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Melius Club

...ma la cosiddetta "scena sonora" in fondo cos'è e come verrebbe percepita ?


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3 minuti fa, dec ha scritto:

Le informazioni spaziali contenute in un ascolto live (prendiamo ad esempio la cattedrale già citata, che tipicamente ha soffitti altissimi) non sono riproducibili correttamente da un impianto stereo perchè manca, e non potrebbe essere altrimenti, ogni informazione relativa all'altezza dei suoni.

Alla fine tutto si riduce al bilanciamento tra  campo diretto e campo riverberato, con la relativa sensazione di maggiore o minore lontananza delle sorgenti sonore rispetto alla linea degli altoparlanti.

Diverso il discorso per gli impianti multicanale, dove la cosa è teoricamente fattibile.

Corretto, tuttavia la verticalità è possibile ottenerla (migliorarla) con le riflessioni che provengono dal soffitto che, se troppo assorbente, tende a costiparla

...dovremmo attenerci a questo: Leo L. Beranek, uno dei padri fondatori di questa disciplina, ha proposto un insieme di attributi sonori (o subjective attributes) per descrivere la qualità acustica percepita delle sale da concerto e degli ambienti per la musica
Tra questi, un gruppo importante riguarda la spazialità del suono, cioè come l’ascoltatore percepisce la distribuzione spaziale e l’ambienza del campo sonoro

1 minuto fa, ilmisuratore ha scritto:

Corretto, tuttavia la verticalità è possibile ottenerla (migliorarla) con le riflessioni che provengono dal soffitto che, se troppo assorbente, tende a costiparla

Scusami Tom ma non c'è niente da migliorare quando un'informazione non esiste.

E' una cosa inventata dall'interazione ambiente d'ascolto-diffusori, magari piacevole ma falsa. 

E' come quando alcuni dicono "ho una scena che va ben oltre i diffusori" non capendo che è un artificio dell'ambiente che nella registrazione non esiste: il limite fisico dello stereo sono i due diffusori L e R e se hai utilizzato un qualsiasi mixer  da palco o in studio sai benissimo cosa intendo.

32 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Dal vivo c'è amalgama...ma non è che appare tutto confuso

 

Assolutamente no, non confuso, ma dai contorni "sfumati". 

Poi ripeto, ci sono tanti modi di fare un disco. 

Non ce n'è uno più giusto di altri.

Al massimo c'è il modo che ci piace di più.

Come dice @OLIMPIA2 la spazialità è molto ricercata dagli audiofili.

 

 

3 minuti fa, dec ha scritto:

Scusami Tom ma non c'è niente da migliorare quando un'informazione non esiste.

E' una cosa inventata dall'interazione ambiente d'ascolto-diffusori, magari piacevole ma falsa. 

E' come quando alcuni dicono "ho una scena che va ben oltre i diffusori" non capendo che è un artificio dell'ambiente che nella registrazione non esiste: il limite fisico dello stereo sono i due diffusori L e R e se hai utilizzato un qualsiasi mixer  da palco o in studio sai benissimo cosa intendo.

Hai centrato il punto, si...è un artificio che verte ad ingannare il cervello per un informazione che di fatto non è presente 

6 minuti fa, one4seven ha scritto:

 

Assolutamente no, non confuso, ma dai contorni "sfumati". 

Poi ripeto, ci sono tanti modi di fare un disco. 

Non ce n'è uno più giusto di altri.

Al massimo c'è il modo che ci piace di più.

Come dice @OLIMPIA2 la spazialità è molto ricercata dagli audiofili.

 

 

Senza dubbio la "scena sonora" è molto ricercata dalla comunità audiofila, ma l'errore sta nel ricercarla ovunque...anche quando non è presente, e l'ulteriore errore è che se in una registrazione non è presente "scena sonora" e l'impianto non la riproduce...ecco che l'impianto non va bene

Ci sono tanti modi di fare un disco, però personalmente faccio il tifo per i dischi che emulano il contesto dell'evento, senza spettacolarizzazioni particolari :classic_smile:...un esempio: preferisco un pianoforte ripreso a "distanza dovuta" e non sentire i martelletti come fucilate e le corde che vibrano per 48 minuti causa una microfonazione a pochi cm dentro lo strumento

Nel primo caso si otterrebbe uno straccio di parvenza spaziale con un corretto compromesso strumento/locale...mentre nel secondo caso si farebbe la radiografia alla parte meccanica dello strumento, ma solo quella

4 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

preferisco un pianoforte ripreso a "distanza dovuta" e non sentire i martelletti come fucilate

Condivido le tue preferenze. Un esempio di pianoforte in ripresa ravvicinata è il celeberrimo "Quadri di un esposizione" di Ivo Pogorelich, se ben ricordo edito dalla DG, dove sembra di essere seduti in braccio al pianista (respiri e rumorini dello sgabello inclusi). Eccellente quanto personale interpretazione del pianista croato, in ogni caso godibilissima, sia chiaro.

  • Melius 1
16 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

senza spettacolarizzazioni particolari

 

La batteria è uno tra gli strumenti più usati per creare spazialità. 

Ci sono molti dischi in cui la batteria ha un panning esasperato, larga quanto è lo è l'intera "scena".

Dal vivo non esiste quella roba.

Però in riproduzione ha il suo perché. 

È goduriosa da ascoltare così.

Live e registrato/riprodotto sono due mondi a se, con obiettivi diversi.

Vedi anche lo stesso esempio del piano che fai tu.

