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Deep Purple 'Made in Japan' 50th anniversary (2025 Steven Wilson Remix)


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3 ore fa, Tronio ha scritto:

ma quella che almeno all'ascolto offre l'impressione più veritiera del concerto originale.

La migliore risposta te la può dare chi è stato a quel concerto e a quale distanza dal palco.

.

 

Ho fatto ascoltare più versioni di Highway Star ad un chitarrista di vecchia data, aveva un gruppo negli anni 70, ha suonato con artisti famosi dell'epoca ecc...

Alla fine ha voluto risentire la versione di Wilson.

.

Sono i Deep Purple dell'epoca, anche se non si è vissuto un loro concerto dal vivo, si può immaginare la botta adrenalinica che potevano dare.

.

Quella di Hoffman tanto apprezzata è indubbiamente tra le più riuscite, a distanza di tempo i suoi lavori dicono ancora la loro, i vecchi lavori dei Creedence suonano ancora alla grande.

Il 28/06/2025 at 10:20, Tronio ha scritto:

anche perché le altre sue "revisioni" di classici rock che ho avuto modo di ascoltare sono risultate spesso troppo artefatte e lontane da quella "storica"

Ma no dai, ho alcuni suoi lavori di Yes, Crimson o Tull che sono davvero ben fatti. La parte multicanale poi sa davvero farla bene.

Diamo a Steven ciò che è di Steven.

Bisogna anche tenere a mente che Made in Japan nasce male immediatamente, in teoria un piccolo lavoro per fottere un pochino i giapponesi e basta. Fu dopo riascoltando tutte le registrazioni che si accorsero del genere di miracolo di formazione messo in piedi e lo stato di grazia praticamente durato un nulla.

Furono poi costretti a stampare e distribuire in tutto il mondo perché cominciarono a trovare casse di vinile illegale praticamente ovunque. Da qui venderà nei decenni successivi e per sempre nei secoli dei secoli, amen.

Per me non ha senso il multicanale del lavoro di Wilson, ma della parte stereo sono davvero curioso nonostante un po' di delusione sul primo anticipo.

@djansia infatti mi riferivo soprattutto alle versioni Atmos di alcuni straclassici che a mio gusto hanno perso gran parte della loro natura originale.

In versione stereo invece mi sono piaciute le sue versioni dei KC, mentre ad esempio Aqualung non mi soddisfa per niente.

  • Thanks 1
Il 30/06/2025 at 00:26, Tronio ha scritto:

infatti mi riferivo soprattutto alle versioni Atmos di alcuni straclassici che a mio gusto hanno perso gran parte della loro natura originale.

Dipende dai punti di vista, dal titolo. Certo su Japan anche io mi domando il senso del multicanale. Su Animals, solo per citare un esempio, il multicanale ti prende e ti fa entrare dentro quella fattoria: è un incubo. Welcome to the Machine, sempre dei Floyd, è un altro incubo. Essere "dentro" The Lamb Lies Down non è la stessa cosa che ascoltarlo in stereo.

In altri dischi, almeno per me, la separazione dei canali ti permette un ascolto più rilassato in termini di sforzi di molti più strumenti contemporaneamente. In alcuni forum si legge di pazzi che addirittura mutano alcuni canali solo per concentrarsi su un basso, una batteria o altro.

Punti di vista, forse punti di ascolto.

In linea generale poi sono più fautore dell'ascolto "metti su e ascolta senza tante menate", perché è così che si dovrebbe ascoltare un disco.

Poi se il disco mi piace e siccome ho altre passioni passo anche agli ascolti analitici e diciamo smonto il missaggio con le orecchie. Però non è ascoltare dischi questo, soddisfa altri interessi.

Il 28/06/2025 at 00:59, one4seven ha scritto:

Tracks 1-7: Remixed and mastered from the original 1972 analogue multitrack masters.
Tracks 8-14: Remastered from the original 1972 analogue stereo master

Vedi però i "termini" che confondono? Cos'è un "multitrack masters"? Forse intendono il nastro multitraccia originale quando parlano di remix.

