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Ampli commerciali con valvola 2A3.


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3 ore fa, avv ha scritto:

@mariovalvola Approfitto della tua competenza per chiederti se il "Single Parallel " sia una vera topologia circuitale o una trovatta commerciale.

Grazie

 

Il PSE non mi piace. Trovo sia una pessima idea raddoppiare la corrente che scorre nel primario del trasformatore di uscita, ne limita la qualità. Se devono essere due tubi per canale allora molto meglio il PP.

  • Melius 2
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3 ore fa, avv ha scritto:

negli ampli Otoman leggo di una caratteristica O.U.D.D.C.

Di che si tratta?

Ultra Operation Direct Drive Circuit...è una delle soluzioni più raffinate (e rare) nel mondo dell'amplificazione valvolare, in pratica è un sofisticato modo di pilotaggio delle valvole finali senza l'uso di componenti che solitamente "sporcano" il suono come i condensatori di accoppiamento tra la valvola pre amplificatrice e quella finale di potenza.

.

Il condensatore di accoppiamento anche se di qualità agisce come un filtro che introduce rotazioni di fase e colorazioni, mentre nel caso della soluzione OUDDC  il segnale passa direttamente da una valvola all'altra.

.

Tutto ciò si traduce con un aumento della banda passante in estensione soprattutto nei bassi, e una purezza timbrica disarmante, e vi assicuro che tutto ciò è assolutamente vero. 

.

Quando ho effettuato l'ascolto della versione Single ended con le 2a3 in push pull sono rimasto assolutamente basito dal controllo e la dinamica straordinaria con la quale facevano letteralmente volare le Forte III.

.

Per concludere il discorso sulla soluzione U.O.D.D.C, qualcuno prima giudicava i prezzi di Otomon bassi, e qualcun'altro sospettava una bassa qualità, ed invece esattamente il contrario.

.

Per effettuare l'accoppiamento diretto tra le 2 valvole dato che le tensioni delle valvole si sommano, se il tutto non è progettato in maniera eccellente a livello di circuitazione di alimentazione e con componenti di altissima qualità, (es. trasformatori Tango o Tamura) si rischia di bruciare tutto dopo un nanosecondo dall'accensione.

.

In effetti i circuiti di alimentazione negli amplificatori Otomon sono separati e progettati per far si che le valvole lavorino in un regime di ultra stabilità.

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https://melius.club/topic/28557-ampli-commerciali-con-valvola-2a3/page/3/#findComment-1705627
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Probabilmente, per attuare il "giochino", il tubo driver viene alimentato con una tensione negativa al "catodo" e l'anodo viene tenuto a massa attraverso l'induttore. Alla griglia della finale, arriveranno pochi V negativi ( la tensione dipenderà dalla corrente circolante nel tubo driver e dalla Rdc dell'induttore ). Per raggiungere la corretta polarizzazione della finale si userà un bias automatico necessario per integrare la polarizzazione fornita dal collegamento diretto (in sintesi, un mix tra bias fisso e automatico). Il tutto complica un poco l'alimentazione ma fornisce, probabilmente, un ottimo comportamento al clipping. Andrebbe verificato in fase di accensione cosa succede. In linea di massima, l'anodica della finale dovrebbe essere ritardata. E' una soluzione elegante che, però, non risolve il problema di molti single ended: la cancellazione armonica. E' un circuito che richiede un serio monitoraggio e probabili lievi aggiustamenti ogni volta che si sostituisce il tubo driver e/o la finale

  • Thanks 1
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@ildoria76 l'accoppiamento diretto tra due tubi l'ho provato in tutte le salse. Sostanzialmente ha due problemi:

1) Il punto di lavoro dei due tubi è un compromesso, non è possibile ottimizzarlo al massimo per entrambi i tubi ma si deve trovare qualcosa che funzioni discretamente per l'accoppiata. 

2) La stabilità e l'affidabilità nel tempo sono scarse, c'è il rischio di friggere tutto. Non è un circuito che può durare decenni senza problemi. 

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@OLIMPIA2 ex-ante, i punti di lavoro li puoi decidere bene ma non puoi vendere l'ampli senza tubi perché devi aggiustare le correnti sui tubi che hai. Se il tubo driver si esaurisce la corrente circolante nella finale tende a salire. In sintesi, potrebbe essere un ottimo circuito ma l'utente deve effettuare puntuali verifiche altrimenti la finale rischia di soffrire. Non è l'ampli per il tube roller sfegatato.

