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Ieri sera a teatro ho ascoltato Arturo Benedetti Michelangeli...redivivo...


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Io penso che prima o poi a qualcuno verrà in mente di organizzare dei concerti pubblici, a pagamento, avvalendosi del pianoforte Spirio.
Immaginiamo la possibilità di ascoltare gli Studi di Pollini sullo Spirio, la Haskil, Brendel, Horowitz, Richter, Kempf, Rubinstein, Ciani, Monk, Art Tatum, 

Francamente io non vedo l'ora...

Alberto.

 

Un gran bel falso storico. l'interprete si adatta sempre allo strumento tramite sfumature sottili nell'esecuzione a tratti quasi impercettibili. Un redivivo non avrebbe suonato mai allo stesso modo su strumenti diversi e acustiche diverse. Siamo al feticcio con sfumature necrofile. Scusate la durezza dell'intervento ma l'operazione artistica culturale in questo caso non sussiste.

Signori, l'invenzione ha già sette o otto anni di vita circa e non mi sembra così diffusa.
Forse perché alla fine Steinway l'ha realizzata con un unico scopo? Forse come un jukebox per ricchi e basta? Nessun intento educativo o robe del genere?

Il 06/05/2025 at 21:16, OTREBLA ha scritto:

Io penso che prima o poi a qualcuno verrà in mente di organizzare dei concerti pubblici, a pagamento, avvalendosi del pianoforte Spirio.

Scusa, ma perché dovrebbero e a pagamento anche?

Tu hai avuto l'occasione di ascoltarlo in altro contesto, per puro caso e solo perché l'hanno infilata come operazione di marketing.

Davvero paghereste per ascoltare un pianoforte suonare o meglio "risuonare" da solo l'esecuzione originale di altri?

2 ore fa, Felis ha scritto:

Un gran bel falso storico. l'interprete si adatta sempre allo strumento tramite sfumature sottili nell'esecuzione a tratti quasi impercettibili. Un redivivo non avrebbe suonato mai allo stesso modo su strumenti diversi e acustiche diverse. Siamo al feticcio con sfumature necrofile.

E allora eliminiamo anche i dischi, che conservano una sola esecuzione tra le tante. E' semplicemente un modo per riprodurre meglio il disco, meglio nel senso che meglio di così è impossibile, a meno che non si trovi il modo di far resuscitare i defunti. E' un Hi-End estremo, tra l'altro solo per le musiche per pianoforte solo, punto. Naturalmente non molti se lo potranno permettere e se pure costasse un decimo, cioè 12.800 Euro, poco cambierebbe; ciò per una questione di praticità, non lo puoi mica infilare in un appartamento e sperare che i vicini non ti facciano la guerra. Va inteso a parer mio come un Hi-Fi di qualità stellare, dedicato alle registrazioni per pianoforte solo.

Fa in effetti una certa impressione, perché la sensazione di ritrovarsi in casa lo spettro del trapassato è forte. Potrebbe essere utilizzato nei film Horror :classic_biggrin:.

Alberto 

Diciamo che a me un po' meno, perché anche a teatro ascolto sempre la musica con gli occhi chiusi (pertanto di conquistare un posto con la vista migliore sul palco, non me ne frega sostanzialmente niente).

Alberto.

Non credo pero’ che la cosa possa avere successo commerciale per la stessa ragione per cui l’hiend non ha grandi numeri.

Poi le infinite variazioni dinamiche, di colore di pedale del piano dal vivo come possono essere riprodotte da questo sistema che altro non fa se trasporre un dato registrato (che a sua volta cattura parzialmente quanto sopra) in suono vero? Ci sono evidentemente interpolazioni algoritmiche e quindi l’arbitrio e’ dietro l’angolo

Pare proprio di no, questo perlomeno è il parere (forse interessato? Non lo so) dei pianisti che lo hanno messo alla prova.

Chi può giudicare meglio, circa la fedeltà all'originale di Spirio,  dello stesso pianista che ha inciso il brano?

