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Provare gli apparecchi e la morte dei negozi.


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alanford69

@Gall io conosco molti ragazzi (figli di amici) tra i 16 e i 22 anni che comprano vinili, fa figo e, come dicevo, è una moda che i rivenditori “classici” non stanno sfruttando. Forse potrebbe fare ancora più figo fare vedere agli amici che li si ascolta sul giradischi inglese. Non sono sicuro che ci sia meno disponibilità economica sai? Io me le sognavo le sneakers che portano i ragazzi adesso e che acquistano a cifre imbarazzanti su StockX così come mi sognavo di fare vacanze studio all’estero etc.


Potrei essere d’accordo sulla reale qualità del servizio offerto dal rivenditore in questione ma, non avendo avuto esperienze dirette, non posso dare un giudizio. Tuttavia, la capacità di interpretare il momento e di veicolare messaggi commerciali efficaci, per me, è fuori discussione. 

 

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1 ora fa, AndreaCD ha scritto:

Dal mio punto di vista la responsabilità dello stato del mercato HI-FI in Italia è di gran parte dei Rivenditori.

@Gall ha spiegato benissimo il concetto. I prezzi li fanno tutti...tranne i rivenditori. I quali, banalmente, acquistano a X e vendono a X moltiplicato Y dove Y è un numero che va da 1,1 a infinito. Ragionevolmente può essere 1,2 - 1,3 - 1,4 sugli apparecchi e sui diffusori. Sui cavi è di più. Quindi loro guadagnano il "margine" non il " prezzo ". Ricordando che il 22% (IVA) va dritto allo Stato, il negoziante con il margine ci fa TUTTO. Mangia, beve, paga affitto, tasse, magazzino etc. etc. Ora, ragioniamo all'incontrario, per un attimo.

Se un medio dipendente costa (guadagna al lordo) 3.000 euro al mese per 13 mensilità, il commesso del negozio di hifi tanto deve guadagnare. Se vende col margine del 25%, si "paga" (cioè il datore di lavoro non guadagna nulla sul commesso ) dopo che ha venduto roba per 15.000 euro, niente sconti, niente ritiro usato.

Se vende prodotti che costano 300 euro, ne dovrà vendere 50 al mese. Almeno 2 al giorno. 2 streamer Wiim al giorno per ogni giorno che Nostro Signore manda sulla Terra. Facile, no ? Provateci voi, se ci riuscite.

Rifate i calcoli con roba che costa 3.000 euro. 5 pezzi al mese. Forse è più semplice. Morale ?

Inutile volere i prezzi Amazon o Audiophonics, la loro vetrina è il mondo o almeno tutta Europa, e fare volumi (cioè campare vendendo roba economica) è pensabile. IL NEGOZIO NON PUO'. Poi, se un ragazzo vede un'opportunità in un'attività, prego si accomodi, apra un negozio e venda secondo le sue politiche. Magari gli va bene. Tengo a precisare : non sono un negoziante, ma un agente di commercio che vende tecnologia da 30 anni a professionisti del settore informatico / telecomunicazioni, che tutti i giorni mi raccontano dei loro clienti e dei prezzi che trovano su Internet. La risposta mia e dei miei clienti è : compralo su Internet, paga prima e se non ti arriva apri una vertenza a Paypal (perché non sono tutti Amazon). Anche i più sgamati prendono le fregature su Internet.

  • Melius 1
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12 ore fa, TetsuSan ha scritto:

@Gall ha spiegato benissimo il concetto. I prezzi li fanno tutti...tranne i rivenditori. I quali, banalmente, acquistano a X e vendono a X moltiplicato Y dove Y è un numero che va da 1,1 a infinito. Ragionevolmente può essere 1,2 - 1,3 - 1,4 sugli apparecchi e sui diffusori. Sui cavi è di più. Quindi loro guadagnano il "margine" non il " prezzo ". Ricordando che il 22% (IVA) va dritto allo Stato, il negoziante con il margine ci fa TUTTO. Mangia, beve, paga affitto, tasse, magazzino etc. etc. Ora, ragioniamo all'incontrario, per un attimo.

