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Vier letzte Lieder - incisioni?


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2 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Quella della Netrebko con Barenboim sul podio è dimenticabile assolutamente, anche se padronissimo @jakob1965 di farsela piacere

 

Ciao - non ho mica detto che me la faccio piacere - ho scritto che ho il CD che è ben inciso  - poi ne ho altre 3 e appunto ho aperto il thread per captare pareri ed opinioni su altre incisioni - tutto qui. Se posso cosa trovi di " dimenticabile " in quella della Netrebko - Baremboim ? Se vuoi - mi piace approfondire - rimanendo sull'argomento senza andare sul personale - ti ringrazio   

2 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

A mio avviso bella quarto quella della splendida Lucia Popp con Tennestedt, giustamente citata da Peppe …

 Ecco - questa mi ispira - la Damrau mi piace parecchio 

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@jakob1965 La mia era una nota ironica, il farsela piacere intendo, perché basta ascoltare la citata Janowitz con Karajan per capire quanto la cantante russa, splendida voce (dal vivo se ne apprezza la potenza e la bellezza, ha ragione Moz, su disco ne esce sempre un po’ sacrificata… a parte il suo primo album con Abbado, Sempre Libera, Abbado che la scoprí e la lanciò proprio con quell’album..) sia completamente “fuori ruolo” per i quattro canti che Strauss riempie di struggente malinconia…e Barenboim non “approfondisce” il disegno sinfonico di Strauss, ma fa un po’ troppo da “accompagnatore”, con poche idee personali …. Poi. Per carità, i gusti sono gusti.. e a te e a molti altri può piacere anche questo approccio a Strauss…

Abbado invece, seppure in territorio assai più congeniale alla Annuska, riesce a condurla a braccetto, in maniera gentile, in luoghi che lui ben conosce.. e lei poi condivide il percorso sonoro..

Con Barenboim non accade… ahimè..

 

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Pero’ non e’ stato Abbado a lanciare la Netrebko ma Gergiev che se la portava a Roma a inizio anni 90 lei ventenne, quando ogni anno faceva un festival russo magnifico coi suoi del kirov e i cecilier. Il trionfo internazionale avvenne con la Traviata di Slz nel 2005, splendido spettacolo fra l’altro di Willy Decker.

Ma era in ascesa anche prima seppur in ruoli piu’ belcantistici 

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@mozarteum Parlavo di lancio discografico, perché alla DG fu Abbado che la propose all’allora CEO e con Abbado infatti fece il suo primo album d’esordio… 

Peraltro è l’unico album (o quasi) in cui si capisce la bellezza e la potenza di quella voce… circa 20 anni fa… ormai..🥲

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Abbado peraltro, a differenza di Karajan, ha sempre avuto la “mano santa” nell’individuare giovani talenti e a farli crescere …. 
Da sempre, a dire il vero, ma in particolare nei suoi ultimi anni… e penso alla Yuia Wang o al giovanissimo Lisiecki (al teatro Manzoni a Bologna, con Abbado sul podio:  fantastico!) 

Per non parlare della violinista Isabelle Faust, una delle due o tre più grandi viventi…

Giusto per fare due o tre esempi…

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3 ore fa, mozarteum ha scritto:

Pero’ non e’ stato Abbado a lanciare la Netrebko ma Gergiev

secondo te è vero il racconto che lei per pagarsi gli studi faceva le pulizie nel teatro dove appunto Gergiev dirigeva? Non mi ricordo più dove ho letto questo ma magari era una boutade

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3 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Abbado peraltro, a differenza di Karajan, ha sempre avuto la “mano santa” nell’individuare giovani talenti e a farli crescere …. 

