wow Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 2 minuti fa, Roberto M ha scritto: Calabresi https://www.repubblica.it/politica/2025/09/16/news/tajani_calabresi_mario_commento-424848848/ Roberto, da amico: mi astengo dal continuare a discutere in modo così banale con te. Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1594983 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Xabaras Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 9 minuti fa, wow ha scritto: https://www.repubblica.it/politica/2025/09/16/news/tajani_calabresi_mario_commento-424848848/ Roberto, da amico: mi astengo dal continuare a discutere in modo così banale con te. Che schifo, mamma mia. Chissà se dal vivo si permette di dire cose del genere. 🤮 @wowquoto te per non quotare il troll. 1 Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1594995 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. wow Inviato 21 Settembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato 21 Settembre 2025 Charlie Kirk, perché non ha senso confrontarsi con chi diffonde discorsi d’odio 19 Settembre 2025 Marina Nasi https://www.valigiablu.it/charlie-kirk-turning-point-usa-discorsi-odio/ . “Prove me wrong”, dimostrami che ho torto. Oltre che un meme, il titolo di un brano del 2008 e una chiosa da social network, questa era la frase che giganteggiava alle spalle di Charlie Kirk il giorno in cui è stato assassinato. Quella alla Utah Valley University era la prima delle dieci tappe previste per il suo The American Comeback tour, nuova edizione dell'ormai consueto format in cui Kirk si recava nei campus universitari statunitensi per farsi sfidare dagli studenti in gare di dibattito. Gli incontri erano ripresi e ripubblicati in rete, dove poi venivano ulteriormente sezionati e ricondivisi dagli utenti, tra miniclip e maxicompilation che mostravano gli scambi più viralizzabili. Buona parte della fama di Kirk derivava proprio da questi dibattiti-show, da cui sembrava sempre uscire vincitore non solo grazie alle proprie doti dialettiche ma anche in virtù di interlocutori spesso assai meno allenati di lui e dell’editing. . Negli Stati Uniti la tradizione dei dibattiti accademici affonda le sue radici nel XIX secolo, quando nelle literary societies delle università gli studenti discutevano di temi culturali, politici e morali in incontri formali già regolati. Con il tempo, questo confronto orale ha assunto forme più definite e oggi sono ancora molto popolari gli intercollegiate debates (gare intercollegiali), in cui squadre di studenti si sfidano sistematicamente secondo formati codificati. Fanno parte di questa tradizione organizzazioni come la National Debate Tournament e la Cross Examination Debate Association (CEDA) hanno contribuito a stabilire regole rigorose in fatto di tempi, argomentazioni, arte retorica e giudizi finali, in cui eccellono, per esempio, team storici come quelli di Yale o della University of Southern California. Tuttavia, ciò che un tempo era principalmente un esercizio educativo (allenamento del pensiero, della ricerca, della dialettica) corteggia oggi evoluzioni che accentuano la competitività e la spettacolarizzazione, talvolta a scapito della cura del contenuto o del confronto riflessivo. E qui si inserisce la versione ancora più “pop” degli ultimi tempi, inclusa la forma ibrida del format portato da Kirk (che non aveva mai terminato i propri studi universitari) nei campus americani. Ma la contemporanea arte del dibattito, anche nella sua spettacolarizzazione spinta all’eccesso, non va certo ascritta al solo Charlie Kirk: dai campus è migrata su YouTube, riproducendosi in nuove forme sempre più votate all'intrattenimento. La scorsa estate, il giornalista britannico-statunitense Mehdi Hasan è diventato virale sui social media per un video intitolato “1 progressista contro 20 conservatori di estrema destra". Nel video, Hasan siede al centro di un cerchio composto da venti persone pronte a scattare al segnale stabilito per correre a posizionarglisi di fronte e intavolare con lui una discussione. Mentre un partecipante parla, gli altri hanno la possibilità di sventolare una bandierina rossa (sì, proprio una “red flag”, ma senza ironia) e quando