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E intanto in Germania


Gaetanoalberto

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Gaetanoalberto

Dal Corriere della sera

Di Goffredo Buccini
 

Alternative für Deutschland continua a sfidare la logica politica tedesca: travolta da scandali a ripetizione, definita un pericolo per l’ordine costituzionale, eppure stabilmente ai vertici delle intenzioni di voto. I sondaggi più recenti la accreditano intorno al 26%, quota che, in un sistema frammentato come quello tedesco, la collocherebbe virtualmente sulla sedia del cancelliere, davanti ai partiti che hanno retto per decenni la Repubblica federale. Nel frattempo, le inchieste si accumulano. La vicenda che ha coinvolto Maximilian Kraus, uno dei parlamentari più conosciuti, ha riportato al centro dell’attenzione i rapporti con la Cina: un suo stretto collaboratore è risultato essere una presunta spia di Pechino. Anche un altro esponente di punta, Jan Grass, è stato indagato, mentre su un parlamentare noto per il suo profilo identitario si addensano accuse ricorrenti di aver utilizzato slogan riconducibili al lessico delle SS naziste. Sullo sfondo, alcune figure di AfD (così come di altri partiti della destra liberale) si sono spinte a “rivalutare” il comportamento delle forze armate del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale, riaprendo un fronte storico e morale che in Germania si riteneva chiuso. Resta poi il caso, ancora irrisolto sul piano politico, della riunione di Potsdam, nella quale esponenti dell’estrema destra tedesca e di altri gruppi radicali discussero di una strategia di “remigrazione”: non solo il rimpatrio forzato dei migranti, ma anche il trasferimento nei Paesi d’origine di cittadini tedeschi di origine straniera. Un progetto che ha alimentato il dibattito sul confine tra radicalità politica e violazione dei principi fondamentali della Costituzione. Proprio su questo terreno si è mossa la lunga indagine dell’Ufficio per la protezione della Costituzione. Secondo le sue conclusioni, AfD sarebbe un partito apertamente ostile alla Costituzione, ai suoi valori e alla dignità dei cittadini tedeschi. La procedura è in corso, il partito ha presentato ricorso e lo spettro di un possibile bando – un azzeramento clamoroso, senza precedenti per una forza oggi teoricamente prima nel Paese – resta un’ipotesi discussa ma altamente sensibile, sia giuridicamente sia politicamente. L’ultimo capitolo riguarda la Russia. In Turingia, uno dei Länder dell’est dove AfD è primo partito, il deputato regionale Ringo Pullmann è finito al centro delle polemiche dopo aver presentato 47 interrogazioni su temi delicati per la sicurezza nazionale: dal rilevamento dei droni ai movimenti dei trasporti militari diretti in Ucraina attraverso il territorio del Land. Un mosaico di informazioni che, messo insieme, può offrire un quadro prezioso per gli analisti di Mosca. Non a caso, il ministro dell’Interno della Turingia ha accusato esplicitamente Pullmann di agire nell’interesse di Vladimir Putin, definendolo di fatto una spia al servizio del Cremlino. I rapporti, più o meno trasparenti, tra AfD e la Russia sono da tempo sotto osservazione. Ma nel dibattito pubblico tedesco si incrociano due linee di cautela: da un lato la necessità di vigilare su possibili interferenze straniere e derive estremiste, dall’altro il timore di una “caccia alle streghe” che finisca per trasformare AfD in un partito-martire agli occhi dei suoi elettori. Perché il nodo centrale, riconosciuto dagli stessi avversari politici, resta il vuoto che questa formazione è riuscita a occupare: uno spazio lasciato scoperto dai partiti “costituzionali” – cristiano-democratici, socialdemocratici, liberali e Verdi – incapaci di dare risposte convincenti alle paure di una parte consistente dell’elettorato, soprattutto nei Länder dell’ex Germania Est. È in questo vuoto che prospera la narrazione di AfD, una miscela di identitarismo, ostilità verso l’immigrazione, revisionismi storici e diffidenza verso l’Europa, capace di trasformare scandali e procedimenti giudiziari in prova della propria “diversità” rispetto al sistema. La crisi, ancora una volta, è prima di tutto politica: riguarda la capacità delle forze tradizionali di recuperare consenso e di ricostruire una rappresentanza credibile per chi oggi si rifugia nella protesta radicale.

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Idem in Francia (RN)

Idem in UK (Reform UK - Tommy Robinson)

Idem negli USA, dal gennaio 2025 vedi secondo mandato Trump

In Italia primi in Europa tra i grandi paesi (secondi dopo Ungheria) abbiamo un governo nominalmente di destra-centro, nei fatti praticamente democristiano :classic_biggrin:, che è sotto pressione per (indovina un po'?:classic_biggrin:): fare meglio e di più per garantire la sicurezza dei cittadini:classic_laugh:

Come si potrà migliorare la sicurezza dei cittadini?

a) vedi proposte della sinistra

b) vedi proposte dei brutti, sporchi e veramente molto cattivi

Poi qualcuno si meraviglia dei trend di consenso attuali?