Tutto questo, secondo me.

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@mariovalvola mah... per me l'accoppiamento diretto è un compromesso troppo rischioso per un prodotto commerciale. Rischi di bruciare driver, finale e trasformatore di uscita. 

Certo sI potrebbe controllare tutte le tensioni e correnti con circuiti servo ma la complessità ed il costo sarebbero elevati.

Sostanzialmente preferisco un bel trasformatore di interstadio😉

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@OLIMPIA2 Con me, sfondi una porta aperta sui trasformatori interstadio. Ciò non toglie che il circuito abbia la sua validità. Le possibili lievi sovracorrenti alla finale, non creerebbero effetti pirotecnici ma solo una inutile e precoce usura della valvola finale ( pochi volt di variazione, vista la Gm non altissima non portano a disastri ).

2V di variazione del negativo porterebbe a un aumento di 10mA circa. ( senza considerare l'effetto della parziale polarizzazione automatica ). Certo, non fanno bene al tubo finale ma non si rompe nulla. Semplicemente il tubo finale si usura precocemente. Immagino che si sia utilizzato un punto di lavoro non estremo.

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@mariovalvola cosa succede se si guasta il tubo driver? 

Per me non è un circuito stabile. 

E non puoi usare punti di lavoro estremi (che spesso sono quelli che suonano meglio).

Resta il fatto che un integratino con la 6EM7 da 1,5W con accoppiamento diretto l'ho fatto 20 anni fa e funziona ancora bene, ma è un progetto semplice (less is more).

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@OLIMPIA2 Se si guasta il tubo driver, ti perdi solo l'apporto di polarizzazione ( molto limitato ) derivante dall'accoppiamento diretto, parzialmente mitigato dal preponderante bias automatico della finale. Nel tempo si usura precocemente la finale ma, se ci ragiono un attimo, nulla di più. Sicuramente si richiede un utente consapevole. Se ragiona come Imai, i punti di lavoro estremi vengono notevolmente ridotti. Sul fatto che suonino meglio è un tuo legittimo punto di vista. Che strumentalmente ci sia una minore distorsione è vero ma il resto è molto più controverso. Basti pensare a Camorani con i suoi Kismet con la 2A3.

Prima aveva seguito l'orrenda moda del tubo tirato come nel triodino. Poi, è ritornato sui suoi passi facendola lavorare a 250v 50 mA.

Io sono ancora più estremo. La WE300B la impiego a 300Vak 60 mA. 

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ildoria76
10 ore fa, OLIMPIA2 ha scritto:

l'accoppiamento diretto tra due tubi l'ho provato in tutte le salse. Sostanzialmente ha due problemi:

1) Il punto di lavoro dei due tubi è un compromesso, non è possibile ottimizzarlo al massimo per entrambi i tubi ma si deve trovare qualcosa che funzioni discretamente per l'accoppiata. 

2) La stabilità e l'affidabilità nel tempo sono scarse, c'è il rischio di friggere tutto. Non è un circuito che può durare decenni senza problemi. 

@OLIMPIA2 io non sono un costruttore di amplificatori e sicuramente tecnicamente non ho le tue competenze in merito, ma credo che il sig. Ken Uesugi sappia molto bene il fatto suo, come si dice dalle mie parti. Non credo che si diverta a creare dei gioielli simili così fragili altrimenti ne avrebbe il suo laboratorio strapieno.

Mino Di Prinzio non è l'ultimo arrivato e se lui ne ha alcuni nel suo negozio per me è un'ulteriore garanzia....poi se si ha anche la fortuna di poterli ascoltare il cerchio si chiude e forse tutte queste paure vengono meno.

Credo che il bias si autoregoli, basta attenersi alle disposizioni tecniche di Otomon, se dice che per quel modello possono andare bene sia le 2a3 che le 45 penso si possa stare abbastanza tranquilli, poi se c'è da fare qualche piccolo controllo o regolazione credo che ne valga ampiamente la pena per i risultati che riesce a regalare al consumatore finale.

Hanno una marcia in più o per lo meno per la loro fascia di prezzo penso che abbiamo pochi rivali

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