 

Ma Karajan non ha un poco scoperto o diciamo promosso la Mutter e il Kissin? Io ho questo ricordo  

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Romanzata sta cosa. Avra’ preso una scopa in mano per pulire il pavimento del proprio camerino da qualche capello caduto. Lei e’ molto pratica e amabile per la sua schiettezza. Anche ora e’ una diva molto simpatica. La seguo un po’ sul canale Instagram, sempre spiritosa e carina anche nelle manifestazioni

Adesso, jakob1965 ha scritto:

Ma Karajan non ha un poco scoperto o diciamo promosso la Mutter e il Kissin? Io ho questo ricordo 

Si ma come numero Abbado molto di piu’ bisogna dargliene atto

  • Thanks 1
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Il 05/09/2025 at 17:40, jakob1965 ha scritto:

Ma Karajan non ha un poco scoperto o diciamo promosso la Mutter e il Kissin? Io ho questo ricordo  

Per la Mutter è proprio così come hai scritto: Karajan rimase molto colpito da quella adolescente che suonava il violino già come una grande virtuosa…

E però…e però… le registrazioni della Mutter con Karajan sono tutte di buona caratura artistica (eccetto le Quattro Stagioni per la EMI, che proprio non se ponno sentì! eppure Abbado le aveva registrate a Londra con Kremer poco prima, e pur non essendo ancora “filologiche”, erano e sono registrazioni molto molto belle!).

Buon livello è vero, ma mai eccezionale… non una solo di quelle registrazioni rimane fra i riferimenti assoluti (non miei di sicuro, ma mi pare neppure della critica mondiale..).

Ascoltata dal vivo diverse volte… e purtroppo per lei sempre a breve distanza dalla Mullova: lei sí che per tecnica e interpretazione è stata davvero una grande! E la Mullova è stata una “protegè” di Abbado (anche compagna di vita, poi…).

Kissin però no, non è stato scoperto da Karajan: è stato un bambino prodigio famoso in Russia già a 11 anni (i due concerti di Chopin sono registrazioni fatte a Mosca dal Kissin adolescente..).

Detto questo, la personalità di Karajan era debordante, così che anche geni assoluti come Zimerman si trovano sempre un po’ in difficoltà a “dire la loro”…

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11 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Detto questo, la personalità di Karajan era debordante, così che anche geni assoluti come Zimerman si trovano sempre un po’ in difficoltà a “dire la loro”…

In effetti i concerti in la minore di Schumann e Grieg sono generici, tutt'altro che memorabili. Zimerman avrà modo di rifarsi con Bernstein nei due di Brahms e in Beethoven...

In ottica DG fare debuttare il giovane solista promettente con 'il più grande direttore del mondo' era abile operazione commerciale e serviva per far conoscere il proprio cavallo di razza. Il più celebre dei concerti per pianoforte: I di Ciaikovsky; talentuoso pianista russo giovanissimo con l'aspetto di ragazzino: Kissin; il direttore più famoso e più grande del mondo: HvK. Non sempre si trovava l'alchimia giusta e si generava la scintilla che faceva divampare il fuoco dell'arte.

Richter aveva brutti ricordi del Triplo Concerto con Karajan, assieme a Oistrakh e Rostropovich, che riteneva troppo esteriore per imposizione del direttore, che ricordava più interessato alla foto da mettere sulla copertina (lui concentrato serioso, i tre russi dietro e col sorriso da ebete) che al resto...a me però la registrazione non dispiace, e il Triplo non è così brutto come talora si dice. 

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@Lolparpit certamente sono d’accordo con te, per quello che ho scritto prim.

È pur vero che a volte l’opinione dell’interprete, pur musicista supremo come Richter, non coincide con quella di noi ascoltatori e dei critici. In questo caso: a mio avviso sia il Triple Konzert che il Concerto di Tchaikovsky vedono nel binomio Karajan-Richter un risultato sublime, forse proprio perché hanno punti di vista diversi sull’interpretazione di quei pezzi e ne addivengono a quello che “ai loro occhi e alle loro orecchie’ è un compromesso… ma che nella realtà dei fatti è invece un capolavoro! Non so se sono riuscito a spiegarmi. Sta di fatto che il concerto di Tchaikovsky che Richter esegue sotto la bacchetta di’ Mravinsky, pure supremo interprete del compositore russo, non ha la stessa magia di quello con Karajan sul podio.