Riassumo in sequenza alcune prevedibili obiezioni/considerazioni a quanto scritto in precedenza:

a) la sicurezza è solo un problema di bias, si sta meglio di prima non è un problema reale

b) la maggioranza dei cittadini è cattiva di natura

c) si spera che la maggioranza si rinsavisca e torni a chiedere altro (adda passà la nuttata)

 

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aldofranci
31 minuti fa, indifd ha scritto:

Come si potrà migliorare la sicurezza dei cittadini?

Sparare a vista a tutti gli immigrati.

Va bene così?

Prima che attacchi con la solita litania che è colpa della sinistra autolesionista: post che praticamente ripeti ossessivamente come un salmo pure nei 3ad sul baccalà alla vicentina, con tanto stillicidio di faccine ridenti (azzo ti ridi non so, ma ridere almeno fa sempre bene).

Ah forse sparare pare male pure a un destro tranquillo, mal travestito da sinistro autocritico?

Bene allora sono tutto orecchi per sentire la tua ricetta, perchè ancora non l'ho capita.

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15 minuti fa, aldofranci ha scritto:

la tua ricetta

Non ho proposta una ricetta, ho solo maldestramente cercato di mettere a fuoco:

a) dati: nazi e fasci in forte crescita in tutto l'occidente

b) argomenti nell'agenda quotidiana: non sono io a dettare l'agenda, io non sono nessuno o peggio :classic_biggrin:

c) proposte della sinistra e dei fasci/nazi rispetto ai temi nell'agenda quotidiana

d) trend del consenso sinistra vs fasci/nazi

I fasci/nazi sono felici almeno così appare, il problema direi che è nella sinistra.

Ad alcuni miei passati stimoli si è legittimamente risposto e ti assicuro che ho il massimo rispetto per tutte le opinioni soprattutto se diverse dalla mia con la sequenza che ho sintetizzato prima:

a) prima categoria di risposte: non esistono quei problemi su cui i fasci/nazi stanno costruendo consenso, è solo bias, i dati dicono altro ecc. ecc.

b) seconda categoria di osservazioni (assolutamente legittima NB): se il mondo va in questo modo vuole solo dire che la maggioranza è intimamente cattiva a livello personale, ovvero non ci si può fare niente (di democratico almeno)

c) terza categoria di osservazioni: ci sono periodi storici di m***** non ci si può fare nulla solo aspettare che passi la famosa nuttata cercando di ridurre i danni dove possibile

Forzare un terzo su idee non sue è una delle cose più stupide che si possa pensare e fare (questo è quello che penso a riguardo), come diceva una persona di cui ho grande stima: "primo step farsi la domanda di chi è il problema, dopo il soggetto che ha il problema se è intelligente farà tutto il possibile per risolverlo"

 

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5 minuti fa, zalter ha scritto:

Questo dovrebbe essere il minimo comun denominatore che spero faccia tenere insieme da chi vota (legittimamente) Ilaria Salis a chi vota (sempre legittimamente) Vannacci, ovvero valgono le regole della democrazia per decidere la gestione della cosa pubblica

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aldofranci
22 minuti fa, indifd ha scritto:

a) dati: nazi e fasci in forte crescita in tutto l'occidente

b) argomenti nell'agenda quotidiana: non sono io a dettare l'agenda, io non sono nessuno o peggio :classic_biggrin:

c) proposte della sinistra e dei fasci/nazi rispetto ai temi nell'agenda quotidiana

d) trend del consenso sinistra vs fasci/nazi

....................

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....................

....................

Aho ma che sei la versione gaudente di AI Mode?

Abbiamo capito, la tua ricetta ordunque?

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5 minuti fa, senek65 ha scritto:

I nazi, come la Giorgia,  come Vannacci,  offrono soluzioni semplici.

Attenzione che in altri paesi con sistemi e cultura differenti dalla nostra italica (USA/UK/Germania) se la vera destra va al governo poi attua i programmi elettorali vedi Trump su immigrazione, protezione economia interna/dazi, gestione strategica del futuro conflitto con la Cina

Poi per fortuna in occidente (non in Cina NB) esiste la democrazia e le elezioni a scadenza periodica

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briandinazareth
13 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Ma se in occidente prendesse democraticamente il potere un partito antioccidentale? Cioé, tutti i partiti esprimono valori occidentali?

 

esatto, ma siamo sempre alle solite, si confonde democrazia con il consenso, che ne è solo una parte e neppure la più fondamentale per i valori occidentali. 

si suppone che se andasse al potere un partito che vuole sterminare tutti quelli con i capelli rossi ne avrebbe diritto, perché ha preso la maggioranza. 

o anche qualcuno che dice che se prende la maggioranza non ci saranno più kubere elezioni. 

e così via

  • Melius 1
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55 minuti fa, aldofranci ha scritto:

la tua ricetta ordunque?

