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Krzysztof Kieślowski


8Franz
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Il doodle di Google celebrava ieri l'anniversario della nascita di Krzysztof Kieślowski. Avrebbe compiuto 80 anni.
Sono stato molto contento della scelta di ricordarlo, ma mi sembra che la ricorrenza, almeno qui in Italia, sia passata un po' in sordina.
Non ho guardato i telegiornali per verificare se se ne sia parlato, ma non mi pare che in nessun canale televisivo sia stato programmato uno dei suoi film.
Può darsi sia un problema di diritti o di reperibilità, oppure, visto il clima estivo e vacanziero, non si è voluto "appesantire" il palinsesto.
So che molti considerano i suoi film lenti e noiosi, ma io continuo, anche a distanza di anni, a considerarlo uno dei maggiori cineasti europei di tutti i tempi.
Ho ritrovato anche il necrologio che gli aveva dedicato il giornale "The Guardian" il giorno dopo la sua morte e il titolo: "Human touch of a master" , mi pare condensi bene in una frase molti dei suoi meriti.

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analogico_09
2 ore fa, 8Franz ha scritto:

Non ho guardato i telegiornali per verificare se se ne sia parlato, ma non mi pare che in nessun canale televisivo sia stato programmato uno dei suoi film.
Può darsi sia un problema di diritti o di reperibilità, oppure, visto il clima estivo e vacanziero, non si è voluto "appesantire" il palinsesto.

 

 

E' la solita ignornza, la norma... E la noia è in loro.

 

Un grade regista, grande umanissimo poeta, creatore di film dell'anima. Il suo Decalogo andrebbe considerato patrimonio dell'umanità. 

 

Du parole.., giusto per rompere un silenzio gravoso e colpevole.

 

 

 

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Non solo il Decalogo ma vanno ricordati anche Film Blu, Bianco e Rosso e La doppia vita di Veronica, straordinari.

Hk cliccato sopra al doodle di Google per errore e da li ho appreso dell’anniversario di Kieślowski.

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Beh, cosa ci aspettiamo? In un paese che rimuove tutto... crea oblio, dimentica.

L'esempio di Antonioni è lampante: https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Michelangelo_Antonioni, ma anche Fellini, Pietrangeli, Visconti, Ferreri... registi celebrati nel mondo, da noi i giovani manco sanno chi sono!

Come stupirsi se non celebra il grande Krzysztof Kieślowski?

 

Con tristezza, ciao

 

Evandro

 

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analogico_09
7 ore fa, Partizan ha scritto:

L'esempio di Antonioni è lampante: https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Michelangelo_Antonioni,

 

Tristissimo.., incommentabile.
Si consolino i ferraresi.., nemmeno alla Casa del Cinema di Roma è prevista fino ad ora una rassegna su Kieslowsky.., ho controllato poco fa il programma nel sito web... A meno di svista...

 

 

12 ore fa, FedeZappa ha scritto:

Non solo il Decalogo ma vanno ricordati anche Film Blu, Bianco e Rosso e La doppia vita di Veronica, straordinari.

Hk cliccato sopra al doodle di Google per errore e da li ho appreso dell’anniversario di Kieślowski.

 

 

Magnifico anche il lungometraggio "Non Desiderare la donna d'altri", una trasposizione del Decalogo 6 (Il Decalogo è composto da una serie di mediometraggi per la televisione che passarono anche nelle sale; io lo vidi intero, a puntate, due Decaloghi a sera, se non ricordo male, al cimema Mignon di Roma quandò uscì, fine anni '80)

 

Della serie...  quando si usciva dal cinema "esaltati" di fronte a film increati che se non ti cambiavano la vita ti aiutavano a capirla meglio, ad intendere diversamente lo "spettacolo" che non è solo intrattenimento... Su quei film le discussioni tra amici non finivano mai.., ci tornavamo su più volte e nascevano sempre nuovi spunti di riflessioni.., e non erano dibattiti da cineforum.., se ne parlava ovunque, in ogni circostanza.., ciò che si apprendeva dallo "spettacolo", dalla "finzione",  entrava a far parte della realtà vissuta.., nessuna separazione come avvine oggi con un cinema terribilmente impoverito dove trionfa lo spettacolo dell'"evasione", seriale e non...

 

 

 

 

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Qui a Padova, a dieci anni dalla morte del regista, era stato riproposto l'intero Decalogo, due episodi a serata, e la rassegna aveva avuto un discreto successo. Poi purtroppo che mi ricordi più nulla. Personalmente, visto che è uno dei miei registi preferiti, oltre a molti libri sul suo lavoro, mi sono procurato in DVD alcuni dei suoi primi film che altrimenti non avrei mai potuto vedere. "La cicatrice", "Il cineamatore" (forse uno dei suoi film migliori), "Il caso" (o Destino cieco, la cui idea iniziale è stata copiata per realizzare "Sliding Doors") e "Senza fine" (un altro film poco conosciuto ma che merita una visione).

