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il futuro del cinema...


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analogico_09
Il 01/04/2025 at 17:00, Velvet ha scritto:

Il "cinema" inteso come sala non è solo dimensione dello schermo e audio ma è anche luogo-metafora in cui un gruppo di spettatori entra in muta empatia per vivere assieme una sorta di sogno ad occhi aperti.

 

 

La cosiddetta "liturgia o rito del buio" in sala, anche di bunueliana memoria, ne abbiamo parlato tante volte. Ho sempre sostenuto che siam possibile realizzare ciò esclusivamente nelle sale cinematografiche come esperienza collettiva, individuale e sociale, in disaccordo con chi ritenga che il "buio" lo si possa fare anche in casa spegnendo la luce e sparandosi il film i home theatre con tanto di attrezzature audio che imitano il sonoro delle sale... Un buio meramente materiale, mentre il buoi nelle sale ha connotazioni meta-fisiche. 

Scriveva Bunuel:
"Il cinema è un arma magnifica e pericolosa, se a maneggiarla è uno spirito libero. E' lo strumento migliore per esprimere il mondo dei sogni, delle emozioni, dell'istinto, dell'inconscio, le cui radici penetrano così profondamente nella poesia [...] Il meccanismo creatore delle immagini cinematografiche è, a causa del suo funzionamento, quello che, fra tutti i mezzi di espressione umana, richiama meglio il lavoro dello spirito durante il sonno. Brunius fa osservare che il buio che invade a poco a poco la sala equivale all'azione di chiudere gli occhi. E allora che comincia sullo schermo e al fondo dell'uomo l'incursione notturna dell'inconscio; le immagini come nel sogno compaiono e scompaio, il tempo e lo spazio cronologico e i valori relativi di durata non corrispondono più alla realtà... "

 

S'accordo con te anche sul resto, sul fatto che in Italia il cinema del passato venga dimenticato, considerato come vecchio, sorpassato, inutile o solo un vezzo da cinefili o appassionati sfegatata: un'autentica eresia, come dire che tutte la arti venute "prima" siano superate o invecchiate. Quindi le rare, occasionali riproposizioni in sala dei grandi film del passato più o meno prossimo/remoto, non dovrebbero essere considerate come un tentativo di sopperire alla scarsità di film di valore capaci di riportare in pubblico nelle sale, anche se l'ipotesi potrebbe rivelarsi corretta, bensì di tornare all'idea di un cinema d'arte che non invecchia come non invecchiano i Miserabili di Hugo ad esempio e che anche i film capolavori e non, schifezze ovviamente escluse, adrebbero quindi costantemente rimessi in "circolo" fruitivo nelle sale o nelle visioni private, sui quali tornare per nuove riflessioni, per il confronto delle idee, dei pareri con film di grande valore estetico, formale e contenutistico ancora in grado di dirci molto sull'uomoi, sulla vita, sulle cose del passato e della stretta attualità. Al riguardo,  aprendo anche topic tematici, io cerco di riportare all'attenzione della sezione i grandi film della storia, di ogni epoca, ma mi pare si registri scarso interesse. 
Vero, come ricordato prima, che di buoni, ottimi film ve ne siano ancora oggi, ma qualità e quantità delle attuali produzioni sono incomparabili alle quelle cinematografiche dell'età delloro... Senza dimenticare che in Italia arriva una esguia parte del cinema mondiale di valore sul quale raramente "scommettono" i nostri distributori attenti in maniera pèreferenziale al botteghino... Il vuoto creatosio lo riempiono le serie TV che hanno dato la botta di grazia non tanto al cinema, anche al cinema.., quanto, soprattutto, alle presenze spettattoriali nella sale che mi pare siano arrivate ai minimi storici. Realtà come la cineteca di Bologna insieme ad altre che si occupano della promozione cinematografica sotto i vari aspetti, assolutamente valide ed encomiabili, preziose, non mancano da noi, ma sono poche e "locali", hanno una gittata forte ma limitata, mentre l'amore per il cinema dovrebbe riscoppiare lungo tutto il territorio nazionale.., in tutte le città e paesi riaprendo le tantissime sale chiuse e trasformate in bingo o per altre attività. Oppure, chissà, magari potremmo tornare ai tempi in cui lo stupore per il cinema spingeva anche gli ambulanti a girare per i luoghi più sperduti dello stivale con dentro i loro camioncini o furgoni un proiettore e qualche "pizza" cinematografica da proiettare in loco sullo schermo paesano o campagnolo sul quale confluivano collettivamente i sogni, i timori, le risa, le paure e le gioie degli spettatori concentrati sulle storie,  sulle immagini favolose, del tutto disinteressti al "dolby surround", per dire... purtroppo la realtà è di ben altro tipo.

Ci salverà la saggezza e l'entusiasmo spontaneo, senza compromessi dei bambini...

