina, in ottemperanza ai vincoli geopolitici sulla continuazione della guerra, ciò che si erano ben guardati dal concedere a suo tempo alla Grecia, drasticamente punita perché ribelle. Ma ora che il conflitto bellico si avvia a possibile conclusione, iniziano a fantasticare sui futuri dividendi, che, oltre dall’accaparramento delle enormi risorse dell’Ucraina (dall’agricoltura alle terre rare), verranno dai programmi di aggiustamento strutturale che porteranno alla privatizzazione di tutte le infrastrutture e di tutti i servizi del Paese (un ottimo viatico per entrare nell’Unione europea dell’austerità).
https://ilmanifesto.it/fondi-finanziari-i-veri-vincitori-della-guerra

Inviato

a me sembra che l' articolo della basile faccia ben poche grinze

è così evidente che ci sono guerre tra bande per la spartizione dei resti

d' altronde cose simili qua le dicevamo 3 anni fa 

adesso manca che dei pezzetti di ucraina vengano divisi tra polonia, ungheria e moldavia

e poi il puzzle è completo.

Gaetanoalberto
Inviato
19 minuti fa, audio2 ha scritto:

 

a me sembra che l' articolo della basile faccia ben poche grinze

 

Non avevo dubbi: di gialloverderossi ho parlato e di gialloverderossi lei scrive esplicitamente. É una forma mentis.

appecundria
Inviato
2 ore fa, Roberto M ha scritto:
3 ore fa, nullo ha scritto:

noi invece di fare ammenda e ricucire quanto prima, abbiamo l'intelligenza di aprire un fronte economico e di converso militare con gli Usa

Esatto. Ancora ricordo gli idioti socialisti tedeschi che ridacchiavano

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Inviato

l'articolo della Basile si basa in gran parte su assunti ideologici di stampo rossobruno. Fuffa insomma, altro che "poche grinze".

appecundria
Inviato
2 ore fa, wow ha scritto:

Cioè il matto fa il matto e noi in fila, ordinati e coperti, dobbiamo fare ammenda?


è come il bar di Star Trek, ogni tanto arriva qualcuno sbarcato da una nave aliena rimasta venti anni nello spazio.

  • Haha 1
Inviato

@appecundria  L'articolo di Cassese per intero (il titolo è emblematico).

 

L'Europa si difenda

di Sabino Cassese | 13 marzo 2025

 

Hanno ripreso quota le pretese territoriali: sono minacce che provengono da nazioni più forti (hanno molti più abitanti, eserciti più agguerriti, con armi nucleari) a danno di entità più deboli. Il ruolo dell’Europa contro questa escalation l’escalation

 

Nel mondo vi è stato, in questi ultimi anni, un improvviso e non previsto cambio di registro. Hanno ripreso quota le pretese territoriali. La Russia verso la vicina Ucraina, la Repubblica popolare di Cina verso Taiwan, Israele verso la striscia di Gaza, gli Stati Uniti verso Canada, Groenlandia e canale di Panama.

Sono pretese di tipo diverso e si manifestano in modi diversi. La Russia ha invaso con le armi la nazione vicina, che ha fatto parte prima dell’impero russo, poi dell’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche. Pechino ha sempre rivendicato la propria sovranità su Taiwan, come, viceversa, quest’ultima fa rispetto a Pechino. Washington rivendica quasi all’improvviso, ma rispolverando aspettative che risalgono al 1823, una sovranità più ampia nel proprio continente. Israele intende liberarsi di una forza vicina aggressiva e quindi stabilire il proprio dominio su un’altra popolazione e un altro territorio.

Ma sono pretese territoriali con molti elementi comuni. Sono minacce che provengono da nazioni più forti (hanno molti più abitanti, eserciti più agguerriti, con armi nucleari) a danno di entità più deboli.

