Questo è un messaggio popolare. mozarteum Inviato 14 Settembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 14 Settembre 2025 Ho la sensazione che si tenda a dare eccessivo spazio ai social come fattore di condizionamento della vita ordinaria. Uscendo al mattino, vedo sorrisi ed educazione al bar, gente che lavora, in alcuni ambiti grande eleganza di forme e modi, iniziative pubbliche e private di solidarieta’, ragazzi che studiano, progettano. Certo ci sono realta’ emarginate ma in quale epoca non vi sono state? A volte pare che viviamo in mezzo agli unni. A me non risulta 5
Questo è un messaggio popolare. piergiorgio Inviato 14 Settembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 14 Settembre 2025 Prova ad uscire di sera... 6
iBan69 Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 @mozarteum i social, volente o nolente, sono ormai una componente fondamentale, della vita di oggi, che arriva a condizionarla e in molti casi a manipolarla. Alcune persone sui social, tolgono la maschera di ipocrisia che indossano nella vita reale e danno espressione ai loro pensieri. Nascosti dall’anonimato è facile arrivare a dire/scrivere, cose che si pensano, ma non si direbbero nella vita reale. Ma, per fortuna, esistono ancora le convenzioni della vita sociale, il rispetto, la buona educazione, le osservazione delle regole, ecc…. anche se non per tutti, da quello che vedo in giro. Far finita che tutto sia normale, è un po’ come nascondere il problema, che realmente esiste, e che i social anno cambiato il mondo, in peggio.
Questo è un messaggio popolare. mozarteum Inviato 14 Settembre 2025 Autore Questo è un messaggio popolare. Inviato 14 Settembre 2025 No mi ritiro sempre con ombrello e busta di latte verso le 17.30 5
Questo è un messaggio popolare. gibraltar Inviato 14 Settembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 14 Settembre 2025 Credo anch'io che la situazione reale sia quella descritta da @mozarteum. Sui social ho una mia personalissima teoria: credo siano strutturati per generare uno stato d'ansia perenne, una continua... "incazzatura" contro un ipotetico nemico non sempre (anzi, quasi mai) ben identificato, sì da fare insorgere un senso di generale insoddisfazione. Cui prodest? In primis a chi con le false necessità indotte ci guadagna bei soldini. Non è secondario poi l'aspetto che una persona insoddisfatta è anche insicura. È una persona insicura è più facilmente manipolabile e sensibile ai pifferaio magici diffusi un po' ovunque. 3
ferdydurke Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 16 minuti fa, mozarteum ha scritto: A volte pare che viviamo in mezzo agli unni. A me non risulta Si conosce una piccola parte della realtà sociale, quella che abitualmente si frequenta. Poi quando leggi il giornale ti accorgi che le cose sono un pelino diverse 1
wow Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 18 minuti fa, mozarteum ha scritto: Ho la sensazione che si tenda a dare eccessivo spazio ai social come fattore di condizionamento della vita ordinaria. Uscendo al mattino, vedo sorrisi ed educazione al bar, gente che lavora, in alcuni ambiti grande eleganza di forme e modi, iniziative pubbliche e private di solidarieta’, ragazzi che studiano, progettano. Certo ci sono realta’ emarginate ma in quale epoca non vi sono state? A volte pare che viviamo in mezzo agli unni. A me non risulta Bravo Roberto, pensavo la stessa cosa stamattina.
gibraltar Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 1 minuto fa, ferdydurke ha scritto: Si conosce una piccola parte della realtà sociale, quella che abitualmente si frequenta. Poi quando leggi il giornale ti accorgi che le cose sono un pelino diverse I giornali però riportano con grande clamore notizie e fatti che, nella stragrande maggioranza dei casi, non rispecchiano la realtà diffusa. 1
claravox Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 @gibraltar Beh ogni tanto un furtarello ai Parioli lo fanno. 1
mozarteum Inviato 14 Settembre 2025 Autore Inviato 14 Settembre 2025 Ma solo oggetti di valore. Amazon ha tolto convenienza alla ricettazione delle ‘mbroglie presenti nelle case dell’italiano medio, il Grande Atterrito.
stefano_mbp Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 I social rappresentano le cose come una foto: una istantanea in un particolare momento/contesto . Ad arte poi una serie di personaggi non qualificabili tende a enfatizzare e generalizzare tali momenti, è come fare statistica con 1/2 osservazioni (ovvero n=1/2) su un milione ovvero del tutto inattendibile. Chi si fida dei social, e magari li amplifica pure, non capisce molto e manca del più elementare senso critico e spesso di una minima cultura di base.
