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Internet e social: cosa è andato storto.


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best_music
Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

politically correct

Aggiungo che poi la reazione è lo spostamento della accezione del significato negativo da una parola all' altra.

:

Molti anni fa un addetto alla nettezza urbana a Roma erano chiamato "monnezzaro" poi prevalse l' uso di "netturbino" per approdare infine ad "operatore ecologico". Ma nella testa delle persone non è che sia aumentata la considerazione per quella pur benemerita attività lavorativa, semplicemente tutto ciò che prima era associato a "monnezzaro" ora è associato ad "operatore ecologico", tutto qui.

 

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@Gaetanoalberto

Ho tuttavia spesso osservato che qualora si evidenzino le distanze sociali, ossia si fa notare che io un ruolo e l'interlocutore uno sensibilmente inferiore, quest'ultimo si offende. Se si fa osservare che l'interlocutore è un ignorante e non avrebbe titolo ad esprimersi in ambiti di cui non ha alcuna conoscenza questo si offende.

 

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7 minuti fa, Savgal ha scritto:

si evidenzino le distanze sociali

vedi, cosa che nonostante sia già stato fatta notare, è proprio il punto sia di evidenziarle che 

specificare le distanze sociali che non va bene. uno scoassaro  sui generis potrebbe per esempio essere 

migliore a tutto tondo rispetto ad un docente o un avvocato / geometra / commercialista qualsiasi.

anche far osservare che è un ignorante, ma ignorante in base a cosa e chi lo ha deciso poi.

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extermination
9 minuti fa, audio2 ha scritto:

ma ignorante in base a cosa e chi lo ha deciso poi.

Coloro che non studiano o che hanno studiato poco e che non leggono saggistica, rientrano tra gli ignoranti per definizione - a titolo esemplificativo e non esaustivo, tra loro emergono analfabeti funzionali, che hanno saputo far poco o niente, ma anche imprenditori che hanno saputo far soldi. Così è deciso l’udienza è tolta!

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2 ore fa, Savgal ha scritto:

Ho tuttavia spesso osservato che qualora si evidenzino le distanze sociali, ossia si fa notare che io un ruolo e l'interlocutore uno sensibilmente inferiore, quest'ultimo si offende. Se si fa osservare che l'interlocutore è un ignorante e non avrebbe titolo ad esprimersi in ambiti di cui non ha alcuna conoscenza questo si offende.

Interessante analizzare tale tipo di comunicazione tramite l'AT, con l'aiuto di Chatgpt 

Secondo l’AT, ognuno di noi comunica da tre possibili stati dell’Io:
Genitore (normativo o affettivo)
Adulto (razionale, basato sui dati)
Bambino (libero o adattato)
Nel tuo esempio:
“Io ho un ruolo, tu uno sensibilmente inferiore.”
“Sei ignorante e non hai titolo per esprimerti.”
Queste frasi, dal punto di vista strutturale, partono tipicamente da un Genitore Normativo (critico).
L’interlocutore, ricevendo questo messaggio, tende a reagire dal:
Bambino Adattato (ferito/umiliato) → si offende oppure
Bambino Ribelle → contrattacca
Si crea quindi una transazione complementare Genitore → Bambino, ma con esito conflittuale.

