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Ma i dac sono davvero tutti uguali? (una piccola provocazione)


Membro_0013
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Membro_0013

Premetto: due anni fa sono uscito sbattendo la porta da un gruppo Facebook dopo aver battibeccato in maniera piuttosto pesante con un paio di giovanotti saputelli che sostenevano che non vi fosse alcuna differenza udibile fra un DAC e l'altro.

Quindi, giusto per chiarire le cose, io NON penso assolutamente che i DAC siano tutti uguali, a meno che non si sia sordi e non ci si renda conto delle differenze.

Ma quel che sostengo in questa mia piccola provocazione è che le differenze di costo tra i DAC spesso non si traducono in una maggior qualità del DAC più pregiato rispetto a quello meno pregiato, ma in semplici differenze di firma sonora, e che spesso un DAC da 500 euro può essere benissimo preferito ad uno da 5000 euro, se si apprezza una firma sonora rispetto ad un'altra.

 

Le mie esperienze in materia fanno data dagli anni '90, quando feci la follia (per le mie tasche) di acquistare un bellissimo Wadia x32, che all'epoca costava - se ricordo bene - circa 5 milioni di vecchie lire. Quel DAC, solido ed affidabile, mi accompagnò fino al 2003, quando mi sposai ed andai a vivere nell'appartamentino di città di mia moglie. Nel salotto l'unico spazio disponibile era nei ripiani della boiserie, ed era fuori discussione (per motivi di WAF) portarmi dietro il mio tavolino portaelettroniche... e di spazio ce n'era talmente poco che dovetti fare bene i conti con i centimetri quadrati, per cui dovetti "sacrificare" il Wadia per sostituirlo con un DAC più piccolo. Lo sostituii con un North Star Design Model 3, del costo di 900 euretti, quindi meno della metà del Wadia... e il risultato fu sorprendente: due firme sonore diverse; più "pastoso" il Wadia, più veloce e dinamico il North Star Design, ma se qualcuno mi avesse chiesto di indovinare - ad occhi chiusi - quale suonasse meglio e conseguentemente fosse più costoso, io sinceramente non l'avrei saputo dire. Gli anni passarono, e improvvisamente si "ammutolì" il North Star Design. In attesa di capire se fosse o meno il caso di ripararlo acquistai quasi per gioco su Amazon un SMSL Sanskrit da 100 euro:  mi si aprirono gli occhi, oltre che ovviamente le orecchie. Il cinesino low cost suonava indubbiamente meglio del North Star Design: più morbido e caldo, senza per questo perdere nulla in dettaglio, e con una spazialità maggiore. Se tanto di dà tanto, e il potere transitivo ha ancora valore, il "giocattolino" da 100 euro non era inferiore neppure al Wadia, che - ripeto - se la giocava alla pari con il North Star Design. Poi, dato che io sono sfortunato coi DAC, ho dovuto compiere altri passi forzati: il motivo per cui il SMSL era poco costoso era sostanzialmente l'affidabilità. Durò pochissimo, e seppure in garanzia non avevo alcuna voglia di spedirlo in Cina per la riparazione. Attualmente, dato che ho deciso di non spendere più capitali in DAC, ho puntato sull'affidabilità di un marchio come TEAC e convivo felicemente con un UD-301 da 500 euro, che non mi fa rimpiangere alcunché. Ma la sorpresa è un'altra: ho uno streamer Yamaha da 120 euro con DAC incorporato (quindi è un DAC sostanzialmente da poche decine di euro) e suona persino meglio, su certi parametri, rispetto al TEAC.

 

Se  pensate che io sia sordo, ve ne racconto una: io uso, per ascoltare la televisione dall'impianto hi-fi, un piccolissimo convertitore che ho acquistato perché la televisione ha solo l'uscita coassiale, e sul TEAC l'ingresso coassiale è già occupato dalla mia meccanica di lettura universale. Ho preso un FIIO Taishan che costa sì e no 30 euro, dopo avere dato un'occhiata ai vari forum internazionali. E in uno di questi ho letto un episodio quanto meno divertente (per me che spendo poco) ed inquietante per chi acquista DAC dal costo a 4 zeri. 15 audiofili esperti statunitensi sono stati coinvolti in un esperimento in doppio cieco: hanno alternativamente ascoltato un FIIO Taishan ed un DAC americano da 10.000 dollari. Il risultato, che io mi aspettavo ma che molti hanno trovato sorprendente, è stato un sostanziale pareggio tra i due oggetti.

 

E allora?😅

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Membro_0013
2 minuti fa, bambulotto ha scritto:

Ora si scatenerà l'inferno....