queste bandiere raggiungono la maggioranza scatta il cambio: avanti il prossimo. Per un'ora e quaranta minuti, si vede un sempre più sbalordito Hasan confrontarsi con estremisti vari, tra chi si dichiara fieramente fascista e nostalgico di Francisco Franco e chi giustifica a più riprese l'uccisione dei bambini palestinesi da parte dell'esercito israeliano. Tra le persone che si alternano nei brevi faccia a faccia, non manca chi ricorda al giornalista di venire da una famiglia di immigrati (Hasan è di origine indiana), chi dice che i bianchi sono nativi americani e chi lo invita ad andarsene dagli Stati Uniti. Da notare che Hasan non è uno sprovveduto, quando si tratta di dibattiti: oltre a essersi formato al Christ Church College di Oxford e distinto nella stessa Oxford Union, la società di debating dell’Università britannica, è anche autore del libro Win every argument. The art of debating, persuading and public speaking (Henry Holt and Company, 2023). Infatti il suo sconcerto non era tanto dovuto alla difficoltà di argomentare quanto al trovarsi di fronte a simili argomenti su una pubblica arena. “1 progressista contro 20 conservatori di estrema destra” fa parte della serie Surrounded, format di punta della casa di produzione Jubilee Media, specializzata in game show e, appunto, gare di dibattito. In un solo anno di vita (da notare che il primo video della serie vedeva al suo centro proprio Charlie Kirk), il modello “uno contro tutti” di Surrounded ha già sfornato perle come “un repubblicano contro 25 elettori di Kamala Harris”, con l'influencer di estrema destra Ben Shapiro nel ruolo del repubblicano, o “Un conservatore contro 20 femministe”, laddove il conservatore in questione è Candace Owens, commentatrice politica e youtuber anch'essa di estrema destra che lo stesso Kirk a un certo punto ha dovuto allontanare da Turning Point Usa, di cui era stata direttrice della comunicazione, per un commento in cui poco velatamente simpatizzava con Hitler. Non tutti i video di questa serie puntano sul personaggio celebre: bastano anche titoli su temi divisivi come “Un teenager liberal contro 20 trumpiani” o spericolati come “Un poliziotto contro 20 criminali”. Oltre a Surrounded, il canale YouTube di Jubilee offre anche il format “Middle Ground”, in cui si sfidano due opposte fazioni: “Con o senza figli”, “Sinistra contro MAGA”, “Pro o contro Elon Musk”, “Femministe contro trad wives”. Ovviamente gli altri canali non stanno a guardare e si adattano allo spirito dei tempi: il New York Post ospita la serie Face your hater, Vice ha il proprio format di dibattiti, l'attivissima content creator cristiana Michelle Daf ha sul proprio YouTube un format di debating, chiamato The Bridge, assolutamente indistinguibile (se non per l'enfasi su temi religiosi) da Middle Ground, e via dicendo. Tra i titoli più sorprendenti di quest'ultimo, troviamo Scienziati contro terrapiattisti, divisione che sembrerebbe indurre a pensare che le due posizioni siano sullo stesso piano di legittimità. . E qui arriva il primo problema: format come questi rischiano di creare false equivalenze tra fazioni opposte che, però, equivalenti non sono. Mettere, come ovviamente è già stato fatto, “un dottore contro 20 antivaccinisti” o “no vax contro vaccinisti”, è sicuramente garanzia di spettacolari scambi di battute, ma è anche un modo abbastanza subdolo di delegittimare principi e posizioni sostenute dai fatti e dalla scienza aprendosi al confronto con teorie del complotto e antiscientiste. Uno spettatore informato e in vena di un certo tipo di intrattenimento può anche godersi lo spettacolo per poi andare oltre, ma una persona con pochi strumenti culturali e scarsa capacità di discernere tra notizie fondate e fake news diventa preda dell'argomentazione più suggestiva. E poiché stiamo pure sempre parlando (anche) di intrattenimento, questa idea del dibattere con tutti, unita al bisogno di fare visualizzazioni, regala visibilità a personaggi estremi e troll vari, sdoganandoli come interlocutori politici e personaggi pubblici. E arriviamo al secondo problema. Dibattere di un argomento, mettendo gli uni di fronte agli altri pro e contro una determinata posizione, ha un ruolo “educativo” o