Se un medio dipendente costa (guadagna al lordo) 3.000 euro al mese per 13 mensilità, il commesso del negozio di hifi tanto deve guadagnare. Se vende col margine del 25%, si "paga" (cioè il datore di lavoro non guadagna nulla sul commesso ) dopo che ha venduto roba per 15.000 euro, niente sconti, niente ritiro usato.

Se vende prodotti che costano 300 euro, ne dovrà vendere 50 al mese. Almeno 2 al giorno. 2 streamer Wiim al giorno per ogni giorno che Nostro Signore manda sulla Terra. Facile, no ? Provateci voi, se ci riuscite.

Rifate i calcoli con roba che costa 3.000 euro. 5 pezzi al mese. Forse è più semplice. Morale ?

Inutile volere i prezzi Amazon o Audiophonics, la loro vetrina è il mondo o almeno tutta Europa, e fare volumi (cioè campare vendendo roba economica) è pensabile. IL NEGOZIO NON PUO'. Poi, se un ragazzo vede un'opportunità in un'attività, prego si accomodi, apra un negozio e venda secondo le sue politiche. Magari gli va bene. Tengo a precisare : non sono un negoziante, ma un agente di commercio che vende tecnologia da 30 anni a professionisti del settore informatico / telecomunicazioni, che tutti i giorni mi raccontano dei loro clienti e dei prezzi che trovano su Internet. La risposta mia e dei miei clienti è : compralo su Internet, paga prima e se non ti arriva apri una vertenza a Paypal (perché non sono tutti Amazon). Anche i più sgamati prendono le fregature su Internet.

Tutta la catena di vendita ha le sue responsabilità....e anche i rivenditori, che sono l'ultimo anello. Se come sostenete non per i prezzi, per l'impostazione, ovvero hanno reso accessibile a pochi il mondo dell' HI-FI andando a creare un'aurea di Club riservato a pochi: in sintesi guadagnare con pochi clienti selezionati 

 

Quando la vacca grassa è finita, molti si sono trovati nella condizione di cambiare e accettare nuove regole del gioco (non solo economiche ma di impostazione), oppure chiudere i battenti 

 

Mi ricordo un negozio in Torino, molto rinomato che parlo di 30 anni fa andai per acquisire informazioni per l'acquisto di elettroniche HI-FI. 

Beh mi guardarono come se andassi a rompere i co.....ni. perché? Perché avevo parlato e messo al centro la componente prezzo nella decisione per l'acquisto 

 

Un anno fa mi sono rivolto allo stesso esercizio commerciale per chiedere se era possibile trovare un nuovo telecomando originale per un lettore CD Denon che aveva 20 anni. 

 

...quando sono entrato in negozio che sembrava una cattedrale nel deserto (non c'era un cliente) mi hanno steso un tappeto rosso e mi hanno accolto manco fossi un Re. 

 

In 4 GG hanno trovato tramite Denon lo stesso telecomando nuovo per me. 

Insomma si sono sbattuti per una spesa di € 100 euro scarsi

30 anni prima mi avrebbero detto che non era più disponibile 

 

Questo è il senso di quello che volevo dire sui Rivenditori di HI-FI 

 

 

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@AndreaCD mi trovo d'accordo con te. Negli stessi negozi di Torino quando andavo da squattrinato (come adesso!!! 😄) a chiedere ascolti e informazioni appena capivano che non si trattava di un acquisto immediato venivo liquidato. Ora io non dico che sia sbagliato curare il cliente più concreto rispetto a quello con le idee meno chiare, ma si possono trovare delle soluzioni tipo una mezza giornata alla settimana dedicata proprio ad ascolti e confronti gratis per tutti, anche per il piacere di farli

 Oppure altre soluzioni 

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@AndreaCD Andrea, il tempo è galantuomo. Sempre. Sono di Torino anch'io e posso supporre di chi stiamo parlando. Potrei raccontare la tua stessa tua storia, ma non lo farò perché non mi interessa. Meglio, molto meglio lasciar andare. Questo però non sposta una virgola di tutto il ragionamento che ho esposto sopra. Se 30 anni fa abbiamo visto tutto questo business e non ci siamo buttati a capofitto, un motivo ci sarà.

