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Melius Club

Se in Italia venissero soppresse le festività di Pasquetta e del 25 aprile....


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Gaetanoalberto
41 minuti fa, ferdydurke ha scritto:

tacere. Io ho pagato molto di più di quello che riceverò, magari si potesse passare ad un sistema privato come il USA

Ma tu in quale sistema pensionistico sei inserito? Perché in Italia quello che dici non è possibile, a meno che non punti alla premorienza ed anche lì da verificare...

  • Melius 2
16 ore fa, mom ha scritto:

come reagirebbero gli italiani?  Due giornate importanti sia per quello che ricordano che per le ottime possibilità che offrono, approfittando di qualche ponte,di godersi, dopo mesi di clausura o quasi, un po' di libertà, di fare primi viaggi, soggiorni marini o montani sfruttando le giornate più luminose. 

Da noi, per ora non c'è questo spauracchio ma è una delle proposte fatte dal primo ministro francese Bayrou. (in Francia il loro 25 aprile si festeggia l'8 maggio). Lo ha fatto presentando il piano del bilancio 2026.

Immediata la risposta dei sindacati: prima mobilitazione il 10 e seconda, generale, giovedì, 18 settembre.

Ovviamente la contestazione comprende tutto il piano del bilancio che presenta pesanti  sacrifici . Comunque prima ci sarà il voto di fiducia e... chissà cosa succederà. 

Io, tornando a noi, sarei molto contraria all'abolizione di queste due festività  perché le pur brevi opportunità di vacanza sono una vera manna per il turismo e l'economia di tutto il Paese. Per questo non comprendo ... e ciò vale ovviamente anche per la Francia. Chi mi aiuta?

Via il 25 aprile, e via pure il 2 giugno: ma al loro posto inseriamo come festività nazionale l’8 settembre: così commemoriamo degnamente la più grande balordaggine della nostra storia.

 

un saluto, BB

2 ore fa, Panurge ha scritto:

Il miracolo italiano anche da quello è partito, eravamo i cinesi d'Europa.

Vero, i nostri genitori non si sono certo risparmiati. I tempi però sono cambiati, col benessere le persone hanno anche valori al di fuori del riscatto economico e sociale, e ci sono aziende che fanno fermi produttivi perché non riescono a vendere. Chi vende già assume o aumenta le ore di lavoro, quindi non è che abolendo qualche festività automaticamente il PIL ne guadagna...

23 ore fa, mom ha scritto:

godersi, dopo mesi di clausura o quasi, un po' di libertà,

Una delle possibili disgrazie, nella vita, è fare un lavoro che non ti piace.

:

Se quando sei al lavoro ti senti "in clausura" non è che con due giorni in più di ferie risolvi.

:

A proposito di ferie: quando nel secolo scorso si abolirono alcune festività queste vennero sostituite con giorni di riposo compensativi e ci sono buone probabilità che oggi si farebbe lo stesso.

:

p.s. credo che l' abolizione del 25 aprile in Italia sia peggio che fanta politica, se un governo ci provasse credo sia già pronta l'insurrezione armata.

  • Moderatori
22 ore fa, mozarteum ha scritto:

come si alimenta il monte destinato ai pensionati attuali e ai pensionandi dei prossimi 20 anni?

 

Basterebbe stringere i cordoni alla sanità pubblica come già sta avvenendo così si crea nel tempo una selezione naturale.....

1 ora fa, best_music ha scritto:

Una delle possibili disgrazie, nella vita, è fare un lavoro che non ti piace.

Andrebbe ridimensionato anche il mito del lavoro che piace.

Si fa perche’ si deve e perche’ si guadagna, in qualche caso bene.

Poi il lavoro in se’ potrebbe anche essere interessante, ma cio’ che e’ spesso indigesto e’ il contorno.

ricordiamoci poi che il lavoro “che piace” e’ spesso oggetto di competizione quanto piu’ e’ gratificante sotto l’aspetto economico.

E il contorno e’ quello consueto della commedia umana: invidie, maldicenza, contrasti, aspettative, paturnie varie, occasionali solidarieta’, soddisfazioni servili (cosa altro e’ mettere a servizio il proprio cervello per cose d’altrui interesse - assai maggiore del nostro vantaggio- di cui senza remunerazione nulla ci calerebbe)?

 

  • Melius 1
8 ore fa, mozarteum ha scritto:

ridimensionato anche il mito del lavoro che piace.

Parla per te. Dirò di più, che a certi livelli, quando sei "ancora in gioco" la competizione può addirittura essere parte del divertimento. Ma anche quando, per carattere o per le condizioni della posizione aziendale o le vicende personali, "in gioco" non ci sei o non ci sei più puoi sempre goderti lo spettacolo...

:

Certo che se hai la disgrazia di essere un laureato in lettere antiche che sta nel retro di qualche ufficio a pigiare le dita sulla tastiera (una volta si sarebbe detto a timbrare pezzi di carta) soffri in primis per avere una iper-formazione del tutto inutile, anzi, del tutto incongrua, con il lavoro che stai facendo e se non hai una mentalità portata all' ascetismo, alla sublimazione del banale quotidiano con una ricca vita interiore, farai una vita d' inferno.

:

E' che per amare il lavoro essere un po' ingenui in fondo aiuta quasi come essere competenti, mentre dalla formazione pubblica (università e non solo) il rischio di uscire molto svegli e poco competenti è veramente alto.

2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Il punto è che queste festività diventano spesso i pilastri su cui appoggiare intervalli piuttosto lunghi. I più scorretti allungano ancora con malattie.

Stai descrivendo una realtà di lavoro che conosci bene? :classic_biggrin: (NB annotazione non rivolta a te personalmente ma a quanto hai visto intorno a te :classic_biggrin:)

Perfetto, sintetico compendio di molti eminenti testi di sociologia sulla scuola italiana :classic_ohmy:

Applicazione dei sacri dogmi del parlar democristiano = 10 con lode :classic_smile:

20 ore fa, Guru ha scritto:

E se lavorassimo sempre, come i cinesi?

Questa sarebbe una ottima idea, da attuare immediatamente.

Spiace veramente per chi, come me, e' già in pensione e non potrebbe più contribuire attivamente alla cosa.

 

  • Haha 2
21 ore fa, piergiorgio ha scritto:

O il capodanno, altra festa inutile 

Preciso, rileggendo la risposta data di getto al post del buon Paolo: 'altra' non e' assolutamente riferita al Natale ma ad altre festività, appunto, che ritengo inutili.




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