è spettacolo puro? E poi: nelle discussioni, specie in quelle pubbliche e destinate al consumo di un pubblico generalista, ha davvero la meglio chi riporta i fatti e offre le argomentazioni più solide, il rigore dei dati, il sostegno della statistica? Banalmente, basterebbe dare uno sguardo a qualche flame da social network per constatare che raramente si verifica questa felice circostanza. Ma anche molti studi, soprattutto nella branca della psicologia comportamentale, ribadiscono che a portarci verso una determinata opinione, tantomeno ad avvicinarci a una sorta di verità, non bastano il ragionamento e la logica. Secondo Daniel Kahneman, premio Nobel e autore del classico dell'economia comportamentale Pensieri lenti e veloci, la mente umana arriva a un'opinione e opera una scelta in base a un impasto di emozioni, esperienze personali, presentazione delle informazioni, bias, euristiche e poi, sì, anche il ragionamento logico. Assieme al collega Amos Tversky, già vari decenni fa Kahneman ha elaborato una “teoria delle decisioni”, più nota come “teoria del prospetto”, che, benché originariamente delimitata al campo economico, può essere facilmente estesa ed è infatti stata ripetutamente ripresa e citata, anche riguardo al modo in cui, nel corso di una discussione, ci facciamo influenzare dall'una o dall'altra parte. Tra i principali fattori che fanno sì che un argomento risulti vincente, ci sono, per esempio, il bias di conferma (cerchiamo informazioni che consolidano quella che è già la nostra opinione di base), il cosiddetto “effetto di mera esposizione” o “principio di familiarità” (tendiamo a prendere maggiormente in considerazione un argomento che abbiamo già sentito ripetere in precedenza), la tendenza innata a semplificare questioni complesse, il “framing”, ovvero i tanti modi in cui una stessa informazione viene presentata (Una frase come «La possibilità di sopravvivenza un mese dopo l'operazione è del 90%» non fa lo stesso effetto di «La mortalità a un mese dall'operazione è del 10%»). Insomma decidere se si è pro o contro un certo principio o un dato assunto non dipende solo da fatti oggettivi ma da chi ne parla, da come ne parla, da quando ne sentiamo parlare, dalla cornice che racchiude determinate affermazioni e da tutte le approssimazioni, emozioni e scorciatoie mentali che abitano la nostra mente anche quando pensiamo di stare ragionando lucidamente. Oltre a ciò bisogna considerare l'aggressività, l'inseguimento del rage-baiting, la facile tentazione di cavalcare rabbia e tensioni sociali, che i partecipanti a questi confronti-spettacolo, pur tra saluti cordiali, strette di mano e apparente aderenza a regole di confronto civile, cavalcano più che fieramente. Ed ecco quindi che, più che palestre di idee, le gare pubbliche di dibattito e i dibattiti-show su YouTube diventano arene dove contano la performance e la vittoria, non la comprensione, alimentano logiche da tifoseria, riducono temi delicati e complessi a contenuti virali da consumare, rendono plausibili altrimenti opinioni aberranti. Contano la risposta veloce, la domanda a trabocchetto, la frase sopra le righe che strappa l'applauso, il momento gotcha (“ecco, ti ho fregato”) da rendere virale. Non è un caso che i video più popolari abbiano titoli che promuovono la logica dell'annientamento dell'avversario, con keywords come “distruggere” ed “eviscerare”. . Questa spettacolarizzazione del dibattito e della dialettica non solo condiziona i nostri consumi culturali, ma produce un immaginario politico in cui discutere equivale a lottare fino ad annientare chi la pensa diversamente. Una deriva che non può non riguardare molto da vicino la parabola di Kirk, che di questo sistema è stato figura centrale. Hasan Piker, influencer turco-statunitense e commentatore politico di sinistra che avrebbe dovuto partecipare a un faccia a faccia con Kirk alla fine del mese, è il primo a mettere in dubbio l'efficacia di questi dibattiti. O quantomeno a mettere in guardia sul significato che avevano i dibattiti-show del fondatore di Turning Point USA, come ha dichiarato di recente al Guardian. «Bisogna essere cauti nell’interpretare la predilezione di Kirk per i dibattiti come