Concordo con analogico_09 sulla sensazione di esaltazione  (ma anche di profonda emozione) provata dopo la visione degli episodi de "Il decalogo". Purtroppo ora credo sarebbe estremamente difficile riproporre al cinema una serie così lunga di proiezioni dello stesso regista. Resterebbe la televisione, se ci fosse qualche canale più "sensibile". Ogni tanto spero che passi in TV anche "Heimat" di Edgar Reitz che mi pare sia disponibile solo su alcuni canali a pagamento, ma anche quello per la quantità di episodi ritengo sia impossibile. Io per fortuna ho visto l'intera saga in DVD, ma sarebbe bello che queste opere fossero conosciute anche dalle nuove generazioni.

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14 ore fa, 8Franz ha scritto:

ma sarebbe bello che queste opere fossero conosciute anche dalle nuove generazioni.

Sarebbe un dovere far conoscere queste opere alle nuove generazioni.

 

Ciao

 

Evandro

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analogico_09

@Partizan

 

Il Decalogo, uno sguardo etico/morale, culturale, sociale, esistenziale, spirituale, sull'esistenza, sull'uomo, ecc, assolutamente laico, antimoralistico e antidogmatico, su questioni ancora di stretta attualità, offrirebbe una quantità di spunti di riflessione che potrebbero interessare le presenti e forse future generazioni in divenire. La proiezione dei 10 mediometraggi del Decalogo dovrebbero far parte del normale programma scolastico non solo umanistico.., quale perfetto complemento per le materie letterarie, filosofiche, scientifiche, tecniche e perfino matematiche...

Forse le nuove generazioni inizierebbero a non credere per esempio nella scienza e nella tecnologia come cose infallibili, onnipotenti.., si tornerebbe ad una visone delle stesse più "laica", ugualmente fiduciosa ma più disincantata... Ma se non ci sta riuscendo la pandemia a renderci più "umili".., ho i miei dubbi che dieci filmetti noiosi potrebbe svegliare le addormentate coscienze, giovani e non. 

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  • 2 weeks later...
Il 28/6/2021 at 18:20, 8Franz ha scritto:

doodle di Google celebrava ieri l'anniversario della nascita di Krzysztof Kieślowski

Non lo sapevo, non tutti i giorni accendo il PC e mi fa piacere sapere che l'hanno fatto. Non so come funzionano questi "doodle" e se è apparso in tutto il mondo o solo nei "paesi selezionati", magari qualcuno nel mondo ha scoperto il regista e potrà approfondire.

Lo credevo immortale e presi la notizia della morte parecchio male.

Il 30/6/2021 at 16:08, analogico_09 ha scritto:

le nuove generazioni inizierebbero a non credere per esempio nella scienza e nella tecnologia come cose infallibili, onnipotenti.., si tornerebbe ad una visone delle stesse più "laica", ugualmente fiduciosa ma più disincantata

Lui "esplose" tra la fine degli '80 e i primi dei '90 qui da noi e non credo che quelle generazioni di giovani facessero la fila per andare a vederlo.
Ho paura che sia il destino "naturale" di tanto bel cinema ...

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analogico_09

A parte gli anni d'oro del cinema come spettacolo popolare seguitissimo che non subiva ancora la forte concorrenza della televisione e di altre forme di spettacolo audiovisivo domestico, e forse neppure allora i giovani facevano la fila per il cinema d'"autore" che concedeva poco o nulla allo spettacolo come evasione di massa.

Ma anche oggi non si fanno più le grandi "file" per entrare in una sala cinematografica da parte sia dei giovani sia dei più "maturi" o attempati.., a prescidere da tipo di film in programma, sia esso "impegnato" o ricreativo.

 

Però, fin dagli esordi Kieslowsky fu accolto come una rivelazione da un pubblico non di massa ma nemmeno di nicchia. Il Decolgo ebbe grande risonanza, e resta a mio avviso una delle testimonianze culturali ed umanistiche più alte, più esemplari e rappresentative di un momento storico, psichico, culturale, esistenziale, politico, sociale.

La trilogia filmica dei "Tre Colori" fu molto vista, in sale e in visioni domentiche, apprezzata ed amata da un pubbilo misto proprio in funzione del fatto che il regista polacco metteva al centro l'umanità, l'uomo collettivo e singolo, entrando nei più segreti, controversi, inquientanti e insieme affascinanti, recessi dello spirito e della psiche (che sono la stessa cosa).