 

E' quello che mi aspetto. E' per questo che ho parlato di "provocazione". Nel mondo reale sarebbe solo un'osservazione empirica, ma nel nostro "strano mondo" certe asserzioni sono pericolose

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20 minuti fa, Don Giuseppe ha scritto:

le differenze di costo tra i DAC spesso non si traducono in una maggior qualità del DAC più pregiato rispetto a quello meno pregiato, ma in semplici differenze di firma sonora, e che spesso un DAC da 500 euro può essere benissimo preferito ad uno da 5000 euro, se si apprezza una firma sonora rispetto ad un'altra.

Perfettamente d'accordo con te.

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cactus_atomo

indac non sono tuti uguali, ci sono quelli enormi, quelli lillipuziani, quelli portatili, quelli con  telecomando, per non parlare dei diversi chhip a bordo. Certo tra tutti i componenti attivi di una catena hifi, l differenze tra dac sono quelle che probabiomente pesano meno

In una catena entry difficilmene le differenze tra dac saranno significative, (non ho detto inesistenti), in una catena molto estremizzata potrebbero essere evidenti (ma anche no).

Una mia amica mi ha regalato una bottiglia di Barolo di ottima cantina perchè a lei i rossi coposi nn piacciano, io ho gusti differenti, ma non è che per queso lei ha torto

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tarantolazzi
1 ora fa, Don Giuseppe ha scritto:

è stato un sostanziale pareggio tra i due oggetti.

E allora?

Sono allineato con il tuo punto di vista (non sono tutti uguali, ma ci possono essere sorprese....) e anch'io acquistai un Wadia, X-64-4, abbinato peraltro alla sua meccanica ormai defunta.   Soddisfattissimo, usata per anni, senonche' per la curiosita' di usare un DAC con entrata USB per la musica liquida, mi sono procurato degli economici SMSL Su-8 e poi

anche SU-9 (per via del MQA).  Mah, il Wadia continua a piacermi e lo tengo nell'impianto in quanto secondo me suona un po' meglio dei cinesi (SMSL), mentre il SU-9 fa il suo lavoro per la liquida e l'audio-video. La differenza (collegati in coassiale ad una meccanica CD) tra SMSL e Wadia c'e' (l'ho sempre riscontrata in cinque raffronti alla cieca), ma non e' certo eclatante, solo una scena un po' piu' ampia e una maggiore "grassezza" armonica del Wadia. Tutto qui, i soliti 2 cents.

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Membro_0013
1 minuto fa, 31canzoni ha scritto:
40 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

Certo tra tutti i componenti attivi di una catena hifi, l differenze tra dac sono quelle che probabiomente pesano meno

Ecco e con questa considerazione che condivido al 100% si potrebbe una volta per tutte mettere la museruola alle polemiche.

 

E in effetti è così. E aggiungerei che  siamo nel 2021, non nel 1985, per cui la tecnologia digitale è talmente matura (e, aggiungerei, obsoleta per quanto riguarda i vecchi 16 bit e 44,1 khz dei CD) da avere appiattito le differenze tra apparecchi digitali che 30 anni fa erano ben più marcate rispetto a oggi.

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52 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

Certo tra tutti i componenti attivi di una catena hifi, l differenze tra dac sono quelle che probabiomente pesano meno

parole sante 🙂

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@giaietto puoi ben dirlo 🙂 

Il tema cross che è emerso è quanto sia difficile attribuire un valore ad un DAC. A volte, IMVHO, parliamo proprio di sfumature. Quanto poi ognuno sia disposto a pagare queste sfumature, oppure quanto queste sfumature possano "valere",  è un altro tema.

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Summerandsun

Sarebbe a questo punto interessante "catalogare" i dac per tipo di sonorità (caldo, analitico, ecc), poi fare confronti all'interno delle categorie indipendentemente dal prezzo.

Magari scopriremmo che la scelta va fatta in base a connessioni a noi necessarie e affidabilità (costruzione).

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@Don Giuseppe

Carissimo,  da musicista quale sono ti posso confermare al 100% quello che hai detto:  è la "cifra sonora" che fa la differenza,  e non la "cifra del prezzo".

Aggiungici anche la sinergia col resto della catena,  ed il gioco è fatto:  nel contesto "X" il dac "A" da 500 euro con determinate caratteristiche può essere tranquillamente preferito al dac "B" da 10k euro, che magari invece viene preferito nel contesto "Y".

E consideriamo che,  come dice giustamente anche @cactus_atomo , le differenze nel digitale sono comunque sfumature (a meno di avere tra le mani oggetti progettati mali o malfunzionanti...).

Bye,

Max

  • Melius 2
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