un autentico tentativo di impegnarsi in un argomento significativo», spiega Piker al quotidiano britannico, aggiungendo che «Lo scopo ultimo di questo tipo di cultura del dibattito, fatta di sequenze video focalizzate, non è in realtà quello di raggiungere una qualche verità nascosta attraverso il discorso o il metodo socratico, ma piuttosto quello di umiliare ritualisticamente i propri interlocutori». Eppure, ancora oggi, nel paese in cui la libertà di parola ha appena subito l'ennesimo colpo autoritario con la cancellazione del programma Jimmy Kimmel Live! proprio in seguito a un'analisi delle reazioni repubblicane all'omicidio Kirk, sono in tanti a ricordare le tournée dell'estremista come lodevoli occasioni di confronto dialettico e di scambio di idee. Per esempio lo ha fatto, all’indomani dell’assassinio, il giornalista Ezra Klein sul New York Times, con un articolo intitolato “Charlie Kirk praticava la politica nel modo giusto” che ha suscitato molte critiche, proprio in virtù dei discorsi d'odio che caratterizzano quella politica, mettendo in pericolo persone o gruppi marginalizzati. Come scritto su Liberal Currents da Cameron Cummins-Smith: Kirk non era dalla parte di chi sosteneva la possibilità di fare politica in America. Era dalla parte di chi promuove gli obiettivi politici della destra attaccando i suoi avversari di sinistra con ogni mezzo necessario. Il politicamente corretto: un falso mito creato dalla destra per attaccare la sinistra In un recente articolo del New Yorker, il critico culturale Brady Brickner-Wood spiega che ciò che rende i video-dibattiti in stile Surrounded o Prove me wrong particolarmente attuali «è il modo in cui cercano di antropomorfizzare internet, trasformando il discorso incendiario in una sorta di gioco di ruolo dal vivo». L'articolo, datato 8 agosto, prosegue con delle domande: «E se l’account di meme che pubblica contenuti radicali di destra potesse parlare? - si chiede Brickner-Wood - E se il thread su Twitter che descrive la misoginia perenne di Trump fosse una persona? E se queste forze si incontrassero, nella vita reale, per un po’ di combattimento linguistico malriuscito?». Un mese dopo la risposta è arrivata, e il combattimento è andato molto oltre il piano linguistico. Il “dimostrami che ho torto” non è arrivato con una fine argomentazione dialettica, ma con un colpo d'arma da fuoco. E il giochino di mettere costantemente in risalto posizioni sempre più estreme e discorsi di odio sempre più legittimati, per intrattenimento o calcolo politico, potrebbe avere contribuito non poco a togliere allo scambio di idee un ulteriore strato di umanità. 3 Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595013 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 @wow Il marito della Pelosi, 82 anni, fu preso a martellate da un esaltato maga che intendeva aggredire sua moglie, ma non vi fu alcuna reazione. La violenza è condannata soli se proviene dalla parte avversa a Trump. Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595025 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
solitario Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 E' anni che vado dicendo, che la fortuna degli americani è che bene o male, sanno gestire le armi che hanno in casa, ora è arrivato uno che ne legittima l'uso a proprio favore , sta spingendo verso la dittatura l Ameirica con tutte le conseguenze del caso, in quanto a kirk, è un danno collaterale, lo stasso che lui andava predicando nei suoi dibattiti, ma mentre lui ne parlava e predicava, non mi sembrache ci siano state tutte queste condanne nell'uccisione di più studenti nelle scuole americane, in quanto in Italia , KIrk è ad uso e consumo dello sciacallaggio politico, questi manco sapevano chi era, mai sentito parlare di lui dai vari esponenti, prima della sua morte? Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595042 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
