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Trump, siamo al solito: la Groenlandia ci serve per la nostra difesa


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31 minuti fa, audio2 ha scritto:

ma è vera si si oppure no no la storia che la cermania ha inviato 15 sturmtruppen appanzate e

al primo grido di dazi le ha ritirate al volo senza nemmeno passare dal via ?

Facciamo finta che sia vero. Quindi? 

4 ore fa, wow ha scritto:

 

Una macchia indelebile nel curriculum :classic_laugh:,  il solito killeraggio che nasce fondamentalmente da un sentimento di malcelata paura.
Strillano e si agitano perché sanno di avere sempre meno lettori e più aumenta la paura di essere sempre di meno, più sparano alla cieca.
Sparano più che possono per tenere a distanza il "pericolo", come per esorcizzarlo.

Il killeraggio si sta diffondendo a macchia d'olio nel giornalismo mainstream, sempre più vuoto di contenuti, il loro giornale non è più buono neanche per incartare le uova.

Alla fine come ci ricorda un vecchio proverbio, se senti i cani abbaiare, è perché ti stai avvicinando alla casa.

 

2 ore fa, appecundria ha scritto:

la colpa delle istituzioni europee sarebbe quella di non aver previsto l'avvento di un gangster disturbato e quindi non aver espulso gli USA dalla NATO venti anni fa?

La colpa di EU è stata quella di non prevedere l'importanza di una autonomia sulle risorse strategiche, di essere sempre sudditi USA (Biden ha fatto chiudere la via della Seta a Meloni) dal dopoguerra in poi.
E di non non avere alcuna idea come muoversi negli ultimi 4 anni.

Immobilismo totale.

Apatia

Incapacità

E deliri Green Deal

Hanno chiesto l'anno scorso a Draghi un dossier su come "orientarsi" nei prossimi anni.

L'ha fatto.

Hanno detto che è molto bello

E l'hanno ignorato
 

Disse: fate qualcosa, qualunque cosa, ma fatela ora.

Intanto, DJT...

extermination
10 minuti fa, scroodge ha scritto:

colpa di EU è stata quella di non prevedere

Se, per assurdo, ti venisse chiesto di elaborare un quadro psicologico ( meglio psichiatrico) “ dell’ Europa” - quali elementi spiccherebbero?

15 ore fa, briandinazareth ha scritto:

se gli Usa non si fermeranno, scatterà la reazione. Perché i controdazi preparati ad agosto da dall’Ue sono stati solo sospesi e non ritirati. E quella sospensione finisce il 6 febbraio. Sul tavolo, dunque, la risposta a Washington è già pronta e vale 93 miliardi di dollari. Tariffe che resusciterebbero immediatamente, senza bisogno di nessun intervento legislativo. Basta non agire. Ecco dunque la contromossa europea studiata da Bruxelles e avallata ieri dagli ambasciatori Ue alla nuova minaccia trumpiana di cui si discuterà giovedì prossimo in un Consiglio europeo convocato d’urgenza. Quei dazi erano stati “congelati” per negoziare l’intesa commerciale con la Casa Bianca. L’accordo poi è arrivato a fine agosto e quel pacchetto è rimasto lì dormiente. E anzi la Commissione stava preparando in questi giorni un’altra “sospensione” per non farli entrare in vigore.

 


GRAFICO DEL GIORNO

Mentre inizia il dibattito sull'opportunità – e, in caso affermativo, sulla modalità con cui l'Europa dovrebbe rispondere ai dazi statunitensi sulla Groenlandia, diamo un'occhiata alla situazione energetica. L'UE ha sostituito la dipendenza russa con quella americana: oggi, gli Stati Uniti rappresentano circa il 16% delle importazioni di petrolio e circa il 45% delle importazioni di GNL.

 

Nota: i dati riportati qui sopra si riferiscono al 2024 (e non includono il Regno Unito). I dati relativi al 2025 sono disponibili solo fino al terzo trimestre, ma mostrano un andamento simile.

Javier Blas, Bloomberg

 


Traduciamo?

L'UE vorrebbe applicare controdazi agli USA ora che si è consegnata mani e piedi agli USA dopo aver abbandonato l'abbondante ed economico gas russo per le proprie importazioni di GNL.

Come se non bastasse la sua dipendenza militare.

Quando metti dei geni nei posti giusti, vedi subito i risultati.

Complimenti.

 

 

 

briandinazareth

 

 

Tillie Martinussen, politica groenlandese di centrodestra, del Cooperation Party.

 

“Penso che Trump non conosca affatto il popolo groenlandese. Noi non diamo particolare valore ai soldi, alle labbra alla Kardashian e a quel tipo di cose. In Groenlandia, tra l’altro, non si può nemmeno possedere la terra: puoi ottenere un lotto per costruire la tua casa e possiedi la casa sopra il terreno, ma la terra in sé no. 

