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Etichette "economiche" jazz. E' tutto da buttare? Oppure...


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Discogs è una buona fonte, con un minimo di competenze e (ahimè) tempo a disposizione, si riesce a portare a casa materiale interessante. È anche molto pericoloso (per la carta di credito). Non sono abbastanza bravo a fare "affari" però riesco (quasi sempre) a prendere quello che mi interessa in quel momento. È fondamentale darsi delle regole e decidere, prima, quanto si vuole spendere per quello che si cerca.

Ciao 

D.

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giorgiovinyl
15 minuti fa, damiano ha scritto:

Discogs è una buona fonte, con un minimo di competenze e (ahimè) tempo a disposizione, si riesce a portare a casa materiale interessante. È anche molto pericoloso (per la carta di credito). Non sono abbastanza bravo a fare "affari" però riesco (quasi sempre) a prendere quello che mi interessa in quel momento. È fondamentale darsi delle regole e decidere, prima, quanto si vuole spendere per quello che si cerca.

Ciao 

D.

Il mio problema è che più che altro che rispettino la gradazione delle condizioni di ascolto. Non riesco ad apprezzare veramente un vinile se non è near mint. Ecco perché prendo spesso le ristampe. Recentemente ho comprato Blow Against the Empire prima stampa tedesca da un venditore Svedese 100% giudizi positivi ma non è near mint come pubblicizzato. Sto risolvendo con un rimborso parziale ma che palle e dire che avevo già una stampa UK anni 70 ma VG anche se completa di inserto con i testi.

Se trovassi i dischi che mi interessano near mint sarei pure disposto a spendere anche se sempre con giudizio.

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Purtroppo è lo scotto che si paga, che tutti pagano prima o poi, acquistando dischi usati: l'opinione del venditore sulle condizioni di disco e copertina, sovente non coincide con quella dell'acquirente.

A me è capitato più di una volta.

Alberto.

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giorgiovinyl
13 ore fa, hiroshi976 ha scritto:

Che poi, non me ne vogliate, il ragionamento o il termine "cidile" credo lasci il tempo che trova oggi. Certo su incisioni d'epoca dove il master iniziale era per forza di cose in analogico, posso capire che si possa avere la pretesa di volere il riversaggio da tale formato, sul vinile. Ma tutti i vinili moderni, derivati al 100% da master digitale che facciamo non li compriamo? Io penso che si possa convivere con un vinile inciso da un buon master digitale, se vengono rispettati dinamica e qualità.

Innanzitutto scusami per questa diatriba nel tuo thread ma ci sono stato tirato per i capelli da una esposizione non veritiera di una discussione di un paio di anni fa che tra l'altro ritenevo morta e sepolta. Poi mi sembra di essermi comunque attenuto all'argomento del thread

Il termine cidili sarà un po' forte, il copyright è di Alberto 😀, ma l'ho usata solo per fare capire che non si può giudicare acriticamente superiore il cd al vinile quando non conosci neanche le migliori edizioni analogiche.

Quanto ai vinili moderni è tutto un altro discorso qui il master è nella stragrande maggioranza dei casi indubbiamente digitale. Ti spiego come mi comporto io, senza assolutamente pretendere che sia l'unico modo di procedere.

Mi ascolto la novità in streaming, se dopo più ascolti continua a piacermi, prendo in considerazione l'acquisto del vinile, ma solo dopo essermi documentato in rete se il vinile è ben riversato, suona bene e se è ben stampato.

Purtroppo ormai anche le stamperia è una variabile importante, ci sono dischi ben suonanti rovinati da stampe rumorose o con difetti di stampaggio.

Mi rendo conto che ci sono forumer che non accettano il mio modus operandi oserei dire per presa di posizione ideologica.

E comprano vinili come si faceva negli anni 70 e 80, ma allora i dischi erano tutti analogici e mediamente ben stampati ora è un casino. 

Col senno di poi anche allora avrei dovuto avere un po' di attenzione in più, per esempio comprare una stampa UK se il gruppo era British invece di quella italiana che costava meno, ma allora era un adolescente con pochi soldi e non c'erano certo tutte le informazioni disponibili oggi. 

 

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giorgiovinyl
56 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

Purtroppo è lo scotto che si paga, che tutti pagano prima o poi, acquistando dischi usati: l'opinione del venditore sulle condizioni di disco e copertina, sovente non coincide con quella dell'acquirente.

A me è capitato più di una volta.

Alberto.

Come ti sei regolato?

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@giorgiovinyl hai ragione al 100%. È il dubbio che avevo anche io; poi mi sono lanciato. Ed ho dovuto anche sorprendermi, racconto un episodio: ho fatto un ordine, per alcuni titoli di musicisti italiani: Rava, Gatto, Eddy Palermo, ecc. ad un venditore italiano, tutti NM o M. Inizia la procedura, pago e, ad un certo punto ricevo una e-mail dal venditore che mi dice: "scusami ma il disco di Gatto mi sono accorto che è VG+ e non NM, te lo mando lo stesso e lo depenno dal conto". E cosa vuoi dirgli ad uno così; gli ho immediatamente fatto un nuovo ordine di valore (almeno) doppio dell'ordine precedente.