Infatti nelle altre tracce quando parlano di "remastered" usano il termine "Stereo master"...

Boh, comunque possiedo quel cofanetto in CD ed è molto bello a mio parere. Ecco, se il prezzo è ancora calmo (sono passati anni), però ricordo che qui sul forum (forse addirittura Volpe Rossa) andò piuttosto a ruba quel cofanetto. Insomma fu consigliato caldamente.

@djansia eh ... Però alla fine si capisce: per il remix sono partiti dal multitraccia (penso che Wilson abbia fatto la stessa cosa, nuovo mix - nuovo master) mentre il remaster parte naturalmente dal master originale (realizzato al tempo dal mix originale).

4 minuti fa, one4seven ha scritto:

per il remix sono partiti dal multitraccia

Si, mi riferivo a quel "masters" che confonde.

Che poi ricordo essere su otto tracce e addirittura alcune tracce contengono singoli strumenti assieme (almeno due per canale)...

2 ore fa, djansia ha scritto:

Dipende dai punti di vista, dal titolo. Certo su Japan anche io mi domando il senso del multicanale.

Infatti SW stesso, nei suoi seminari sul Dolby Atmos e in generale sulla "multicanalizzazione" di vecchie registrazioni, diceva che non ha alcun senso ed anzi risulta controproducente per tutta una serie di generi musicali fra cui classica, jazz acustico, rock tradizionale (chitarra-basso-batteria-voce) ecc. mentre si presta molto bene (guarda caso...) il progressive.

  • Thanks 1

Ho ascoltato in streaming "Highway Star". Devo dire la verità: non mi è piaciuto granché, preferisco decisamente l'originale o, al limite, la versione in triplo CD che contiene tutte e tre le date (ho anche questa, comprata in tempi non sospetti, ho visto adesso che costa un patrimonio). Nel remix di Wilson si è persa tutta la magia, l'imperfezione, "lo sporco" (nemmeno poi tanto, è una registrazione magnifica all'origine per i mezzi e i tempi in cui fu fatta) della registrazione originale; per di più, la chitarra di Blackmore si sente praticamente in sottofondo. Per dare un giudizio definitivo bisognerà ascoltare però tutto il disco.

  • Melius 1
1 ora fa, ediate ha scritto:

Nel remix di Wilson si è persa tutta la magia, l'imperfezione, "lo sporco"

Purtroppo è la stessa impressione che ho avuto per altre sue rivisitazioni di certi classici che ormai si conoscono a memoria e la cui attrattiva spesso sta proprio nella sensazione che fossero registrazioni "genuine" e non completamente costruite al banco del mixer: del resto le ragioni per cui Made in Japan è un capolavoro sono differenti da quelle per cui lo è TDSOTM.

Un certo entusiasmo ai primi ascolti mi è un po' calato nell'ascolto di questa prima traccia, bravo Wilson per certi aspetti ma per esempio l'inizio di Blackmore (minuto 0:45) la sua chitarra si sente troppo bassa, le sue schitarrate selvagge vengono a mancare in questa traccia di Wilson.

 

Non male Strange Kind of Woman secondo brano disponibile in streaming, la chitarra di Blackmore suona molto bene, anche qui si nota una maggiore pulizia degli strumenti, la scena sonora è collocata diversamente rispetto a edizioni precedenti piu compresse, rispetto all'edizione di Pullan o simili, più ravvicinate nel suono, in quella di Wilson si allarga maggiormente il palcoscenico, come se si fissei nella fila giusta per ascoltare un concerto, sulla voce di Gillan si sente quel riverbero (non so come definirlo) dato dal microfono come lo sento nella versione japanese 3 CD che sembra meno presente in altre edizioni, qui si sente maggiormente che si sta ascoltando una esibizione live rispetto ad altre.

Bello quando inizia la batteria di Paice seguito poi da Gillan e Blackmore con i loro duetti, la batteria di Paice è da apprezzare qui.

Se su Highway Star su qualche punto mi ha convinto meno, su Strange Kind of Woman mi sembra scorrere bene dall'inizio alla fine.

 

  • Thanks 2
  • 4 settimane dopo...

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