wow Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 20 minuti fa, Savgal ha scritto: marito della Pelosi, 82 anni, fu preso a martellate da un esaltato maga che intendeva aggredire sua moglie, ma non vi fu alcuna reazione. ma non è stato neanche ucciso (per sua fortuna) e quindi ineligible for martyrdom & sanctification. Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595049 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 1 ora fa, Roberto M ha scritto: negli USA, oggi, si rischia il licenziamento, la perdita del visto e l’espulsione per gli stranieri, oltre alla bannatura a vita per l’ingresso I liberali me li ricordavo diversi. Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595053 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
briandinazareth Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 31 minuti fa, Savgal ha scritto: marito della Pelosi, 82 anni, fu preso a martellate da un esaltato maga che intendeva aggredire sua moglie, ma non vi fu alcuna reazione. Beh, kirk la reazione la ha avuta, sull'aggressore del marito della Pelosi: “And why is he still in jail? Why has he not been bailed out? By the way, if some amazing patriot out there in San Francisco or the Bay Area wants to really be a midterm hero, someone should go and bail this guy out. I bet his bail’s like 30[,000] or 40,000 bucks. Bail him out, and then go ask him some questions.” Poi dicendo che voleva criticare le politiche di rilascio su cauzione... come sempre fanno questi personaggi , l'importante che il messaggio passi, poi nascondono pelosamente la mano. perché è ancora in carcere? Perché non è stato rilasciato su cauzione? A proposito, se là fuori a San Francisco o nella Bay Area c’è qualche fantastico patriota che vuole davvero essere un eroe delle elezioni di metà mandato, dovrebbe andare a pagargli la cauzione. Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595058 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 1 ora fa, Roberto M ha scritto: indicandolo come un criminale, un nazista, un suprematista, un razzista. Invece era un socialdemocratico, ma incompreso. PS Nel momento in cui è stato colpito stava accusando i transgender di essere i maggiori autori di stragi, il che oltre ad essere incitamento all'odio, è falso. Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595072 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 I suoi dibattiti nei campus universitari lo avevano reso famoso, ma anche discusso, per le posizioni radicali e soprattutto per i continui attacchi alla comunità LGBTQIA+. Celebre la sua definizione delle persone transgender come “un pulsante dito medio a Dio”. In un comizio, aveva dichiarato: «La questione che credo sia così contraria al nostro senso comune, così contro la legge naturale e, oserei dire, un pulsante dito medio a Dio, è questa faccenda transgender che sta accadendo in America proprio adesso». Non si era fermato lì: citando la Bibbia (Deuteronomio 22:5) aveva sostenuto che le identità trans fossero “un abominio agli occhi del Signore”. Attaccò pubblicamente la nuotatrice Lia Thomas, rivolgendosi a lei con il nome anagrafico e dicendole: «Sei un’abominio davanti a Dio». Nel 2022 aveva spinto ancora oltre la sua retorica, affermando che “il movimento transgender è una fase introduttiva per spingerti a spogliarti della tua umanità e fondere il tuo corpo con le macchine”, descrivendo il tutto come un mix tra Ready Player One e Inception. Queste parole, diventate virali sui social e più volte criticate come retorica d’odio, hanno contribuito a legittimare l’idea che l’esistenza queer fosse “contro natura”. Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595076 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 L'anno scorso, una tiktoker cristiana, Ms Rachel, ha fatto un complimento positivo alla comunità LGBTQ, dicendo che devono essere amati e accettarsi per quello che sono. Ha citato Levitico 19:18, che dice di amare il prossimo tuo come te stesso. Nel podcast, Charlie Kirk risponde così: "in una parte meno citata, nella stessa parte di riferimento della Bibbia, Levitico 18 'chi giace con un altro uomo sarà punito con la morte per lapidazione'. Dico solo. Il capitolo precedente afferma la legge perfetta di Dio quando si tratta di moralità sessuale". Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595078 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Panurge Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 Aveva trovato un buon modo per fare soldi, perché di quello si tratta. 