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Questo pazzo pazzo mondo


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Gaetanoalberto
6 ore fa, garmax1 ha scritto:

Poi continua così l'avvenimento 

È stata soccorsa ''subito, da un meraviglioso studente che lo ha  bloccato. Rispetto ad alcuni post a favore della remigrazione, pubblicati sui social dalla professoressa, e sul fatto che il giovane che l'ha salvata è di origine congolese, la prof risponde: "Non c'è nulla di incongruente tra un'idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano". Quindi la pensa sempre allo stesso modo sulla remigrazione? "Certo - afferma Marsilio -. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinque". 

Qui il pensiero è abbastanza diverso da quel che si diceva prima.

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https://melius.club/topic/26180-questo-pazzo-pazzo-mondo/page/40/#findComment-1839474
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Massaggi, auto di lusso, gioielli acquistati nelle boutique più prestigiose della Versilia. E, soprattutto, la possibilità dichiarata di spendere fino a 30 mila euro in una sola giornata. Era questa la vita da sogno descritta in televisione da un uomo finito ora al centro di un controllo dei finanzieri di Viareggio. 

Proprio un'apparizione televisiva avrebbe attirato la loro attenzione, perché quel tenore di vita mostrato davanti alle telecamere non sarebbe risultato compatibile con quello che emergeva, al contrario, dalle dichiarazioni dei redditi del diretto interessato. 

Da qui sono partiti gli accertamenti, poi estesi all'associazione sportiva dilettantistica che l'uomo, secondo quanto ricostruito dalla Gdf, aveva guidato nel tempo come dipendente e rappresentante legale. In cinque anni l'associazione, secondo le Fiamme Gialle, avrebbe omesso di dichiarare redditi per circa 377 mila euro. Un meccanismo costruito – questa la tesi accusatoria - sfruttando il regime fiscale agevolato riservato agli enti senza scopo di lucro. 

L'associazione, che operava nel settore delle palestre, avrebbe utilizzato un sistema di fatturazione tra società collegate per far emergere solo una parte dell'attività. Per la Guardia di finanza, però, di solidaristico ci sarebbe stato ben poco. A rendere più evidente la natura commerciale dell'attività ci sarebbe stata anche una seconda società, sempre riconducibile allo stesso rappresentante legale. 

Attraverso i canoni per la locazione dei macchinari, sostiene la Gdf, somme consistenti sarebbero state spostate fuori dalla palestra. L'associazione aveva inoltre creato un proprio marchio e vendeva ai clienti anche merchandising di lusso. Elementi che, per gli investigatori, non si conciliavano con lo status di associazione senza scopo di lucro. 

Al termine degli accertamenti, l’associazione è stata quindi riqualificata come impresa commerciale, con il conseguente disconoscimento delle agevolazioni fiscali di cui aveva beneficiato.

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