2️⃣ Livello psicologico (messaggio implicito)
In AT distinguiamo:
Livello sociale (contenuto esplicito)
Livello psicologico (messaggio relazionale implicito)
Il contenuto esplicito riguarda competenze e ruoli.
Il messaggio implicito può suonare come:
“Io valgo più di te.”
“Tu sei inadeguato.”
“Non sei legittimato.”
Ed è questo livello psicologico che attiva l’offesa.
3️⃣ Posizioni esistenziali
Berne parla anche di quattro “posizioni di vita”:
Io OK – Tu OK
Io OK – Tu non OK
Io non OK – Tu OK
Io non OK – Tu non OK
Il messaggio percepito dall’altro è spesso:
Io OK – Tu non OK
Questa posizione è vissuta come svalutante e genera difesa.
4️⃣ Perché si offende?
Perché:
L’identità personale viene minacciata.
L’autostima è attaccata pubblicamente.
Si attiva un meccanismo arcaico di difesa (Bambino ferito).
L’essere umano, anche quando oggettivamente incompetente in un ambito, non vuole essere definito “ignorante”, perché il termine tocca il valore globale della persona, non solo la competenza.
5️⃣ Come sarebbe una transazione Adulto ↔ Adulto?
Se l’obiettivo è mantenere una comunicazione efficace,
l’AT suggerirebbe qualcosa come:
“Su questo tema servono competenze specifiche.”
“Possiamo distinguere tra opinione e competenza tecnica.”
“Quali dati supportano ciò che affermi?”
Qui lo stato dell’Io è Adulto, e l’altro può restare in Adulto senza sentirsi svalutato.
6️⃣ In sintesi (traduzione in AT)
Il tuo schema comunicativo descritto può essere letto così:
Stimolo: Genitore Critico → Bambino
Risposta: Bambino Ferito/Ribelle → Genitore
Esito: conflitto, offesa, chiusura comunicativa
Mentre una comunicazione più funzionale sarebbe:
Adulto → Adulto
centrata su dati e contenuti, non sulla gerarchia di valore.

 

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ai secondo me se la lasciate perdere è proprio meglio.

perchè uno che in un campo specifico può anche essere ignorante non ha quindi forse

il diritto di valutare come può impattare la propria sfera e quindi decidere in autonomia

se per lui va bene oppure no. i genitori del bambino con il cuore che solo a parlarne ti

esce l' anima mettiamo che siano gente normale e che di trapianti perdipiù non ne

capiscono molto e vorrei anche vedere, ma vorrei pure vedere ed in completa ragione

se  non hanno il pieno diritto di sbottare di brutto.

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ascoltoebasta

Eppure quante persone col medesimo ruolo professionale e cultura, hanno posizioni differenti sullo stesso argomento.....

Quindi il discorso della propria posizione o livello di istruzione certificata lo metterei proprio da parte,a meno che non si discuta di argomenti tecnici,per esempio il dibattere sul metodo Dufourmentel tra un chirurgo e un impiegato contabile,e cose  simili prettamente tecniche,per il resto la propria posizione sociale e attestati di studio sono di basso impatto e anzi denotano molta,ma molta strada da percorrere,per coloro che usano evidenziare tali differenze.

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5 ore fa, extermination ha scritto:

Coloro che non studiano o che hanno studiato poco e che non leggono saggistica, rientrano tra gli ignoranti per definizione

E quelli che pur avendo studiato si ostinano a divergere sono "affetti da bias cognitivo"... :classic_sleep:

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@LUIGI64

Per correttezza politica (in inglese political correctness) o politicamente corretto (in inglese politically correct) si intende una linea di opinione, un orientamento ideologico e un atteggiamento sociale con lo scopo inteso soprattutto nel tentare di rifuggire l'offesa o lo svantaggio verso determinate categorie di persone all'interno di una società.

Per lavoro mi sforzo di non fare trasparire le mie valutazioni sulle persone. Di diversamente intelligenti ne incontro non pochi, ma cerco di non mostrare ciò che penso.

Sono convinto che ogni persona merita rispetto in quanto persona, non perché appartiene ad una categoria.

Chi rifiuta  politically correct è invece convinto di non avere alcun svantaggio, anzi è convinto che il far parte di una categoria implica che egli possegga tutte le qualità attribuite a quella categoria, di essere alla pari (anzi in cuor suo migliore) di tutti coloro che rientrano in quella categoria. Tali categorie sono peraltro del tutto imprecisate.

Le differenze tra gli individui sono relative alle qualità personali e alla collocazione sociale. Quando lo si fa notare, e provocatoriamente talvolta lo faccio notare, la reazione è il sentirsi offesi perché si evidenzia una situazione personale di svantaggio.

Quindi per costoro il politically correct va condannata come ipocrisia quando la si deve contenere nei confronti degli altri, ma la si pretende quando la condizione di svantaggio evidenziata è nei propri confronti.

 

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