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Upgrade braccio per Thorens td 150 mk2


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Ciao a tutti.Ho acquistato da poco un TD 150 mk2 in buone condizioni,tuttavia sarà oggetto di un totale upgrade/personalizzazione,in modo da realizzarne un "pezzo unico".Il mobile è stato già commissionato e mi sarà fornito grezzo perchè io stesso poi procederò alla rifinitura .La piastra subirà stessa procedura,e non sono del tutto convinto nel mantenere il braccio originale,ossia il TP 13 A.Qualcuno che si presta a dare consigli su un braccio da non svenarsi e che sia almeno migliore dell'originale sarà ben accetto,badget max 300 €,nel frattempo lo "smantellamento "è già iniziato,spero prima o poi di pubblicarne il risultato finale...

(Foto da internet)

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P.Bateman

Se la conchiglia e i cuscinetti non hanno  gioco quel braccio si può tenere, almeno così si legge; io ho dovuto cambiarlo perché non era a posto e ho un JH Audiolab (bassa massa, adatto alle Shure).

Il nuovo mobile comprende anche una nuova basetta per il braccio? Quella che hai è in plastica.

Penso che con il tuo budget un Rega sia la scelta migliore.

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11 ore fa, P.Bateman ha scritto:

Se la conchiglia e i cuscinetti non hanno  gioco quel braccio si può tenere, almeno così si legge; io ho dovuto cambiarlo perché non era a posto e ho un JH Audiolab (bassa massa, adatto alle Shure).

Il nuovo mobile comprende anche una nuova basetta per il braccio? Quella che hai è in plastica.

Penso che con il tuo budget un Rega sia la scelta migliore.

Il braccio sembra a posto anche se la canna tende a abasculare su entrambe i lati e non so se è cosa normale per quel braccio.Si la base è da sostituire perchè in plastica.Già che ci sei indicami il modello esatto del tuo JH Audiolab e dimmi come ti ci trovi.

 

40 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

Concordo con i Rega, altrimenti Audiosilente dovrebbe avere ancora degli Esotar Track Ten nuovi che dovrebbero rientrare nel tuo budget.

Ho in considerazione Rega 250/300,Jelco SA 250,Grace G 520,Linn Basic LV X che rientrano nel badget.La scelta mi rimane ardua dal momento che sono digiuno per quello che riguarda le varie tipologie e compatibilità.Rega è l'opzione più realistica perchè abbastanza considerati e di facile adattabilità,anche se leggo pareri contrastanti specie in tema cavetteria.Per l'Esotar Track di Lucchetti,vado a vedere di cosa si tratta.

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P.Bateman
12 ore fa, what ha scritto:

la canna tende a abasculare su entrambe i lati

Non credo sia cosa buona

12 ore fa, what ha scritto:

il modello esatto del tuo JH Audiolab e dimmi come ti ci trovi.

Il modello è indicato sulla scatola che ho in soffitta, funziona bene ma non credo sia facile da trovare.

Ho un rega RB300 che va benissimo, ma è ricablato Origin Live.

Un altro ottimo braccio che ho è Roksan Tabriz, usato potrebbe essere nel budget, migliore del Rega anche se meno pratico(non ha la scala del peso d'appoggio, bisogna pesare e ripesare con la bilancina).

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long playing

@what

15 ore fa, what ha scritto:

la canna tende a abasculare su entrambe i lati e non so se è cosa normale per quel braccio.

Nelle articolazioni a cuscinetto puo' essere normale. Tutte i tipi di  articolazioni hanno vantaggi e svantaggi , sono un compromesso , chi piu' chi meno. Qui e' spiegato : 

 

 

 " Bracci su articolazione.

E' il tipo più comune e probabilmente il progetto più ovvio. Semplicemente si mettono sul punto di fulcro del braccio due articolazioni perpendicolari fra di loro. Supponendo che le articolazioni siano ben fatte, manterranno rigidamente il braccio, consentendogli, al contempo, libertà di movimento sia radiale che perpendicolare. Se il baricentro [del braccio, n.d.t.] è posto alla stessa quota dello stilo, la forza d'appoggio rimane costante indipendentemente dalla spinta esercitata dalle ondulazioni della superficie del disco che muovono il braccio su e giù: e questo è bene. Allo stesso modo, se, poi, l'articolazione orizzontale è posta alla stessa quota dello stilo, allora quando questo si solleva per via di un'ondulazione, non tenderà a muoversi in avanti o indietro come invece accade se l'articolazione è posta ad una quota superiore.