Cambiano i prodotti e cambiano anche i modi di vendere. Nel link un bel modo, innovativo, di vendere hifi.

https://www.hifimilano.com/

Più tutti quelli che nel tempo hanno capito (Audiocostruzioni, Di Prinzio e chiedo scusa agli altri) che la vendita online era una grossa opportunità, specialmente per l'usato. Ma "dietro" c'è una solida realtà "fisica".

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marcogiov

La massima parte dell’ascolto di musica è da parte dei giovani, con gli auricolari Bluetooth. Qualcuno vuole fare il figo e si compra il vinile, che suona meglio dell’auricolare, ma non come un file HI-RES a 192 kHz, che però ha il difetto di non fare figo.

 

La massima parte della musica odierna non cambia se è ascoltata con smartphone, auricolari e Spotify oppure con un impianto da un milione di euro. Quanti soldi vi viene voglia di spendere per sentire Fedez? Vogliamo paragonare a Ornella Vanoni, giusto per fare un nome?

 

Resta la nicchia dell’audiofilo che elucubra sui cavi, i bracci o sulle valvole, chi ascolta musica classica e ha i mezzi per farlo a un certo livello, chi a una certa età si può permettere lo sfizio di sentire il rock and roll della sua giovinezza con l’impianto che avrebbe voluto allora, chi compra gli occhioni blu per farli vedere a chi invita a cena, chi ha la stanza dedicata, dove metà del piacere è non avere la moglie tra i piedi.

 

Per quel poco di esperienza che ho, i negozi e i commercianti sono molti meno che in passato, ma di buon livello. Rispetto ai negozi di materiale fotografico, più rari ormai degli orsi bianchi nel Sahara, mi sembra che siano anche tanti.

 

Il problema che avverto è che gli apparecchi costano tanto ed è difficile prevederne l’effetto. Io ogni tanto ho la voglia o almeno la curiosità di avere un equalizzatore McIntosh MQ112, ma non so che effetto positivo avrebbe usarlo e magari che effetto negativo avrebbe, anche se bypassato nella catena. Impossibile saperlo se non comprandolo nuovo a 4.000 euro o usato online da sconosciuti a 3.000, rischiando innanzitutto la fregatura e poi di aver comprato qualcosa di inutile o dannoso. Risultato? Non lo compro.

 

Per cose più diffuse ho comprato nuovo e usato con soddisfazione da commercianti che mi hanno accontentato e soddisfatto, soprattutto mi hanno consigliato, come consigli utilissimi ho trovato qui, pure gratis.

 

La cosiddetta crisi dei negozi si spiega con il fatto che la massa si accontenta di quello che può ottenere quasi gratis, dopo aver dilapidato nell’acquisto dell’ultimo smartphone e nelle scarse esigenze acustiche di chi ascolta la musica commerciale che domina il mercato. Per tutti gli altri non mancano i negozi, che hanno potuto allargare il proprio raggio di attività con internet e fisicamente portando materiale ai clienti anche a centinaia di chilometri.

 

P.S. Secondo me il problema principale è che, passata la giovinezza, è poca la gente che a casa ascolta musica anziché guardare la TV o al massimo navigare su internet.

  • Melius 1
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Viandante

Qualcuno sa dirmi che margine hanno i negozianti sul prezzo di listino?

 

Io ho sentito che hanno oltre il 50% di margine, anche di più se sono grandi.

 

Praticamente l'oggetto che di listino sta 10mila, quanto lo paga il negoziante?

 

Me lo chiedo seriamente perché alcuni fanno anche sconti del 40-50% sul prezzo in vetrina, e non sono eccezioni ma pratiche frequenti. Uno che ti fa tranquillamente il 40% di sconto o più e continua a stare aperto vuol dire che ha un margine molto più ampio.

Se davvero è così allora è normale che poi vendano di meno, è come quel conoscente muratore che si lamentava perché non trovava lavoro ma poi gli avevo chiesto un intonaco e voleva 350 Euro al giorno (in nero) più tutto il materiale (700€ per due giorni, parole sue).

