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"E' stato un raptus"


appecundria

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appecundria
Inviato

Avrebbe potuto colpire chiunque, tanto che effettivamente avrebbe sbagliato persona: la donna dai "capelli voluminosi" che M. G. D. S., 52 anni e affetto da gravi problemi psichiatrici, ammette di aver accoltellato alle spalle "per rabbia", non era quella che in precedenza, assieme ad un uomo, non gli avrebbe dato confidenza in un bar di via Mondini.
Il racconto dell'indagato, che è stato sentito dal gip Carmen Salustro, a tratti è confuso, ma certo è che appena ha visto arrivare la polizia giovedì sera ha subito detto: "Sono stato io", indicando anche dove aveva nascosto il coltello, lungo 23 centimetri e con una lama di 11.
Il suo è stato un gesto talmente incomprensibile che subito dopo aver ferito la donna, dice di essere tornato a casa e di aver chiamato un amico per andare a mangiare un gelato.

Da qui si desume però che la donna aggredita non sarebbe quella “giusta”, perché la signora A. L. T. in quel bar di via Mondini non ha mai messo piede: è stata dal parrucchiere quasi due ore, dalle 16.15 alle 18.10. Dunque "l'atteggiamento" che l'indagato non avrebbe gradito "nel locale" non può essere stato il suo. Infatti, con dichiarazioni spontanee al momento dell'arresto, M. G. D. S. ha spiegato: "Sono andato a fare merenda al bar e ho visto questa signora che aveva i capelli ricci legati", quella che poi ha seguito la descrive invece con "i capelli voluminosi", e "vedendola come un atto di rabbia, vedendola insistentemente - ha detto confusamente - alzando lo sguardo e vedendola che si girava verso la strada, notando solamente due volte che lei si è girata non verso di me, io la guardavo (...) in preda ad un atto di rabbia per l'ennesima volta, sono uscito, ho fumato una sigaretta, avevo il coltello in tasca, ho visto dopo un bel po' di tempo, non so quanto, quest'uomo che era in compagnia sua (la donna ferita era sola, ndr) ed ho visto la signora che ha girato l'angolo ed ha attraversato la strada... Non la conosco e non l'avevo mai vista, ho attraversato la strada, l'ho seguita e le ho dato la coltellata".

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Il coltello per "punire", la vittima sbagliata e il gelato dopo l'aggressione in via Libertà: "E' stato un raptus"
https://www.palermotoday.it/cronaca/donna-accoltellata-sbagliata-via-liberta-confessione-retroscena.html

appecundria
Inviato

La vittima, una 56enne, è stata soccorsa dal 118 e portata a Villa Sofia. I medici le hanno riscontrato una profonda ferita al dorso che potrebbe aver interessato anche organi vitali. Questa vicenda si presta a riflessioni su diversi aspetti...

Discopersempre2
Inviato
41 minuti fa, appecundria ha scritto:

Questa vicenda si presta a riflessioni su diversi aspetti...

.....Si che siamo alla frutta; ormai fra delinquenti, esaltati, psicopatici, gente che magari gli girano solo le pelotas (per caxxi loro), etc., è diventato un casino/rischio uscire di casa:classic_dry:.

  • Moderatori
paolosances
Inviato

Arrivano le prime iniziative politiche...

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Fabio Cottatellucci
Inviato

Uhm... un raptus ma ti sei portato il coltello da casa?

Quest'aggressione si inserisce nel filone di quella al supermercato di Bergamo (isterie collettive parlano di rapimento, che non c'è stato): atti di squilibrati a volte pericolosissimi (ricordate Kabobo?).
La cosa va trattata con medicina di territorio, e questi soggetti IMHO eventualmente rimpatriati se pericolosi.
Mi permetto di aggiungere che la vita del rifiuto umano in un Paese straniero, se hai una predisposizione al disturbo mentale, ti ci porta dentro subito.

 

  • Melius 2
appecundria
Inviato

Un punto importante potrebbe essere quello che il paziente decide in autonomia se seguire o meno la terapia, con la stessa leggerezza con la quale io decido di fare uno strappo alla dieta.

Fabio Cottatellucci
Inviato
2 ore fa, Dufay ha scritto:

E quindi?

E quindi questo è più un problema di povertà e marginalizzazione sociale che di immigrazione.
I soggetti border line possono avere provenienze sociali diverse ma un giorno tutti ti accoltellano o peggio (il ragazzino che ha ucciso quella ragazza di nome Zoe dice di non sapere che cosa gli sia preso).
Intanto il rumeno del caso specifico era noto alle Forze dell'Ordine; come mai non era stato né rimpatriato, né recluso, né ristretto in una struttura sanitaria, né vigilato sul territorio?
Forse perché per vent'anni abbiamo depauperato il controllo medico e sociale del territorio per consentire agli amici e agli amici degli amici di riempirsi la panza di quattrini fino all'orlo?

  • Moderatori
paolosances
Inviato

@appecundria è proprio questo il focus della problematica,se demandare o meno allo stesso paziente il compito di curarsi...non siamo in presenza di una patologia di poco conto,ma di converso,di una patologia che vede in primo luogo la capacità di autodeterminazione.

  • Melius 1
Fabio Cottatellucci
Inviato
52 minuti fa, paolosances ha scritto:

se demandare o meno allo stesso paziente il compito di curarsi...

I TSO sono obbligatori e vengono irrogati al paziente che abbia rifiutato le cure prescritte.
Se il paziente accetta le cure, Il TSO "scala giù" in ricovero volontario, con benefici per il paziente.

 

Inviato

Il TSO è per definizione non-volontario. 

  • Melius 1
Fabio Cottatellucci
Inviato

@Martin Hai ragione, ho cumulato due step: l'irrogazione del TSO (d'imperio, a seguito del rifiuto di curarsi) e la sua trasformazione in trattamento sanitario volontario se il paziente accetta.
Adesso elimino il cumulo di step nel mio post qui sopra, grazie.

Discopersempre2
Inviato

Certo che fra "questi" che andrebbero/si dovrebbero curare/curati (però girano vol coltello😐) e quelli, come il *tizio che a seguito di un alterco insegue la vittima e gli spara dal finestrino, è un casino.

Io cosa fare, specie nel secondo caso, lo saprei.... però :classic_dry:.

*: Notizia di qualche giorno fa'.



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