analogico_09 Inviato 27 Giugno 2021 Condividi Inviato 27 Giugno 2021 2 ore fa, tarantolazzi ha scritto: proprio no. Se lo dici tu... Provo a spiegarlo meglio. Non metto in dubbio il lato relativo delle cose dell'arte, il mio è un discorso stringato, semplice ma ben definito. Le tue osservazioni sono interessanti ma aprono ad altre questuioni che ci porterebbero lontani dal semplice punto che ho cercato di segnare. Ho parlato di giudizio oggettivo finale, al quale si giunge da strade diverse, da intenzioni, sviluppi ed esiti diversi per quanto riguarda i capolavori assoluti - "capolavori dell'umanità" lo ho definiti -, ritenuti tali da tutti gli studiosi, dalla "critica" e dal pubblico. Un esempio banale ma forse chiarificatore, cito a caso; nessuno suppongo negherebbe l'oggettiva grandezza dei Quartetti di Beethoven, ne' di KOB di Miles Davis, nè di Berlin di Lou Reed.., ecc, ecc, ecc... Normale che vi sia chi potrebbe trovare noiose, non nelle proprie corde, dette opere, ed altre opere d'arte somme, espressioni degli specifici ambiti culturali di appartenenza, all'interno dei quali, vengono "convenzionalmente" riconosciuti e condivisi i parametri estetici comuni in forma tuttavia non rigida, chiusa od univoca. Ci sarà sempre un osservatore X che definirà capolavoro il KOB di Davis per motivi diversi da quelli addotti dall'osservatore Y ... però entrambi non potranno che concludere che KOB sia oggettivamente un capolavoro. Legittimo sostenere anche il contrario, ma previo laboriosissima e perigliosa dissertazione che non finisca per apparire come una serie di sfoghi personali messi per iscritto... Il "de gustibus" non si tocca, ma la persona assennata non metterebbe mai in disscussione l'oggettivo estetico in funzione delle proprie idisiosincrasie private. Link al commento https://melius.club/topic/2781-cosa-significa-recensire/page/2/#findComment-133788 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tarantolazzi Inviato 28 Giugno 2021 Condividi Inviato 28 Giugno 2021 1 ora fa, analogico_09 ha scritto: ma la persona assennata non metterebbe mai in disscussione l'oggettivo estetico in funzione delle proprie idisiosincrasie private. Non e' solo questione di essere assennati. Scusa, per fare qualche esempio semplice semplice..... A un esponente riverito e considerato della musica indiana tradizionale vennero fatte ascoltare delle pagine beethoveniane (se non erro, IX sinfonia), e lui ringrazio' e riconobbe che si trattava di discrete melodie ma nulla a che vedere con le musiche per lui piu' importanti. Chi puo' dargli torto? Chi puo' dare torto a Hanslick che riteneva inutile la musica di Bruckner, o al mainstream della critica italiana che dopo il '45 considerava poca cosa la musica di Mascagni, o al fanatico di rock and roll che non cita tra i suoi cento dischi preferiti nessuna opera di Bach. Tu dirai, non la cita perche' non e' il suo genere.....e no, non ce la caviamo cosi', poniamo invece il caso che conosca ed abbia ascoltato moltissimo Bach, ma ugualmente non mette niente di suo nei primi cento o mille. Chi puo' dire che tutti questi signori, che mettono in discussione eccome gli oggetti in esempio (Beethoven, Bruckner, Mascagni, Bach) non siano o non siano stati, come dici tu, persone assennate? Oltre ai motivi (mode, gusti, ideologie, politica, appartenenza a clan) che ho gia' esposto precedentemente va aggiunta IMHO non che la persona "non sia assennata" (come suggerisci tu) ma che la persona che mette in discussione l'oggettivo estetico semplicemente non condivida e/o non capisca la cultura espressa da un brano/autore/genere/stile. Quindi aggiungiamo la cultura di appartenenza, in senso antropologico. A questo riguardo l'industria sta favorendo (per evidenti convenienze, incassi piu' ricchi) quei generi musicali piu' universalmente piacioni, neutri; Hillmann direbbe spogliati di identita' e carattere.....ma e' un'altra questione, che non riguarda certo solo la musica. Ma forse l'idea di un gusto "giusto", neutro, che in fondo puo' finalmente dare luogo a critiche e recensioni positive provenienti da piu' parti, a supportare le abbondanti vendite. Non mi permetto certo di insinuare che sia questo il giudizio "universale" da te auspicato, ma per quanto mi riguarda e' un ulteriore messa in guardia contro tale, scusami, "non sense". Il giudizio e' universale nel senso che ciascuno di noi e' un universo e in un certo momento puo' crearsi le sue classifiche di preferenza. La critica/le recensioni ci aiutano se le loro vibrazioni e la loro cultura sono in simpatia con le nostre, altrimenti della buona informazione e dell'assennzatezza non ce ne facciamo nulla. Link al commento https://melius.club/topic/2781-cosa-significa-recensire/page/2/#findComment-133796 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