 

Ci sono operatori del settore che possono rispondere con dati attendibili?

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19 minuti fa, Viandante ha scritto:

che margine hanno i negozianti sul prezzo di listino?

Senza fare nomi e cifre, i margini cambiano anche di parecchio a seconda del marchio e del volume garantito dal venditore: indicativamente non scenderei sotto al 20-25% per ovvie ragioni in quanto per meno di questo il business sarebbe in perdita, ma sono molti i fattori che influenzano queste cifre.

Inoltre anche il posizionamento sul mercato che il produttore desidera ottenere per un determinato prodotto incide parecchio nel gonfiare artificiosamente questo margine: ci sono brand anche molto blasonati che sparano cifre di listino elevate solo per far apparire i propri prodotti come se fossero di altissima gamma e al tempo stesso consentire al negoziante di proporre "l'affarone" al cliente quando dal prezzo previsto gli offrirà uno sconto (apparentemente) sostanzioso.

 

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Viandante
1 minuto fa, Tronio ha scritto:

indicativamente non scenderei sotto al 20-25%

 

Ok, questi sono i margini minimi e mi sembrano ragionevoli.

 

Ma è vero che superano anche il 50% su prodotti di fascia alta, cioè io mi vedo chiedere il prezzo di una berlina per un oggetto che il negoziante paga come un'utilitaria?

 

Perché se è così è normale che poi il settore vada a ramengo

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8 minuti fa, Viandante ha scritto:

Ok, questi sono i margini minimi e mi sembrano ragionevoli.

Ma è vero che superano anche il 50% su prodotti di fascia alta, cioè io mi vedo chiedere il prezzo di una berlina per un oggetto che il negoziante paga come un'utilitaria?

Perché se è così è normale che poi il settore vada a ramengo

Chi compera un integrato da 30k€ di solito chiede la permuta di un ampli da 10K€. Il listino alto serve a compensare le liete speranze di chi molto spesso porta indietro un carciofone invendibile e pretende almeno 6k€. Voi dove li andate a prendere 6k€ se non dal listino alto ? Non voglio difendere i rivenditori, ma per una volta mettetevi dall'altra parte del bancone ed esaminate la vita vera. Fatevi un giro nell'area usato dei vari rivenditori, su Subito o altrove. Guardate per quanto tempo la roba sta lì. Negli anni '80 c'era un distributore che girava in Ferrari. C'era. In Italia la festa è finita da un pezzo.

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Viandante
23 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

Chi compera un integrato da 30k€ di solito chiede la permuta di un ampli da 10K€. Il listino alto serve a compensare le liete speranze di chi molto spesso porta indietro un carciofone invendibile e pretende almeno 6k€.

 

 

Questo lo capisco, ma non lo trovo corretto.

 

Io non permuto mai niente, le cose usate le butto o le vendo a basso prezzo su Subito, le vendo sempre.

 

Se vado in un negozio preferisco un prezzo con un ricarico onesto e non una sparata perché qualcuno è così irragionevole da non capire che il suo vecchio coso non può venderlo al prezzo che vuole lui dopo anni.
 

I concessionari di auto non ti fanno pagare 30mila Euro una Panda nuova perché tu vuoi dargli indietro una Panda del '2000 a 10mila: ti fanno il prezzo "giusto" e poi ti dicono che la tua vecchia vale 500€ oppure la regali a tuo nipote.

 

Uno come me entra, chiede, si sente rispondere che l'amplificatore o le casse acustiche in mostra costano 30mila e se ne va, altro che permute. Se davvero quella roba la pagano 10mila e mi dicessero "viene 13mila" un pensierino ce lo farei.

 

Alla fine quello che vorrebbe dare in permuta l'usato pagherebbe la stessa differenza, e quello che vuole il nuovo e basta lo comprerebbe perché non dovrebbe accendere un mutuo per un impianto!

 


Continuo a pensare che sia per questo che non vendono più come una volta: perché invece di dire al permutante che gli possono dare solo mille Euro per il loro usato e fare un prezzo onesto, provano il "colpo grosso" con lui e con me.

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