A me sarebbe piaciuto ascoltarlo eseguire un pezzo della Wang, il cui suono conosco come le mie tasche.
Da parte della Steinway bocche cucite su come funziona realmente. Poche notizie e vaghe. Calcoliamo la velocità dei martelletti e la risonanza. Come? Boh...

Magari arriveranno i cinesi con un modello verticale, molto meno costoso e più adattabile agli appartamenti moderni.

Alberto.

 

 

Comunque fatemi un favore ed andate ad ascoltare le Goldberg di Gould del 1955 della Zenph.

E' una tecnologia simile a quella Steinway, ed io, da non esperto, trovo il disco "ricreato" indistinguibile dall'originale monofonico. Datemi un vostro parere.

Si trova in streaming (e ci sono anche Rachmaninov e, per gli amanti del jazz, Art Tatum ed Oscar Peterson).

4 ore fa, Felis ha scritto:

Scusate la durezza dell'intervento ma l'operazione artistica culturale in questo caso non sussiste

Vero. Però se penso che una tecnologia di questo tipo mi permetterebbe di ascoltare l'immenso Cortot, che non riesco ad ascoltare per i limiti tecnici delle sue registrazioni, be', ti dirò che sarei ben contento di ascoltare questo falso non poi così falso addirittura dal vivo... :classic_biggrin:.

57 minuti fa, faber_57 ha scritto:

Comunque fatemi un favore ed andate ad ascoltare le Goldberg di Gould del 1955 della Zenph.

Il sistema si basa sull'autopiano della Yamaha, serie Disklavier-Pro, che dichiara dati di sensibilità del tocco e dello spostamento dei pedali simili a quelli dichiarati da Steinway (1.024 gradazioni di tasto e 256 gradazioni dei pedali).

Alberto.

  • Thanks 1
6 ore fa, OTREBLA ha scritto:

E allora eliminiamo anche i dischi, che conservano una sola esecuzione tra le tante. E' semplicemente un modo per riprodurre meglio il disco, meglio nel senso che meglio di così è impossibile, a meno che non si trovi il modo di far resuscitare i defunti. E' un Hi-End estremo, tra l'altro solo per le musiche per pianoforte solo, punto. Naturalmente non molti se lo potranno permettere e se pure costasse un decimo, cioè 12.800 Euro, poco cambierebbe; ciò per una questione di praticità, non lo puoi mica infilare in un appartamento e sperare che i vicini non ti facciano la guerra. Va inteso a parer mio come un Hi-Fi di qualità stellare, dedicato alle registrazioni per pianoforte solo.

Fa in effetti una certa impressione, perché la sensazione di ritrovarsi in casa lo spettro del trapassato è forte. Potrebbe essere utilizzato nei film Horror :classic_biggrin:.

Alberto 

 

Il disco è testimonianza di un'estetica relativa a quel momento in cui il musicista (ed altri) hanno compiuto in quel frangente e solo in quel frangente delle scelte ben precise. L'artista (serio) non è fossilizzato su un unico modo di suonare, cambia molto sovente l'estetica. Quel sistema rimane un feticcio da maniaci. Stiamo accoppiando artisti e repertorio senza poter interpellare l'artista stesso che dovrebbe sempre conservare la decisione finale. Consiglio lettura di Bnjamin https://it.wikipedia.org/wiki/L'opera_d'arte_nell'epoca_della_sua_riproducibilità_tecnica

 

3 ore fa, faber_57 ha scritto:

Vero. Però se penso che una tecnologia di questo tipo mi permetterebbe di ascoltare l'immenso Cortot, che non riesco ad ascoltare per i limiti tecnici delle sue registrazioni, be', ti dirò che sarei ben contento di ascoltare questo falso non poi così falso addirittura dal vivo... :classic_biggrin:.

 

Eh non è proprio così. Per via dei limiti tecnici dell'esecuzione il sistema può solo dedurre la verità. Ma la verità dell'evento non potrà mai esserci. Che ne sai se a Cortot andava bene così?! Col pianoforte di quella marca, accordato in quel modo, nel tuo tinello ultrasecco di tappeti... :classic_biggrin:

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