bibo01 Inviato 28 Giugno 2021 Autore Condividi Inviato 28 Giugno 2021 @tarantolazzi @analogico_09 Credo che qualsiasi studioso d'arte abbia avuto a che fare con le ramificazioni dovute a "non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace". Se il bello assoluto non esiste e l'accettazione popolare è comunque legata a problematiche storico-culturali (vedi l'esempio dell'esponente di musica indiana), si comprende quanto complicato e, in assoluto, limitato sia il ruolo del recensore. Se in qualità di recensore/giornalista, professionale o amatoriale, parto dal presupposto di "non sapere", di non arrogarmi per diritto un ruolo di superiorità rispetto al mio interlocutore/lettore, nonostante possa avere una maggiore conoscenza storica o tecnica del particolare prodotto artistico (pittura, musica, cinematografia,...), e quindi accetto il mio ruolo di viewer, forse "raffinato" ma pur sempre semplice viewer con tutte le sue limitazioni di essere umano, allora - IMHO - è avere ben chiaro a se stessi e rendere chiaro all'interlocutore/lettore che potrà comunque dissentire, i parametri di giudizio applicati all'opera esaminata. Dal mio punto di vista, questi parametri hanno dei presupposti che affondano le proprie radici nel significato di dramma. Cioè, un'opera qualunque essa sia ha un significato comunicativo attraverso una carica emotiva che "racconta" qualcosa. Ma, attenzione, il fatto di comunicare qualcosa non rende un'opera necessariamente lodevole, anzi può essere banale, non originale, e anche se tecnicamente perfetta può risultare noiosa. In ultima analisi, oltre a conoscere e a saper comunicare, bisogna soprattutto saper "sentire". Link al commento https://melius.club/topic/2781-cosa-significa-recensire/page/2/#findComment-133802 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 28 Giugno 2021 Condividi Inviato 28 Giugno 2021 7 ore fa, tarantolazzi ha scritto: Non e' solo questione di essere assennati. Ho usato il termine "assennato" per dire delle persone che non fanno discendere dal proprio pregiudizio, dalle proprie preferenze, dal proprio gusto personale il giudizio critico di un'opera d'arte che viene coralmente, oggettivamente, storicamente considerata grande, importante capolavoro che svetta insieme ad altri capolavori all'interno dello specifico contesto antropologico-culturale della comune appartenenza. Pleonastico specificare che i cinesi o gli abitanti dell'Alto Volta, tanto per fare un esempio, coltivino altre forme d'arte, altri linguaggi, altri tecniche, concezioni estetiche d'altro tipo le quali tuttavia, in funzione delle radici universali della musica, e ciò vale anche per altre espressioni artistiche, non è affatto detto che non trovino spesso delle assonanze, dei punti di intesa e di reciproca riconoscibilità e possibilità di felici commistioni. Anzi.., tutte le musiche di tutte le mattine del mondo vengono attraversate da un fil-rouge che, fa più di un secolo, se non da prima, si fa sempre più emergente. Quanto potrebbero essere più lontane dalla mia cultura le più autentiche forme musicai sufi, o zen, o flamenche o brasiliane, ecc... Eppure in queste musiche con le quali vado in estasi ritrovo le antiche radici della mia cultura che in larga misura purtroppo non sono già più o che appaiano edulcorate... In conclusione, a causa forse di un mio limite o di quello che è il mio gusto personale, da semplice fruitore con qualche conoscenza nella storia e della forma musicale, pur non apprezzando il fidelio di Beethoven né la Missa solemnis dello stesso compositore, non mi sognerei di negare l'importante portata estetica oggettiva e indiscussa, se non nelle più puntigliose e rare periferie musicologiche, di tali opere. 1 Link al commento https://melius.club/topic/2781-cosa-significa-recensire/page/2/#findComment-133936 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tarantolazzi Inviato 28 Giugno 2021 Condividi Inviato 28 Giugno 2021 2 ore fa, analogico_09 ha scritto: tutte le musiche di tutte le mattine del mondo vengono attraversate da un fil-rouge che, fa più di un secolo, se non da prima, si fa sempre più emergente. Beh, per me questo e' un notevole segnale di intelligenza ed apertura. Consentimi, atteggiamento di chi guarda la luna e non il dito. La mia unica riserva al riguardo, pur essendo sinceramente plaudente nei tuoi confronti, e' che si possono benissimo dare i casi di pessimi critici "univarsalisti" (nel senso buono del termine, eh) e di ottimi critici che non sono mai usciti dal loro orticello a km. zero. Per tornare alla parola-origine del thread, "recensione"......perdonami non e' saccenza http://www.etimo.it/?term=recensione ma il concetto-chiave deve essere "passare in rassegna", comparare. Personalmente mi fido di piu' di critici (patentati o no, per dire qui c'e' qualcuno bello tosto) dei quali so che sanno comparare e lo hanno fatto davvero, possibilmente su un alto numero di campioni. Poi certo non ci siamo ancora, restano le possibili idiosicrasie o idolatrie o dimenticanze per i soliti motivi ideologici, politici blablabla.....ma li' sta a noi sgamare il peccato originale, o se il peccato originale e' anche il nostro, tanto meglio, tutto piu' facile. Link al commento https://melius.club/topic/2781-cosa-significa-recensire/page/2/#findComment-134232 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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