Velvet Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 È anche questione generazionale. I social che per noi hanno scarsa o nulla importanza (a parte qualche invornito) per un 20-30enne sono parte integrante della vita e del mondo. Perciò se noi possiamo in parte godere di un mondo depurato dalla nefandezza social usando gli occhi e le orecchie, non è detto sia lo stesso per le generazioni nate dentro di essi. 1
wow Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 17 minuti fa, gibraltar ha scritto: I giornali Ci sono anche giornali e giornali. Alcuni sono i portavoce del ministero della paura, contribuiscono a creare il clima descritto nei precedenti interventi e così riescono a portare a casa la pagnotta. Altri giornali, di destra o di sx, se ben scritti, per esempio il foglio, per parlare di un giornale certamente non schierato a sx, consentono di leggere qualche interessante intervento, di poterci riflettere, di curare la tendenza diffusa all'analfabetismo funzionale e magari di migliorare il proprio italiano. Nulla a che vedere con lo studiato sensazionalismo dei radio-serva stampati, che, polarizzando, radicaleggiando, parlando esclusivamente di cronaca nera, mirano a infondere la visione distorta e claustrofobica di cui si parla relativamente ai social. 1
piergiorgio Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 10 minuti fa, gibraltar ha scritto: I giornali però riportano con grande clamore notizie e fatti che, nella stragrande maggioranza dei casi, non rispecchiano la realtà diffusa. Con grande clamore non direi, si limitano a descrivere i fatti. Perlomeno questo riscontro sui quotidiani locali dove viene riportata la cronaca di tutti i giorni nella provincia in cui abito. Spaccate e rapine a mano armata nei negozi in pieno giorno in centro a varese sono realtà; aggressioni e violenze anche nelle cittadine minori, soprattutto di sera, non dico che oramai è normalità ma quasi. 1
briandinazareth Inviato 14 Settembre 2025 Inviato 14 Settembre 2025 34 minuti fa, mozarteum ha scritto: Ho la sensazione che si tenda a dare eccessivo spazio ai social come fattore di condizionamento della vita ordinaria. Uscendo al mattino, vedo sorrisi ed educazione al bar, gente che lavora, in alcuni ambiti grande eleganza di forme e modi, iniziative pubbliche e private di solidarieta’, ragazzi che studiano, progettano. Certo ci sono realta’ emarginate ma in quale epoca non vi sono state? A volte pare che viviamo in mezzo agli unni. A me non risulta Sono d'accordo con te, viviamo il paradosso di vivere in un mondo florido, con molta meno violenza e disagio rispetto a quasi sempre nella storia umana, con un livello di salute e buon invecchiamento mai visto ecc. eppure siamo talmente incattiviti dall'effetto dei social (ma non solo) che il dibattito pubblico e la psicologia di tanta gente è focalizzata su all'universo (e quindi anche la politica). Senza che ci rendiamo conto che tutto quello che diamo per acquisito e certo, dalla pace alla prosperità e alla sicurezza, può scomparire molto in fretta se non arginiamo quello che probabilmente è semplicemente un bug delle nostre menti, non adatte ad essere bombardate in questo modo. Forse la questione è banale e legata a come siamo fatti. Mi chiedo se ci sia in punto in cui ci possa essere una maggiore consapevolezza complessiva di questo nostro limite e quindi una qualche reazione positiva. Ma in n questo forse seguo più una voglia di speranza. Nel frattempo continuo a vedere gli amici con gioia, vivo una vita più che soddisfacente e alla fine, anche perché non ho figli che probabilmente innescano altrepreoccupazioni per il futuro, mi godo il bello di questo mondo che, per chi ha il privilegio di non n essere in guerra o in situazioni di sopravvivenza, ha molte più cose buone che orrende 1
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