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Un pericolo per le democrazie: il nazionalismo sovranista


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Romania, il filoeuropeista Dan rimonta a sorpresa: schiaffo ai sovranisti

 

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18 mag 2025

L’europeista e primo cittadino di Bucarest sarà presidente. Il rivale Simion concede la vittoria

 

 

DALLA NOSTRA INVIATA
BUCAREST - In migliaia hanno invaso il centro di Bucarest con bandiere della Romania e dell’Europa scandendo il nome del loro eroe: «Ni-cu-sor» e lo slogan: «Russia, la Romania non è tua». Balli e canti, una gioia incontenibile. Non ha aspettato i risultati ufficiali il popolo di Nicusor Dan per festeggiare. Subito dopo i primi exit poll che lo davano vincitore con 8-9 punti di vantaggio, sono scesi in strada in una notte che sembra già consegnata alla Storia: è il primo duro colpo ai sovranisti in Europa.

Il sindaco europeista di Bucarest ha compiuto quello che molti analisti definivano un miracolo: ha ribaltato il risultato del primo turno che vedeva il sovranista George Simion davanti con il doppio dei consensi. E non si è trattato nemmeno di un testa a testa come era stato prefigurato. Alla mezzanotte locale, quando mancavano 700 mila voti della diaspora da scrutinare, Dan era ormai in vantaggio di 898 mila preferenze, imprendibile, davanti con circa il 54 per cento dei voti, 9 punti in più di Simion, margine destinato a restringersi ma non di troppo.

A pochi minuti dal primo exit poll, azzeccato (anche se non contava i romeni all’estero), la scena è stata surreale. Da un lato, forte di questi numeri, Dan ha esultato davanti alla folla: «Oggi ha vinto una comunità di romeni che desidera un cambiamento profondo, che desidera ridurre la corruzione, che desidera una società di dialogo, non di odio», ha detto con la voce roca. «C’è una comunità che ha perso le elezioni. Una comunità che, giustamente, è indignata per il modo in cui la politica è stata condotta finora in Romania. È nostro dovere convincere queste persone che la soluzione è la riforma del sistema giudiziario e dell’amministrazione: dobbiamo lottare per una sola Romania e non per due. Da domani tutti insieme ricominciamo la ricostruzione del nostro Paese». Scattano nuovi cori: «Unità, unità», «Europa, Europa».

 

…segue sul link

 

 

 

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