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Melius Club

Provare gli apparecchi e la morte dei negozi.


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La passione per la riproduzione del suono mi venne nel 1988: ero appena arrivato in California, non avevo molti soldi, andai da un negoziante che oltre a vendermi un ottimo impianto economico mi fece sentire un ottimo impianto costoso. Mi resi conto in quel momento che emozione si poteva provare ascoltando la musica riprodotta e da lì cominciò tutto.

 

Con il tempo, e grazie a un poco di fortuna, la mia disponibilità economica aumentò di molto. La mia passione fu quindi perseguita con mezzi più adeguati e in modo molto piacevole. Negli Stati Uniti sostanzialmente gli sconti non esistono, tra me e il negoziante si era stabilita un’amicizia, lui mi consigliava un apparecchio, me lo dava da provare a casa per qualche settimana, e poi io decidevo se acquistarlo o meno

 

 Non so voi, ma con un negozio fisico io non riesco neanche lontanamente a riprodurre questa piacevolissima condizione, che mi consentiva di fare acquisti in modo sereno e rilassato. I negozi sono ormai pochi e se va bene qualcosa lo puoi sentire da loro, portarsi un apparecchio a casa credo che Salvo casi eccezionali sia fuori discussione.

 

Però c’è Amazon, dove posso comprare un apparecchio, tenermelo due settimane, provarmelo in tutta tranquillità, per poi decidere se mi va di tenerlo o non tenerlo. Nella seconda delle opzioni lo imballo con cura nei contenitori che non ho buttato, mi collego cinque minuti a Internet, me lo rinvengono a prendere a casa senza farmi pagare un euro. 
 

Rimanendo nell’ambito dei marchi che io preferisco, la stessa cosa da un po’ di tempo ha cominciato a farla anche KEF, non sono proprio gli ultimi arrivati.

 

Ora mi chiedo: è questa l’audiofilia del futuro? La scomparsa del negozio fisico, l’azienda che ti spedisce un prodotto che ti lascia provare per qualche settimana e che se non ti piace te lo riprende indietro?

 

Sono scomparsi i negozi di dischi, sono scomparse le edicole, che fine faranno i negozi di Alta fedeltà?

  • Melius 1
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@robem da me non è cambiato nulla dagli anni 80 ad oggi, anzi, forse un pochino, ma hanno chiuso quei negozi che non facevano fortuna neanche negli anni d'oro...nel sud delle Marche e nel confinante Abruzzo c'è ancora grande fermento e un gruppo abbastanza numeroso di appassionati, Auditorium/Angelucci a P.to S.Giorgio, Audioplus a San Benedetto del tronto,  Garlaschi di Angstrom a Grottammare, Valentini hifi a Spinetoli (il mio paese), Hifi DiPrinzio a Chieti Scalo, Studio HiFi D'Abruzzo a Teramo, sono solo alcuni, i più importanti,  di quelli che mi vengono in mente, tutti più o meno a un tiro di schioppo da casa...con tre punti vendita in particolare, ho vissuto e vivo ancora la tua esperienza in America...il rapporto di fiducia, senza nessun obbligo di acquisto, che ha fatto sì che negli anni siano passati centinaia se non oltre un migliaio di apparecchi a casa...e questo accresce il bagaglio di conoscenza e placa la fame di curiosità...anzi, spesso mi appioppavano qualche apparecchio usato appena rientrato in negozio (con una permuta magari) per testarne il corretto funzionamento e scovare eventuali difetti...diciamo che la mia zona è ancora un'isola felice, e i punti vendita più grandi e/o più forniti, lavorano bene e tanto...

  • Melius 1
  • Thanks 1
Antonio Posalaquaglia

Per me è l'avvento della musica liquida che ha dato il colpo di grazia definitiva al ricambio generazionale audiofilo.

Il prodotto musicale è da anni divenuto un mero file da compare singolarmente,  scambiare, scaricare, illegalmente o meno, e ascoltare in uno strumento di riproduzione portatile con gli auricolari.

Il prodotto "canzone" dematerializzato (e privo di copertina o libretto) ha perso ogni importanza "individuale" (l'esperienza di recarsi in un negozio di dischi, chiedere d'ascoltarne uno e pagarlo), relazionale-sociologica (da giovani si andava a casa d'amici per ascoltare insieme un disco oppure lo si prestava) e anche economica.

So bene che si tratta d'una analisi grezza. Si dovrebbe aprire un topic apposito sull'argomento

Un tempo si stava fermi ad ascoltare la musica e in un unico luogo. Ok c'erano i walkman, ma facevano piuttosto pena e le cassette erano "impersonali"..

Credo che tutti noi che si sono da anni attrezzati per la musica liquida abbiamo iniziato con il vinile e/o cd.  

  • Melius 2

@FD_MC ah che brutta cosa che hai scritto… ho comprato il mio primo impianto in fondo a via Sestri ma a Genova ricordo dei bei negozi (senza fare nomi, se ormai non ci sono più): in galleria Mazzini, minuscolo ma poi scendevi le scale e ti apriva un mondo, vicino al tribunale, in corso Italia… sono davvero tanti anni che sono andato via. Nostalgia.

  • Sad 1
14 ore fa, Renato Bovello ha scritto:

Dal 1975 al 1995 circa, facevo la stessa cosa frequentando il bellissimo negozio di Gianni Buzzi a Busto Arsizio.Purtroppo oggi le cose sono cambiate ma la colpa non e' certo solo dei negozianti

 

Nel 1995 praticamente non esisteva internet e non esistevano files musicali digitali (se non su un CD). Non sono cambiate le cose, ma il mondo. 

  • Melius 1

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