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Pollini di nuovo alla Scala, ed è subito polemica


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Il 30/6/2021 at 21:22, OTREBLA ha scritto:

Ci sono dei passaggi che, puttanalamiseria, rifulgono come oro zecchino.

Non ricordo più chi ha detto che la vecchiaia è come un areo che si dirige diritto nella tempesta.

Alberto, in poche parole hai fatto una sintesi perfetta su Pollini, sintesi anche di quello che penso anch’io.

E però, e rispondo anche all’amico @Grancolauro oltre che ad Alberto, ci sono anche serate no, dal vivo dico!

La Sony ha riproposto un cofanettone di numerosi concerti dal vivo di Horowitz (The Unrelesead Recordings) , tutti con lo stesso programma, più o meno, e lá dentro ci ha messo le serate migliori. E, con 15 anni meno del Pollini attuale, ci sono sere in cui gli errori sono almeno il doppio di quelli del vecchio Pollini! Ascoltare per credere...

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E ci sono serate splendide: ho assistito dal vivo, in Germania, su invito della DG (in realtà avevo vinto l’estrazione per l’acquisto di un cofanetto, no, non sono un VIP, alla serata in cui Pollini ha eseguito e registrato dal vivo le ultime tre sonate di Beethoven. Una maratona impensabile portata a termine con risultati bellissimi...se n’era parlato nel vecchio Forum...

 

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@Iohannes Credo non esista versione più bella della prima ballata di quelle di Benedetti Michelangeli. Non era umano😍!

Molto bella anche quella del 1962 e quella in studio  Deutsche Grammophon. 

Per chi è un fanatico fan di Benedetti Michelangeli consiglio vivamente la lettura del libro di Piero Rattalino: Arturo Benedetti Michelangeli, l'asceta. Lo sto leggendo. Molto interessante.

 

 

 

 

Il 8/7/2021 at 02:35, tarantolazzi ha scritto:

Rachmaninov (un altro Maradona, consentirai) TOLSE DAL SUO REPERTORIO la Sonata in si min. di Chopin

 

Beh, darei qualcosa per avere quella di Rachmaninoff, e lascerei quella di Hofman tra le retrovie.

Ciao
C

analogico_09

Io penso che per poter ascoltare ancora Polini, che fu o che resti un grande, va benissimo anche con questi suoi limiti, benissimo; ma per ascoltare Chopin la sua musica, la sua "visionarietà musicale devastante (quanto spesso per parlare ed esaltare gli interpeti dimentichiamo i compositori, la musica...), per quelle che sono le mie aspetative a fronte di ciò, direi che si possa tranquillamente girare pagina.

 

 

analogico_09
Il 1/7/2021 at 01:03, maverick ha scritto:

A 80 anni ci sta,  ne ricordo pochi che a quell'età erano ancora tecnicamente immacolati (Backhaus ? Arrau? Rubinstein?..., sul primo direi di sì, sul secondo non giurerei, ..

 

Potremmo giuare anche sul terzo... Ho avuto modo di ascoltare  due o tre volte al vecchio auditorium santaceciliano alla Conciliazione a cavallo dei '60 e dei '70 un Rubinstein già ottantenne che faceva venire ancora la febbre al pubblico sia con Chopin, con Beethoven, ecc, mentre afforntava anche pezzi virtuosistici e di grande impatto "spettacolare" come la Danza del fuoco di De Falla lasciandoci stecchiti... Magari allora ci capivo meno di quanto non capisca neppure oggi.., ma a testimonianza vorrrei postare questo concerto del pianista russo del 1975, quando aveva 85 anni suonati...

La "vecchia" è uno stato mentale (anche fisico ma non sempre invalidante),  diciamoglielo ai babbioni ibridi, semi giovani non ancora anziani che i vecchi nascono tali e che non potendosi rassegnare al loro destino disprezzano come forma di "vendetta" cieca i veri vecchi nati giovani e che hanno ancora del meravigliosamente giovane nel core, nell'alma e nelle cerevella... 😄

 

Da guardare direttamente sul sito you-tube
 

 

@tarantolazzi

Quanto alla Ballata di Hofman, e più in generale su tutto il suo pianismo, non mi strapperei in particolare e non mi sono mai strappato in generale i capelli dalla testa... è certamente un talento riconosciuto e celebratissimo, ma a me ha sempre dato l'impressione di uno che suona tanto per suonare e, come dire, non avendo niente di meglio da fare.

C'è sempre un'approssimazione esecutiva che stride e cozza con la grandezza di mezzi tecnici ed espressivi, e la sporcizia fin troppo evidente sa sempre troppo di uno che passa di lì e suona la Waldstein giusto perché l'aveva letta il giorno prima ma non si ricorda tutto e in tanti passaggi ci mette del non dovuto.