Faccio un altro esempio: in una vecchia intervista Pollini si dispiaceva del fatto che aveva fatto pochi concerti con Karajan e nessuna registrazione…se non una live proprio del concerto di Schumann..

Pollini “sentiva” che il connubio con Karajan sarebbe stato fantastico… peccato che proprio quella registrazione di Schumann riveli quanto invece il risultato sotto la bacchetta di Abbado sia enormemente migliore… 

Diceva, Pollini, che anche con Böhm si trovava un po’ in difficoltà per l’età avanzata del maestro austriaco… Eppure tutte le registrazioni di Pollini con Böhm, ad iniziare dal quarto e quinto di Beethoven e poi i concerti di Mozart, sono registrazioni capolavoro di assoluto riferimento (almeno per me sono le migliori, senza se e senza ma, di tutta la discografia mondiale da me conosciuta..).

Insomma..non sempre l’opinione del musicista coincide con quella degli ascoltatori e dei critici… e io aggiungo..per fortuna! Perché a volte l’interprete non si accorge dell’effetto di “somma positiva” che hanno due modi diversi di vedere quel brano, fra solista e direttore dico..

  • Melius 1
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4 ore fa, SimoTocca ha scritto:

“ai loro occhi e alle loro orecchie’ è un compromesso… ma che nella realtà dei fatti è invece un capolavoro! Non so se sono riuscito a spiegarmi. Sta di fatto che il concerto di Tchaikovsky che Richter esegue sotto la bacchetta di’ Mravinsky, pure supremo interprete del compositore russo, non ha la stessa magia di quello con Karajan sul podio.

Condivido tutto: anch'io trovo splendido l'esecuzione Karajan-Richter, più della collaborazione con Mravinsky, che il buon Sviatoslav diceva di ammirare immensamente, ma che forse lo metteva troppo in sudditanza psicologica. 

Credo poi che certi giudizi di Richter su Karajan fossero dovuti a incompatibilità caratteriali: penso che trovasse in Karajan quel tipo di uomo di potere che non amava (c'era oltre al musicista il manager...). Lo stesso Richter disse di non essersi mai dedicato alla direzione di orchestra perché il direttore, a sua dire, 'deve amare il potere', e lui non era fatto così.

Piccola osservazione a margine: mi sembra che la figura di Richter stia poco cadendo nel dimenticatoio, e non so bene spiegare il perché. Mi capita di parlare con amici (pochi in realtà) e il nome del pianista russo (ucraino...) si sente sempre meno...

 

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Richter è stato, e rimane ancora oggi, uno dei pianisti più grandi di sempre.

Per noi “posteri” (io l’ho ascoltato però moltissime volte dal vivo, anche perché lui veniva volentieri a Firenze agli Amici della Musica…) Richter ha un po’ il “difetto” di Celibidache: la sua eredità discografica è frammentaria e frammentata….Ha registrato un po’ per tutte le etichette ma poco per ciascuna … La DG, che ha tirato punto fuori di recente i lost tapes, ha avuto una collaborazione saltuaria e discontinua con Richter… mentre con Gilels ha realizzato progetti compiuti 🥺che rimangono pilastri della discografia (penso ai due concerti di Brahms con Jochum, alle sonate di Beethoven, al Mozart con Bohm..tanto per dire..). Lo stesso vale per la EMI, con cui ha registrato tre concerti negli anni 60/70 (mitico quello con Carlos Kleiber sul podio, seppure per un brano “minore” come il concerto di Dvorak) più i due (Mozart e Beethoven) con Muti in anni più recenti…

Idem per la Decca e poi per la Sony/RCA… Insomma una eredità discografica discontinua e frammentata…per cui via via che passa il tempo se ne perde un po’ la memoria… questo secondo me, ovviamente…

 

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