Assolutamente indigesta per molti :classic_biggrin: quindi non è una proposta valida per l'attuale sinistra

Però io sono solo un pir** per fortuna la sinistra vanta (sono dati oggettivi NB) la più alta percentuale di alta scolarizzazione, di una bella fetta della intellighenzia occidentale, confidiamo fiduciosi nelle élite di sinistra per avere questa proposta

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2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Dal Corriere della sera

Di Goffredo Buccini
 

Alternative für Deutschland continua a sfidare la logica politica tedesca: travolta da scandali a ripetizione, definita un pericolo per l’ordine costituzionale, eppure stabilmente ai vertici delle intenzioni di voto. I sondaggi più recenti la accreditano intorno al 26%, quota che, in un sistema frammentato come quello tedesco, la collocherebbe virtualmente sulla sedia del cancelliere, davanti ai partiti che hanno retto per decenni la Repubblica federale. Nel frattempo, le inchieste si accumulano. La vicenda che ha coinvolto Maximilian Kraus, uno dei parlamentari più conosciuti, ha riportato al centro dell’attenzione i rapporti con la Cina: un suo stretto collaboratore è risultato essere una presunta spia di Pechino. Anche un altro esponente di punta, Jan Grass, è stato indagato, mentre su un parlamentare noto per il suo profilo identitario si addensano accuse ricorrenti di aver utilizzato slogan riconducibili al lessico delle SS naziste. Sullo sfondo, alcune figure di AfD (così come di altri partiti della destra liberale) si sono spinte a “rivalutare” il comportamento delle forze armate del Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale, riaprendo un fronte storico e morale che in Germania si riteneva chiuso. Resta poi il caso, ancora irrisolto sul piano politico, della riunione di Potsdam, nella quale esponenti dell’estrema destra tedesca e di altri gruppi radicali discussero di una strategia di “remigrazione”: non solo il rimpatrio forzato dei migranti, ma anche il trasferimento nei Paesi d’origine di cittadini tedeschi di origine straniera. Un progetto che ha alimentato il dibattito sul confine tra radicalità politica e violazione dei principi fondamentali della Costituzione. Proprio su questo terreno si è mossa la lunga indagine dell’Ufficio per la protezione della Costituzione. Secondo le sue conclusioni, AfD sarebbe un partito apertamente ostile alla Costituzione, ai suoi valori e alla dignità dei cittadini tedeschi. La procedura è in corso, il partito ha presentato ricorso e lo spettro di un possibile bando – un azzeramento clamoroso, senza precedenti per una forza oggi teoricamente prima nel Paese – resta un’ipotesi discussa ma altamente sensibile, sia giuridicamente sia politicamente. L’ultimo capitolo riguarda la Russia. In Turingia, uno dei Länder dell’est dove AfD è primo partito, il deputato regionale Ringo Pullmann è finito al centro delle polemiche dopo aver presentato 47 interrogazioni su temi delicati per la sicurezza nazionale: dal rilevamento dei droni ai movimenti dei trasporti militari diretti in Ucraina attraverso il territorio del Land. Un mosaico di informazioni che, messo insieme, può offrire un quadro prezioso per gli analisti di Mosca. Non a caso, il ministro dell’Interno della Turingia ha accusato esplicitamente Pullmann di agire nell’interesse di Vladimir Putin, definendolo di fatto una spia al servizio del Cremlino. I rapporti, più o meno trasparenti, tra AfD e la Russia sono da tempo sotto osservazione. Ma nel dibattito pubblico tedesco si incrociano due linee di cautela: da un lato la necessità di vigilare su possibili interferenze straniere e derive estremiste, dall’altro il timore di una “caccia alle streghe” che finisca per trasformare AfD in un partito-martire agli occhi dei suoi elettori. Perché il nodo centrale, riconosciuto dagli stessi avversari politici, resta il vuoto che questa formazione è riuscita a occupare: uno spazio lasciato scoperto dai partiti “costituzionali” – cristiano-democratici, socialdemocratici, liberali e Verdi – incapaci di dare risposte convincenti alle paure di una parte consistente dell’elettorato, soprattutto nei Länder dell’ex Germania Est. È in questo vuoto che prospera la narrazione di AfD, una miscela di identitarismo, ostilità verso l’immigrazione, revisionismi storici e diffidenza verso l’Europa, capace di trasformare scandali e procedimenti giudiziari in prova della propria “diversità” rispetto al sistema. La crisi, ancora una volta, è prima di tutto politica: riguarda la capacità delle forze tradizionali di recuperare consenso e di ricostruire una rappresentanza credibile per chi oggi si rifugia nella protesta radicale.

Che fai? Titilli?

  • Melius 1
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