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Cosa è per noi,emotivamente e non solo, il Vintage?


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  • Moderatori
BEST-GROOVE
9 ore fa, paolosances ha scritto:

 

è un telefono Grillo della Siemens,prodotto dal 1966.

Da affiancare alla radio Brionvega TS 502,alla lampada Tizio di Artemide,all'orologio da tavolo Lorenz Static: tutti firmati da Richard Sapper,spesso esposti al Moma.

 

 

Mmmmmm.... leggo che in lista ti manca l'orologio da tavolo Cifra 3 della Solari progettato da Gino Valle anch'esso esposto permanentemente al Moma e al Science museum.

  • Moderatori
BEST-GROOVE
6 ore fa, Bazza ha scritto:

la roba si deve cambiare/consumare

 



infatti chi produce guarda agli acquirenti definendoli   "i consumatori"  come fossero una infinita e fecondissima colonia di cavallette divoratrici di ogni cosa passa sotto le mandibole. 27889916_ridere81.gif.db5355bd397459df8cd5944ad77dd36f.gif

1 ora fa, 78 giri ha scritto:

È cultura, è tradizione.

Una volta i poemi omerici venivano tramandati oralmente noi,più modestamente, tramandiamo la scienza di un recente passato, dei Williamson, dei Leak,dei Bogen per arrivare ai fu Sansui e altri marchi scomparsi, dei supporti fisici, dello scricchiolio di un vinile ( io vado anche oltre).

Potrà non importare a molti, ma per noi fa parte del nostro essere.

Assolutamente vero. Il grande vintage è storia, poi c'è il piacere di avere qualcosa di più modesto perchè ci ricorda un passato magari più felice oppure perche avremmo voluto averlo.

  • Melius 1
Westender

Ieri sera ad un amico che mi chiedeva se conoscevo un negozio di Genova che vendeva un Leak replica che a lui interessava tanto, risposi che che non uso un negozio per comprarmi un oggetto hifi da non so quanto tempo. 

Ho iniziato da studente quando il vintage era veramente conveniente poi non ne sono più uscito.

Nel frattempo sono passati 30 anni e sono diventato vintage pure io. Con soddisfazione.

 

  • 2 settimane dopo...

Ciao, è uno degli aspetti dello spirito per cui non amo la modernità frettolosa e spesso inconsistente, sopporto nella pratica professionale nel minimo sopportabile, come altri mi beo del mio giradischi quasi ultracinquantenne a cui non manca nulla, dello scrivere (anche al lavoro) con vecchie stilografiche a stantuffo o di utilizzare un orologio da taschino. 

Sperimentare ho sperimentato nel nuovo, ma la tristezza dei plasticoni mi affanna, certo ho un finale iper-moderno in attesa di un fratello di latte per il pre, con lentezza troverò il simbiotico perfetto per lui ed a cui affidare le Magneplanar ed il giradischi.

Che dire, vintage è uno stile, per alcuni sono snob, per altri radical chic, credo solo d'amar oggetti che restituiscono storie e vissuto, non mio ma presente.

  • Melius 1
Il 18/01/2026 at 00:51, BEST-GROOVE ha scritto:

Mmmmmm.... leggo che in lista ti manca l'orologio da tavolo Cifra 3 della Solari progettato da Gino Valle anch'esso esposto permanentemente al Moma e al Science museum.

Ci sono anche le gondolette in plastica illuminate? Made in zabon.? Quelle che hai sopra il tele tubone nel tinello Maron?

Il vintage è sicuramente costruzione di qualità: anche l'apparecchio al tempo più comune aveva una qualità di costruzione che oggi non riscontriamo se non in oggetti da molte, molte migliaia di euro. Provate ad alzare un "semplice" registratore a cassette TEAC C-3 e poi mi dite.

  • 2 settimane dopo...

Per me, inutile nasconderlo, è un po’ tornare agli anni ‘70 e dintorni, rivivere quegli anni di gioventù (quasi) spensierata, strade da cercare e trovare.

Poi è innegabile, come detto, che le prestazioni odierne sono forse anche migliori: ma volete mettere apprezzare la solidità, cura dei materiali ed estetica di quei pezzi?

L’amore per il vintage, in ambito non solo hi-fi ma in generale (auto, moto, abbigliamento, orologi ed altri accessori…) è una maniera sottile per comunicare in modo più o meno velato agli altri (ed ovviamente a noi stessi), che il presente ci piace poco, e che dal futuro prossimo non ci aspettiamo granché di buono.  
 

Ad esempio, come abbigliamento in inverno uso spesso il montgomery (ne ho due di grammatura diversa, uno blu ed uno caffelatte), e quando piove sfodero l’Aquascutum (ormai diventato una rarità), comprato a metà anni 90 o giù di lì, quando in un guardaroba “serio” certe cose non potevano mancare.

 

Poi si può fare dell’ironia: quando per lavoro mi sono trovato a negoziare con Tesla per una questione d’installazione di colonnine di ricarica, nelle videochiamate via Teams mettevo come sfondo questa foto… 😮IMG_1566.thumb.jpeg.06883d37c15a8445d95d65937d61aaf5.jpeg…erano un po’ troppo invasati per i miei gusti: infatti non facemmo nessun accordo… 😎.

 


 

un saluto, BB

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