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Melius Club

Esplose le auto dí Ranucci e figlia davanti alla loro abitazione


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Gaetanoalberto
7 ore fa, UpTo11 ha scritto:

Io non credo, sarà che ne ho le tasche piene di candidature allodola. Poi tutto può essere.

Molto improbabile che il PD consenta di nuovo candidati indipendenti dal sottobosco di segreteria. Al momento vanno di moda le alleanze allodola.

Grodinsky

Questo è il post di Ranucci, e che credo valga proprio la pena di leggere, perché il collegamento con le morti violente è articolato in modo piuttosto potente. 

 

LA VOCE CHE SPAVENTA
Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza. Muoiono tutti nello stesso identico modo — non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l'ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta.

appecundria

 

Paolo Mieli: “Ora viene il bello, perché c’è qualcuno che voleva danneggiare il conduttore”.

“Ho conosciuto Lavitola a ottobre, quando un’amica mi portò al ristorante Cefalù. Da allora ci sarò tornato varie volte, forse cinque o sei”. A raccontare questa storia è Paolo Mieli, ex direttore del Corriere della Sera. Perché oltre a Sigfrido Ranucci, il ristorante di Valter Lavitola era frequentato da molti politici e giornalisti. 

 

Le cose sono due: o nel ristorante di Lavitola si mangiava straordinariamente bene pur non apparendo in nessuna delle guide più autorevoli, oppure l'atmosfera volemose bene e " a' Fra chetteserve?" era funzionale ai vecchi arnesi del fitto intreccio fra giornalismo, affarismo e politica che permea la capitale da sempre. 

mozarteum

Se fosse un gran ristorante, visto che non e’ lontano da dove abito, l’avrei conosciuto.

Devo dire per la verita’ che quando io e mia moglie decidiamo di mangiare fuori non andiamo mai vicino casa perche’ sembra che non si e’ fatta la spesa a casa. Per dare alla serata la connotazione di specialita’ occorre un po’ di ammuina (in questa citta’ non si trova mai parcheggio, guarda che qua e’ riservato ai disabili, nossignore niente fiori, dotto’ accattatev’ i calzini)

appecundria
36 minuti fa, Velvet ha scritto:

Resta valida l'opzione 2, ovvero era un ambiente conosciuto

Ma figurati, è una cosa normalissima a Roma. Esistono diversi di questi locali, chissà quanti governi si sono fatti e disfatti sui tavoli di una trattoria romana. E carriere militari, civili e ecclesiastiche.

Con Mieli si davano del tu e dopo cena Lavitola lo accompagnava con la sua macchina.

Insomma, che Ranucci bazzicasse questo genere di locale mi pare più che normale. L'azzeccosità tra i due è invece anomala.

L'avesse vantata solo il Lavitola, sarebbe nel profilo del personaggio, che lo dica anche Ranucci tradisce grande ingenuità. 

43 minuti fa, appecundria ha scritto:

L'avesse vantata solo il Lavitola, sarebbe nel profilo del personaggio, che lo dica anche Ranucci tradisce grande ingenuità. 

 

Non escluderei un certo coinvolgimento affettivo che vada oltre la semplice amicizia.

Soprattutto da parte del giornalista.

Spiegherebbe l'ingenuità.

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