Personalmente non mi ci spacco la testa.

E se c'è un po' di "spettacolo" sui dischi, a me va più che bene.

E se non c'è fa lo stesso.

 

  • Melius 1

Scena, spazialità, ambienza, ricostruzione ambientale non fa differenza. Esiste dal vero come, talvolta più limitata, nei dischi.

Mi spiego: se hai a 2 metri il sassofonista e il batterista a 7 metri lo capisci. Se il pianista è a sinistra mentre il contrabbassista e' sulla destra lo senti. Dal vivo e se la registrazione è buona anche in riproduzione. 

Si ricollega al concetto di olografia ossia di tridimensionalità.

Sopra, sotto, destra, sinistra, avanti , indietro sommato alle giuste dimensioni degli strumenti e al corretto timbro. 

A volte succede che tutto vada per il giusto verso e le registrazioni sono memorabili.

 

3 minuti fa, one4seven ha scritto:

 

La batteria è uno tra gli strumenti più usati per creare spazialità. 

Ci sono molti dischi in cui la batteria ha un panning esasperato, larga quanto è lo è l'intera "scena".

Dal vivo non esiste quella roba.

Però in riproduzione ha il suo perché. 

È goduriosa da ascoltare così.

Live e registrato/riprodotto sono due mondi a se, con obiettivi diversi.

Vedi anche lo stesso esempio del piano che fai tu.

Personalmente non mi ci spacco la testa.

E se c'è un po' di spettacolo sui dischi, a me va più che bene.

 

...senza dubbio non mi sono mai lamentato del prodotto finito, men che meno dei tecnici che lo decidono

Come tutti ho le mie preferenze, e al massimo faccio le mia scelte

p.s a me la batteria larga quanto tutta la scena non piace :classic_biggrin:

24 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Senza dubbio la "scena sonora" è molto ricercata dalla comunità audiofila, ma l'errore sta nel ricercarla ovunque...anche quando non è presente, e l'ulteriore errore è che se in una registrazione non è presente "scena sonora" e l'impianto non la riproduce...ecco che l'impianto non va bene

Ti faccio un esempio. L'altra sera sono andato a sentire il Messiah di Haendel in una chiesa di medie dimensioni. Ti assicuro che la scena, o come la si vuol chiamare, c'era tutta. Io stavo a 5 metri dal direttore d'orchestra e a 4 da tenore, basso, soprano e mezzo soprano. Poi davanti al direttore c'erano gli archi, violini a sinistra in due file di 4 elementi ognuna, 2 viole al centro e sulla destra 2 violoncelli e un contrabbasso. Più indietro i fiati composti da 2 oboe e 2 trombe e sulla destra un fagotto, i timpani e il continuo. Indietro sulla sinistra i 12 soprani e a destra i 10 contralti. Infine in fondo sulla sinistra 7 tenori e sulla destra 6 bassi. Tralasciando la maestosità dell'alleluia irriproducibile dalla totalità degli impianti da me ascoltati, quello che colpiva, era la perfetta collocazione degli artisti e la naturalezza del timbro e della microdinamica.

Capisco che la sala col suo naturale riverbero amplificasse la coralità, ma la disposizione fisica dei vari gruppi permetteva di percepire i piani sonori come strati in profondità, non semplicemente stereo sinistra-destra come avviene negli impianti hifi, dove c'e' solo una minima parvenza di profondità, anche chiudendo gli occhi. 

Ora tornando al nostro hobby, data per scontata la bonta' della registrazione, ti chiedo se questa riproduzione scenica puo'essere solo una questione relativa alla disposizione dei diffusori in ambiente o se comunque e' un limite invalicabile se non si hanno a disposizione sale di grosse metrature.

 

3 minuti fa, bluenote ha scritto:

ti chiedo se questa riproduzione scenica puo'essere solo una questione relativa alla disposizione dei diffusori in ambiente

...no, non è soltanto una questione legata alla disposizione

Disporre alla fine non è un grosso problema

Abbiamo a conoscenza il cosiddetto "triangolo"

Abbiamo a conoscenza la "certa distanza dalle pareti" ...e aggiungiamo anche la simmetria del locale

Ma siccome c'è anche altro...ti assicuro ad esempio che con diffusori disposti ad angolo ho ottenuto suoni parecchio tridimensionali, molto piu rispetto ad alcune configurazioni sulla carta "da manuale" (sulla carta)

Ritengo fondamentali il corretto equilibrio del campo riflesso nella zona di Initial Time Gap (ITG) come lo è l'energia riflessa dalle pareti in funzione del tempo, ma soprattutto quello di eliminare le interferenze distruttive dal crosstalk cancellation...fenomeno assai degradante per una corretta ricostruzione del palcoscenico poichè lo scambio di informazioni acustiche tra i due canali crea confusione e cancellazione di informazioni presenti per la ricostruzione stessa

L'informazione acustica del canale destro NON deve pervenire nel canale sinistro e viceversa

  • Thanks 1
6 minuti fa, bluenote ha scritto:

Leggevo che su alcuni siti tipo OpenAIR e' possibile scaricare file IR di chiese, sale da concerto, studi, da poter inserire nei convolver dei software di riproduzione. Qualcuno ha provato?

Si, l'auralizzazione...tecnica che verte a replicare le condizioni acustiche di un locale e riportarle nel proprio (circa)

L'effetto è evidente, ma noi dobbiamo seguire le regole dell'alta fedeltà, ovvero: replicare il piu possibile quello che c'è dentro una REC :classic_smile:

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