2 Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595079 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 Purtroppo non ho la celebre capacità di analisi introspettiva dei testi sviluppata dai cow boy mentre conducono le mandrie giù per la Salt Lake Valley. Nella mia ignoranza, quando un fanatico della Bibbia parla di "legge perfetta di Dio", ha detto tutto. 1 Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595080 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Roberto M Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 51 minuti fa, briandinazareth ha scritto: perché è ancora in carcere? Perché non è stato rilasciato su cauzione? A proposito, se là fuori a San Francisco o nella Bay Area c’è qualche fantastico patriota che vuole davvero essere un eroe delle elezioni di metà mandato, dovrebbe andare a pagargli la cauzione. @wow Vedi come con le menzogne si costruisce a tavolino un mosto dipingendo gli un bersaglio sulla schiena ? Come falsificano le frasi stravolgendone il significato ? Come l’ha riportata Brian (che si limita a copiare le falsificazioni dem) sembra quasi che Kirk ha “giustificato” la violenza a Pelosi. Ed invece è l’esatto contrario ! . Ancora una volta basta una semplice interrogazione a chat GTP per rendersene conto: Domanda: La frase attribuita a Kirk a commento dell’aggressione del marito della Pelosi “perché è ancora in carcere? Perché non è stato rilasciato su cauzione? A proposito, se là fuori a San Francisco o nella Bay Area c’è qualche fantastico patriota che vuole davvero essere un eroe delle elezioni di metà mandato, dovrebbe andare a pagargli la cauzione” e’ vera ? Sì — la frase che hai riportato appare essere corretta, o quantomeno fondata su una citazione reale di Charlie Kirk riguardo all’aggressione a Paul Pelosi. Ecco cosa emerge: ✅ Cosa sappiamo FactCheck.org conferma che, in un episodio del suo show del 31 ottobre 2022, Charlie Kirk ha detto qualcosa di molto simile a ciò che hai riportato. Il contesto è che Kirk critica le politiche di rilascio su cauzione (“cash bail / bail policies”) e usa l’attacco a Paul Pelosi per fare un punto su come certe persone restano in carcere mentre altri vengono rilasciati in attesa del processo. Kirk ha detto frasi tipo: “Why is he still in jail? Why has he not been bailed out? By the way, if some amazing patriot out there in San Francisco or the Bay Area wants to really be a midterm hero, someone should go and bail this guy out. I bet his bail’s like 30[,000] or 40,000 bucks. Bail him out, and then go ask him some questions.” Nella medesima dichiarazione Kirk dice che pensa che l’attacco sia “awful” (orribile) e “not right” (non giusto) — cioè, non sta dicendo che l’aggressione sia accettabile, ma sta usando la situazione per criticare le politiche del sistema giudiziario. ⚠️ Cosa va precisato / interpretato Non è una frase che giustifica l’attacco o sostiene la violenza, ma piuttosto un invito provocatorio — “se qualche patriota fosse disposto a pagare la cauzione” come esempio di critica al sistema. L’attaccante (David DePape) era già in custodia, e successivamente è stato condannato a pene severe (30 anni federali, vita statale senza possibilità di liberazione condizionale) per i reati compiuti. Kirk, come riportato, ha detto chiaramente “non lo sto qualificando” (cioè, non sto approvando l’aggressione), ha detto che è “orribile” e “non giusto” — quello che sta mettendo in discussione è l’efficacia e la coerenza delle politiche di cauzione e del rilascio in attesa del processo. Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595089 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
appecundria Inviato 21 Settembre 2025 Condividi Inviato 21 Settembre 2025 4 minuti fa, Roberto M ha scritto: dovrebbe andare a pagargli la cauzione” e’ vera ? Sì — la frase che hai riportato appare essere corretta, o quantomeno fondata su una citazione reale di Charlie Kirk Sbaglio o ti ha dato torto? Link al commento https://melius.club/topic/26512-le-indagini-sul-caso-kirk/page/14/#findComment-1595093 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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