Kies è un regista che ha segnato una grande e lunga epoca cinematografica e artistica in senso più ampio, prima che si avviasse via via in maniera sempre più inesorabile verso la "crisi" che non è sotto gli occhi di tutti perchè al cinema si va sempre meno e si vedono meno film anche il Home.., in queste svolte ultime del tempo dominate dalle "serie" televisive che stanno dando il colpo di grazia al cinema che viene sempre di meno visto in sala, e perfino in casa, in DVD visto che ci sono i canali Netflix, Prime e tanti altri ... Succede in altro modo anche con la musica, con i dischi fisici che accusano la forte concorrenza della musica "liquida".

 

 

 

 

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  • 1 month later...

Ri-tornando all'ultimo episodio del Decalogo, "Non desiderare la roba d'altri", del quale gran colpo di scena (e di genio) del finale se n'è approprió indebitamente "La migliore offerta" ma nessuno di quelli che contano ne parla 🤫

 

 

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Chiedo aiuto.Non riesco a capire : se Opz 1 ,non c'è più il clima socio- artistico per girare e mandare nelle sale (?) questi films..oppure,Opz 2, se il clima tende al peggio proprio perchè questi films non si fanno più ,e le persone s'ingrugniscono non potendo nutrirsi di roba buona.....PS : ma quanto erano belle Irene Jacob e Julie Delphy ?

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@claudiofera Krzysztof Kieślowski ha fatto cinema nella Polonia "socialista", dove non vigevano leggi di mercato. Nonostante non fosse allineato, riuscì a girare,  diventando un valore aggiunto per la cultura del paese.

Quando se ne andò in Francia, ormai era un'autorità in ambito cinematografico, e non ebbe grandi difficoltà a reperire produzioni di alto livello, tanto i suoi film recuperavo ampiamente gli investimenti, e questo lo rendeva "libero".

Oggi non è più possibile perchè il ristretto pubblico del cinema autoriale e di qualità, difficilmente permette di recuperare gli investimenti, che si sono gonfiati oltretutto a dismisura. La pianificazione di un film, visto gli altissimi costi, soprattutto degli attori-attrici divi, è una pura operazione industriale, dove il rischio-investimento deve essere il più basso possibile ed il target-pubblico il più ampio possibile, va da se che ogni rischio, ogni tentativo di fare qualcosa "non sotto controllo", viene stroncato. Il risultato non può essere che il piattume scontato che la cinematografia attuale propone a livello globale: oltretutto deve andar bene al pubblico americano, ma anche a quello europeo, orientale e possibilmente africano ;-).

 

Ciao

 

Evandro

 

P.S. - Irene Jacob in La doppia vita di Veronica era strameravigliosa!

  • Melius 1
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@Partizan Bene,anzi male.Da parte mia,oggi ho installato a casa di una signora agee un 26 pollici Panasonic : agee anche la tv,ma  di sana e robusta costituzione,niente a che vedere con gi schermi low cost di oggi.Ovviamente,la signora non ha gradito,perchè negli anni si è abituata a vedere immagini sparate e quasi solarizzate.Tanto che ,per accontentarla,sono stato costretto a sregolare il Panasonic.Con il cinema è lo stesso...se un ragazzino cresce negli anni in cui la Rai produce ottimi sceneggiati...e poi,quando qualche anno dopo  ogni quartiere ha il suo cineclub...se passa ancora qualche anno,e le tv locali programmano De Sica,De Santis e Antonioni..allora in quegli anni C'E' e CRESCE  il pubblico per poter coniugare autorialità ,spettacolo e grandi incassi.............al contrario,se la Rai programma Eduardo solo d'estate , alle 11 di mattina,se sfida di scemata in scemata mediaset..e se in prime time trasmette "gli affari tuoi"...........Allora succede che,fattarello reale, di quattro giovani avvocatesse con casa vicino al set de "Il sorpasso "..beh ! nemmeno una sapesse che erano esistiti quel film ,un regista di nome Dino Risi ecc..ecc...Per scherzo, mi chiedo cosa succederebbe se alle 21 passassero in tv  Germi,Antonioni,Pietrangeli,De Filippo,il Pasolini di Accattone o di Mamma Roma..Share dell'uno per cento ! ..chiaro,.ormai mancano gli enzimi per metabolizzare il lauto pasto.. Ci sono stati films perfetti,come Il Salario della paura ,dove arte,artigianato,divismo,spettacolarità magnetizzavano anche "spettatori qualunque" .Come per esempio era mio padre.Con lui ricordo di aver visto al cine solo uno 007 .Ma a gustarsi Il salario della paura,con Y,Montand e Folco Lulli c'era andato..Evidentemente,quel certo "minimo comun denominatore",chiamalo se vuoi l'interesse o almeno la curiosità per le cose belle... era più alto.PS : mi scuso per la lunghezza, per l'improvvisazione e per l'autoreferenzialità  di queste righe.

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