Perché i groenlandesi non credono che la terra appartenga a una persona sola: appartiene a tutti. E lo stesso vale per il mare e per le ricchezze che contiene.

Per questo è un enorme errore di calcolo pensare che i groenlandesi possano essere comprati con il denaro. Non è così. E anche se ci dicessero: “100.000 dollari a persona”, non rinunceremmo mai alla sanità gratuita, non rinunceremmo all’istruzione gratuita, non rinunceremmo a far parte dell’Europa, non rinunceremmo alla nostra sovranità, che prima o poi è comunque il nostro obiettivo.

Non vogliamo essere ricchi come gli americani. Basta vedere quanto sono avidi: arrivano persino a sparare contro i loro amici o a invadere i loro amici per pura avidità. Sappiamo che nel nostro sottosuolo potrebbero esserci minerali e petrolio, e che valgono enormemente più di qualunque cifra. Ma anche se non ci fossero, non ci lasceremmo comunque comprare.

Qui tutti conoscono la storia degli Inuit in Alaska e di tutte le popolazioni native, i popoli indigeni, gli Indiani d’America. Le loro terre sono state sottratte e non sono stati trattati bene negli Stati Uniti. E sappiamo che Trump si circonda in larga parte di persone legate al suprematismo bianco. 

Noi non siamo bianchi. Come potete vedere, siamo persone di colore. E quindi sappiamo che probabilmente i nostri diritti ci verrebbero tolti.

Sappiamo anche che, insieme alla Danimarca, stiamo bene così come siamo. Come dicevo prima, abbiamo sanità gratuita, istruzione gratuita: qualunque cosa tu voglia studiare, puoi farlo senza pagare nulla e, anzi, il governo ti dà anche una borsa di studio, dei soldi mentre studi. Tutto questo non lo scambieremmo mai: lo Stato sociale, il welfare. Non lo scambieremmo con nulla che venga dall’America.

È un po’ come in una squadra di cani da slitta: se uno dei cani all’improvviso si gira e ti morde, devi tirarlo fuori dal gruppo, portarlo fuori dal recinto e sparargli. Ovviamente non stiamo dicendo che spareremmo agli americani: siamo un popolo pacifico. Ma non puoi più fidarti di quel cane per sempre.

L’America ha 10.000 soldati addestrati al combattimento in ambiente artico. La Finlandia da sola ne ha 35.000. Se volessimo davvero inasprire la situazione, potremmo anche, per esempio, liberarci di tutti i titoli del Tesoro americano che deteniamo: e quello farebbe male. 

Inoltre, se guardiamo a Francia, Canada e a tutti gli alleati che oggi stanno accorrendo in nostro sostegno, esiste un grande arsenale di soldati e di armi. Basti pensare che gli Stati Uniti hanno dovuto prendere in prestito una nave da guerra danese per operare nei mari artici. Quindi non è affatto scontato che l’America vincerebbe qui.

Non importa cosa sia successo in passato tra Danimarca e Groenlandia: ce la risolveremo tra noi. Così come siamo ora, va bene. E se un giorno vorremo l’indipendenza, dovranno essere i groenlandesi a deciderlo, non una superpotenza che fa pressione da lontano.

Sappiamo benissimo che, se diventassimo indipendenti domani, lui ci invaderebbe subito, perché non avrebbe problemi né con la NATO, né con l’Europa. Per questo credo che stia scommettendo in modo profondamente insultante sull’idea che i groenlandesi siano persone stupide, non istruite, che non seguono le notizie del mondo. Ma non è così. È esattamente il contrario.

Noi saremo qui per centinaia di anni dopo Donald Trump. Anche se ci invadesse, credo che lo aspetteremmo semplicemente come si fa con il cattivo tempo. Qui tutti sanno che è il meteo a decidere: se arriva una tempesta, ci rintaniamo per un giorno o due. Potremmo rintanarci per un anno, per due anni, o anche per dieci o vent’anni, e poi torneremmo alla Danimarca non appena Trump e quelli come lui se ne saranno andati”.

 

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Ivo Antonio
1 hour ago, briandinazareth said:

abbiamo sanità gratuita, istruzione gratuita: qualunque cosa tu voglia studiare, puoi farlo senza pagare nulla e, anzi, il governo ti dà anche una borsa di studio, dei soldi mentre studi. Tutto questo non lo scambieremmo mai: lo Stato sociale, il welfare. Non lo scambieremmo con nulla che venga dall’America.

Anche nella UE, non è che lo hanno tutti.  


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