È anche vero che a volte mi è capitato di ordinare qualcosa che poi non si è trovata, ma non più di un paio di volte; ed i venditori corretti ti chiedono di aspettare a pagare per verificare.

Ciao 

D.

PS. Siamo molto OT, chiedo scusa.

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@giorgiovinyl La prima volta ho dato un feedback negativo, ma mi sono reso conto di aver sbagliato perché ho ricevuto a mia volta un feedback negativo, e questo ha abbassato la percentuale dei miei feedback positivi. In altre occasioni ho tenuto il disco senza lamentarmi, segnandomi però il venditore per non ricaderci. Una volta ho chiesto ed ottenuto il rimborso della metà di quanto pagato (dopo un bel po' di mail e contro-mail), ma proprio perché le condizioni del disco erano state palesemente sovrastimate.

Ora compero soltanto Mint o Near Mint, giusto per limitare le possibilità di errore da parte del venditore.

Tutti sanno che le condizioni di un disco Mint o Near Mint devono essere molto prossime a quelle del disco sigillato. Quel che mi fa veramente girare le palle è che quando sono io a vendere un disco, cosa che accade moolto raramente, sono estremamente corretto e tendo immancabilmente a sottostimare le condizioni di vinile e copertina.

Alberto.

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giorgiovinyl

Forse siamo O.T. ma a me sembra che la discussione  abbia preso una piega interessante.

Chiedo all'autore del thread@hiroshi976 se gli va bene che continuiamo a parlare di Discogs o se preferisce che apro un thread apposito

  • Melius 1
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@giorgiovinyl

Io mi sono sempre regolato così:

i più corretti nella valutazione, di solito (impossibile generalizzare, i cog…ni sono ovunque) sono olandesi, tedeschi e inglesi (da cui non compro più, però);

non compro da svedesi e italiani

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giorgiovinyl

Degli 

Il 12/3/2022 at 20:02, gorillone ha scritto:

Io mi sono sempre regolato così:

i più corretti nella valutazione, di solito (impossibile generalizzare, i cog…ni sono ovunque) sono olandesi, tedeschi e inglesi (da cui non compro più, però);

non compro da svedesi e italiani

Degli inglesi ho ottimi ricordi quando compravo su eBay anni 2000. Tra l'altro allora il cambio era favorevole e le spese di spedizione basse. 

Mai avrei immaginato che gli svedesi non fossero affidabili

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giorgiovinyl
Il 12/3/2022 at 21:26, damiano ha scritto:

fantastico! Io compro quasi esclusivamente dagli italiani ed evito, se possibile, i tedeschi. Molto buoni anche i pochi greci.

Esperienze diverse evidentemente

Perché eviti i tedeschi? Dimmi dei greci, che esperienza hai avuto?

 

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9 ore fa, giorgiovinyl ha scritto:

Perché eviti i tedeschi? Dimmi dei greci, che esperienza hai avuto?

I tedeschi danno sempre l'impressione che ti stiano facendo un favore e se fai domande rispondono palesando che sono scocciati  che ti stiano dedicando tempo. Hanno (quasi sempre) tempi di spedizione, come dire, imprevedibili. Alcuni venditori greci mi hanno mandato le foto dell'imballo pronto che stava uscendo per andare in posta.

Ciao 

D.

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smarmittatore
Il 11/3/2022 at 17:55, giorgiovinyl ha scritto:

Per quanto riguarda i cd Blue Note è chiaramente una sciocchezza sesquipedale che suonino meglio dei Blue Note Classic che si trovano a prezzi normali, per non parlare di altre edizioni più costose. 
Però con poca spesa e tanta resa vanno cercate le prime edizioni in cd, i cosiddetti Ron McMaster dall’ingegnere del suono che li curò. Da evitare invece i successivi RVG Edition. 

Come non sottoscrivere 

@Jackhomo

@Jackhomodi Dio, se esiste, c'è ne è uno solo, e difficilmente ha tempo per scrivere qui... 

Però vedo che chi ha tempo da perdere c'è... 

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In tema con il titolo del thread, quello che mi chiedo è perché alcune etichette economiche (brutte, sporche e cattive), riescono spesso a presentare i loro prodotti con una veste più che decente, mentre altre blasonate cadono spesso in difetti più o meno evidenti. Stavo ad esempio ascoltando i dischi di un cofanetto Wagram Music, che immagino faccia parte delle etichette non consigliate, 3 dischi pagati poco più di 13 euro, perfettamente piani, con anche un poster allegato. Secondo il mio orecchio, forse un po' scrauso, non suonano male, magari simil CD, ma per quel prezzo, io li ricomprerei subito.

  • Melius 1
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