 

 

 

 

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1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

il buoi nelle sale ha connotazioni meta-fisiche

Ecco, se vuoi vivere un'esperienza del genere quando capiti a Bologna vai al cinema Modernissimo: un teatro da 400 posti con platea e galleria quasi sotto Piazza Maggiore. Quando si scende al Modernissimo si perde la cognizione del tempo e dello spazio. Il direttore della Cineteca, Farinelli, che di film ne ha visti tanti, definisce il Modernissimo un "non luogo" :classic_smile:

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analogico_09

@Guru Mi piacerebbe fare anche a Bologna l'esperienza visiva nel "non luogo" che in tanti anni di indefessa "militanza" cinefila ho avuto la gioa di vivere chissà quante volte nelle varie sale, d'essai, cineclub, circoli, cantine, etc...  Mi fa piacere che Farinelli sia in sintonia con me, o io con lui, facciamo a pari e patta...  :classic_biggrin: Comunque il "rito" in se è più importante della sala, la quale , per fare un paragone "mistico", potrà essere come San Pietro oppure come l'umile chiesetta di campagna, lo spirito della religiosità sarà lo stesso :classic_wink:

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analogico_09
1 ora fa, Velvet ha scritto:

grazie, non avrei potuto spiegarlo in modo migliore 

Figurati, ho cercato di contribuire ripartendo  dalle tue giuste e centrate osservazioni che condivido, sul fatto che il cinema italiano dovrebbe, grande che fu, uscire dallo stato di stentata sopravvivenza.

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Tecnicamente il restauro cinematografico è necessario e non solo per i film d'autore perchè le pellicole invecchiano e se le proiettassimo o le trasmettessimo in TV come sono oggi il risultato sarebbe scadente e del tutto inadeguato alla qualità dei televisori moderni.

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Discopersempre2
Il 01/04/2025 at 17:00, Velvet ha scritto:

@best_music Il "cinema" inteso come sala non è solo dimensione dello schermo e audio ma è anche luogo-metafora in cui un gruppo di spettatori entra in muta empatia per vivere assieme una sorta di sogno ad occhi aperti.

La musica andrebbe ascoltata dal vivo, il teatro vissuto a teatro, il cinema al cinema.

Tutto ciò che possiamo vivere a casa è un pallido surrogato dell'esperienza totalizzante, empatica della sala.

E non c'è impianto o schermo che tenga.

Una settimana di 👏.

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11 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Figurati, ho cercato di contribuire ripartendo  dalle tue giuste e centrate osservazioni che condivido, sul fatto che il cinema italiano dovrebbe, grande che fu, uscire dallo stato di stentata sopravvivenza.

Dovrebbero cambiarne tante di cose...

A partire dal settore produttivo. Dove ci sono produttori con gli attributi (Indigo ad esempio) qualcosa di buono si fa. Ma sono diventati più rari di un quadrifoglio. 

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analogico_09
Il 08/04/2025 at 08:46, Velvet ha scritto:
Il 07/04/2025 at 21:40, analogico_09 ha scritto:

Figurati, ho cercato di contribuire ripartendo  dalle tue giuste e centrate osservazioni che condivido, sul fatto che il cinema italiano dovrebbe, grande che fu, uscire dallo stato di stentata sopravvivenza.

Dovrebbero cambiarne tante di cose...

A partire dal settore produttivo. Dove ci sono produttori con gli attributi (Indigo ad esempio) qualcosa di buono si fa. Ma sono diventati più rari di un quadrifoglio. 

 

 

Tra l'altro il cinema italiano dovrebbe riscoprire il "genere" nel quale eravamo maestri. Qualcosa pure v'è, ma limitatamente, spesso coincidenti con le produzioni in dipendenti poco battagiate che non se le fila nessuno, o quasi, soprattutto gli appassianti un po' di nicchia del "genere" (mi viene in mente ad esempio "Oltre il guado", 2013 di Lorenzo Bianchini, un horror psicologico di paure ancestrali magistralmente girato all'interno di remoti e inquietanti paesaggi naturali)

Dovremmo prendere esempio il cinema francese e spagnolo, ad esempio, per restare in Europa, capaci di differenziare i generi cinematografici. Da noi seguitano a ristagnare le tematiche psico-socio-politico-esistenzial con incluse pippe mentali ..., pure prima se è per quesyo, non che siano tematice trascurabili, ma insomma, la vita è fatta di tante tessere che cosyruiscono, dovrebbero, un mosaico molto più. articolato e vario.

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analogico_09
Il 31/03/2025 at 13:05, bost ha scritto:

e allora ecco di nuovo in sala il primo Fantozzi, Taxi driver...stanno raschiando il fondo?  mah...

 

Comunque quello non è raschiare il fondo" di un vecchio barile, è quanto di più meraviglioso abbia dato all'umanità l'arte cinematografica che come tutte le altri è universale e immortale (fino a quando l'umanità intera 

non scomparirà).

 

Si parlava di restauro del cinema, una necessità. Il  cinema vive attraverso un supporto di celluloide su cui l'immagine i mpressa è naturalmente soggetta a degradarsi più o meno gravemente, fino a scomparire. La pittura e le altre materie dell'arte figurativa, della scultura, della letteratura, etc, sono molto più resistenti, caduche anch'esse ma in tempi molto più lunghi. Anche il quadro, il libro, etc, meno la scultura, vanno restaurati a un certo punto, ma non così velocemente come la pellicola cinematografica.
Nelle sue sfiziosissime ed acute conversazioni con lo scrittore Max Aub, raccolte in un libro della Selleri Editore intitolato "Bunuel: il romanzo", ora fuori catalogo,il regista aragonese, mentre parlavano del destino dell'arte cinematografica disse all'amico in modo sconsolato, tra il sarcastico e il pacificato, vado a memoria: noi tra 50 anni, magari senza capelli, saremo ancora qui; le nostre pellicole... chissà!?

Erano gli anni in cui non si parlavava ancora restauri filmici, quindi i timori di Bunuel fortunatamente non si avverarono: molti film vengono salvati dai restauri, molti altri, benchè salvati, non vengono "salvati" dagli spettatori che li snobbano per vari motivi, perchè considerati fondi di barili.

 

 

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