La magagna... Queste articolazioni sono tutte del tipo a cuscinetto a sfera ( o sue variazioni ). Per presentare un basso attrito devono avere un po' di gioco . Cosi'. quando lo stilo prova a muovere il braccio , i cuscinetti possono prima compiere un lievissimo movimento, e forse cosa importante , possono tendere a vibrare scontrsndosi tra di loro : e' un effetto che viene definito " chiacchiericcio dei cuscinetti " . Se si aumenta la rigidita' dei cuscinetti nella lori sede , si aumenta l'attrito e quindi viene compromessa la prestazione del  braccio. Quindi un braccio su articolazione è un compromesso.
Bisogna tenere i cuscinetti saldi abbastanza da ridurre (non si può eliminare) il "chiacchiericcio", ma laschi abbastanza da consentire il minore attrito possibile. Ecco perchè i bracci di alto livello sono così costosi: richiedono un perfetto allineamento dei cuscinetti e, per il suddetto compromesso, che questi stiano esattamente al posto dove debbono stare; il che richiede tempo. Parlare di cuscinetti costosi è generalmente fuorviante: i cuscinetti ABEC3 costano pochi spiccioli, quello che costa è il tempo e la precisione che occorrono per farli lavorare correttamente...

Ci sono altri due svantaggi di questo tipo di bracci. Il primo consiste nel fatto che ogni cuscinetto agisce come una parete, dove si possono produrre o riflettere delle risonanze, quindi, nonostante uno SME abbia la canna del braccio fatta di un singolo elemento, ha un bel po' di altre pareti nella sua articolazione; il secondo sta nella circostanza che con il tempo questi cuscinetti si consumano e perdono precisione, necessitando sia di un rimpiazzo che di aggiustamenti.

Bracci imperniati a singolo fulcro (Unipivot)

In passato gli unipivot sono stati molto popolari, poi sono caduti in disgrazia dopo l'avvento della brigata dei bracci modello "corazzata", ultra-rigidi e su articolazione, come l'ITTOK e, poi, lo SME V. Ora sono tornati ad essere "il gusto del mese". Il punto è che ci sono unipivot ed unipivot, come ci accingiamo a vedere.

Sulle prime, quella del braccio unipivot sembra un'idea malsana. Invece di una coppia di sostegni a cuscinetto perpendicolari tra di loro, qui abbiamo un singolo punto di sostegno, che punta in alto oppure in basso, che appoggia in una sede concava (pochi, come gli Hadcock, usano dei cuscinetti a sfera), e che sta piazzato al fulcro del braccio. Ma come? Assolutamente nessuna rigidità alla "sbandata": spostate la testina ed il braccio si sposterà con lei?

Però... se riuscissimo a bilanciare le masse di tutto il braccio in modo tale che quando la puntina prova a far sbandare il braccio A FREQUENZE MUSICALI, l'inerzia stessa del solo braccio la mantiene stabile? WOW! Ecco un'idea che vale la pena di sviluppare...

Allora, come facciamo? Il modo più semplice è appendere dei pesi al lato inferiore del braccio, sia sotto forma di contrappesi allungati, sia sotto forma di sedi dell'articolazione appesantite e poste sotto il fulcro. Ciò darà al braccio una intrinseca stabilità e la testina tenderà verso il basso, anche se la cosa renderà più difficile lo spostamento del braccio lungo il raggio del disco.

Avete già inquadrato la magagna? Se il baricentro del braccio si situa molto al di sotto della quota del fulcro, non appena sotto il braccio scorre un'ondulazione della superficie del disco il baricentro stesso verrà sollevato, così incrementando la pressione dello stilo [nei solchi, n.d.t.] nel momento peggiore possibile, spingendo lo stilo stesso in alto verso il corpo della testina mentre il braccio oppone resistenza al movimento verso l'alto. E questo è MALE...

Però un sacco di unipivot, in realtà probabilmente la maggioranza, sono fatti così: l'Hadcock ed il Kuzma ne sono due che ho qui al momento. Il Kuzma aggiunge anche un denso bagno di composto siliconico nel quale si adagia la sede dell'articolazione.
Ciò aumenta ancora di più la stabilità, ma il composto siliconico aumenta a tal punto la riluttanza del braccio a seguire le ondulazioni della superficie del disco, che gran parte della fatica si addossa sulle spalle del cantilever e della sospensione della puntina. E' vero che si tratta di un caso estremo di smorzamento per un unipivot, ma è anche vero che si tratta di un rimedio comunemente usato per resistere alle forze esterne che impongono una "sbandata", ed anche per smorzare la risonanza del braccio.