Quando ascolti Horowitz e ragioni sulla sua evoluzione storica, ripescando come suonava lo scherzo in mi maggiore negli anni '30 e come suonava la 4a ballata 50 anni dopo, riconosci che c'è un percorso di grande rigore estetico e, in ultima analisi, etico. E le note sbagliate, che negli anni '30 erano miracolosamente assenti pur nel contesto di un virtuosismo senza eguali, fanno parte di un approccio interpretativo che parte da una capacità geometrica di fenomenale essenzialità e che diventa licenza poetica di incandescente inventiva allo scoccare degli 80 anni. Con Hofman c'è solamente il dato prestazionale, immerso in un mare di fallosità, come un Maradona che non segna il 2 a zero contro l'Inghilterra ma si limita all'ancorché geniale "mano de dios" del primo gol, gol che anche quello solo lui avrebbe potuto segnare.

Ciao
C

  • Melius 1
Il 14/7/2021 at 12:26, SimoTocca ha scritto:

La Sony ha riproposto un cofanettone di numerosi concerti dal vivo di Horowitz (The Unrelesead Recordings) , tutti con lo stesso programma, più o meno, e lá dentro ci ha messo le serate migliori. E, con 15 anni meno del Pollini attuale, ci sono sere in cui gli errori sono almeno il doppio di quelli del vecchio Pollini! Ascoltare per credere...

In quel cofanetto, che ho ed ha perle straordinarie unite a cose imbarazzanti, c'è l'evoluzione in quegli anni di Horowitz, comprese prestazioni che non finirebbero in nessun disco, se non si trattasse di Horowitz.

Tanto che la Sony scrive che un altro paio di registrazioni non sono state nemmeno pubblicate, appunto per non offuscare  il ricordo di un genio, che per evidenti motivi di salute, in un certo periodo ha suonato in maniera imbarazzante.

Poi vent'anni dopo riprese a suonare in maniera meravigliosa.

È comunque un cofanetto da avere, tra l'altro meravigliosamente registrato.

analogico_09
Il 1/7/2021 at 09:08, Grancolauro ha scritto:

Un confronto interessante mi sembra possa essere quello con Richter.

 

Di tutte le esecuzioni della Ballata nr. 1 di Chopin, quella che mi rapito di più è quella di Richter.

Amo molto Michelangeli, Horowitz, ecc, interpreti superiori, ma credo che, aldilà dello "stile" e delle tecniche di cui in ogni caso da' eccelsa prova, la musicalità del pianista russo è ineguagliata; solo lui, con una forma asciutta, implacanile, mai "raggelata,  riece a toccare le corde più profonde e "dolorose" della "tormentata" , ansiosa e nevrotica anima musicale di Chopin, capace di inarrivabili slanci lirichi che formano stupefacendi contrasti di ombre e luci, di torsioni e distensioni, e che per tale ragione si fanno geniali al massimo grado.

 

Ho provato a riascoltare Pollini alla scala, potrei apprezzare l'intenzione, la passione che cerca ancora di metterci, la stesse che ebbe e che sembra tornare in forma "fantasmica", ma i limiti tecnici castigano inesorabilmente il linguaggio che mostra troppi momenti di sfasamenti espressivi.

 

Tra i grandi pianisti che hanno inteso la loro vecchiaia non come resistenza al passare del tempo ma come una fase nuova del loro percorso artistico, credo vada ricordato anche Claudio Arrau. Posto qui sotto la registrazione di un recital del 1982 dove Arrau suona gli Addii di Beethoven e la sonata di Liszt. A 79 anni Arrau sembrava aver trovato un equilibrio interiore, specie nel suo amato Liszt, che lo portava a dilatare i tempi e a mettere in secondo piano il virtuosismo, per trasformare questi brani in narrazioni dolenti, dove le pause e i silenzi valgono più delle masse e delle architetture sonore.

Un recital molto bello, secondo me

 

  • Melius 1
tarantolazzi
Il 16/7/2021 at 16:07, Carlo ha scritto:

ma a me ha sempre dato l'impressione di uno che suona tanto per suonare e, come dire, non avendo niente di meglio da fare.

Sempre interessante Carlo.....Io lo posizionerei un po' piu' in alto, ma va ammesso che il suo essere molto preso dai brevetti meccanici e dalle beghe della scuola dove insegnava.....insomma possono essere indizi che avvalorano le tue tesi.

Ciao!

@Grancolauro  Non sono troppo ammiratore di Arrau, ma il suo Liszt della saggezza senile, così poco virtuosistico dal punto di vista della prestazione velocistica, ma così musicalmente risolto, rotondo, finisce per catturare l'attenzione. La Sonata è molto molto bella...ma anche gli studi trascendentali li trovo molto interessanti. Mi manca la vertigine delle letture di un Berman, o di Cziffra, o di Ovchinnikov, ma si guadagna su un altro fronte...come diceva Carlo, gli studi sembrano movimenti di sonata. 

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