Violano un principio stabilito dall’articolo 2 dello Statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, secondo il quale i membri dell’Onu devono astenersi dalla minaccia e dall’uso della forza contro l’integrità territoriale di qualsiasi Stato. Muovono non solo da Paesi autoritari, ma anche da antiche e recenti democrazie. Ricordano tante guerre del passato: per citarne solo una, la «Guerra dei cento anni», durata 116 anni tra il 1337 e il 1453, motivata dalla rivendicazione della Corona francese da parte del re d’Inghilterra.

Perché siamo ripiombati in un mondo nel quale non si riconoscono gli ambiti territoriali degli altri Stati? Le cause sono molte, ma una sta certamente nella circostanza che per settanta anni ci si sia cullati nell’ideale kantiano secondo il quale i commerci avrebbero portato la pace. Di qui la globalizzazione innanzitutto dei mercati.

È accaduto nel mondo qualcosa di simile a quello che era successo in Europa: fallito il 30 agosto 1954 il progetto della Comunità europea della difesa, si pensò che bastasse unire i mercati e (in parte) le economie, con l’istituzione, nel 1957, della Comunità economica europea.

Ma l’economia ha costituito una base troppo esile, nel mondo e in Europa, per fermare le pretese territoriali, ora alimentate anche dal sovranismo di nuovi protagonisti, questa volta privati.

L’Unione europea sta correndo ai ripari, ma nel farlo incorre negli stessi errori del passato. Ha avviato un piano di difesa, ma per aiutare gli Stati ad aumentare rapidamente e significativamente le spese in questo settore (sono le parole della presidente della Commissione europea). L’ha fatto facendo ridiventare protagonisti gli Stati, con cinque strumenti: dare uno «spazio fiscale» agli Stati nel Patto di stabilità e di crescita, consentendo loro di indebitarsi per la difesa; prevedere prestiti dell’Unione agli Stati per investimenti per la difesa; consentire agli Stati di trarre risorse dai fondi per la coesione; mobilizzare capitale privato, attraverso l’Unione del risparmio e degli investimenti e la Banca europea degli investimenti. Quindi, distribuendo risorse per fare più forti le difese nazionali, non per ottenere una difesa unica.

Molti illustri europeisti, da Alcide De Gasperi a Helmut Schmidt, a Jean Monnet, hanno sostenuto che l’Europa vive di crisi, nel senso che ogni passo avanti fatto dall’Unione europea è una soluzione ad una crisi. Ma se la soluzione va nella direzione sbagliata, si finisce per sprecare un’utile occasione. L’Unione europea, con i suoi quasi 450 milioni di abitanti e un governo nazionale dotato della deterrenza nucleare, potrebbe far sentire la propria voce in maniera molto più efficace nel mondo, per impedire ed eventualmente combattere nuove pretese territoriali.

 

 

Inviato
8 minuti fa, appecundria ha scritto:


è come il bar di Star Trek, ogni tanto arriva qualcuno sbarcato da una nave aliena rimasta venti anni nello spazio.

certo, conviene litigare con gli Usa per trarne soverchi vantaggi.

nel caso specifico basta poco pragamatismo, un poco di antimericanismo e un po' di ideologia stantia. 

quindi ci si può  fare male senza bisogno di sbarcare dallo spazio profondo.

Inviato

@Savgal

buongiorno! era già stato postato, e una volta letto ci si trovano pure le opportune critiche a mosse incongrue.

deve essere putinista anche lui, una altro biglietto da pagare.

appecundria
Inviato
1 ora fa, Roberto M ha scritto:

spendere in scuole e ospedali e non in armi nella stessa frase non ci può stare, se non per menti prive di ogni logica


le scuole e gli ospedali proprio non ti vanno giù

appecundria
Inviato
1 ora fa, Gustavino ha scritto:

I creditori dell’Ucraina – i principali sono l’onnipresente statunitense Blackrock, il francese Amundi e il britannico Amia Capital- hanno acconsentito nell’agosto 2024 a una sforbiciata consistente del debito (-37%)


e pure Big Pharma e Bill Gates, per mettere il vaccino nel grano ucraino così noi ci facciamo due spaghetti aglio oglio e proteine spike

Inviato
16 minuti fa, Savgal ha scritto:

L’Unione europea sta correndo ai ripari, ma nel farlo incorre negli stessi errori del passato. Ha avviato un piano di difesa, ma per aiutare gli Stati ad aumentare rapidamente e significativamente le spese in questo settore (sono le parole della presidente della Commissione europea). L’ha fatto facendo ridiventare protagonisti gli Stati, con cinque strumenti: dare uno «spazio fiscale» agli Stati nel Patto di stabilità e di crescita, consentendo loro di indebitarsi per la difesa; prevedere prestiti dell’Unione agli Stati per investimenti per la difesa; consentire agli Stati di trarre risorse dai fondi per la coesione; mobilizzare capitale privato, attraverso l’Unione del risparmio e degli investimenti e la Banca europea degli investimenti. Quindi, distribuendo risorse per fare più forti le difese nazionali, non per ottenere una difesa unica.

Molti illustri europeisti, da Alcide De Gasperi a Helmut Schmidt, a Jean Monnet, hanno sostenuto che l’Europa vive di crisi, nel senso che ogni passo avanti fatto dall’Unione europea è una soluzione ad una crisi. Ma se la soluzione va nella direzione sbagliata, si finisce per sprecare un’utile occasione. L’Unione europea, con i suoi quasi 450 milioni di abitanti e un governo nazionale dotato della deterrenza nucleare, potrebbe far sentire la propria voce in maniera molto più efficace nel mondo, per impedire ed eventualmente combattere nuove pretese territoriali.

Sono abbastanza d'accordo con Cassese. Probabilmente l'Europa sta operando bene nel merito, (rinforzarsi militarmente) ma sta, in parte, sbagliando nel metodo, cioè nel favorire il riarmo dei singoli stati a scapito della costituzione di una forza di deterrenza collettiva e della razionalizzazione della partecipazione a questa forza da parte dei singoli paesi, processo che, per la fase di avvio, potrebbe essere ristretto ad una cerchia ristretta di stati UE più robusti. 

Gaetanoalberto
Inviato
29 minuti fa, wow ha scritto:

l'Europa sta operando bene nel merito, (rinforzarsi militarmente) ma sta, in parte, sbagliando nel metodo, cioè nel favorire il riarmo dei singoli stati

Sono posizioni imposte, ad esempio dalla Germania.

La Commissione e la UE restano prive di reale autonomia, dovendosi relazionare con un coacervo di intenti.

É ovvio che creare il tessuto istituzionale necessario ad una difesa comune sarebbe preliminare, e che possiamo metterci col bilancino per tarare le regole.

Infatti non si é fatto in questi 70 anni.

Già dire "l'Europa sbaglia" significa dimenticare che "l'Europa non decide" ma lo fanno i singoli stati con i quali la Commissione deve relazionarsi, con tecniche altro che da manuale Cencelli.

I politici che usano questi argomenti lo sanno bene.

Però siamo, adesso, di fronte a due soggetti, Usa e Russia, che stanno operando alle spalle di una UE alla quale fino a ieri gli USA avevano dato un certo supporto: nessuna decisione strategica è stata presa senza condivisione, anzi, il supporto all'Ucraina ci è stato chiesto.

E adesso si manifestano in modo brutale le apparenti decisioni di Trump.

Presentarsi con una proposta forte ha comunque il significato di un messaggio forte, e credo che al momento fosse l'unico possibile.

Le cose si aggiustano strada facendo.

Inviato

Ma sentire un po’ che ne pensano i cittadini europei sul riarmo no? Un po’ di democrazie non guasterebbe, sono molto convinto che una larga maggioranza sarebbe contraria…poi non stupiamoci se le destre avanzano…




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