L'altra maniera di costruire un unipivot è quella di avere il baricentro giusto sotto la quota del fulcro, cosicchè, quando un'oscillazione superficiale gli scorre sotto, la forza d'appoggio non viene alterata. In tal caso occorre la stessa forza per produrre spostamenti del braccio orizzontali o verticali, producendo un caso di "massa perfetta". Modelli di tal fatta sono ancora più difficoltosi da posizionare lungo il disco, ma a frequenze musicali è il momento inerziale intrinseco del braccio che si oppone ad ogni spostamento esterno: è comunque un progetto molto difficile da sintonizzare nel suo complesso.
Alcuni progetti di questo tipo implementano un "falso" unipivot, perchè impiegano una qualche resistenza fisica per fermare l'oscillazione che deriva dallo spostamento del braccio per posizionarlo lungo il disco. Il tutto assume le forme di una sede di cuscinetto, che si comporta proprio come la sede del cuscinetto del perno di un giradischi, reggendo la spinta verticale della base del fulcro libero alle sollecitazioni orizzontali, ma, a differenza del perno del piatto, senza offrire alcuna resistenza al su e giù dello "annuire" del braccio. Poichè tale costrizione [sul piano verticale, dove regge la spinta, n.d.t.] comporta assenza di carico, l'attrito è praticamente zero, e dona al braccio la stessa facilità d'uso dei bracci su articolazione.
Certo, residua il problema della vibrazione fra sede e cuscinetto, ma, visto che non deve sopportare alcun carico, si può realizzare in materiale con bassa risonanza, come il Delrin, e visto che il vincolo si esercita per superfici ridottissime, l'attrito non è un problema. Il braccio Romeo della Audiomeca è un "falso" unipivot, anche se potete sempre rimuovere il rivestimento in delrin, così da farlo diventare un "vero" unipivot, quando vi sentirete abbastanza coraggiosi.

Già il mero esame visivo di un unipivot vi mostra in che direzione si è mosso il progettista. Prolunghe in basso - Hadcock, Kuzma, VPI, Moerch, ARO - o baricentri alti, spesso con pesi ai lati della sede del fulcro per aumentare l'inerzia contro le "sbandate", come gli Audiomeca e i Graham.

Comunque, punto comune di tutti gli unipivot, è il cuscinetto del fulcro con attrito molto vicino a zero, che (se di buona qualità) è autoregolante ed esente dal "chiacchiericcio". a parte ciò, i problemi di risonanza del braccio sono sostanzialmente gli stessi dei bracci su articolazione. " 

 

  • Melius 1
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Grodinsky

@long playing ma l'appassionato meno attrezzato cosa si deve aspettare da un unipivot?

 

poi io stesso sono in una condizione simile a What : ho un Td150 da sistemare sul quale vorrei montare o il thorens tp16 oppure un esotrack , li ho entrambi da anni. E non mi riesce di mettermici mano, per tutti gli accidenti della vita.

Pensavo anche che Lucchetti li avesse finiti quei bracci

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Confermo che il braccio Esoter Track Ten (e Fifteen) è un Jelco custom per l'allora importatore Esoter.  Molti lustri fa avevo abarthizzato un TD160 montando proprio un Esoter Track Ten, con ottimi risultati. Il TD150 si presta a molte modifiche, diventando un cavallo di razza.

@what bella la crasi Esoter Track = Esotrack :classic_wink:

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long playing

@Grodinsky 

1 ora fa, Grodinsky ha scritto:

ho un Td150 da sistemare sul quale vorrei montare o il thorens tp16 oppure un esotrack ,

L'Esoter Track e' uguale al Mission 774 LC entrambi Jelco ( anche se in una recensione se ben ricordo di Audioreview  del periodo di un Thorens( TD 166 mi pare ) con braccio Mission 774 LC si menziona la produzione dell'altra azienda  specialista giapponese "Mitachi".

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Aggiornamento, Simone Lucchetti mi fornirà uno dei 2 "Esotrack" Ten rimastigli,1 lo tiene per se.( che cu.o !) Devo attendere un paio di giorni, o forse anche domani,perchè deve predisporre la cavetteria in uscita a saldare agli RCA femmina del futuro mobile.Avrebbe anche il cavo originale ma non mi occorre.

PS: sono di Roma per cui lo ritiro di persona,ringrazio molto @oscilloscopio per la dritta.:classic_rolleyes:

Vi aggiorno e grazie a tutti per gli utili consigli,siete preziosi.

  • Thanks 1
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@long playing Che dire,il tutto mi soddisfa sempre più,e sarà utile per il risultato finale che spero mi dia soddisfazione.Ho intrapreso questa "avventura" di RI costruzione del 150 per mettermi alla prova,e con il vostro  supporto l' impresa sarà più agevole.

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